Sylvan Esso: il secondo album arriva il 28 aprile

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Il secondo album dei Sylvan Esso, si intitola What Now, arriverà il prossimo 28 aprile e sembra già soddisfare le promesse del debutto con l’omonimo album del 2014.

Produzione è audace, voci intense, melodie irresistibili.
Un album scritto nel 2016, quindi legato al caos di un paese che sta per perdere il controllo, da due persone chiuse in studio stupefatte da quello che vedevano fuori. È un album sia politico che personale, nel quale i confine tra i due si confondono, un album sull’innamorarsi per poi imparare che non ti salverà, sulla condivisione delle informazioni e la sottile linea tra consapevolezza di sé e narcisismo; sull’incontrare i propri successi personali per poi sentire una piacevole sensazione piuttosto che il ruggito della realizzazione; sulla schiacciante realizzazione che nessun progresso potrà mai essere permanente.

Brunori Sas: partito da Bologna con due sold out il nuovo viaggio live

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Brunori Sas
è tornato sul palco con A casa tutto bene tour, il viaggio musicale di 18 tappe nei più importanti club e teatri d’Italia che ha debuttato all’Estragon di Bologna con due straordinarie date da tutto esaurito ed è già un successo in prevendita con 9 date sold out e 2 raddoppi.

“L’idea è, da una parte, di rendere il disco per come l’abbiamo suonato perché amo e rispetto la produzione e il suono di questo lavoro, dall’altra, di restituire un certo tipo di energia che è propria e si adatta perfettamente all’atmosfera del club”, racconta Brunori.
Uno vero e proprio spettacolo che non tralascerà i brani storici del cantautore, portando sul palco il nuovo impianto sonoro di A casa tutto bene, il quarto album di inediti, che ha debuttato sul podio della classifica dei dischi più venduti.
Durante il live si alterneranno momenti di puro divertimento ad altri più intimi e riflessivi e Brunori sarà accompagnato dalla sua band storica, composta da Simona Marrazzo (cori, synth, percussioni), Dario Della Rossa (pianoforte, synth), Stefano Amato (basso, violoncello, mandolini), Mirko Onofrio (fiati, percussioni, cori, synth) e Massimo Palermo (batteria, percussioni), Lucia Sagretti (violino).

Fabio Cinti guarda le tue foto su Facebook nel video di Mondo in vetrina

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Il video ufficiale c’è, e lo vede impegnato a guardare la TV in bianco e nero in una stanza d’albergo, quando gli viene consegnata una misteriosa scatola da torta….

Ma per Mondo in vetrina, nuovo estratto da Forze elasticheFabio Cinti ha pensato anche a un altro video: quello in cui alla sua TV passano le foto di Facebook. Le mie foto, ma anche le tue, proprio di te che stai leggendo, e di chiunque altro.
Un video personalizzato che si può guardare seguendo questo link.
“La dualità dell’esistenza individuale tra virtuale e reale rappresentata in un momento imprecisato della vita, in un tempo che è insieme reale e irreale, tra ossessione e immaginazione, alla ricerca – forse senza successo – di regole perdute”.
C’era chi diceva “le regole son morte”,
invece erano storte
e non se ne accorgeva. 

BITS-CHAT: L'odore della vita. Quattro chiacchiere con… Amara

Vita, amore, pace, speranza.
Non si contano le volte che Amara usa queste parole nei testi delle sue nuove canzoni. Così come non si contano le volte in cui queste stesse parole ritornano nel corso del nostro incontro, mentre la ascolto parlare del suo secondo album, intitolato proprio Pace.
Erika Mineo, in arte Amara, si era già messa in luce molto bene nel 2015, quando si era presentata sul palco di Sanremo tra le nuove proposte con Credo: non ha vinto, ma ricordo che in quell’occasione molti manifestarono entusiasmo per quella ragazza capace di scrivere e cantare con così tanta consapevolezza cose che sentiva e viveva davvero. La stessa sensazione che si sente oggi tra le righe dei nuovi brani, che tra elettronica e atmosfere sinfoniche arrivano a toccare temi universali, scritti e cantati con una limpidezza che fa davvero meraviglia.
Non è quindi un caso se Fiorella Mannoia quest’anno è tornata a Sanremo dopo trent’anni portando un brano – quel tanto osannato Che sia benedetta – scritto proprio da Amara.
16797378_1118463888263410_1763400978893838872_oPace: è più una ricerca o uno stato d’animo?
Per me è soprattutto pace interiore, quello che cerco da sempre e che forse finalmente adesso ho raggiunto: stare bene con se stessi vuol dire stare bene con il mondo, se l’uomo è in guerra con se stesso è in guerra con il mondo. “Siamo noi la vita, siamo noi la pace” canto nel brano, e intendo proprio questo, riscoprire il senso della vita, perché il vero miracolo siamo noi e noi siamo ciò che sentiamo. La nostra mente in teoria dovrebbe essere l’arma più importante dell’uomo, il nostro miglior amico, ma diventa il nostro peggior nemico se non siamo in pace con noi stessi.
Come è nata la collaborazione con Paolo Vallesi?
Non credo al caso, ogni incontro ha un significato: io e Paolo ci siamo conosciuti l’anno scorso a Prato in occasione di una manifestazione di beneficenza. Si è subito creata una sinergia, ci siamo osservati e ci siamo presi: nella sua carriera ha portato nella musica messaggi bellissimi, basta pensare a La forza della vita o Le persone inutili. Abbiamo passato una notte intera a parlare di musica e abbiamo deciso di fare questa esperienza insieme, così è nato il pezzo. L’abbiamo presentato a Sanremo, ma purtroppo non è stato ammesso alla gara: il fatto che Carlo Conti l’abbia voluto comunque sul palco per il suo messaggio mi rende orgogliosa, anche perché quest’anno per me Sanremo ha avuto un valore importantissimo.
L’album arriva dopo un viaggio che hai fatto in Africa. Cosa ti ha lasciato quell’esperienza? E secondo te il disco sarebbe stato così senza quel viaggio?
Impossibile dirlo, perché il viaggio c’è stato e diversamente non so cosa sarebbe successo alla mia musica. Di sicuro, in me è accaduto un cambiamento: ho ritrovato un contatto con me stessa che non avevo più, un contatto primordiale, con la parte animale che difficilmente riusciamo a sentire. Stare con quelle persone mi ha fatto vedere la relazione reale con il tutto, il rispetto per la Madre Terra. Di questo parlo in La terra è il pane, “nessuno schiavo, nessun è padrone, siamo tutti figli di questa terra, frutti di questa terra”. La terra ci permette di essere vita, ci ossigena, ci nutre, ci ama, ci dà energia. Ai nostri occhi la realtà dell’Africa appare povera, ma io l’ho vista ricca, di valori, odori, colori, non abuso, uso, rispetto: quelle persone vivono la vera condizione del rapporto umano, abitano il pianeta nel modo più semplice. Fanno quello che hanno sempre fatto, bevono l’acqua del fiume, e sono del tutto ignari di ciò che accade fuori, non sanno i danni che stiamo arrecando al clima, e in questo sono schiavi, si ammalano perché noi facciamo loro del male attraverso i nostri comportamenti sbagliati verso l’ambiente, subiscono la nostra arroganza.

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Terribile pensare che loro non sappiano nulla…
Per loro conta solo l’essenza e non guardano l’apparire. Hanno un rapporto bellissimo con la natura: sanno prevedere la pioggia, ascoltano la natura, la respirano. Tutti dovrebbero andare in Africa per rendersi conto di cosa significa, per riscoprire la parte nascosta.
Scorrendo i titoli dei brani, si trovano parole come grazie, pace, pane, bellezza, fantasia, filastrocca, amore. Dove trovi tutta questa positività?
Vivo l’attualità e la società come la vivono tutti, e non voglio fare della mia vita una dottrina. Ognuno ha un suo punto di vista, una verità interiore da ricercare per dare un senso alla vita e comprenderla. Ogni cosa che viviamo è un insegnamento per arrivare a una totalità: la cura per non cadere nelle brutture è staccarsi da tutto quello che crea interferenza, ed è per questo che a volte decido di isolarmi, quasi in una sorta di eremitaggio. Sento il bisogno di staccare il collegamento dalla TV, dai social e cerco il contatto con la parte reale, la natura, che ti inonda con la sua frequenza perfetta a 432 Hz. In questo modo posso tornare alla bellezza, perché la natura è una grande maestra e ti fa capire quanto sia importante rispettare il tempo di ogni cosa. La natura ha un caos interiore, che è anche il suo ordine. Se guardo la televisione o leggo i giornali si parla di crisi, morte, disordine, e questo porta paura, porta a essere vittime di quello che c’è fuori, perché siamo tutti in relazione con il mondo che ci circonda. Ecco perché non possiamo permetterlo e dobbiamo staccarci dalle interferenze.

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In questo la musica ti aiuta?
Scrivere una canzone vuol dire lavorare con la magia, perché crei una cosa che non c’è visivamente. Quando suoni magari ti rifai a qualcosa che è scritto su un foglio, ma quando scrivi fermi il momento cosmico: se mi arriva una frase la devo scrivere, altrimenti la perdo, perché di fatto non esiste. Quando sono a casa, nei miei silenzi, nella mia dimensione, mi siedo e cerco quel suono che accenda il “tasto on” nella mia mente e mi faccia riportare sulla carta quella frequenza magica. E’ un po’ come con le persone, cerco sempre di andare in profondità, di vedere oltre che guardare.
Anche Che sia benedetta sembra inserirsi perfettamente nel contesto dell’album. 
Oggi tutto va così veloce, e allo stesso tempo così lentamente, che sembra che a 30 anni non si possa avere la consapevolezza del valore della vita, ma a 30 anni si è adulti e io oggi mi sento donna, anche se non ho un figlio. Da quando ho iniziato a vivere la vita con questa sensibilità non posso che benedire questo dono. La vita è davvero perfetta, ce lo insegnala natura, una grande maestra: vedere un albero che aspetta la stagione giusta per manifestare i suoi colori e i suoi odori o una madre che mette al mondo una vita è un grande miracolo. E’ l’essere umano che la rende imperfetta.
Pensi che oggi la musica svolge un compito diverso rispetto al passato per la società?
Non saprei. Oggi, a noi che viviamo il nostro presente, appare tutto uguale, ma penso che anche in passato fosse così: del passato è rimasto quello che doveva restare, il resto se n’è andato, e anche in futuro sarà così.

Per rivisitare C’è tempo di Fossati hai chiamato Simona Molinari; come ti sei trovata in questa collaborazione? 
Io e Simona siamo due massimi opposti, anche vocalmente, ma questa è la prova che le diversità possono coesistere, e la ringrazio tanto per il suo contributo. E’ un’amica e un’artista che stimo molto. Reputo questa canzone una vera opera, un pezzo importante che ho voluto omaggiare per due motivi: mi ha insegnato prima di tutto a non avere paura del tempo e che ogni cosa accade se si ha la pazienza di attenderla, e poi mi ha trasmesso un senso di responsabilità, perché per me quella canzone è stata motivo e forza di vita, per cui mi fa sperare che le mie canzoni possano fare altrettanto per altri.
laycard_1228Di chi è la voce che si sente in Filastrocca d’amore?
Di Gaia, la nipotina di un mio caro amico. Ha letto questa filastrocca con la spontaneità tipica dei bambini. Parla dell’educazione del cuore, e quando mi sono trovata davanti il testo mi sono chiesta quale fosse il modo migliore per raccontarlo. Fin dall’inizio sentivo che doveva intitolarsi Filastrocca d’amore e ho pensato che non c’è maestro di vita più grande di un bambino. Le parole “se appoggi la mano all’altezza del cuore, tra il battito e il flusso ci trovi l’amore” pronunciate con quella cantilena hanno una forza incredibile. Quando ho detto al mio produttore che volevo inserirla nel disco mi ha risposto che stavamo facendo una follia, ma alla fine l’ho tenuta così, senza musica, registrata da Whatsapp.
Ascoltando Quando incontri la bellezza mi è venuto in mente il brano di un altro cantautore, Fabio Cinti, che in E lei sparò dice “la bellezza, si sa, ti tocca e poi se ne va”. Tu pensi che la bellezza si possa fermare?
La bellezza si può vedere, contemplare, anche vivere, ma non si può prendere. Quando nella canzone dico “l’amore è nel sorriso quando incontri la bellezza” intendo proprio questo, qualcosa che si può solo ammirare.

Nel disco hai inserito Un altro sole, che Loredana Errore aveva già cantato nel suo ultimo album, Luce infinita. Perché hai scelto di riproporla?
Ci sono canzoni a cui sono legata in modo diverso: tutte sono importanti, ma alcune sono come fotografie, passaggi di vita forti. Le canzoni sono un po’ i miei selfie, che non amo fare sui social. Un altro sole mi ha spinto verso la pace: quando vivi una vita che non ti appartiene, ti trovi in uno stato di inutilità e l’unica cosa che puoi fare è aspettare che torni il sole e ritrovare la pace.
Per concludere, una domanda di rito per BitsRebel: che significato dai al concetto di ribellione?
La ribellione è crescita, rivoluzione interiore. Dobbiamo prima di tutto ribellarci a noi stessi, siamo noi i nostri più grandi nemici.

Robbie Williams, "The Heavy Entertainment Show" certificato oro

ROBBIE WILLIAMS

“THE HEAVY ENTERTAINMENT SHOW”

CERTIFICATO ORO

IN TOUR IN ITALIA IL 14 LUGLIO A VERONA E IL 17 LUGLIO A BAROLO

 

L’album di Robbie Williams “The Heavy Entertainment Show”, uscito lo scorso novembre, ha ricevuto la certificazione ORO anche in Italia, dopo aver collezionato il disco di platino in Gran Bretagna e quello d’oro in Australia, Austria, Germania e Olanda. E a coronamento della sfilza di oro che aveva già ricevuto con i singoli “Party Like a Russian” e “Love My Life”.

Protagonista come super ospite al Festival di Sanremo, dove, ancora una volta, ha dimostrato di essere il miglior intrattenitore al mondo anche per un sorprendente bacio finale a Maria De Filippi, e fresco del BRITS ICON AWARD all’ultima cerimonia dei Brits Awards 2017, Robbie Williams si sta preparando per il suo tour che partirà il 2 giugno all’Etihad Stadio di Manchester Ventinove e arriverà il 14 luglio allo Stadio Bentegodi di Verona e il 17 luglio a Barolo.

“The Heavy Entertainment Show” si è contraddistinto anche per le collaborazioni: oltre al fido Guy Chambers, sono da segnalare i featuring di John Grant (“I Don’t Want To Hurt You”) e di Rufus Wainwright (“Hotel Crazy”). Hanno contribuito alla scrittura dei testi e delle musiche: Brandon Flowers dei The Killers (“Mixed Signals”), Ed Sheeran (“Pretty Woman”), Stuart Price (che ha anche prodotto le tracce: “Bruce Lee” e “Sensitive”) e soprattutto le “speciali partecipazioni” di Serge Gainsbourg (nella title track “The Heavy Entertainmnet Show”) e Sergei Prokofiev (“Party Like A Russian”).

Renzo Rubino si prende… Il gelato dopo il mare

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Il gelato dopo il mare è rallentare, è prendersi tempo, è mio nonno Lino che si divora un gelato in copertina con la stessa voracità irresponsabile dei bambini. E’ il mio disco di ritorno. Solido come i pensieri che hanno il tempo di sedimentarsi. Incontenibile come il mio desiderio più grande: condividerlo con i vecchi e i nuovi fan”.

A tre anni dal suo ultimo lavoro, Renzo Rubino torna con Il gelato dopo il mare, che uscirà per Warner Music Italia venerdì 31 marzo.
Un lavoro molto privato, in una dimensione musicale ricca che nei suoi contrasti cromatici suona come un inno alla vita, e nei testi tra dinamismo emotivo e vena letteraria.
Ad aprile Rubino inizierà un tour di presentazione di cui verranno a breve annunciate le date.

VINICIO CAPOSSELA: al via oggi da Torino il tour "Ombra. Canzoni della Cupa e altri spaventi", un live suggestivo nei teatri d'Italia legato all'immaginario dell'Ombra

VINICIO CAPOSSELA

OGGI AL VIA IL TOUR

“OMBRA. CANZONI DELLA CUPA E ALTRI SPAVENTI”

un live suggestivo nei teatri d’Italia legato all’immaginario dell’Ombra

Sulla pagina Facebook ufficiale dell’artista

lo speciale ALMANACCO DELL’OMBRA

www.facebook.com/viniciocapossela

Al via oggi, lunedì 27 febbraio, da Torino il tour di VINICIO CAPOSSELA “Ombra. Canzoni della Cupa e altri spaventi”, con cui l’artista porta nei teatri d’Italia la seconda parte del suo ultimo album “Canzoni della Cupa” e brani di repertorio legati a doppio filo all’immaginario oscuro e misterioso dell’Ombra.

«Da molti anni, nei tour che seguono l’uscita di un disco, mi sforzo di mettere in scena l’immaginario dell’opera racconta Vinicio Capossela -E’ la grande possibilità dei concerti in teatro, realizzare la cosiddetta “sospensione dell’incredulità”. In questo prossimo tour l’Ombra è la materia sostanziale, esistenziale, scenica dello spettacolo. Si tratta di abituarci al buio e finire in una specie di ipnosi a metà tra veglia e sonno che faccia affiorare in noi le creature che ci abitano. Che ci conduca nell’Ade, o nel buio di una siluette, o nel rovescio di uno specchio, o in un bosco nella notte di plenilunio, o nei riflessi di una caverna. Ci sarà un gruppo musicale dalla timbrica ombrosa, corde di violino, onde elettromagnetiche, membrane di tamburo. Nel foyer sarà anche disponibile una cabina per chi voglia farsi fotografare l’ombra dal viso, la parte evanescente di noi stessi, la più misteriosa e nostra. E soprattutto ci sarà il racconto che, sia pure in forma frammentata, genera in noi le più ampie ombre».

La data zero del tour si è svolta con grande successo il 25 febbraio a Cascina (Pisa). Hanno già registrato il sold out i concerti previsti domani, 28 febbraio, al Teatro degli Arcimboldi di Milano e l’1 marzo all’Europauditorium di Bologna.

Intanto, Vinicio Capossela, dalla sua pagina Facebook ufficiale www.facebook.com/viniciocapossela, ha battezzato il periodo dell’Ombra con un messaggio in cui invita a costruire insieme l’ALMANACCO DELL’OMBRA: «Cari tutti, oggi 1° febbraio inizia il mese in cui andremo a battezzare l’Ombra. Da oggi iniziamo a tenere un almanacco dell’Ombra. È una caccia alle ombre aperta a tutti! Ogni vostro spunto, citazione, ombrosa riflessione è gradita da condividere. Se volete scriveteci la vostra con un messaggio privato, ne faremo buon uso!»

Il periodo dell’Ombra per il cantautore è partito ufficialmente nel giorno di Sant’Antonio Abate (17 gennaio), festività della tradizione contadina in cui vengono benedette le stalle e i campi con grandi falò e si dice che gli animali parlino: nell’occasione, Vinicio Capossela si è esibito alla Focara di Novoli e ha diffuso il video di “Scorza di Mulo” (visibile al link https://youtu.be/AHuL0hKpkjo), brano contenuto in “Canzoni della Cupa” (La Cùpa/Warner Music).

Di seguito le date del tour “Ombra. Canzoni della Cupa e altri spaventi(prodotto e organizzato da F&P Group): il 27 FEBBRAIO al Teatro Colosseo di TORINO, il 28 FEBBRAIO al Teatro degli Arcimboldi di MILANO sold out, l’1 MARZO all’Europauditorium di BOLOGNA sold out, il 3 MARZO al Gran Teatro Geox di PADOVA, il 6 MARZO al Politeama Greco di LECCE, il 7 MARZO al Teatro Team di BARI, il 9 MARZO al Teatro Metropolitan di CATANIA, il 12 MARZO al Teatro Cilea di REGGIO CALABRIA, il 13 MARZO al Teatro Rendano di COSENZA, il 15 MARZO al Teatro Augusteo di NAPOLI, il 18 MARZO al Teatro Lyrick di ASSISI, il 19 MARZO al Teatro Goldoni di LIVORNO, il 21 MARZO al Teatro Valli di REGGIO EMILIA, il 23 MARZO al Teatro Openjobmetis di VARESE, il 24 MARZO al Nuovo Giovanni da Udine di UDINE, il 27 MARZO all’Auditorium Santa Chiara di TRENTO, il 29 MARZO al Teatro Coccia di NOVARA, il 30 MARZO al Teatro Civico di LA SPEZIA, il 2 APRILE al Teatro Verdi di FIRENZE, il4 APRILE al Teatro Regio di PARMA, il 5 APRILE al Teatro delle Muse di ANCONA e il 10 APRILE all’Auditorium Parco della Musica di ROMA.

I biglietti per le date sono disponibili su TicketOne e in tutti i punti di prevendita abituali (per info: www.fepgroup.it).

Rag'N'Bone Man, da venerdì 3 marzo il nuovo singolo "Skin" in radio

  • Vincitore del Critics Choice Award e del British Breakthrough Act ai Brit Awards 2017
  • triplo platino in Italia per il singolo “Human”
  • #1 in radio per 5 settimane consecutive
  • ha conquistato i vertici delle classifiche digitali
  • Il suo album “Human”, è entrato subito al #1 in UK ed è il disco di debutto più venduto nella prima settimana degli ultimi 5 anni

 

RAG’N’BONE MAN

in radio da venerdì 3 marzo con

“SKIN”

il nuovo singolo, già disponibile in digitale,

è estratto dall’album d’esordio “HUMAN”

 
 
in concerto in Italia
30/03 MILANO (Magazzini Generali)
16/06 VERONA Rumors Festival (Teatro Romano)
19/06 ANCONA –Spilla(Mole Vanvitelliana)
20/06 ROMA – Just Music Festival (Ex Dogana)
11/07 – LUCCA – Lucca Summer Festival con LP

Dopo il recente trionfo ai Brit Awards 2017, dove si è aggiudicato 2 premi (Critics Choice Award e British Breakthrough Act) e dopo il debutto-recorddel suo album “Human”, entrato subito al #1 in classifica nel Regno Unito e disco d’esordio più venduto nella prima settimana degli ultimi 5 anni,RAG’N’BONE MAN torna in radio con un nuovo coinvolgente singolo, “SKIN”, in rotazione da venerdì 3 marzo e già disponibile in digitale.

Il brano segue il clamoroso successo ottenuto dalla super-hit “Human”(oltre 116 milioni di stream e più di 161 milioni di visualizzazioni), che ha raggiunto il vertice delle classifiche di vendita internazionali e che è stata certificata TRIPLO PLATINO in Italia, dove è rimasta stabile a #1 dell’airplay radiofonico in Italia per 5 settimane consecutive.

“Skin” è incluso nell’ album “Human” disponibile in 3 versioni (Standard con 12 tracce, doppio vinile e  Deluxe con 19 brani),

Rag’n’Bone Man, all’anagrafe Rory Graham, tornerà in Italia, a grande richiesta, per cinque imperdibili date live:

– 30/03 MILANO (Magazzini Generali)
– 16/06 VERONA Rumors Festival (Teatro Romano)
– 19/06 ANCONA –Spilla(Mole Vanvitelliana)
– 20/06 ROMA – Just Music Festival (Ex Dogana)
– 11/07 LUCCA – Lucca Summer Festival con LP
TRACKLIST “HUMAN”
Standard

  1. Human
  2. Innocent Man
  3. Skin
  4. Bitter End
  5. Be The Man
  6. Love You Any Less
  7. Odetta
  8. Grace
  9. Ego
  10. Arrow
  11. As You Are
  12. Die Easy

Deluxe

  1. The Fire
  2. Fade To Nothing
  3. Life In Her Yet
  4. Your Way or the Rope
  5. Lay My Body Down
  6. Wolves
  7. Healed

PHILIP GLASS, in concerto in Italia con "The Complete Piano Etudes", il 16 Luglio a Roma

ICONA DELLA MUSICA CONTEMPORANEA, STRAORDINARIO COMPOSITORE,

TRA I MUSICISTI PIU’ NOTI AL MONDO,

MAESTRO DEL MINIMALISMO E DELLE SUE EVOLUZIONI,

AL NONO POSTO DELLA CLASSIFICA DEI 100 GENI STILATA DALLA RIVISTA INGLESE THE TELEGRAPH

PHILIP GLASS

“The Complete Piano Etudes”

performed by

 Philip Glass, Dennis Russel Davies, Maki Namekawa, Roberto Esposito, Viviana Lasaracina

 

Domenica 16 Luglio 2017

ROMA – CAVEA AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA

Luglio Suona Bene

Via Pietro de Coubertin, 30

apertura porte ore: 20.00 – inizio concerto ore 21.00

prezzi dei biglietti:

parterre 1° e 2° settore: 60,00 € + 9,00 € d.p.

parterre laterale 1° e 2° settore: 48,00 € + 7,00 € d.p.

tribuna centrale: 40,00 € + 6,00 € d.p.

tribuna mediana: 35,00 € + 5,25 € d.p.

tribuna laterale: 30,50 € + 4,50 € d.p.

tribunetta: 22,00 € + 3,00 € d.p.

biglietti in vendita su Ticketone (online ed offline) dalle ore 11.00 di lunedì 27 febbraio 2017

 

Composto da Philip Glass tra il 1991 ed il 2012, “20 Etudes” per piano è sicuramente da annoverare tra le opere più celebri di questo straordinario compositore, tra i musicisti più noti al mondo. Naturalmente suddiviso in Book 1 e Book 2, in base al corso della sua composizione, “20 Etudes” segue il percorso evolutivo e musicale di Glass, tracciando un netto distacco tra Book 1 (più tecnico e strutturato) e Book 2 (più spontaneo ed armonico). In occasione degli ottanta anni di Philip Glass, uno speciale concerto evento dove la grande icona della musica contemporanea, maestro del minimalismo e delle sue evoluzioni, suonerà accompagnato da Dennis Russel Davies, Maki Namekawa, Roberto Esposito, Viviana Lasaracina

BITS-RECE: Francesca De Mori, Altre strade. Leggero come l'acqua

BITS-RECE: radiografia di un disco in una manciata di bit.
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Si presto a dire jazz. Si fa presto a dire contaminazione.
Ci sono casi in cui i confini dell’uno e dell’altra sono così labili, così fluidi che la musica scorre da sola, qualche volta restando in territorio puramente jazz, altre volte espandendosi all’esterno, per diventare quasi pop. Vecchio, e inutile discorso, quello delle etichette di genere, in cui però tendiamo a cadere ogni volta: la cosa migliore sarebbe sempre quella di lasciar fluire tutto, suoni e sensazioni, godendosi il momento.
Prendiamo per esempio Altre strade, nuovo lavoro di Francesca De Mori.
Otto tracce, di cui cinque inedite e tre reinterpretazioni: un disco in cui tutto suona estremamente leggero, diafano, e tutto brilla estremamente vivo. È evidente che alla sorgente ci sia il jazz, ma altrettanto evidenti sono gli innumerevoli sconfinamenti nella canzone d’autore e nel pop. Fosse anche solo per gli spunti.

Se posso osare, jazz nella forma, pop – nella sua più alta accezione –  nello spirito.
La scelta delle cover annovera infatti L’isola di Ornella Vanoni, A che servono gli dei di Rossana Casale e  E ti vengo a cercare di Battiato, quest’ultima particolarmente impreziosita all’inizio da un inserto di archi. Brani che non nascondono un gusto sofisticato, e che fanno incontrare sentieri raramente in contatto tra loro.
Tra gli inediti, a firma di Daniele Petrosillo, esercitano particolare fascino il pezzo d’apertura che dà titolo album, sospeso sulla serena ricerca del sogno, e il commovente Come l’acqua, dedicato alle “anime fragili”.

Tutto è stato pensato e realizzato in italiano con un moto di orgoglio, perché se è pur vero che il jazz parte molto lontano da qui, spesso nei musicisti di casa nostra c’è un po’ troppa sudditanza verso l’estero.
Un disco da lasciar scorrere senza troppi pensieri, in tutte le sue strade.