Elettro Acqua 3D Live: il 15 marzo a Milano il primo concerto in assoluto in 3D audio

Photo Claudio Villa

Il 15 marzo al Mare Culturale Urbano di Milano (Via Giuseppe Gabetti, 15 – ore 21), Marco Di Noia e Stefano Cucchi presenteranno dal vivo Elettro Acqua 3D Live, il primo concerto in 3D audio in assoluto.
Il concerto ripercorrerà la scaletta di Elettro Acqua 3D, l’innovativo app-album nato dalla collaborazione tra i due artisti con la partecipazione del fonico ed esperto di sintetizzatori analogici Andrea Messieri.
Il live sarà introdotto dal giornalista Luca Varani, che farà un breve excursus storico sugli esperimenti binaurali, supportato da esempi audio in cuffia. Sponsor ufficiale della serata sarà LEM INTERNATIONAL SRL, titolare Silentsystem, prima azienda leader nel mercato italiano ed europeo nella fornitura e nel noleggio di sistemi audio senza fili per eventi musicali e non.

Si tratta di un evento sperimentale, uno speciale concerto a numero chiuso per 100 partecipanti, in cui sia gli artisti sia il pubblico indosseranno cuffie wireless per un’esperienza unica di musica live in realtà aumentata.
Durante il concerto i brani di synth-pop cantautorale ed elettro prog, cantati da Marco Di Noia, saranno intervallati dagli interventi di musica elettronica live electronics di Stefano Cucchi.

Sul palco sarà presente anche Alberto Cutolo, una vera autorità nell’ambiente italiano del mastering audio (ha lavorato, tra gli altri, per Mina, Laura Pausini, Jovanotti, Robert Miles, Adriano Celentano, Franco Battiato e Giorgio Gaber), che interverrà creativamente sul mix inserendo effetti binaurali in “real time”.
“Ho trovato molto stimolante la possibilità di collaborare a questo silent concert” – dichiara Alberto Cutolo – “unisce l’unicità di una performance dal vivo a materiali binaurali, che hanno fornito interessanti spunti di lavoro a mostri sacri come Pearl Jam e Pink Floyd, solo per citarne alcuni”.

L’audio della voce, dei sintetizzatori suonati e delle basi preregistrate saranno processati in tempo reale tramite computer e elaborati dal vivo. Inoltre, l’uso di microfoni panoramici ambientali posti nella sala, il cui audio sarà rimandato agli spettatori sommato a effetti binaurali, arricchiranno il concerto di una originale realtà aumentata a livello sonoro. Indossando le cuffie wireless il pubblico potrà rimanere seduto oppure passeggiare all’interno della location, godendosi il concerto.
“Sarà un’esperienza anche per noi – afferma Marco Di Noia – dato che stiamo lavorando a questo progetto da settimane e non abbiamo avuto riferimenti su cui basarci essendo una modalità del tutto innovativa. Fortunatamente, la partecipazione di un fonico di esperienza e di fama come Alberto Cutolo ci rende molto ottimisti verso l’idea di riuscire a portare ai nostri ascoltatori una nuova esperienza sonora”.
“Sono felice e orgoglioso della nuova ‘dimensione’ che sta prendendo il nostro progetto –dichiara Stefano Cucchi – dall’app-album al concerto 3d in cuffia, si aprono nuovi spazi e prospettive sonore da esplorare”.

La performance si animerà seguendo il viaggio letterario tracciato dal concept-album, un percorso in cui l’acqua, protagonista e spettatrice, partendo da Milano arriva a toccare il Kenya, Roma, la Bosnia, l’India, ma anche luoghi fantastici come la Terra di Mezzo di Tolkien, una fogna metropolitana in cui si muove il Re dei Topi di Hoffmann e Tchaikovsky o il mare delle Sirene di Ulisse. L’ambientazione geografica di ogni brano sarà anticipata ed “espansa” da un interludio in 3D audio composto in sintesi sonora e da registrazioni di ambienti (dai rumori della metropolitana a quelli della savana africana) che Marco Di Noia ha campionato durante i suoi viaggi.

Per le tematiche sociali, letterarie, ecologiche ed esistenzialiste trattate nei brani, il progetto Elettro Acqua 3D ha da poco ricevuto il patrocinio di AMREF Health Africa, la più grande organizzazione non governativa sanitaria che si occupa di salute in Africa. In virtù di questo, il disco-app, che ad oggi conta download registrati da 35 paesi del mondo, sarà presto stampato fisicamente, a supporto di AMREF, nella versione stereo, in una tiratura limitata di cd e vinili.

Il download gratuito di ELETTRO ACQUA 3D è disponibile ai seguenti link:
iOS: https://itunes.apple.com/us/app/elettro-acqua-3d/id1411416322 

Android: https://play.google.com/store/apps/details?id=it.marcodinoia.elettroacqua3d

Shel Shapiro & Maurizio Vandelli, Milano, Teatro Ciak, 29 gennaio 2019. Nostalgia? No, grazie


Alla faccia dei tanti tour di addio alle scene annunciati in questi mesi, Shel Shapiro e Maurizio Vandelli, ex ragazzi terribili del beat italiano, vanno in controtendenza girando l’Italia con uno spettacolo che loro stessi hanno definito “del ritorno”. Un evento fino a pochi mesi fa non così scontato vista una presunta, storica, rivalità artistica che fin dagli anni ’60 aveva fatto viaggiare su binari paralleli – ma mai coincidenti -, la carriera di entrambi.

Ma questa rivalità (se poi mai veramente c’è stata) oggi è tutta al servizio dello spettacolo e del pubblico, accorso numerosissimo al teatro Ciak di Milano il 29 gennaio per una reunion che ha riservato molte gradite sorprese. Il concerto che i due artisti portano in scena, infatti, è interamente giocato sugli opposti: da una parte l’idealista rivoluzionario e pacifista Shapiro, dall’altra il (finto) cinico e “superficiale” Vandelli. Il tutto in una cornice che, più che la nostalgia fine a sé stessa, tende a richiamare il vero valore delle canzoni, ben vivo anche dopo “…anta” anni. In questo contesto, quindi, nessun imbarazzo nel sentire Losing My Religion dei R.E.M piazzata fra Piangi Con Me e Io Vivrò Senza Te, e nessuna sensazione di essere sotto ricatto emozionale durante la riproposizione di numerosi brani a firma Mogol-Battisti (Emozioni, Un’Avventura, 10 Ragazze Per Me).
Segno che le musiche e i testi, seppur spesso nella loro semplicità ai limiti dell’ingenuo, sono riusciti a reggere il segno del tempo. Ma che di operazione sulla memoria e non di vuoto richiamo alla nostalgia si trattasse si era già capito a settembre, quando venne pubblicato Love and Peace, album che sancì il “disgelo” artistico fra i due autori e che di fatto costituisce oggi “l’ossatura” del tour.

Ai classici Che Colpa Abbiamo Noi, Tutta Mia La Città e Un Angelo Blu, durante la serata si sono aggiunti richiami e omaggi ad altri artisti. Tributi particolarmente sentiti che di fatto hanno aiutato a contestualizzare sia il periodo storico che ha visto protagonisti i due cantanti, sia le influenze musicali metabolizzate negli anni ’60 dall’Equipe 84 e dai Rokes. Beatles (Let It Be, Eleanor Rigby), Cat Stevens (Wild World), Bob Dylan (un’emozionantissima Blowin’ In The Wind inserita in un contesto scenico ancor più toccante) hanno fatto “compagnia” al Guccini di Auschwitz e all’”altro Lucio” (“Quello piccolo, quello di 4 Marzo 1943”), supportando riscoperte di valore (La Luce dell’Est, sempre di Battisti e Mogol) e classici di presa immediata (Bang Bang, 29 Settembre, Io ho in mente te).

In due ore e mezza di musica, interrotta solo dalle presentazioni e – spesso – dal riuscito “gioco” dei battibecchi, i due vecchi marpioni hanno messo insieme un corposo “bigino” delle loro carriere, includendo anche, in versione live, canzoni che sull’album non sono presenti (Lascia l’ultimo ballo per me). Paradossalmente, la “simbiosi” fra Shel e Maurizio è stata talmente perfetta che spesso si è giunti – e nemmeno forse importava più farlo – a non voler e poter distinguere a chi appartenesse l’una o l’altra canzone, tanto è risultata ben riuscita l’interazione musicale. E non importa se ogni tanto la voce ha tremato o non è riuscita a tenere i toni più alti: l’imperfezione ha reso ancora più sincero un concerto che, fatti i conti con la nostalgia canaglia, ha prodotto nel pubblico più entusiasmo che rassegnati sorrisi rivolti al passato.

Testo e immagini di Alessandro Bronzini