#MUSICANUOVA: Francamente, “Zagara”

Sacra e dissacrante, intensa e delicata, ricercata e immediata. Straordinariamente pop. 

Fiorita sotto il sole di una calda estate siciliana, Zagara è il nuovo singolo di Francamente.

Un incontro tra Palermo, dove il pezzo è stato scritto ed è ambientato, e Berlino, città dove Francamente ha vissuto a lungo. Due luoghi che rappresentano mondi sonori diversi ma capaci di coesistere in modo armonioso e sorprendente, uniti dalla predilezione per la molteplicità e per le sfumature. 

“Palermo è la custode di chi amando si contamina”, afferma Francamente, “e Zagara è la preghiera laica che pronunciano le persone innamorate”.  

Nel brano si fondono la canzone italiana e l’elettronica, in un incontro arricchito da richiami alla tradizione popolare – grazie all’uso della fisarmonica e di cori gregoriani da festa religiosa di paese -, e sonorità anni ‘80 della cold wave tedesca.  Il risultato è un cantautorato raffinato, fatto di immagini e dettagli vividi e suoni ricchi di sperimentazioni. Il frutto di un lavoro quotidiano e profondamente artigianale portato avanti insieme a Goedi alias Diego Montinaro, produttore di Francamente che scava alla ricerca di un sound unico e personale, in grado di aderire perfettamente all’essenza creativa indipendente e anarchica – ma mai autarchica – del progetto. 

 Voci dai balconi 
Costeggiano i lampioni 
Palermo che si sveglia sfatta 
E io sopra di te 
Suoni dai cantoni 
Donne come tuoni 
Palermo che mi mangia l’anca 
E io sopra di te 
Strette sui vagoni 
Le mie mani sono suoni 
Aprono portoni, corrono ai tuoi piedi e si schiantano sui nomi 
Dei tuoi nonni e dei nipoti 
Con le ossa tutte in fuori 
Le mie cosce sono fiori, corrono sul mare mentre a riva ti riposi 
Prenditi un poco cura di me 
Spaventami come Santa Rosalia 
Prendimi un poco sopra di te 
Spaventami come tu fossi regina 
Distese sopra il sole con gli scogli a far rumore 
Onde di persone che ci guardano curiose 
Pioggia sui bastioni mentre vola un ombrellone 
Palermo che rimane calma e io sopra di te 
Ferme sulle scale 
Hai le labbra di tua madre 
Sorridono ai rioni, smontano la rabbia di chi grida dai motori 
Noi che siam donne e non visioni 
Con le gambe sui cannoni 
Le gonne stese fuori 
Giocano col mare mentre a Riva ti riposi 
Prenditi un poco cura di me 
Spaventami come Santa Rosalia 
Prendimi un poco sopra di te 
Spaventami come tu fossi regina 
Ancora ancora ancora le tue mani di sale 
Ancora ancora ancora tra le nostre risate 
Ancora ancora ancora le tue mani di sale 
Ancora ancora ancora tra le nostre risate 
Prenditi un poco cura di me 
Spaventami come Santa Rosalia 
Prendimi un poco sopra di te 
Spaventami come tu fossi regina 

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