Challengers [Mixed]: Boys Noize rivisita la colonna sonora del nuovo film di Luca Guadagnino

“Challengers [Mixed]”: Boys Noize rivisita la colonna sonora del nuovo film di Luca Guadagnino

Il DJ e produttore Boys Noize rivisita la colonna sonora di Challengers, il nuovo film di Luca Guadagnino, le cui musiche portano la firma di Trent Reznor Atticus Ross.

Challengers [Mixed], questo il titolo del progetto, include 9 brani della colonna sonora elettronica del film, ciascuno decostruito e successivamente reimmaginato da Boys Noize, selezionato accuratamente da Reznor e Ross per creare un DJ set continuo.

«È stata una sfida divertente trasformare il tutto in un’unica esperienza fluida e portarla avanti ridisegnando le tracce, creando nuovi elementi e cambiando alcune parti”, afferma Boys Noize. “Soprattutto in Compress/Repress, che alla fine diventa super epica. Lavorare con Trent e Atticus è stato un sogno che si è avverato. Sono stati davvero fantastici e disponibili durante l’intero processo creativo».

Caratterizzato da ritmi elettronici e da un lavoro di sintetizzazione, Challengers [Mixed] raggiunge il suo apice proprio con Compress/Repress, una canzone originale con il testo scritto da Luca Guadagnino.

Questa la tracklist di CHALLENGERS [MIXED]:

I Know [MIXED]
Yeah x10 [MIXED]
L’oeuf [MIXED]
Challengers [MIXED]
Pre Signal [MIXED]
The Signal [MIXED]
Brutalizer [MIXED]
Compress / Repress [MIXED]
A New Year Carol [MIXED]

Scritto da Justin Kuritzkes e diretto da Luca Guadagnino, Challengers vede protagonista Zendayanel ruolo di Tashi Duncan, un’ex prodigio del tennis diventata allenatrice e una forza della natura che non si scusa per il suo gioco dentro e fuori dal campo. Sposata con un campione in crisi (Mike Faist), la strategia di Tashi per la redenzione del marito prende una piega sorprendente quando quest’ultimo deve affrontare l’esaurito Patrick (Josh O’Connor), suo ex migliore amico ed ex fidanzato di Tashi. Mentre il passato e il presente si scontrano e la tensione sale, Tashi deve chiedersi: quanto costerà vincere? Il film arriverà nelle sale con Amazon MGM Studios.

Sony Music Masterworks comprende i marchi MasterworksSony ClassicalMilan RecordsXXIM Records e Masterworks Broadway. Per informazioni e aggiornamenti via e-mail, visitare il sito https://lnk.to/milanrecords.

#MUSICANUOVA: Gaia, “Dea saffica”

#MUSICANUOVA: Gaia, “Dea saffica”

“Se ti apri all’Universo, Lei ti risponde”: è questo il messaggio al centro di Dea saffica, il nuovo singolo di Gaia .

Scritto da Gaia stessa e prodotto da Bias, Dea saffica nasce per celebrare le donne: il titolo è un’ode all’universo femminile e vuole raccontare gli opposti che coesistono nella Donna, esaltata come creatura poeticamente contrastante, propensa a custodire, curare e cambiare, ma senza mai giudicare il prossimo.

Amore, sorellanza, rabbia, fertilità, piacere: la femminilità è anche creatività e capacità di rinascere attraverso l’apertura a ciò che l’Universo offre.

Il videoclip che accompagna il brano, diretto da Stella Asia Consonni, enfatizza il messaggio del brano, mostrando un mondo fatto di sorellanza, rituali e connessione con la natura.

Circondata da sette ninfe, Gaia lancia un messaggio forte e attuale: l’unione tra donne rende invincibili e la capacità di essere resilienti, racchiudere in sé forza e fragilità allo stesso tempo è proprio ciò che le rende uniche.

#MUSICANUOVA: KAPUT, “Stickers”

#MUSICANUOVA: KAPUT, “Stickers”

“In alcune relazioni mi è capitato di ritrovarmi ingabbiato in luoghi comuni che nell’ottica di una progettualità hanno fatto nascere dubbi ed insicurezze. Il machismo, la tendenza nel catalogare secondo identità anacronistiche e l’uso errato dei pronomi sono alcuni dei gap che ho deciso di usare, insieme a chiari riferimenti della cultura mainstream e queer, per darmi e dare uno sguardo dal di fuori, nel quale ci si possa impersonare e criticare, partendo dal confronto. È capitato anche, di non star troppo a pensare e farmi andar bene una routine stretta che trovava il suo unico sfogo in un egoistico appagamento fisico. Il mio nuovo singolo è un brano che avrei avuto bisogno di scrivere qualche tempo fa: una critica aperta al saper volersi bene ma anche al saper di fare schifo.”

Con queste parole KAPUT presenta Stickers. è un brano pop che parla di luoghi comuni e di quelle convenzioni sociali anacronistiche che spesso intervengono nelle relazioni instabili e tra quelle coppie che non si comprendono.

Utilizzando riferimenti e archetipi della cultura mainstream e queer, KAPUT considera il piacere come unico antagonista alla noia di due persone che non si prendono, in un’egoistica ricerca di appagamento fisico, mentre l’elettronica da clubbing si amalgama con influenze ‘R&B internazionali.

La disattenzione di chiamarmi
Con un nome sbagliato, prevedibile
Mi vedi frequentare certi luoghi
E me li attacchi addosso come stickers
Non puoi chiedermi di amarti come Britney amava Justin
Perché siamo Carlo e Diana in realtà
Ho imparato l’odio e il sesso che alla fine era lo stesso
Con gli amici chiuso dentro un garage
Dentro ad un van
Mi ammazzerai
Troppe parole
Chiedo pietà
Frasi violente
È quasi catastrofe
Non ti sopporto
Eppure sei ancora qua
No, baby baby, no
Non sono un’etichetta incollata sopra una scatola
No, baby baby, no
Se un sogno moderno
Ci tieni al sentimento
Ma cerchi solo estranei to fuck
Non chiedermi di amarti come Cristo amava gli altri siamo diavolo e acqua
santa in realtà
E lo ammetto ti sto appresso perchè a tutti piace il sesso, sei soltanto carne
fresca, tartare
Dentro ad un van
Mi ammazzerai
Troppe parole
Chiedo pietà
Frasi violente
È quasi catastrofe
Non ti sopporto
Eppure sei ancora qua
Dentro ad un van
Mi ammazzerai
Troppe parole
Chiedo pietà
Frasi violente
È quasi catastrofe
Non ti sopporto
Eppure sei ancora qua
Non puoi chiedermi di amarti come Britney amava Justin
Perché siamo Carlo e Diana in realtà
Ho imparato l’odio e il sesso che alla fine era lo stesso
Con gli amici chiuso dentro un garage
Non puoi chiedermi di amarti come Britney amava Justin
Perché siamo Carlo e Diana in realtà
Ho imparato l’odio e il sesso che alla fine era lo stesso
Con gli amici chiuso dentro un garage

#MUSICANUOVA: Will Yam, “Un’ora” (feat. Inoki)

#MUSICANUOVA: Will Yam, “Un’ora” (feat. Inoki)

Un’ora è il nuovo singolo di Will Yam.

Nel brano, che vede la partecipazione di Inoki, l’artista racconta di come da bambini i sogni sembrino grandi e tutto appaia più semplice, ma crescendo iniziano i problemi e le difficoltà della vita.

Il videoclip, scritto e diretto da Giuseppe Martone Junior e prodotto da Thaurus, Tiro Production e Momo 2×2, vede protagonisti i due artisti: è stato realizzato nella Casa Circondariale “Rocco d’Amato” a Bologna e nell’ex carcere del comune di Codigoro per le scene degli interni e racconta la vita all’interno del carcere tra sofferenze, speranze e momenti di libertà.

Il video di Un’ora è stato realizzato con il supporto della Emilia Romagna Film Commission e il Comune di Codigoro.

Lo scorso 12 aprile, Will Yam ha presentato il singolo proprio presso la Casa Circondariale “Rocco d’Amato”.

Un ringraziamento particolare alla Dott.ssa Rosangela Varcasia, vicecomandante della Casa Circondariale Rocco d’Amato.

#MUSICANUOVA: DARRN, “SLOWMO”

#MUSICANUOVA: DARRN, “SLOWMO”

“Sono in slowmo
Sono sempre sul gas
Dimmi se è uno script
O se è un’altra realtà”

DARRN torna con il nuovo singolo SLOWMO.
Un viaggio di perplessità e incertezze, da cui emergono continuamente domande a cui non sempre si trova risposta.

Condividere le proprie fragilità interiori implica correre dei rischi. Talvolta il rischio più grande è realizzare che la realtà che ci si era costruiti, per come era stata immaginata, potrebbe non esistere. Si può essere gelosi della propria realtà?

Quando la percezione del tempo rallenta, e all’esterno tutto sembra veloce e frenetico, si viene attanagliati dal dubbio che quello che si sta vivendo sia predefinito, già scritto: è in questo momento che è importante continuare a correre, ad andare veloce, senza fermarsi.

DARRN (si pronuncia Dàrren) è Dario Schittone, nato e cresciuto a Roma ma di origini siciliane e d’oltreoceano.
La sua musica guida l’ascoltatore in un viaggio introspettivo fatto di perplessità, incertezze, interrogativi e paure che grazie alla scrittura, immediata e d’impatto, sono in grado di lasciare il segno. L’improvvisazione è il punto di forza, dalle melodie al testo, dal giro di chitarra alla produzione, lasciandosi ispirare da ciò che lo circonda e da alcuni degli artisti che l’hanno accompagnato negli anni, da Mac Miller a James Blake, dai Queen ai Led Zeppelin. Dal 2017 collabora con i produttori Stanza SX (il duo Dennis e Cristian), e negli anni ha collezionato una serie di collaborazioni con artisti diversi tra cui Venerus, Gemitaiz e MACE, fino ad arrivare alla più recente con STABBER.
Il mondo melodico del cantautorato pop e quello più ritmico e incontrollabile del rap si fondono e caratterizzano la musica di DARRN.

#MUSICANUOVA: Cortese, “SPID”

#MUSICANUOVA: Cortese, “SPID”

“La notte per me è sempre stata il tempo ideale per la poesia, un tempo sospeso, nascosto, aspettato per tutto il resto della giornata. D’altronde questa canzone parla di un amore che sboccia a notte inoltrata e fiorisce all’alba. Un ‘ti amo’ detto di notte è più magico perché più vicino alla dimensione del sogno, è come dirlo per la prima volta in una canzone che ti svegli il giorno dopo ancora stordito, poco consapevole delle conseguenze di ciò che hai detto ma fiero di averlo fatto”.

Tanto affascinante quanto impenetrabile è la mente della persona a cui è dedicato SPID, il nuovo singolo di Cortese. Una power ballad indie, romantica e ispirata, prodotta da Molla.

Una dichiarazione d’amore esplicita e ostinata alla ricerca di un qualche codice, una verifica a due fattori o un hacker per riuscire ad entrare in quel cervello come fosse una macchina digitale e decodificarne le informazioni per rivelarne le emozioni e i sentimenti.

La location in cui si svolge la storia è un posto della notte, un vecchio bar aperto 24 ore, a pochi chilometri dal mare.

Dimmi come si sta nella tua testa?
Forse serve lo spid
Come ci si entra?
Ha la verifica a due fattori il tuo cuore
Mi serve un hacker per il tuo cervello
E non ho armi per la guerra che hai dentro
Quindi mi fermo e ti parlo ti parlo

E t’amo ormai
Maledetto sto cuore!
è un profilo aperto
E dimmi che poi
un tuo sguardo soltanto
può fermare un po’ il tempo
e parlarmi di noi
Guarda come si sta nella mia testa
Ci sono stelle cadenti
e una spiaggia deserta
C’è un bar aperto 24 ore
A pochi km dalla tua pelle al mare
E non ho difese per il caos qui dentro
Quindi mi fermo e ti guardo soltanto
E t’amo ormai
Maledetto sto cuore!
è un profilo aperto
E dimmi che poi
un tuo sguardo soltanto
può fermare un po’ il tempo
e parlarmi di noi
Che poi se dovessi svegliarmi domani
E scoprire che un sogno
mi ha raccontato di noi
Io dormirei ancora e ancora un po’
Solo per ritrovarti
e salutarti l’ultima volta
sotto un’insegna a neon

#MUSICANUOVA: Epoca22, “Visualizzare”

#MUSICANUOVA: Epoca22, “Visualizzare”

Uno scorcio post moderno raccontato attraverso gli stilemi della new wave: si presenta così Visualizzare, il nuovo singolo del progetto Epoca22.

L’arpeggio dell’introduzione, freddo e vacuo, mette in scena la vita “senza senso” del protagonista del brano. A volte monotona; a volte accorata, la voce fa da narratore esterno alla vicenda; senza giudicare la sorte dello sventurato Uomo contemporaneo.

Morbosità patologia e asettica razionalità sono le caratteristiche del protagonista del brano – un uomo qualunque; un signor Nessuno della società contemporanea – e sono il risultato dell’ambiente che lo circonda: un mondo fatto di solitudini e dominato dal caso in cui i desideri sembrano scaturire da riviste pornografiche; droghe e voyeurismo.

Nella descrizione di questo quadro apocalittico, nell’aridità di questa umanità scarnificata, l’emotività di questo “ultimo sguardo sul mondo” riporta al ricordo di una corsa infantile; alla luce che filtra da una porta finestra di una casa materna prima dell’accecante salto verso l’esterno; verso un “balcone abbacinante” che si fa simbolo di potenza vitale nella sua massima espressione: l’attimo prima della sua cessazione.

Quello di Epoca22 è un canto di strada che racconta, per simboli, di città deturpate; di divisioni e disuguaglianze; di violenza e povertà, ma anche di speranza e redenzione. La band è composta da Gianluca Durno (voce e chitarra), da Mario Tovani (chitarra e cori); Dennis Santacroce (basso) e Sebastiano Pucci (batteria).

#MUSICANUOVA: Leonardo Zaccaria, “non c’è speranza per un cuore andato a male”

#MUSICANUOVA: Leonardo Zaccaria, “non c’è speranza per un cuore andato a male”

“Penso che tutto ciò che succede nel mondo e nella società in cui viviamo influisca direttamente sul modo in cui ci rapportiamo alle persone. Mi sono reso conto che tutto ciò mi provoca paura e varie difficoltà ad aprirmi a nuove relazioni. È come se portassi con me un sentimento di disillusione. Ultimamente parlando di questo argomento a cena con un mio amico gli ho chiesto ‘Ma tu in cosa credi?’ e lui mi ha risposto ‘Nelle persone, se non credo più nelle persone cosa rimane?’. Così ho capito che, forse, questa canzone non deve essere soltanto una richiesta di essere lasciati da soli ma deve esprimere anche il bisogno di raccontarsi e condividere il proprio dolore con qualcun altro”.

non c’è speranza per un cuore andato a male racconta la difficoltà di essere ottimisti e aperti alle relazioni, in un mondo che ci invia segnali sempre meno incoraggianti.

Il nuovo singolo di Leonardo Zaccaria anticipa il nuovo progetto di canzoni inedite.

La produzione del brano, curata da Michele Canova gioca con le influenze shoegaze rock e post punk, solo alcune delle sfumature dell’EP in uscita a maggio.

#MUSICANUOVA: Paolo Santo, “L’età d’oro”

#MUSICANUOVA: Paolo Santo, “L’età d’oro”

Si intitola L’Età d’oro il primo singolo di Paolo Santo, all’anagrafe Paolo Antonacci.

Il singolo è un chiaro statement di personalità indie-pop, dove Paolo mostra tutte le sue sfumature artistiche attingendo anche dal sound anni ’90.

Negli ultimi anni, in veste di produttore, da dietro le quinte, Paolo ha contribuito alla scrittura di alcune delle canzoni più ascoltate in Italia, collezionando oltre 60 dischi di platino.

Tra gli ultimi successi su cui ha posto la firma ci sono Sinceramente di Annalisa, I P’ ME, TU P’ TE di Geolier e Apnea di Emma presentate sul palco dell’Ariston, ma sono legate al suo nome anche Viola di Salmo e Fedez, Bellissima e Mon Amour di Annalisa, Extasi di Fred de Palma e La Dolce vita di Tananai, Fedez e Mara Sattei.

#MUSICANUOVA: Baby Gang, “Adrenalina”

#MUSICANUOVA: Baby Gang, “Adrenalina”

Per il primo singolo del suo nuovo album, ha voluto con sé due compagni di eccezione, Marracash e Blanco.

Baby Gang torna sulle scene musicali con Adrenalina, il brano che anticipa il suo prossimo progetto discografico, L’angelo del male.

Sonorità cupe fanno da sfondo a un testo affilatissimo, in cui non mancano riferimenti diretti all’attualità, vedi alla voce pandoro-gate di Chiara Ferragni.

Sognavo di andare in America, evita
I tuoi occhi non dicon la verità
La vita non mi ha dato ciò che merito
Per quello ho preso, mai chiesto la carità

Perché la vita dà a chi non merita
Dicono i ricchi che i soldi non fan la felicità
Allora lascia tutta la tua eredità
Così magari compro una Cadillac

Ho gli occhi dietro la mano di Fatima
Sei bella, ma è sporca la tua anima
Non so più cosa pensa, né che immagina
Ma quello che immagino mi emargina da tutto

Era ora di mettere un punto
Ciò che ti ho promesso l’ho distrutto
Non ho mai voluto, ma sono costretto, ho dovuto
È per come mi hanno cresciuto

Facciamolo prima che salga sul palco
Al diavolo tutti gli sbagli che faccio
Lo so però sono una testa di c*zzo
Adrenalina, a-a-adrenalina

A-adrenalina, ra-pah-pah, sei la prima, uh
La tua pedina, ra-pah-pah, signorina, ah
Col sanguе freddo colmo le mancanze d’affеtto
Tip tap nel letto, tic-tac del tempo
A-adrenalina, ra-pah-pah, sei la prima, uh
La tua pedina, ra-pah-pah, signorina
È una giungla di emozioni dove mi son perso
Adrenalina, a-a-adrenalina

Io non scavo, ce l’hai tu il badile
Subumano con un Submariner
Fra lo schiaccio come Jannik Sinner
Come grammi in strisce

Per la strada no fashion
C’ho l’alloro, Fred Perry
Vengo solo, ma ho ferri
Se hai il pandoro fake della Ferri

Su Pandora sfreccio a due e venti
Spero l’uomo blu non ci fermi
La famiglia la scegli
Questa mia somiglia agli Shelby

Credimi, in questo mercato
Sono entrato senza invito, mi sono ingozzato
Lei ha perso l’appetito, gliel’ho ricomprato
Eh, cosa sono diventato?

Facciamolo prima che salga sul palco
Al diavolo tutti gli sbagli che faccio
Lo so però sono una testa di *azzo
Adrenalina, a-a-adrenalina

A-adrenalina, ra-pah-pah, sei la prima, uh
La tua pedina, ra-pah-pah, signorina, ah
Col sanguе freddo colmo le mancanze d’affеtto
Tip tap nel letto, tic-tac del tempo

A-adrenalina, ra-pah-pah, sei la prima, uh
La tua pedina, ra-pah-pah, signorina
È una giungla di emozioni dove mi son perso
Adrenalina, a-a-adrenalina