“Flores No Mar”, torna il pop esotico e psichedelico di Populous


“Per la religione afrobrasiliana del Candomblé, Lemanja è la madre di tutti gli Orisha, regina del mare e protettrice di tutte le donne, si invoca il suo aiuto promettendole alcune delle sue cose preferite: fiori, profumi, vino e altre bellissime cose femminili. Quando ci si innamora della persona sbagliata chiediamo a Lemanja di essere liberati dal desiderio. Emmanuelle offre alla dea i suoi fiori preferiti, ballando in un mare sconfinato, nel buio della notte”.

Esotismo, psichedelia e un omaggio agli afro samba di Vinicius de Moraes convivono in Flores No Mar, il brano che segna il ritorno sulle scene internazionali di Andrea Mangia, aka Populous, deejay, autore di colonne sonore, sound designer per il web, musei e sfilate di moda.

A tre anni da Azulejos, il producer sfodera il primo estratto dal nuovo album W, in uscita il 22 maggio per La Tempesta International (in Italia) e per Wonderwheel Recordings (nel resto del mondo). Il brano è stato pubblicato in anteprima il 1 aprile dal magazine americano The Fader e vede la collaborazione di Emmanuelle, performer brasiliana, cresciuta a Miami e di base a Milano.

Achille Lauro riparte dal “16 marzo”

“Cari amici,
sono nuovamente qui a scrivervi, in un periodo in cui scrivere è uno dei pochi modi che abbiamo di tenere vivo il contatto umano.
Oggi vi parlo di un sentimento comune a tutti.
Qualcosa di così irreale da diventare affascinante.
Così affascinante che me ne sono avvelenato.
Nel mese dei nuovi amori,
il mese in cui ognuno torna da chi non lo starà cercando più.
È una tempesta dentro me.
È ciclica.
Perdere tutto per inseguire un’illusione.
Oggi sono senza costume, senza trucco, innamorato di un ricordo.
Vi presento il nuovo me.
Ve lo affido.
Grazie
A presto”



Neanche due mesi dopo aver sconvolto la liturgia sanremese con le imaginifiche esibizioni sulle note di Me ne frego, Achille Lauro volta completamente pagina e riparte da un nuovo brano, 16 marzo, il primo primo pubblicato per Elektra Records, l’etichetta di cui è anche direttore creativo.

Un vero e proprio nuovo inizio, lontanissimo dalla carica rock/dance del singolo precedente: il brano si presenta infatti come una power ballad intima, melodica e struggente, un nuovo passo nella crescita artistica di uno dei nomi più influenti e sorprendenti degli ultimi anni.

“Ho sempre curato con attenzione maniacale tutto ciò che riguardasse la mia musica: dalle parole dei miei brani, alla direzione delle produzioni musicali, all’immaginario visivo, ma soltanto adesso assaporo la libertà di forgiare la musica a mia immagine e somiglianza. Sono mesi che non dormo. Sono ossessionato dal creare. Ho trovato “il me” che ho sempre cercato. In questi giorni di isolamento, che mi hanno costretto ad un processo introspettivo e di meditazione profonda, ho trovato la forza creare arte e dare vita a questo brano, 16 marzo, che descrive l’attuale urgenza simbiotica di raccontare una nuova fase della mia eterna rinascita con un nuovo linguaggio, libero e liberato. Mai come questa volta sento la mia musica così mia” aveva dichiarato Achille Lauro nell’annunciare per la prima l’arrivo del nuovo brano.

Achille Lauro sta trascorrendo questo periodo con Gow Tribe, che con lui ha prodotto 16 marzo: “È come se lo avessimo già fatto. Già sentito. Sempre esistito. A volte c’è qualcosa di mistico. Sembra che le canzoni si compongano da sole, che abbiano un’anima propria o che ce le stiano donando dal cielo” – così viene descritta la fase di creazione del brano. Il racconto poi prosegue: “È un momento particolare. Intimo. Ultraterreno. Il vestito che dovrà avere questo brano è quello che eravamo. Nostalgico come il passato. È come ripensare a quando si aveva 9 anni. Qualcosa di talmente inesistente ormai, da diventare affascinante. Talmente affascinante da avvelenarmi. Era solo una lettera per lei”.

La “canzone sbagliata” di Danti, Luca Carboni e Shade


Arriva il 3 aprile Canzone sbagliata, il nuovo singolo firmato dall’inedito trio Danti, Luca Carboni & Shade.

Un gustoso pezzo pop all’insegna della leggerezza e dell’ironia, costruito su riferimenti alla musica italiana e internazionale e abbinamenti improbabili, dalle “mani piccole come Morandi”, al “mitra in mano come Gandhi”, “le braccia forti come i delfini”, fino ai “baffetti come Mussolini”, correndo “a quattro zampe come un pollo”.

“Cantare insieme a Luca è stato davvero un grande regalo, ed è un piacere tornare a collaborare con Shade. Per quanto riguarda Luca, se vi dico che il brano che ho ascoltato di più nel 2019 è stato Fragole buone buone? Appena abbiamo registrato il brano ho capito che era la persona giusta per la canzone sbagliata!”, ha commentato Danti,

Questa le parole di Luca Carboni: “In questo strano e difficile momento è stato davvero liberatorio cantare con Danti e gli altri amici questa canzone…sbagliata. Consapevole che in fondo non c’è niente di sbagliato se questa montagna di errori vi porterà a cantare e sorridere come abbiamo fatto noi”.
Shade aggiunge: “Ci siamo divertiti a sbagliare, perché fare sempre tutto giusto sarebbe monotono, no? Non c’è una formula magica per fare le hit ma sicuramente un ingrediente che aiuta è il divertimento, e quello in studio con Danti non manca mai!”

 

“Eternantena”, l’inedito social di Mahmood


“A volte è solo nel silenzio che ci si ricorda chi siamo e cosa vogliamo diventare. Tutti i giorni leggo i vostri messaggi pieni di sostegno e incoraggiamento e per ringraziarvi ho deciso di farvi un piccolo regalo. Questo è il mio primo inedito social, in regalo a tutti”.
Con queste parole Mahmood ha annunciato via social la pubblicazione di Eternantena, un nuovo brano nato durante il periodo di isolamento per l’emergenza Coronavirus.

Non si tratta di un vero e proprio nuovo singolo, ma di un “inedito social” disponibile – almeno al momento – solo su YouTube come ringraziamento ai fan.

Prodotto da Muut (Francesco Fugazza e Marcello Grilli), il pezzo mostra sonorità decisamente meno immediate di Soldi o dell’ultimo Rapide, rivelando la vena più sperimentale e personale della scrittura di Alessandro.

“Gaia, il pianeta blu”, il canto d’amore per la Terra di Francesca De Mori


Questa è la storia di un video pronto a uscire prima che un virus invadesse la nostre quotidianità, togliendoci anche le più semplici abitudini, compresa quella di un abbraccio o di una giornata passata al sole di inizio primavera.
Ma questa è anche la storia di un brano che in un momento tanto critico vuole essere un manifesto di amore per la Terra, in tutta la sua delicata e preziosa varietà.
Gaia, il pianeta blu è il nuovo singolo estratto da Archetipi, ultimo lavoro di Francesca De Mori, pubblicato lo scorso ottobre.

Artistica eclettica e da sempre alla personale ricerca di nuove forme sonore, Francesca De Mori affida al sofisticato incontro del pop e del jazz il messaggio raccolto nel suo ultimo singolo, prodotto insieme a Daniele Petrosillo, autore anche di testo e musica.

“Gli eventi mi hanno portato a pensare che forse non era il caso che forse non si doveva “disturbare” un momento così delicato come questo che ci ha colpiti, a livello globale, con un video. Ho ripetutamente rimandato l’uscita, all’inizio fissata sul primo marzo. Osservando gli eventi, invece, ho compreso che posso solo testimoniare questo momento. Non posso rinunciare a un qualcosa che è successo per pura coincidenza. Così il video di “Gaia, il Pianeta Blu” arriva anche a voi con queste immagini, in un momento in cui tutti noi abbiamo bisogno di musica, bellezza e amore”.

“L’arte si pone sul crinale immaginifico, visionaria, in anticipo, ci domanda, ci informa. Lasciamo che innondi i nostri profili che non smetta di essere, in tutte le sue forme, le energie del collettivo vanno sostenute. Sono giorni spaventosi ma la speranza è forma vitale. Un animale lotta fino alla fine secondo natura e la nostra natura è divina e dunque naturale al tempo stesso.
Noi siamo in Gaia, il pianeta Blu, non siamo scissi. Non permettiamo alla paura di affossarci. Pensandoci in lei, possiamo chiederle di insegnarci il modo di ritornare alla vera economia, all’abbondanza, dunque a non vivere separati. Questa distanza che ci viene imposta quanto ci fa soffrire. Con la voce, immateriale presenza vi raggiungo nella stessa materia che ci compone, con il linguaggio universale della musica, che abbatte tutti i muri. Se ti piace condividi il video e porta con te e custodisci le parole di questa canzone e un testimone tu sarai”.

“Blinding Lights”, ovvero gli anni ’80 secondo The Weeknd


Schiacci play e tutto un tratto ti ritrovi catapultato nella più scintillante discoteca anni ’80, con i synth vintage che la fanno da padroni dalla primissima all’ultima nota, una possente linea di basso e i BPM che si rincorrono a ruota libera. Chiamatelo elettropop, synthpop, electrowave… in una parola, è una meraviglia!
Succede con Blinding Lights, singolo che – insieme a Heartless – anticipa il nuovo lavoro lavoro di The Weeknd. Il brano è stato utilizzato anche come colonna sonora della compagna pubblicitaria della Mercedes-Benz, di cui l’artista si è occupato personalmente in veste di direttore creativo.

Mahmood torna con la malinconia di “Rapide”. Annunciati un nuovo album e un nuovo tour


Se per Mahmood il 2019 è stato l’anno della grande svolta grazie soprattutto alla vittoria a Sanremo e al secondo piazzamento all’Eurovision Song Contest con la fortunatissima Soldi, il 2020 si preannuncia un anno altrettanto importante, forse quello che potrebbe dargli la definitiva consacrazione nel panorama musicale italiano.

L’artista ha già infatti annunciato un tour europeo per la primavera, a cui si aggiungono nuove date in Italia in programma per il prossimo autunno. Ma il 2020 sarà per Mahmood anche l’anno della pubblicazione del primo album. Ad anticiparlo è stato lo scorso settembre il singolo Barrio, a cui segue ora l’uscita di Rapide, un brano piuttosto diverso alle sonorità a cui ci aveva abituati e sicuramente uno dei pezzi più introspettivi e intimi del suo repertorio. Prodotta dall’ormai fidato Dardust, Rapide è una ballata r’n’b dall’atmosfera malinconica che mette in luce una scrittura poetica, sincera e profondamente personale, che non fa che confermare Mahmood come uno dei più importanti rappresentati dell’urban italiano.

Dimmi te
perchè mi hai fatto scendere
da una Mercedes,
prenderò un treno
per che ne so;
Questa notte mi perdonerò,
nelle tue rapide non cadrò

Mahmood è inoltre uno degli autori di Andromeda, il brano con cui Elodie si presenterà in gara al prossimo Festival di Sanremo.

Le date del tour europeo:
14 aprile MILANO, ALCATRAZ
15 aprile ANVERSA, DE ROMA
19 aprile PARIGI, BATACLAN
20 aprile AMSTERDAM, MELKWEG
21 aprile LONDRA, 02 SHEPHERD’S BUSH EMPIRE
25 aprile MURCIA, SALA REM
27 aprile MADRID, SALA BUT
3 maggio MONACO, TECHNIKUM
4 maggio STOCCARDA, WIZEMANN
7 maggio COLONIA, GLORIA
10 maggio AMBURGO, MOJO
15 maggio LOSANNA, LES DOCKS
16 maggio ZURIGO, KOMPLEX 457

Le date del tour italiano (in aggiornamento):
4 novembre FIRENZE – TUSCANY HALL
9 novembre MILANO – ALCATRAZ
13 novembre NAPOLI – CASA DELLA MUSICA
14 novembre ROMA – ATLANTICO LIVE
17 novembre TORINO/VENARIA – CONCORDIA
19 novembre NONANTOLA (MO) – VOX CLUB
21 novembre S. BIAGIO DI CALLALTA (TV) – SUPERSONIC ARENA

Le prevendite per le date italiane sono disponibili sul sito www.ticketone.it e da martedì 21 gennaio alle ore 11.00 negli altri punti vendita abituali.
Per informazioni: www.friendsandpartners.it

Il pop di Drago per “la notte della vita”


La notte per anestetizzarsi dalla vita. La notte per prendersi un’effimera riscatto. La notte per trovare uno spazio in cui respirare.
Voglio tutto stanotte è la frase che in realtà certifica alla fine non si sa minimamente cosa si vuole e non si sa minimamente con chi prendersela. Ma anche in una notte di confusione e carica di negatività , si può incontrare la persona che ti porterà fino all’alba di un nuovo inizio ,chissà magari migliore.”
Voglio tutto stanotte segna il ritorno di Drago. Una canzone che parla di una di quelle serate in cui si arriva dopo una settimana pesante, una settimana dove ci si sente in debito nei confronti della vita, così si cerca in quella notte di vivere la “notte della vita”.

Nel video Drago si aggira in bici in una Milano notturna e fredda tra Ortica, Monumentale ed i Navigli, incontrando anche amici e colleghi come i Selton.

Drago è un cantautore nato a Milano. Dopo 6 anni passati in giro per il mondo tra un tour e l’altro come bassista per diversi artisti (Nic Cester, Diodato, Ghemon) decide di intraprendere una carriera solista, stavolta come cantautore. Trova ispirazione dai dischi dei grandi della musica italiana (Rino Gaetano, Lucio Dalla, Battisti) da dove il suo amore per la musica è nato, ma crea il suo sound con molti elementi di elettronica che contrastano con la sua voce graffiante.

“Puta”, il coraggio di Joan Thiele


“Mi hanno chiesto di raccontare Puta. Non ci sono riuscita, penso che l’unico modo per comprenderla sia ascoltarla. Puta è la lettera d’oltreoceano che non ho mai spedito, fino ad ora, perché lo sto per fare. Almeno una volta nella vita chi più o chi meno, si è sentito/a PUTA, uomo o donna che sia, indistintamente. Puta è violenza e fragilità, ma allo stesso tempo forza. Non bisogna avere paura di raccontare la fragilità, bisogna avere il coraggio di affrontarla. Vorrei iniziare l’anno con l’augurio più bello: rischiate, esponetevi, non dovete convincere nessuno se non voi stessi, usate sempre la vostra testa e credeteci. Prima io non lo facevo mai. Stavo a metà per compiacere la mia giuria immaginaria. E Sapete che c’è? Fanculo ‘sta giuria.  Oggi è il giorno 1.”

Prodotto dalla stessa Joan e da Zef, Puta è il nuovo singolo di Joan Thiele, secondo brano in lingua italiana dell’artista dopo Le Vacanze.

Ghali e Salmo insieme in “Boogieman”


Si intitola Boogieman ed è l’asso nella manica calato da Ghali insieme a Salmo.
Il brano, prodotto da Zef e Mace, fa da apripista a DNA, il nuovo attesissimo album del trapper, in arrivo il prossimo 20 febbraio.
Su un tappeto elettronico che sembra rubato a un affollato club degli anni novanta, le parole di Ghali si mescolano a quelle di Salmo in un susseguirsi di immagini caustiche, ironiche e provocatorie.
Ghali e Salmo parlano di autenticità e di tutto ciò che facciamo per sentirci ciò che non siamo realmente, ironizzando nel  ritornello con un #nonecool.

“Nel decennio dell’inestetismo, dove non essere cool è l’obiettivo, chiedere all’“uomo nero” di non farmi fare cose stupide è la cosa meno cool che mi potesse venire in mente.”

Inoltre, dopo il tour europeo, Ghali torna a dal vivo in Italia, e lo fa con Il concerto a Milano, tre date-evento al Fabrique di Milano in programma per l’8, 9 e 10 maggio
“Ho viaggiato tanto in questi ultimi anni. Ho suonato su palchi importanti in diversi stati davanti a decine di migliaia di persone. Eppure nulla è come tornare a casa e sentire il calore della mia gente, dei fan più accaniti. La voglio il più vicina possibile al Fabrique, a Milano, a casa mia.”

I biglietti per le date live sono disponibili dalle ore 10.00 di lunedì 20 gennaio su www.ticketmaster.itwww.ticketone.it e in tutti i punti vendita autorizzati.