Si intitola semplicemente Marcoe basta darci un ascolto per capire che per Sethu non è solo un nuovo singolo, ma l’inizio di una fase nuova.
Il titolo del brano riprende il nome di battesimo del cantautore ligure e raccoglie ne testo una fitta lista di consigli, pareri e critiche che Sethu si è sentito rivolgere in questi ultimi anni, dall’exploit sanremese ad oggi.
«Marco cantala un po’ meglio, dicono che avrai successo, Marco ma cos’è successo? Marco prendi la pastiglia, non scordare la famiglia» e «digli ancora la tua storia, Marco tu la sai a memoria, Marco ma mi stai ascoltando?».
Un brano fortemente autobiografico che è a tutti gli effetti un canto catartico per trasformare il giudizio altrui in un punto di (ri)partenza per un percorso di autoanalisi, sino ad approdare all’accettazione di sé stessi in tutte le proprie sfumature e contraddizioni.
«Se deve andare andrà, Marco sono ancora qua».
Dopo le difficoltà personali condivise nel primo album tutti i colori del buio(pubblicato nel 2024 da Carosello Records), Sethu ha ritrovato maggiore serenità e nuova spinta creativa. Marco, insieme agli ultimi singoli Si balla e Fino all’osso, ne è la prima testimonianza.
E se in questa estate povera di tormentoni la soluzione fosse Sandra Mondaini?
Ce lo ripetiamo ormi da anni, e anche l’estate 2025 sembra non fare eccezione: non ci sono più i tormentoni di una volta! Anzi, non ci sono proprio più i tormentoni! Da un numero imprecisato di estati, anche quando un brano riesce a dominare le classifiche vacanziere, manca quel successo capace di entrare nelle sinapsi di tutti, anche di chi di solito la musica non la cerca ma la subisce, e di restarvici appiccicato per mesi. Ma dell’estinzione del tormentone si sono già occupati in parecchi, e non è certo questa la sede per affrontare l’annosa questione. Il punto su cui vorrei soffermarmi ora è un altro.
Se infatti da una parte mancano i veri bangerz da ombrellone, non significa che tra le uscite discografiche non vi siano comunque delle piccole chicche da scoprire o riscoprire. Una di queste riporta in auge un nome del tutto inaspettato: Sandra Mondaini.
Ebbene sì, la celebre e indimenticabile showgirl nella sua lunga carriera è stata anche cantante e tra i suoi successi ce n’è uno che proprio quest’anno ha rifatto un capolino. Anzi, un doppio capolino!
Stiamo parlando di Cerco un uomo, sigla di apertura dello spettacolo televisivo Noi… no! del 1977, condotto in coppia con Raimondo Vianello. Un brano che già all’epoca non mancò di suscitare stupore tra il pubblico, dato il suo testo sensuale.
Il singolo rivive ora in una versione house firmata da Paolo Martini & Stefano Ranieri, figure di spicco della scena house italiana, unite da una profonda passione, rispetto per la cultura pop e una visione artistica condivisa: “Questo remix è nato da un dialogo artistico spontaneo: un omaggio alla storia italiana che fonde le nostre esperienze e prospettive musicali”, hanno dichiarato i due producer.
Una release che rappresenta un autentico ponte tra generazioni e stili. E che questo brano susciti un certo fascino ancora oggi lo testimonia anche il fatto che proprio Cerco un uomo sia stato scelto da Ditonellapiaga come lato A del 45 giri digitale in cui reinterpreta due brani del passato: “Ho deciso di fare uscire un 45 giri (digitale), come si faceva una volta. Cerco un uomo, il lato A, è una canzone che mi ossessiona da tempo e da anni avevo voglia di farne una mia versione. […] una chicca ingiustamente dimenticata che ho sempre trovato ultra moderna per l’epoca”.
La traccia scelta per “lato B” è invece Febbre d’amore, “una scoperta recente, un brano scritto da Rosario Bella e Cheope nel 1984 e cantato da Marcella Bella. Sensuale, estivo, fresco”.
Insomma, ormai lo sappiamo: il passato è sempre un luogo in cui andare a cercare le novità.
Il titolo è una citazione tratta da una lettera d’amore di Cesare Pavese, e così il brano è una riflessione sulla scrittura, sulle lettere, e sul valore del segno analogico nell’era contemporanea.
“Ma dove andremo a finire? C’è qualcosa di più assurdo dell’amore? Se lo godiamo fino all’ultimo, subito ce ne stanchiamo, disgustiamo; se lo teniamo alto per ricordarlo senza rimorsi, un giorno rimpiangeremo la nostra sciocchezza e viltà di non avere osato. […] Non so trovare parole di conforto per te che valgano, se non ricordarti quel giorno che eravamo stretti insieme, in piedi, e pareva che uno dei due dovesse condurlo a fucilare e invece era tutta gioia. […]. Ti bacio così, come vuoi tu, anche se sei stata cattiva a non venire sulla strada di Crevacuore”.
Crevacuore è il luogo misterioso e segreto dove vanno le storie che devono finire. Nascosta in un cluster di pixel, in bilico tra la traccia analogicadi una lettera d’amore e il radicalismo elettronico della produzione di mofw, è una canzone fatta di immagini enigmatiche e un ritornello aperto espressione di un vero e proprio “romanticismo digitale”.
Il videoclip che accompagna il brano mostra una ricerca ossessiva per le strade di una mappa digitale. La persona dietro al computer (o dentro?) sta cercando qualcosa. O qualcuno? Quel viaggio nevrotico sembra destinato a non finire mai.
Barriera è il sogno lucido di Valerio Casanova, musicista, autore e filmmaker casertano, in esilio nel sud est di Roma. Canta di solitudini e di separazioni, muovendosi in un universo nostalgico e a tratti ironico. Il suo è un mondo in conflitto, intrappolato nella ragnatela delle grandi città e stretto nella morsa dei dispositivi digitali. Per sopravvivere, e per trovare qualcuno che gli assomigli, ha scelto di fare musica. Gli amori difficili e il disagio mentale, due argomenti che si trovano spesso nei suoi brani, prendono il volo grazie ai tanti synth rarefatti che guardano al cantautorato indie romano, all’elettronica glitch e all’alt pop internazionale.
Il suo primo EP Abbandonarsi, prodotto da Blindur, esce nel 2020 per l’etichetta Wires records. Nel 2022 viene selezionato per partecipare alle selezioni di Musicultura. A settembre dello stesso anno ritorna con Dovehomessomiopadre?, una graffiante distopia pop alla Black Mirror. Nel Novembre 2022 esce Olodramma, il primo album seguito a giugno 2023 dall’edizione “bundle” del singolo Deserto Rosso, estratto dall’album.
Sacra e dissacrante, intensa e delicata, ricercata e immediata. Straordinariamente pop.
Fiorita sotto il sole di una calda estate siciliana, Zagara è il nuovo singolo di Francamente.
Un incontro tra Palermo, dove il pezzo è stato scritto ed è ambientato, e Berlino, città dove Francamente ha vissuto a lungo. Due luoghi che rappresentano mondi sonori diversi ma capaci di coesistere in modo armonioso e sorprendente, uniti dalla predilezione per la molteplicità e per le sfumature.
“Palermo è la custode di chi amando si contamina”,afferma Francamente, “e Zagara è la preghiera laica che pronunciano le persone innamorate”.
Nel brano si fondono la canzone italiana e l’elettronica, in un incontro arricchito da richiami alla tradizione popolare – grazie all’uso della fisarmonica e di cori gregoriani da festa religiosa di paese -, e sonorità anni ‘80 della cold wave tedesca. Il risultato è un cantautorato raffinato, fatto di immagini e dettagli vividi e suoni ricchi di sperimentazioni. Il frutto di un lavoro quotidiano e profondamente artigianale portato avanti insieme a Goedi alias Diego Montinaro, produttore di Francamente che scava alla ricerca di un sound unico e personale, in grado di aderire perfettamente all’essenza creativa indipendente e anarchica – ma mai autarchica – del progetto.
Voci dai balconi Costeggiano i lampioni Palermo che si sveglia sfatta E io sopra di te Suoni dai cantoni Donne come tuoni Palermo che mi mangia l’anca E io sopra di te Strette sui vagoni Le mie mani sono suoni Aprono portoni, corrono ai tuoi piedi e si schiantano sui nomi Dei tuoi nonni e dei nipoti Con le ossa tutte in fuori Le mie cosce sono fiori, corrono sul mare mentre a riva ti riposi Prenditi un poco cura di me Spaventami come Santa Rosalia Prendimi un poco sopra di te Spaventami come tu fossi regina Distese sopra il sole con gli scogli a far rumore Onde di persone che ci guardano curiose Pioggia sui bastioni mentre vola un ombrellone Palermo che rimane calma e io sopra di te Ferme sulle scale Hai le labbra di tua madre Sorridono ai rioni, smontano la rabbia di chi grida dai motori Noi che siam donne e non visioni Con le gambe sui cannoni Le gonne stese fuori Giocano col mare mentre a Riva ti riposi Prenditi un poco cura di me Spaventami come Santa Rosalia Prendimi un poco sopra di te Spaventami come tu fossi regina Ancora ancora ancora le tue mani di sale Ancora ancora ancora tra le nostre risate Ancora ancora ancora le tue mani di sale Ancora ancora ancora tra le nostre risate Prenditi un poco cura di me Spaventami come Santa Rosalia Prendimi un poco sopra di te Spaventami come tu fossi regina
Oceans erased è il nuovo singolo in collaborazione tra NIMA, giovane producer, compositrice e songwriter siciliana, e FILOQ, producer, dj ed esploratore sonoro genovese. Due artisti eclettici che intrecciano elementi di diverse culture e sonorità come fili di un racconto, dove l’unica regola è la sperimentazione.
Oceans erased è un brano ipnotico, un richiamo alle acque che scorrono lente e incessanti sotto la crosta terrestre.
La ritmica, sospesa tra afro e breakbeat, ci trascina in un flusso dinamico che ricorda il movimento incessante delle acque e delle correnti, mentre gli echi della tradizione gnawa aprono ad una dimensione senza tempo, sospesa tra realtà ed immaginazione.
“Trattiamo i mari come entità dotate di anima, di caratteristiche proprie e uniche. Si dice ‘il canto del mare’, perché sentiamo che il mare abbia una voce, e tendendo l’orecchio alla marea che si infrange a riva, riusciamo ad ascoltarlo. Riusciamo anche a parlarci, a volte. Oceans erased esplora il flusso di subduzione, mediante il quale la crosta oceanica si muove sotto un continente.”
NIMA, classe 1997, è una producer, compositrice e songwriter siciliana. RAʾĪS è il suo primo EP, pubblicato il 28 giugno 2024. Tutto parte dalla forza motrice generata dalla sua terra che diventa il punto di partenza per la ricerca dei suoni. Una ricerca che esce dai confini territoriali per toccare altre terre bagnate dal Mediterraneo, andando oltre il concetto di terra e spazio. Per questo la lingua utilizzata è il Nụhmeyya, mix di fonemi arabi, greci, siciliani ed ebraici, lingua dell’anima parlata dal primo e dall’ultimo abitante di un Mediterraneo decostruito e ricombinato.
FILOQ, dj-producer e sound explorer ha sviluppato la propria ricerca lavorando il suono per diversi media, dalle immagini alla discografia, dalle console da dj agli spettacoli teatrali fino alle installazioni museali con un approccio di clash tra musica e sound art. Le sue produzioni attraversano la global beats, il jazz e la musica elettronica, mettendo a sistema musica tradizionale presa da ogni parte del mondo e beat digitali in un taglia e cuci vorticoso.
Parallelamente alla carriera solista è coinvolto in diversi progetti, è dubmaster dell’Istituto Italiano di Cumbia di Davide Toffolo dove sperimenta la cumbia e le culture latine, manipola afrofuturismo e taarab con il collettivo italo/tanzano Uhuru Republic di cui è produttore, anima elettronica del progetto dub-jazz Fire feat Adrian Sherwood, mente sonora dei Magellano con cui sonorizza Walk the line, la grande opera di street art lungo la strada sopraelevata di Genova e le sonorità urbane di un grande porto, produttore artistico (tra gli altri, per Vinicio Capossela, Young Signorino, Mudimbi, Gnu Quartet).
Pariah è il nuovo singolo di Dumbo Gets Mad, che inaugura il nuovo capitolo discografico con Carosello Records. Un brano psychedelic pop, stratificato e visionario, che segna il ritorno di uno degli artisti italiani più apprezzati nel panorama internazionale.
Cantautore, produttore e sound designer emiliano, nato artisticamente a Los Angeles, Dumbo Gets Mad da oltre quindici anni porta la sua estetica musicale unica sui palchi di festival e club in Europa, Americhe e Asia. La sua musica ha ricevuto lodi da testate come Pitchfork e NPR, conquistando una fanbase trasversale tra indie, elettronica e psichedelia.
Negli anni ha attirato l’attenzione di diversi colleghi, tra cui Marracash, con il quale ha collaborato alla produzione dell’album “NOI, LORO E GLI ALTRI” in cui compare anche lo skit omonimo “DUMBO GETS MAD SKIT”.
Pariah è un flusso mentale e sonoro inarrestabile, un esperanto musicale che attraversa voci, lingue e generi. Il titolo fa riferimento a una delle caste più emarginate nella società indiana, simbolo di esclusione e impossibilità di riscatto.
Dumbo Gets Mad rilegge questa condizione come metafora del disorientamento post-universitario, in cui giovani vite si trovano sospese mentre il futuro avanza e prende il sopravvento.
“Pariah” è scritto, composto e prodotto da Dumbo Gets Mad con la partecipazione vocale di Carlotta Menozzi. Il singolo anticipa il quinto album dell’artista, di prossima uscita.
“Pariah è una stanza condivisa e una sera qualunque. Voci diverse, destini confusi. C’è chi non sa, chi sa ma non può, chi può ma non vuole. Un futuro sfocato, una quiete che resta lontana. Come i pariah, si è dentro qualcosa da cui non si esce davvero. La redenzione, se esiste, sembra altrove”.
Il progetto Dumbo Gets Mad, alias Luca Bergomi, nasce nel 2011 con un immaginario che fonde spirito infantile e psichedelia pop. Il nome si ispira alla celebre sequenza “Pink Elephants on Parade” del classico Disney “Dumbo” (1941), simbolo di un’estetica colorata, surreale e fortemente personale. Le sue produzioni mescolano sonorità retrò, elementi elettronici, ritmi funky e arrangiamenti stratificati, in un equilibrio tra gioco e ricerca sonora.
“Croccante è uno scioglilingua, una filastrocca, o meglio un incantesimo, che invita l’ascoltatore a lasciarsi andare, chiudere gli occhi e ballare senza troppi pensieri. È la mia prima “hit estiva.”
Dopo il viaggio kinky-western di Mini Pony, uscito il 16 maggio, Protopapa torna con Croccante, un nuovissimo singolo che vede la partecipazione di Hey Cabrera!, già producer per Protopapa di Ça Va? Je T’Aime!, del produttore e bassista Bruno Belissimo e del duo italiano Hard Ton.
Croccante è un incrocio energico di disco e house funk, una critica ironica ai poser da club ma anche un invito a lasciarsi andare e a ballare con autenticità. La voce profonda di Protopapa si intreccia al groove deciso di Hey Cabrera! e Bruno Belissimo, mentre il ritornello esplode con il falsetto di Hard Ton: un mix esplosivo di lucentezza e sensualità da ascoltare rigorosamente sotto una mirrorball.
Con questo brano Protopapa, l’Italian Disco Daddy, ci porta ancora una volta nel suo mondo, la sua HOUSE OF PROTOPAPA: un universo musicale libero e queer fatto di disco music, immaginari pop e divertimento.
#MUSICANUOVA: Gigi D’Agostino e Terraròss, “Tarantella tarantella”
Cosa succede quando la musica popolare pugliese incontra la console di uno dei più iconici DJ d’Italia?
Succede che l’estate si infiamma sulle note di Tarantella tarantella, il nuovo singolo firmato da Gigi D’Agostino e Terraròss, uno dei gruppi indie-folk più interessanti del momento (tra gli altri, si è accorta di loro anche Madonna).
Da un lato i bpm inconfondibili “lento violento” di Gigi Dag, il Capitano della musica dance, non nuovo a contaminazioni con la musica della tradizione popolare italiana (ricordiamo Radici Dag, che riprendeva un celebre pezzo di un altro gruppo pugliese, i Sud Sound System), dall’altro i Terraròss, gruppo popolare impegnato nell’interpretazione e nel riadattamento dei brani della tradizione pugliese e nella composizione di nuovi secondo i medesimi canoni.
Il risultato è un brano dance che fonde mondi diametralmente opposti, ma che trovano qui un’inedita connessione.
Gigi D’Agostino è il deejay italiano più amato e più noto a livello internazionale. Con le sue innumerevoli hit e tormentoni e le cifre da capogiro raggiunte nel corso della sua carriera è entrato di fatto nell’olimpo dei guru della dance culture. È l’unico deejay italiano ad aver superato il miliardo di stream con un unico singolo (In my mind, 1.3 miliardi di ascolti solo su Spotify, e doppio Disco di Platino solo in Italia).
Tra le sue storiche hit, L’amour toujour, La passion, The riddle, Another way, Bla bla bla.
“Hanami è per me uno di quei rari casi in cui nasce prima il testo e poi la musica. Era marzo 2020 e le passeggiate nel cortile del condominio erano l’unico modo per uscire di casa, vincolati dalle restrizioni della pandemia. Ogni giorno, il mio sguardo veniva catturato dal più grande dei ciliegi in giardino. Inizialmente spoglio, poi lentamente ricoperto di gemme e fiori. Un’esplosione di bellezza che durava appena due settimane. Fragili e inconsapevoli di non poter essere sfiorati, i fiori cedevano il passo alle foglie, destinate a cadere. Da allora mi chiedo come possa la primavera rinunciare così in fretta a qualcosa di tanto meraviglioso. Ma sto ancora cercando una risposta che mi soddisfi davvero.”
“Hanami”è un termine giapponese che indica l’atto di soffermarsi a godere della bellezza della fioritura primaverile degli alberi.
Nel pieno della pandemia, quando nonostante la nostra reclusione forzata la natura non si è mai fermata, Hesanody ha preso in prestito la parola e ne ha fatto una canzone. Ecco quindi Hanami, una ballata elettro-acustica dalle venature gospel che affronta la caducità delle cose belle, sospesa in un’atmosfera onirica tra contemplazione e rassegnazione.
Hesanobody è l’alter ego musicale di Gaetano Dino Chirico, che da anni si muove nella scena underground.
Tra le sue collaborazioni può vantare nomi del calibro di PLASTICA, Fugazza, Suorcristona (produttori per Mahmood, GINEVRA, NAVA, Noemi) e Federico Ferrandina (compositore di colonne sonore, accreditato in ‘Dallas Buyers Club’ e altri show tv di enorme successo quali ‘The Big Bang Theory’ e ‘The Night Of’).
Odio l’estate è il singolo che segna il ritorno sulle scene di Karter, nome d’arte del cantautore polistrumentista Andrea Biolcati Rinaldi, in collaborazione con Luca Urbani, amico e nome fondante dell’underground musicale degli anni ’90 con i Soerba.
Non solo un titolo, ma una dichiarazione di disagio, un sentimento nato da esperienze vissute nell’adolescenza. Lontano dall’immaginario spensierato che accompagna di solito questa stagione, con le sue sonorità elettroniche e cupe, il brano esplora l’ansia e il senso di oppressione che l’estate può portare.
Un nuovo singolo che arriva a ridosso delle prime giornate di luce, un anticipo di un nuovo disco.
Andrea Biolcati Rinaldi, in arte Karter, è un cantautore polistrumentista, classe ‘68, milanese di nascita e ferrarese di adozione. Fin da giovanissimo si appassiona alla musica intraprendendo a soli 13 anni il suo percorso e diventando poi parte di diverse band della scena locale, quali Radioluna, Lo stato delle cose, Olsen e Paradox.
Il suo stile spazia dal post-punk, new wave, shoegaze fino ad arrivare al pop rock. Tra il 1997 e il 2000 lavora come backliner nel tour “Metallo non metallo” dei Bluvertigo, vivendo da vicino l’esperienza dei grandi palchi e continuando a coltivare, in parallelo, la sua carriera artistica, pubblica ben tre album: Fiori elettrici, Vivendo di gioia riflessa e L’uomo vola la sua ombra a terra.