“Vengo in pace”: Nesli tra vecchie inquietudini e nuovi equilibri


Se è vero che in genere non si deve giudicare un libro – o un disco – dalla sua copertina, per il nuovo album di Nesli possiamo fare un’eccezione.
Vengo in pace, questo il titolo dell’album in uscita il 22 marzo, è infatti il disco con la copertina più colorata che Francesco Tarducci abbia mai realizzato, e quell’immagine con la mano tesa all’ascoltatore racconta più di mille parole lo spirito con cui il cantautore si ripresenta sulle scene.
Lo avevamo lasciato nel 2017 con la riedizione di Kill Karma, inizialmente pubblicato nel 2016 e rimesso in commercio dopo la partecipazione sanremese con Do retta a te: un disco che non nascondeva le inquietudini, tanto da aprirsi con un brano intitolato Anima nera. Era l’album con cui Francesco “uccideva” artisticamente Nesli, in attesa di mostrare qualcosa di nuovo.
Quella novità ha preso ora le forme di Vengo in pace, anche se – come Nesli tiene a specificare – questo nuovo lavoro è nato quasi per caso, in un arco di lavorazione di oltre due anni sotto la supervisione di Brando, e viene pubblicato senza seguire obblighi contrattuali e per la prima volta senza alcun tipo di pressione. La conclusione di un’ideale trilogia iniziata con le “montagne russe pop” di Buona fortuna amore e proseguita appunto con Kill Karma.

E’ il disco che segna il raggiungimento di un equilibrio, di una “presa bene“, come la definisce Nesli: “Non c’è stato nessun percorso terapeutico, nessun atteggiamento zen, nessun viaggio. Mi dà fastidio quando sento parlare di un valore terapeutico della musica, perché per me non è mai stato così. Semmai, il mio è stato un percorso terapeutico al contrario, che mi ha fatto entrare nel dolore. Oggi mi sento di dire che vengo in pace perché sono in pace: mi identifico completamente in questo stato d’animo, e vengo in pace in un momento in cui in giro c’è la guerra verbale, la guerra delle parole, che per un cantautore come me sono l’ingrediente principale. E’ successo semplicemente che un giorno mi sono svegliato, fuori era una bella giornata e ho pensato che tutto sommato la mia vita non andava poi così male. E lo stesso è successo il giorno dopo. Questo è lo spirito del disco, mi sento davvero ‘preso bene’, sono propositivo e per il futuro mi auguro di continuare a svegliarmi sempre con il sole”.
I nuovi brani sono arrivati tutti dopo l’esperienza di Kill Karma: “Kill Karma è stato uno spartiacque per me e quando è uscito c’erano già alcuni nuovi spunti, ma tutto ha preso forma dopo. Non ho avuto nessuna ansia di scrittura: prima se mi accorgevo di scrivere poco andavo nel panico, adesso so aspettare”.

Impossibile non notare in Vengo in pace una certa affinità con La fine, il brano che anni fa ha dato la vera svolta alla carriera di Nesli: “L’ho scritta una vita fa, e all’epoca nessuno ha capito la forza di quel pezzo, nemmeno io. E’ un brano che parla di quello che mi sta intorno, è una riflessione sulla vita, non è una dedicata a una persona e non è un brano d’amore. In questo si avvicina molto a Vengo in pace, perché nell’album non ci sono canzoni d’amore, non si parla di relazioni di nessun tipo, ma parlo soprattutto di sensazioni. L’analogia però non è stata volontaria, è capitata: ho recuperato quello spirito libero e selvaggio“.
E d’altronde, libero e un po’ selvaggio Nesli lo è sempre stato: ecco perché a chiudere l’album è un pezzo come Maldito, forse quello che incarna più di tutti la personalità del suo autore: “Le inquietudini di prima restano, ma adesso ne ho la consapevolezza. Maldito è il ritratto dell’inquieto, l’ho iscritto in un momento nero, in una mansarda, con la voglia di scappare via”. E se questa può apparire una contraddizione rispetto al clima di serenità che caratterizza l’album, la risposta Nesli la trova in un altro brano, Ma che ne so: “So che questa filosofia mi aiuterà spesso in futuro a uscire da situazioni difficili; “ma che ne so” è la risposta di chi viene in pace“.

Anche verso nel rapporto con i social Nesli sente di aver trovato un equilibrio: “Mi trovo in un limbo tra la generazione abituata all’analogico e quella digitale, sono stato tra gli ultimi della mia generazione ad arrivare a Facebook e Instagram perché di solito ci metto un po’ a cogliere i cambiamenti. Riesco ancora a parlare ai giovani anche se non più un ragazzino, ma mi rendo conto che a differenza del passato oggi l’arte ha una scadenza, l’età è diventata più importante. Non mi sento invece molto rappresentato dalle classifiche, perché mescolano le copie fisiche allo streaming, che invece andrebbero tenuti separati: un disco comprato in negozio ha più valore di un disco ascoltato con un abbonamento online”.

Ancora prima dell’uscita dell’album, il 21 marzo Nesli darà il via al nuovo tour: “So di essere in controtendenza rispetto a quanto si fa di solito, perché farò un concerto quando il disco sarà ancora in buona parte inedito per i fan”.

Queste le date:
21 marzo – Roma, Largo Venue
26 marzo – Bolzano, Teatro Cristallo
28 marzo – Firenze, Flog
29 marzo – Bologna, Estragon
31 marzo – Torino, Hiroshima Mon Amour
4 aprile – Napoli, Casa della Musica
5 aprile – Bari, Demodè
6 aprile – Catania, Land
11 aprile – Milano, Alcatraz

Sempre il 21 marzo al via anche l’instore tour:
21 marzo – Roma, Instore al Largo Venue in occasione del concerto
22 marzo – Napoli, Mondadori Via Luca Giordano h. 18:00
24 marzo – Milano, Mondadori Duomo h. 17:30 –
25 marzo – Torino, Feltrinelli Stazione h. 18:00
27 marzo – Padova, Mondadori Piazza dell’insurrezione
28 marzo – Firenze, Instore all’Auditorium Flog in occasione del concerto
30 marzo – Stezzano (BG) ,CC Le Due Torri h. 17:00

Ernia: il 7 marzo il live all’Alcatraz di Milano


Dopo l’uscita del suo ultimo album d’inediti 68 che ha conquistato il primo posto della classifica ufficiale FIMI, giovedì 7 marzo Ernia arriverà all’Alcatraz di Milano per una tappa del “68 tour”, che lo ha visto protagonista per tutto l’inverno nei più importanti club italiani.

A distanza di un anno dal precedente progetto Come uccidere un usignolo/67 e dopo il successo del “Come uccidere un Usignolo/67 tour”, l’ultimo lavoro di Ernia evidenzia un particolare raggiungimento di maturità da parte del giovane rapper, che partendo dal suo vissuto analizza con semplicità lo scorrere della vita quotidiana con lo sguardo critico, attento e insoddisfatto comune a moltissimi giovani affranti dai comportamenti, dalle aspettative e dalle mille problematiche che affliggono la società contemporanea.
Il disco è ricco di suggestioni musicali fonde perfettamente sonorità rap, black, funk, trap, melodie vocali e metriche precise e dirette in un mix di elementi diversi che ben rispecchiano l’evoluzione in corsa e il singolare percorso di uno dei rapper più seguiti ed amati della scena hip hop contemporanea.

Le prevendite delle nuove date del “68 tour”, sono disponibili sui canali di Thaurus Music, Ticketone al seguente link https://www.ticketone.it/ernia-biglietti.html?affiliate=ITT&doc=artistPages/tickets&fun=artist&action=tickets&kuid=553128 e acquistabili direttamente in loco.

L’intero tour è ideato e organizzato da Thaurus Live.

Neneh Cherry, Circolo Magnolia (Segrate), 27-02-2019


A chi si aspettava un concerto nostalgicamente legato al passato, Neneh Cherry ha dimostrato al pubblico presente al Magnolia di Segrate che continua ad essere – ora ancor di più, con la maturità dei suoi 54 anni portati benissimo – la miglior cattiva ragazza in circolazione. Già ne aveva dato prova a ottobre quando usci Broken Politics, grande album andato a contribuire ad una discografia che si attesta comunque ad alti livelli. Oggi, Neneh canta di diritti civili, di abusi (dalle armi alla violenza di ogni tipo) e di libertà, con grinta e soprattutto in coerenza con quanto espresso fino ad oggi nelle sue canzoni e sul palco, con buona pace di chi vorrebbe che i cantanti fossero solo “cantanti”, possibilmente senza opinioni politiche e/o sociali ostinate e contrarie.

Al Circolo Magnolia di Segrate, alle porte di Milano, nell’unica data italiana di questo tour, Neneh Cherry ha dimostrato che è ancora possibile – e mai come ora doveroso – fare un concerto politico nell’accezione migliore del termine, senza per questo cadere nella facile trappola di allettare il pubblico ad ogni costo.

Pochi quindi i richiami agli anni ‘90, in un concerto dove l’urgenza espressiva è tutta incentrata sul “qui ed ora”: che si tratti di passato recente (Blank Project, dall’omonimo lavoro del 2014) o quello legato ai successi storici (Manchild e Buffalo Stance, piazzata nei bis), i classici hanno lasciato spazio alla denuncia dell’attualità. Forte di un album fra i migliori del 2018, quasi una sorta di biografia in musica, Neneh non ha paura di cantare di immigrazione (Every nation seeks its friends in France and Italy / And all across the seven seas canta in Kong, brano nato dopo una esperienza di volontariato in un centro di accoglienza migranti), e di richiamare le persone, come un esercito di pace, alla coscienza civile e alla collaborazione (Soldier). Oggi, come quando lo cantava Patti Smith quasi 30 anni fa, People have the power. Ora tutto sta ad indirizzare questo potere immenso nella giusta direzione.

Nonostante non sia protagonista, il passato fa comunque musicalmente capolino anche nei brani di nuova produzione, fra campionamenti vintage eccellenti (il padre adottivo Don Cherry “compare” con Ornette Coleman in Natural Skin Deep) e ritmi che sembrano arrivare direttamente da un rave, ma che non spiazzano un pubblico già entusiasticamente preparato a una pioggia di suoni oscuri e duri dall’azzeccato opening act di Charlotte Adigéry.

In un concerto breve (poco più di un’ora), ma davvero intenso, scorrono praticamente quasi tutti i brani di Broken Politics, dai ritmi tribali di Slow Release alla splendida e complessa versione di Deep Vein Thrombosis, così lontana e pure così vicina alla versione su album. Spiace un po’, a fronte di un live ben calibrato e rispetto alle date precedenti dove sono state quasi sempre presenti, che nella serata milanese siano saltate Cheap Breakfast Special e, ancor più inspiegabilmente, la hit 7 Seconds. Spiace sì per il valore delle canzoni stesse, ma soprattutto perché alla fine dell’unico bis, avremmo voluto rivedere Neneh Cherry risalire sul palco ancora, e ancora, e ancora.

Testo e immagini di Alessandro Bronzini

MAIN BITCH: il ritorno di MYSS KETA luccica di trap. Nuovo tour tra Italia e Europa

WELCOME TO MILANO M¥SS
GIUNGLA SENZA MIRACOLI
TRA ANGELI E DIAVOLI UNA SOLA MAIN BITCH

Neanche il tempo di aver ipnotizzato il pubblico del Mediolanum Forum di Assago in apertura al live di Cosmo lo scorso 2 febbraio, e M¥SS KETA è di nuovo in scena con un singolo appena uscito dalle officine del Motel Forlanini.
Presentata in anteprima proprio sul palco del Forum di Assago, la canzone si intitola MAIN BITCH ed è il primo, fortissimo assaggio del prossimo progetto della diva più misteriosa di Milano, al momento ancora avvolto dal mistero.

In MAIN BITCH, M¥SS KETA diventa “un’arma di distruzione di maschi”: in un’atmosfera da fumetto Marvel e raggio della morte Tesla, M¥SS si definisce la MAIN BITCH sulla strumentale metal trap.
Una dichiarazione di intenti forte, chiara.

Il singolo vede anche la presenza della chitarra elettrica suonata da Giungla.

Dopo questo singolo, la regina della trasgressione sarà impegnata in un tour che porterà uno show rinnovato ed esplosivo in Italia ed Europa.
Queste le prime tappe:
16 febbraio Parigi, Petit Bain
28 marzo Lisbona, Mil
30 marzo Torino, Spazio 211
5 aprile Firenze, Viper
6 aprile Como, Marker – Teatro Sociale di Como
20 aprile Bucharest, Rokolectiv Festival
27 aprile Roncade (TV), New Age
30 aprile Roma, Monk
10 maggio Bologna, Locomotiv

More TBA

Boomdabash: dopo Sanremo, un pieno di views e streaming. A maggio il concerto-evento a Milano


Dopo aver lfatto ballare la platea dell’Ariston il successo dei Boomdabash non intende fermarsi.
Il brano Per un milione presentato alla 69 ° edizione del Festival di Sanremo ha infatti raggiunto oltre 2 milioni di stream solo su Spotify e il video ha già raggiunto oltre 2 milioni e mezzo di views su Vevo.

Dall’8 febbraio è inoltre disponibile in fisico e digitale Barracuda Predator Edition, riedizione dell’ultimo album, prodotto per la maggior parte insieme ai beatmaker multiplatino Takagi e Ketra.

La band dopo la grande partecipazione al Festival di Sanremo sarà pronta a stupire live con l’attesissimo Boomdabash & Friends, il concerto – evento che si terrà all’Alcatraz di Milano il prossimo 9 maggio con numerosissimi ospiti.
Un evento live con il quale i Boomdabash festeggeranno i primi 15 anni di carriera e che vedrà alternarsi sul palco i migliori protagonisti della musica italiana, amici e colleghi che hanno condiviso con i Boomdabash i successi degli ultimi anni.

“Siamo molto felici di celebrare i nostri primi 15 anni di carriera – dichiara la band- abbiamo deciso di mettere in piedi in live più epico di tutti questi anni. Un regalo per tutti i supporters della band, da sempre parte integrante del percorso di Boomdabash. Ci sarà Boomdabash sul palco dell’Alcatraz di Milano e ci saranno tanti, ma tanti ospiti, con i quali abbiamo avuto l’onore ed il piacere di lavorare, scrivendo con loro alcune delle hit più ascoltate di sempre. Il 9 Maggio festeggeremo un traguardo importante, 15 lunghi anni di musica. Un’avventura fatta di sacrifici ma tante soddisfazioni. Per la prima volta i fan di Boomdabash assisteranno ad un live con una line up di altissimo livello, per uno spettacolo che difficilmente potranno dimenticare e che sicuramente lascerà un segno indelebile”.

Shel Shapiro & Maurizio Vandelli, Milano, Teatro Ciak, 29 gennaio 2019. Nostalgia? No, grazie


Alla faccia dei tanti tour di addio alle scene annunciati in questi mesi, Shel Shapiro e Maurizio Vandelli, ex ragazzi terribili del beat italiano, vanno in controtendenza girando l’Italia con uno spettacolo che loro stessi hanno definito “del ritorno”. Un evento fino a pochi mesi fa non così scontato vista una presunta, storica, rivalità artistica che fin dagli anni ’60 aveva fatto viaggiare su binari paralleli – ma mai coincidenti -, la carriera di entrambi.

Ma questa rivalità (se poi mai veramente c’è stata) oggi è tutta al servizio dello spettacolo e del pubblico, accorso numerosissimo al teatro Ciak di Milano il 29 gennaio per una reunion che ha riservato molte gradite sorprese. Il concerto che i due artisti portano in scena, infatti, è interamente giocato sugli opposti: da una parte l’idealista rivoluzionario e pacifista Shapiro, dall’altra il (finto) cinico e “superficiale” Vandelli. Il tutto in una cornice che, più che la nostalgia fine a sé stessa, tende a richiamare il vero valore delle canzoni, ben vivo anche dopo “…anta” anni. In questo contesto, quindi, nessun imbarazzo nel sentire Losing My Religion dei R.E.M piazzata fra Piangi Con Me e Io Vivrò Senza Te, e nessuna sensazione di essere sotto ricatto emozionale durante la riproposizione di numerosi brani a firma Mogol-Battisti (Emozioni, Un’Avventura, 10 Ragazze Per Me).
Segno che le musiche e i testi, seppur spesso nella loro semplicità ai limiti dell’ingenuo, sono riusciti a reggere il segno del tempo. Ma che di operazione sulla memoria e non di vuoto richiamo alla nostalgia si trattasse si era già capito a settembre, quando venne pubblicato Love and Peace, album che sancì il “disgelo” artistico fra i due autori e che di fatto costituisce oggi “l’ossatura” del tour.

Ai classici Che Colpa Abbiamo Noi, Tutta Mia La Città e Un Angelo Blu, durante la serata si sono aggiunti richiami e omaggi ad altri artisti. Tributi particolarmente sentiti che di fatto hanno aiutato a contestualizzare sia il periodo storico che ha visto protagonisti i due cantanti, sia le influenze musicali metabolizzate negli anni ’60 dall’Equipe 84 e dai Rokes. Beatles (Let It Be, Eleanor Rigby), Cat Stevens (Wild World), Bob Dylan (un’emozionantissima Blowin’ In The Wind inserita in un contesto scenico ancor più toccante) hanno fatto “compagnia” al Guccini di Auschwitz e all’”altro Lucio” (“Quello piccolo, quello di 4 Marzo 1943”), supportando riscoperte di valore (La Luce dell’Est, sempre di Battisti e Mogol) e classici di presa immediata (Bang Bang, 29 Settembre, Io ho in mente te).

In due ore e mezza di musica, interrotta solo dalle presentazioni e – spesso – dal riuscito “gioco” dei battibecchi, i due vecchi marpioni hanno messo insieme un corposo “bigino” delle loro carriere, includendo anche, in versione live, canzoni che sull’album non sono presenti (Lascia l’ultimo ballo per me). Paradossalmente, la “simbiosi” fra Shel e Maurizio è stata talmente perfetta che spesso si è giunti – e nemmeno forse importava più farlo – a non voler e poter distinguere a chi appartenesse l’una o l’altra canzone, tanto è risultata ben riuscita l’interazione musicale. E non importa se ogni tanto la voce ha tremato o non è riuscita a tenere i toni più alti: l’imperfezione ha reso ancora più sincero un concerto che, fatti i conti con la nostalgia canaglia, ha prodotto nel pubblico più entusiasmo che rassegnati sorrisi rivolti al passato.

Testo e immagini di Alessandro Bronzini

DrefGold: tre special guest per la tappa milanese del Kanaglia Tour


DrefGold
 si prepara ad arrivare a Milano con il Kanaglia Tour, in una serata ricca di special guest.
Sabato 2 febbraio
 il live del rapper farà infatti tappa ai Magazzini Generali, dove sul palco sono attesi anche Gué Pequeno, Capo Plaza e Side Baby.

DrefGold proporrà dal vivo tutti i brani tratti dall’ultimo album, Kanaglia, senza dimenticare i maggiori successi che hanno segnato l’inizio della sua carriera. Da Boss a Occupato, fino a Wave, singolo impreziosito dal feat con la “rockstar” Sfera Ebbasta.

Questa collaborazione nasce dall’ingresso del giovane artista nell’etichetta fondata dallo stesso Sfera e Charlie Charles, la BillionHeadz Music Group.

Durante l’intero tour ad accompagnare DrefGold sul palco sarà il dj Tooda, al secolo Antonio Pezzella.

Le prevendite delle nuove date del Kanaglia tour sono acquistabili direttamente in loco o sui canali di Thaurus Music.

Drefgold: otto nuove date per il Kanaglia Tour


Sulla scia dell’uscita del suo primo album, Kanaglia, e dopo i riscontri raccolti nella prima parte del tour, Drefgold aggiunge nuove date al suo “Kanaglia tour.

Sono otto i nuovi appuntamenti del tour: Padova il 3 febbraio, Torino l’8 febbraio, Ravenna il 17 febbraio, Napoli il 22 febbraio, Brescia il 23 febbraio, Potenza il 9 marzo, Lucca il 23 marzo e Lugano il 30 marzo.

Le prevendite per le nuove date del “Kanaglia tour” sono disponibili sui canali di Thaurus Music o acquistabili direttamente in loco. L’intero tour è ideato e organizzato da Thaurus Live.

Questo il calendario del Kanaglia Tour:
21 gennaio – Zurigo, Komplex 457
26 gennaio – Bologna, KinderGarten
2 febbraio – Milano, Magazzini Generali
3 febbraio – Padova, Storya – Dj set
8 febbraio – Torino, Vogue – Dj set
17 febbraio – Ravenna, Kojak
22 febbraio – Napoli, Duel Beat
23 febbraio – Brescia, Number one – Dj set
9 marzo – Potenza, Basilikos
23 marzo – Lucca, Kuku disco – Dj set
30 marzo – Lugano, Vanilla Club – Dj set

Jova Beach Party: due nuove date per la festa di Jovanotti in riva al mare

Si allunga la festa estiva di Jovanotti.
Al Jova Beach Party si aggiungono infatti 2 nuovi appuntamenti il 28 agosto a Lignano Sabbiadoro e il 31 agosto a Viareggio, mentre anche le tappe di Albenga e Rimini registrano il sold out.

Il Jova Beach Party debutterà come previsto il 6 luglio a Lignano Sabbiadoro e tornerà per un secondo appuntamento sulla Spiaggia Bell’Italia il 28 agosto.
A Viareggio invece, dopo il sold out del primo appuntamento del 30 luglio, Lorenzo tornerà sulla Spiaggia del Muraglione per il gran finale il 31 agosto prossimo.

Le due tappe aggiunte sono state rese necessarie anche per contrastare il fenomeno del Secondary Ticketing. Molti siti non autorizzati infatti, sono già in vendita con i biglietti dello spettacolo di Jovanotti a prezzi esorbitanti (400 euro per Lignano e Viareggio, 150 per Rimini e Albenga).
Trident invita il pubblico a non acquistare i biglietti da questi siti che NON garantiscono la consegna dei biglietti e che danno informazioni false, o comunque non chiare, sui reali prezzi di ingresso, sugli orari e sulle capienze.


Dalle ore 15 di mercoledì 23 gennaio
sarà disponibile sul circuito TicketOne la prevendita dei due nuovi appuntamenti.
Biglietto unico 52 euro + prevendita.

I bambini che non hanno ancora compiuto 8 anni potranno accedere al Jova Beach Party con un titolo di ingresso gratuito. Per ottenerlo è indispensabile seguire la procedura descritta al seguente link.

Per tutte le info sul Jova Beach Party: TridentMusic.it.

Sting: a luglio due date live in Italia

Cherrytree Management e Live Nation sono orgogliose di annunciare il tour europeo di StingMy Songs, che partirà la prossima estate con show e concerti in festival prestigiosi . Sting farà tappa in Italia con due date il 29 luglio al Lucca Summer Festival e il 30 a Padova all’Arena Live @ Gran Teatro GEOX.
Sting: My Songs sarà un tour dinamico e divertente che si concentrerà sulle canzoni più amate scritte dall’artista durante la sua prolifica carriera come solista e frontman dei Police, costellata di successi e premi tra cui 16 Grammy Awards. I fan avranno modo di sentire hit come “Englishman in New York”, “Fields of Gold”, “Shape of My Heart”, “Every Breath You Take”, “Roxanne”, “Message in a bottle” e tante altre…
Sting suonerà come sempre accompagnato dalla sua  band.
La messa in vendita generale è partita dalle ore 16.00 di venerdì 28 dicembre su www.ticketmaster.itwww.ticketone.it e in tutti i punti vendita autorizzati.