“Le stelle non brillano solo in cielo”: le “radio girls” rivivono nel nuovo singolo di Ottavia Brown


A volte la musica riesce a dare voce a chi non l’ha mai avuta e a chi non sembra aver lasciato alcun segno nella storia e nel mondo.
E’ quello che è riuscita a fare l’illustratrice e songwriter Ottavia Bruno, in arte Ottavia Brown, con il suo nuovo album, Signora nessuno, in uscita il prossimo 10 aprile per UMA Records.
Un progetto sviluppato in dieci tracce tra rock, folk e atmosfere noir dedicate ad altrettante storie che riaccendono i riflettori su momenti chiave del passato che ancora illuminano il presente, anche se spesso pochi ne sanno riconoscere la luce. Ogni brano è inoltre accompagnato da un’illustrazione che ne racchiude il significato, opere della stessa artista.

Quasi un concept album, a cui fa da apripista il primo estratto Le stelle non brillano solo in cielo.
A ispirare il brano è una storia piuttosto triste avvenuta nel 1917, proprio negli anni splendenti della Belle époque: protagoniste, loro malgrado, furono un gruppo di ragazze ricordate come “radio girls”, operaie, spesso minorenni, in un’azienda statunitense produttrice di orologi, la United States Radium Corporation di Orange, nel New Jersey.
Molte di loro sono state avvelenate dalla vernice radioluminescente presente sui pennelli che inumidivano con la saliva per dipingere i quadranti orologi: l’azienda infatti le aveva infatti rassicurate sul fatto che la vernice al radio fosse del tutto innocua.
Il metallo era stato scoperto dai coniugi Curie solo pochi anni prima, nel 1898, e già Pierre Curie ne aveva intuito la pericolosità
Tuttavia, il carattere luminescente della sostanza fece sì che il radio venne utilizzato per produrre vernici, cosmetici, farmaci e addirittura per arricchire alimenti.
Nel giro di pochi anni, l’esposizione costante al metallo radioattivo causò a molte delle ragazze i primi sintomi di avvelenamento, tra cui la perdita dei denti, la disgregazione del tessuto osseo e l’insorgenza di tumori. Inoltre, fatto piuttosto inquietante, sembra che i loro copri iniziarono a brillare al buio.
Le operaie decisero quindi di citare in giudizio i datori di lavoro, segnando così un punto di svolta in tema di sicurezza sul lavoro.
E ancora oggi le ossa delle ragazze brillano.

Tra gli altri protagonisti dei brani di Signora nessuno vi sono Mary Shelley (Mary non c’è), Moby Dick (Capitano riposa) e Modigliani (Maledetto).

“Dobermann”, l’assalto dell’amore nel nuovo singolo di Leo Pari

L’amore ci rincorre come un dobermann
non puoi scappare
voltarsi per guardare indietro fa soltanto male
soltanto male
l’amore arriva dritto col BMW
non puoi frenare
il cuore è veloce
la notte è feroce
con noi
non ti fermare
mai

 

“Come si fa a capire quando si è davvero innamorati? Me lo sono chiesto mille volte, e la risposta è sempre stata la stessa: quando sei innamorato lo senti che è così, magari fai fatica a capirlo, a volte non vuoi ammetterlo, ma nel tuo intimo lo sai e non puoi negarlo. L’amore è così, come un sogno, quando arriva arriva, non decidi tu, e non gli puoi sfuggire, perché anche se provi a scappare lui ti prenderà e ti divorerà il cuore.”

Dobermann è il nuovo singolo di Leo Pari.

Le musiche del brano sono state orchestrate da Nicola Balestri in arte Ballo, da quasi 20 anni al fianco di Cesare Cremonini, e registrate con la Budapest Art Orchestra a Budapest diretta dal Maestro Francesco Berta.

The Psychedelic Furs: dopo 29 anni, un nuovo album di inediti


A 29 anni dalla pubblicazione dell’ultimo album di inediti, The Psychedelic Furs annunciano il grande ritorno sulle scene con un nuovo lavoro.
Made of Rain, questo il titolo del nuovo progetto discografico, arriverà il 1 maggio ed è già stato anticipato da due singoli, Don’t Believe e You’ll Be Mine.

Con il suo stile tra psichedelia, punk, pop e glam rock, la band inglese si è fatta notare negli anni ’80 con singoli come Love My Way, Pretty In Pink, Heartbreak Beat e Heaven, influenzando la scena della new wave.

 

“Chosen Family”, un’ode al mondo queer nella power ballad di Rina Sawayama


Il futuro del pop internazionale potrebbe avere un nuovo volto, quello di Rina Sawayama.
Nata in Giappone, Rina e la sua famiglia si sono trasferiti nel Regno Unito quando lei aveva solo cinque anni. Durante l’adolescenza ha scoperto la sua passione per la musica e la propensione allo studio. All’Università di Cambridge ha iniziato a notare le differenze culturali e il contrasto tra razze diverse. Grazie a queste esperienze, Rina ha plasmato la sua identità unendo la sua cultura al suo stile di vita occidentale, definendo il suo stile personale.
Dopo essersi fatta notare nel circuito indipendente e aver attirato l’attenzione di magazine come Vice, The New York Times e The Fader, per Rina si avvicina ora l’occasione della svolta per la grande notorietà.

Il suo ultimo singolo, Chosen Family, è una potente ballad in cui è racchiusa un’ode alla sua famiglia LGBT+.

“È un brano molto speciale per me. La famiglia che ho scelto, nel mio caso, è una famiglia queer. Spesso le persone vengono cacciate di casa o allontanate dalle loro famiglie, dai loro amici o dalle loro comunità dopo aver rivelato il loro orientamento sessuale. Questo può fare molto male, e sicuramente avere una famiglia che ci si è scelti può aiutare. Il ritornello dice ‘We don’t need to be related to relate, we don’t need to share genes or a surname’ ed è un invito per tutti quelli che si sentono diversi a trovare un’altra famiglia, una che hanno scelto e con cui poter essere se stessi e sentirsi amati. Dedico questo brano ai miei amici queer, che adesso considero la mia famiglia e penso sia fondamentale ringraziarli, li amo tantissimo e non penso che sarei ancora qui se non fosse stato per loro”.

La traccia è accompagnata anche da un video con un tutorial per insegnare ai fan a suonare il brano.

L’album d’esordio di Rina, intitolato SAWAYAMA, in uscita il 17 aprile, è uno sguardo intimo al mondo di Rina: “nell’album parlo di identità e di famiglia. Parlo anche delle difficoltà dell’imparare a conoscersi quando si convive con due culture totalmente differenti (nel mio caso quella giapponese e quella inglese), di cosa sia il senso di appartenenza quando il concetto di casa è in continua evoluzione, del cercare di capire in cosa ti rispecchi e cosa invece senti molto lontano da te e dell’apprezzarsi per ciò che si è, con i propri pregi e i difetti”.

L’album include anche i singoli STFU!, Comme Des Garçons e XS, rilasciati nei mesi scorsi.

Nata in Giappone, Rina e la sua famiglia si sono trasferiti nel Regno Unito quando lei aveva solo cinque anni. Durante l’adolescenza ha scoperto la sua passione per la musica e la propensione allo studio e si è poi iscritta all’Università di Cambridge, dove ha iniziato a notare le differenze culturali e il contrasto tra razze diverse. Grazie a queste esperienze, Rina ha plasmato la sua identità unendo la sua cultura al suo stile di vita occidentale, diventando un’artista in grado di definire il suo stile unico nel pop.

Nava: visioni digitali e contaminazioni sonore nel singolo “You”


Innovazione digitale e sonorità eclettiche tra sperimentalismo e tradizione trovano manifestazione in You, ultimo singolo dei milanesi Nava.

Un beat incessante percorre il brano come un battito cardiaco acido e distorto, mentre la voce di Nava rappresenta la nuvola di pensieri all’interno della testa di ognuno di noi.

La pubblicazione del brano è accompagnata dal video visual curato da Lorem, progetto multidisciplinare ideato dall’artista visivo italiano Francesco D’Abbraccio, in arte Lorem.
Attraverso l’uso delle reti neurali artificiali,l’artista esplora la tematica della profondità delle interazioni umane raccontata nel brano. Il set di dati che principalmente alimenta questo cervello artificiale è composto da una miscela di centinaia di immagini nude e spoglie, che agli occhi umani risultano una massa di corpi liquidi e fluidi che si fondono tra loro.

“Flores No Mar”, torna il pop esotico e psichedelico di Populous


“Per la religione afrobrasiliana del Candomblé, Lemanja è la madre di tutti gli Orisha, regina del mare e protettrice di tutte le donne, si invoca il suo aiuto promettendole alcune delle sue cose preferite: fiori, profumi, vino e altre bellissime cose femminili. Quando ci si innamora della persona sbagliata chiediamo a Lemanja di essere liberati dal desiderio. Emmanuelle offre alla dea i suoi fiori preferiti, ballando in un mare sconfinato, nel buio della notte”.

Esotismo, psichedelia e un omaggio agli afro samba di Vinicius de Moraes convivono in Flores No Mar, il brano che segna il ritorno sulle scene internazionali di Andrea Mangia, aka Populous, deejay, autore di colonne sonore, sound designer per il web, musei e sfilate di moda.

A tre anni da Azulejos, il producer sfodera il primo estratto dal nuovo album W, in uscita il 22 maggio per La Tempesta International (in Italia) e per Wonderwheel Recordings (nel resto del mondo). Il brano è stato pubblicato in anteprima il 1 aprile dal magazine americano The Fader e vede la collaborazione di Emmanuelle, performer brasiliana, cresciuta a Miami e di base a Milano.

Achille Lauro riparte dal “16 marzo”

“Cari amici,
sono nuovamente qui a scrivervi, in un periodo in cui scrivere è uno dei pochi modi che abbiamo di tenere vivo il contatto umano.
Oggi vi parlo di un sentimento comune a tutti.
Qualcosa di così irreale da diventare affascinante.
Così affascinante che me ne sono avvelenato.
Nel mese dei nuovi amori,
il mese in cui ognuno torna da chi non lo starà cercando più.
È una tempesta dentro me.
È ciclica.
Perdere tutto per inseguire un’illusione.
Oggi sono senza costume, senza trucco, innamorato di un ricordo.
Vi presento il nuovo me.
Ve lo affido.
Grazie
A presto”



Neanche due mesi dopo aver sconvolto la liturgia sanremese con le imaginifiche esibizioni sulle note di Me ne frego, Achille Lauro volta completamente pagina e riparte da un nuovo brano, 16 marzo, il primo primo pubblicato per Elektra Records, l’etichetta di cui è anche direttore creativo.

Un vero e proprio nuovo inizio, lontanissimo dalla carica rock/dance del singolo precedente: il brano si presenta infatti come una power ballad intima, melodica e struggente, un nuovo passo nella crescita artistica di uno dei nomi più influenti e sorprendenti degli ultimi anni.

“Ho sempre curato con attenzione maniacale tutto ciò che riguardasse la mia musica: dalle parole dei miei brani, alla direzione delle produzioni musicali, all’immaginario visivo, ma soltanto adesso assaporo la libertà di forgiare la musica a mia immagine e somiglianza. Sono mesi che non dormo. Sono ossessionato dal creare. Ho trovato “il me” che ho sempre cercato. In questi giorni di isolamento, che mi hanno costretto ad un processo introspettivo e di meditazione profonda, ho trovato la forza creare arte e dare vita a questo brano, 16 marzo, che descrive l’attuale urgenza simbiotica di raccontare una nuova fase della mia eterna rinascita con un nuovo linguaggio, libero e liberato. Mai come questa volta sento la mia musica così mia” aveva dichiarato Achille Lauro nell’annunciare per la prima l’arrivo del nuovo brano.

Achille Lauro sta trascorrendo questo periodo con Gow Tribe, che con lui ha prodotto 16 marzo: “È come se lo avessimo già fatto. Già sentito. Sempre esistito. A volte c’è qualcosa di mistico. Sembra che le canzoni si compongano da sole, che abbiano un’anima propria o che ce le stiano donando dal cielo” – così viene descritta la fase di creazione del brano. Il racconto poi prosegue: “È un momento particolare. Intimo. Ultraterreno. Il vestito che dovrà avere questo brano è quello che eravamo. Nostalgico come il passato. È come ripensare a quando si aveva 9 anni. Qualcosa di talmente inesistente ormai, da diventare affascinante. Talmente affascinante da avvelenarmi. Era solo una lettera per lei”.

Grimes: il video di “You’ll Miss Me When I’m Not Around” lo realizzano i fan


Visionaria e lontana dalle convenzioni, Grimes pubblica il video del suo ultimo singolo, You’ll Miss Me When I’m Not Around, con il green screen, lasciando libero sfogo alla creatività dei fan.

La cantautrice canadese non ha mai fatto mistero di essere cresciuta tra campionamenti di bootleg e creazioni artistiche fai-da-te, al punto da considerare questa attività una parte vitale dell’esplorazione dello stile personale e della creatività.
Per questo ha scelto di condividere il suo ultimo video con il green screen, incoraggiando i creatori del web a dare la loro personale interpretazione del video, come parte di un progetto artistico collettivo, usando i file grezzi e le basi audio, messi a disposizione.
L’intero pacchetto di file e tool è disponibile a questo link.

L’operazione, unica nel suo genere, vede Grimes collaborare con WeTransfer, ArtStation e Native Instruments per estendere l’invito alla più ampia comunità creativa possibile.

I creatori possono pubblicare i loro video su YouTube e condividere il link su Twitter utilizzando l’hashtag #grimesartkit.
I video migliori saranno pubblicati sui canali social di Grimes.

La “canzone sbagliata” di Danti, Luca Carboni e Shade


Arriva il 3 aprile Canzone sbagliata, il nuovo singolo firmato dall’inedito trio Danti, Luca Carboni & Shade.

Un gustoso pezzo pop all’insegna della leggerezza e dell’ironia, costruito su riferimenti alla musica italiana e internazionale e abbinamenti improbabili, dalle “mani piccole come Morandi”, al “mitra in mano come Gandhi”, “le braccia forti come i delfini”, fino ai “baffetti come Mussolini”, correndo “a quattro zampe come un pollo”.

“Cantare insieme a Luca è stato davvero un grande regalo, ed è un piacere tornare a collaborare con Shade. Per quanto riguarda Luca, se vi dico che il brano che ho ascoltato di più nel 2019 è stato Fragole buone buone? Appena abbiamo registrato il brano ho capito che era la persona giusta per la canzone sbagliata!”, ha commentato Danti,

Questa le parole di Luca Carboni: “In questo strano e difficile momento è stato davvero liberatorio cantare con Danti e gli altri amici questa canzone…sbagliata. Consapevole che in fondo non c’è niente di sbagliato se questa montagna di errori vi porterà a cantare e sorridere come abbiamo fatto noi”.
Shade aggiunge: “Ci siamo divertiti a sbagliare, perché fare sempre tutto giusto sarebbe monotono, no? Non c’è una formula magica per fare le hit ma sicuramente un ingrediente che aiuta è il divertimento, e quello in studio con Danti non manca mai!”

 

Simone Tomassini: un inedito per cantare la speranza di “quando tutto finirà”


Charlotte , l’altra sera mi ha detto “Papi, quando tutto finirà andiamo con il camper al mare?”. Mi sono messo al pianoforte ed è nata “Quando tutto finirà “ svegliando il mio amico Fernando. La copertina l’ha disegnata Charlotte. Spero possa donare un po’ di “speranza” di forza e di grinta per tornare più forti di prima.È dai bambini che dobbiamo imparare, dalla loro innocenza e spensieratezza.La stanno affrontando con una maturità assurda, incredibile.Sono proprio loro la “luce” nuova. E “Quando tutto finirà “ ringraziamoli per non averci mai lasciato la mano.

Scritto di getto durante una notte insonne, Quando tutto finirà è l’inedito pubblicato nei giorni scorsi da Simone Tomassini, ispirato dalle parole pronunciate dalla figlia Charlotte.
Un brano di speranza per guardare avanti e pensare a tutto quello che potremo finalmente ricominciare a fare dopo, quando tutto finirà.