“IL CIELO NON È UN LIMITE”, parola di MYSS KETA

A TUTTI I PILOTI ALL’ASCOLTO
CHE BRAMANO IL CIELO
QUELLO CHE APPARE COME UN LIMITE
DISPIEGA INVECE L’INFINITO
SIAMO ATOMI


Un’introduzione che è un vero manifesto, un invito alle menti più aperte e visionarie per gettare il cuore oltre l’ostacolo, per ricominciare a sognare e creare nuovi immaginari, e costruire nuove utopie. Si apre così IL CIELO NON È UN LIMITE, nuovissimo EP di M¥SS KETA, concepito e realizzato nei mesi travagliati dell’epidemia.
Anticipato dai singoli GIOVANNA HARDCORE e DUE, il nuovo progetto raccoglie sette tracce nuove di zecca prodotte da RIVA, con interventi di Populous e Unusual Magic.

Con l’elemento aria al centro di tutto – contraltare dell’acqua di CARPACCIO GHIACCIATO, l’iconico EP del 2017 – IL CIELO NON È UN LIMITE nasce da un’immagine: un aereo nel cielo, solitario e libero, forte e indomato. Un cielo a prima vista limitato, incorniciato, ma nel quale si spalancano illimitati spazi interiori, cieli interiori metafora di una perenne tensione a conquistare l’impossibile.
Il cielo non ha limite. Il cielo non è un limite.

Ogni traccia dell’EP è stata accompagnata da visual visionari che ci catapultano nell’immaginario di M¥SS.

È prima di tutto M¥SS KETA che non si dà limiti, sperimentando suoni sferzanti come le folate ad alta quota, quasi glaciali, con deviazioni a volte repentine come i cambi di direzione di un jet. M¥SS canta in inglese, in tedesco, in greco antico, per dare voce ai pensieri interiori di molteplici doppelganger.
L’estatica ed eretica GIOVANNA HARDCORE, reincarnazione in chiave Mad Max della pulzella d’Orleans, evoca un incantesimo ancestrale ripetuto come un mantra, su un beat minimal spezzato da accelerazioni jungle.
La mistress felina di GMBH è un beat deep house alla moda di Chicago.
La moderna dea DIANA, in compagnia di Priestess, si ritrova a capo di una Magna Grecia futurista dalle atmosfere morbide e sognanti, disegnate dal maestro Populous.
La rider post apocalittica che sfreccia fra le vie dell’inferno in RIDER BITCH, sfogo electroclash ispirato al videogioco Wipeout 2097, una traccia che vede la co-produzione di Unusual Magic e il cameo di Lilly Meraviglia.
Ma quello raccontato da M¥SS è anche un mondo che ha portato all’estremo l’ossessione per l’immagine sintetica, in cui le funzioni di Photoshop diventano ordini, come in PHOTOSHOCK, tra richiami house anni ’90 e synth-wave anni’80.
Un mondo compromesso dalla saturazione post-capitalista che esplode in DUE, delirio electropop disegnato sul beat di Two Times di Ann Lee.

L’uscita dell’EP è stata preceduta da una speciale performance all’ultimo pian della Torre Galfa di Milano, nel punto più alto in cui la metropoli che ha visto la nascita di M¥SS incontra il cielo.

Il “Successo” secondo Giorgieness

Successo esterna con ironia la ciclica frustrazione di chi, come me, vive e lavora nel mondo della musica, che ho scoperto non essere solo mio ma un sentimento condiviso che, ogni tanto, viene a bussare alle nostre porte. Ma questa canzone racconta anche tanto altro: col tempo mi sono accorta che parla di così tante cose che sarebbe riduttivo dare una chiave di lettura unica. Altre dinamiche, fatti di cronaca, politica, storie di mille persone, di rapporti, di sogni. Successo è semplicemente una fotografia di quello che ho attorno, quello che ho visto in questi ultimi anni, quello che accade nel mio mondo e oltre. Vorrei che fosse il manifesto di chi lavora con tenacia a testa alta, di quelli che non mollano mai nonostante le difficoltà”.

Il ritorno di Giorgieness si gioca sul riff di una chitarra rock, quasi un ritorno alle origini per la cantautrice Giorgia D’Eraclea, in attesa del nuovo album ,previsto per la primavera 2021.

“Edge of Midnight”, Miley Cyrus incontra Stevie Nicks. Quando il remix sa di leggenda

Splendere, cadere e poi rivedere di nuovo la luce.
Se volete sapere come si fa, chiedete a Miley Cyrus.
Nel 2017 il flop del tutto inaspettato di Younger Now aveva appannato un po’ la stella della ragazzaccia del pop, che per qualche anno si è barcamenata tra qualche singolo di tiepida accoglienza. Anche un pezzo più che valido come Slide Away si era portato a casa solo bricioline. Ma esattamente come la Baby di Dirty Dancing, sappiamo bene che anche Miley non poteva essere messa in un angolo. Si trattava solo di aspettare il singolo giusto al momento giusto.
Poi, quest’estate, fatto uscire forse senza troppa convinzione, ecco arrivare Midnight Sky, pezzone pop con marcate influenze disco e rock. C’è voluto un po’ perché il pubblico se ne accorgesse, ma settimana dopo settimana, esibizione dopo esibizione, il nome di Miley è tornato a farsi leggere nella parte alta delle classifiche di streaming e radiofoniche, mentre anche la stampa concordava nell’elogiare il comeback dell’ex stellina di Disney Channel.
E che le cose stiano andando per il verso giusto lo prova ora la pubblicazione di Edge of Midnight, remix ufficiale del brano realizzato con un mashup di Edge of Seventeen della leggendaria Stevie Nicks, accreditata addirittura nel featuring.

Intanto il 27 novembre è atteso il nuovo album, Plastic Heart: dopo la virata al country di qualche anno fa, si parla ora di una svolta verso nuove sonorità rock, come testimonierebbero le recenti cover live di Zombie e Heart of glass, che saranno incluse nell’edizione digitale dell’album, mentre tra le collaborazioni compaiono anche i nomi di Billy Idol e Joan Jett.

MYSS KETA conta fino a… “DUE”


Dopo Giovanna Hardcore, DUE è il secondo singolo di M¥SS KETA che anticipa il nuovo EP Il cielo non è non limite, in uscita il 13 novembre per Island Records/Universal Music Italia.

Prodotto dal fidato RIVA, DUE è un delirio electro-pop su base accelerata e “accelerazionista” costruita sul beat di Two Times, hit anni ’90 di Ann Lee, in bilico fra citazioni di Thousand di Moby e di 10 Sprite di Taxi B.

Realizzato dal 3D artist Lorenzo Clementi, il lyric video fonde gli orizzonti espressivi di Clementi e di M¥SS in un universo “uber pop”, digitalizzato e lisergico. Un vortice visivo frenetico e coloratissimo, ipnotico come un video gioco, magnetico come una slot machine di Las Vegas in Realtà Virtuale.

Dario Gay e Mauro Coruzzi: il gossip si fa pop nell”Inno della pettegola”


L’arte del pettegolezzo è un volo leggero sulle vite altrui, niente a che vedere col gossip che intenzionalmente cerca il male. Ricordo una battuta della grande Anna Magnani che rivolgendosi al pianista che si dilungava con una lunga intro, disse che quelli erano pettegolezzi e di arrivare al sodo. Ecco: il pettegolezzo è un arpeggio di piano leggero. Non è una canzone nuova. È stata parcheggiata per un po’ nel cuore. Da subito ho “sentito” che fosse perfetta per la voce di Mauro. Un giorno, ho preso il telefono e gli ho detto che volevo fargli sentire una cosa, di persona. Ci siamo incontrati e sotto la pioggia, in macchina, al primo ascolto ha subito detto il suo sì. Un amore a primo ascolto, un abito che calzava a pennello”.

Così Dario Gay presenta Inno della pettegola, inedito pubblicato il 6 novembre sulle piattaforme digitali.
“Una sta lì tutta una vita a sparlare degli altri e che nessuno parli mai di me non sta mica bene, non fa mica tanto signora. Che nervi!”, prosegue ironico il cantautore.

Il brano, scritto dallo stesso Dario Gay su musiche di Giovanni Nuti è il primo singolo dell’inedita coppia composta dal cantautore e Mauro Coruzzi, ovvero Platinette. La collaborazione, che arriva dopo una lunga amicizia, segna anche l’inizio di un nuovo progetto artistico.

Il brano racconta in maniera giocosa e ironica una realtà quotidiana e vuole essere un omaggio all’attrice Franca Valeri, scomparsa recentemente, che con i suoi personaggi (tra i più noti la Sora Cecioni e la Signorina Snob) ha rappresentato in maniera surreale l’arte del pettegolezzo.

Così ha commentato Platinette: “Quando Dario mi ha proposto la canzone, ho subito pensato che potesse suonare come un omaggio a Franca Valeri non tanto per il ruolo della pettegola, ma perché il pettegolezzo andando di bocca in bocca sembra essere trasmesso per telefono, come le famose telefonate di Franca da la Sora Cecioni, a Cesira la manicure. La canzone ha al tempo stesso, un’ironia devastante sottolineando come, oggi più che mai, ci siano persone che del pettegolezzo fanno una ragione di vita, un’arma. Proprio di recente Papa Francesco, in occasione di un Angelus si è occupato di questo tema, affermando che “Sparlare di qualcuno “chiude il cuore” e che “Il chiacchiericcio è peggio del Covid”. Questa canzone, invece, ha il solo scopo di fare sorridere su chi inventa, architetta e pregusta piccole vendette che al massimo fanno venire disturbi di stomaco, come dice la canzone. A me il disturbo di stomaco, se mai lo avessi avuto, lo avrebbe fatto passare. L’importante è che il pettegolezzo non sia devastante ma sia leggenda: Inno della pettegola è già una leggenda”.

Nel video, supportato da Kare Design, compaiono in qualità di special guest personaggi dello spettacolo e del cinema tra cui Maria Giovanna ElmiGiancarlo MagalliAlessandra MontiMassimiliano RosolinoEmanuela Tittocchia e Melissa Gilardi, tik toker da 3 milioni di follower.

“Ieri”, il ritorno a tempo di valzer di Moltheni


Ieri è il titolo del primo singolo che fa da apripista a Senza eredità, ultima testimonianza discografica a nome Moltheni. Brano estremamente ispirato ai valzer che fecero tanto ballare le nostre vecchie generazioni, ma anche a ricordo di personaggi del calibro di Elliott Smith, questa ballata incarna più che mai tutta quella autenticità che il mio progetto rappresentò nei suoi significati, nei suoi colori e nel suo immaginario. Tutti elementi che, ancor oggi immutati, spero possano tornare ad emozionarvi”.


A undici anni di distanza dalla raccolta finale Ingrediente novus Umberto Maria Giardini torna a pubblicare un brano inedito a firma Moltheni. Il brano anticipa il nuovo album Senza eredità in uscita l’11 dicembre per La Tempesta Dischi, un progetto che rappresenta la chiusura di un cerchio, nonché l’ultimo capitolo di uno dei progetti più importanti del panorama indipendente italiano.

“Latina”, l’estate fuori tempo di Emma

Sembra un reggaeton ma non è, serve a darti l’allegria….

Parafrasando una celebrerrima frase-jingle di Pollon combinaguai, si potrebbe così riassumere Latina, ultimo singolo di Emma, uscito un po’ a sorpresa lo scorso 27 agosto, a meno di un anno dalla pubblicazione dell’album Fortuna (di cui si è già esaurito il ciclo?).

E se da calendario l’estate dovrebbe essere quasi arrivata al capolinea, per l’artista pugliese sembra essere appena iniziata. Il nuovo brano è infatti quanto di più adatto si potrebbe pensare per un singolo destinato a far ballare – COVID permettendo – in riva al mare o sulla pista di una discoteca in una calda notte sotto le stelle, tra elettropop, sentori tropicali e percussioni sincopate.
Il mood della canzone è tra i più spensierati che si possano ricordare nella discografia di Emma, e lo stesso si può dire del video che l’accompagna, girato dai Bendo (Lorenzo Silvestri e Andrea Santattera).

A firmare il nuovo singolo è il terzetto formato da Edardo D’Erme (aka Calcutta), Davide Petrella) e Dario Faini (aka Dardust aka DRD), che si è occupato anche della produzione.


“Ho ricevuto questa canzone, Latina, il giorno del mio compleanno su Whatsapp da Calcutta, Faini e Petrella mi sono emozionata… era inaspettata… e ho sentito da parte di tutti la voglia di spingersi in acque inesplorate. Mi piacciono le sfide, mi piace provare a scoprire fin dove posso spingermi. Latina è proprio questo… una canzone forte e diretta che profuma di libertà. Mi sento proiettata in una nuova dimensione e sono pronta per questo nuovo cambiamento… ​sono solo una canzone… e sono qui dentro la radio​”.

E allora balliamo, finché si può…

“Bella d’estate”, Mika e Michele Bravi rivisitano il successo di Mango


Come è doveroso che sia per qualsiasi cover che non voglia ridursi a semplice copia, l’originale deve restare come un ricordo sullo sfondo, per lasciare spazio alla nuova veste sonora.
Ed è così che le seduzioni mediterranee di Bella d’estate, indimenticato successo di Mango del 1987, con testo firmato anche da Lucio Dalla, volge decisamente lo sguardo all’elettronica nella nuova versione realizzata da Mika e Michele Bravi e prodotta da Katoo.

L’idea di registrare il brano è arrivata a Mika, mentrw stava preparando una playlist di musica italiana all’inizio dell’estate: “Quasi per caso ho riscoperto Bella d’Estate e spontaneamente, senza pianificazione, mi è venuta l’idea di cantarla. E’ una cover nata per amore della canzone stessa, per amore di Mango, ma anche di Lucio Dalla, che ha scritto il testo e di cui sono un grande ammiratore. Ho incontrato subito l’entusiasmo di Katoo per questo progetto e ci siamo divertiti a creare una rilettura rispettosa, ma in chiave contemporanea. Mentre eravamo in studio, Katoo mi ha proposto di trasformarla in un duetto e abbiamo pensato di coinvolgere Michele Bravi, con cui lui lavora da tempo, e con entusiasmo è arrivata la sua adesione. Sono stato molto felice di ritrovarlo!”

Michele Bravi si è detto “affascinato dall’attenzione che ha avuto Mika nel voler riscoprire e ripresentare al pubblico un gioiello raro della nostra musica. È un onore per me poter condividere insieme alla sua professionalità lo spazio di questa canzone, che insieme celebra l’incontro tra diverse creatività e il patrimonio musicale italiano”.

Rettore: in arrivo il picture disc in vinile dell’album “Incantesimi notturni”


Buone news per i rettoriani all’ascolto.
Dal 20 luglio sarà infatti disponibile un’edizione speciale di Incantesimi notturni, l’album pubblicato da Rettore nel 1994, al cui interno trova spazio anche la ballad  Di notte specialmente, presentata quell’anno al Festival di Sanremo.
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Tale progetto, allora uscito solo in CD e musicassetta, verrà pubblicato il prossimo in vinyl edition e in 3 versioni: vinile nero, vinile colorato (blu trasparente), in arrivo il 20 luglio, e picture disc, in uscita poche settimane dopo.
Tutte le edizioni saranno a tiratura limitata e numerate sul retro copertina.

L’album sarà acquistabile sul sito www.zamusica.com e nei negozi che lo richiederanno.

L’amore è anche… “scivolare via”. Parola di Maurizio Chi


“In amore siamo recidivi e bisogna capire quando è il momento di Scivolare via da una relazione tossica e cercare di vedere nella possibilità del cambiamento la propria felicità. Io scrivo che è la paura che ci rende grandi e lo penso davvero, l’ho sperimentato in prima persona. Questo lockdown credo abbia accentuato i difetti di molte coppie che spesso con la scusa della vita frenetica del nostro tempo hanno trascurato le loro fragilità. Spero abbiamo imparato tutti da questo momento drammatico ad osservarci e la mia canzone esorta il coraggio per uscire da finte zone comfort . La vita andrebbe vissuta con serenità e naturalezza sopratutto nella coppia”.
Parola di Maurizio Chi.

Dopo la pubblicazione durante il lockdown dei singoli Niente di più e Da grandi, il cantautore attualmente di base a Sydney lancia il suo singolo per l’estate italiana su tutti gli store digitali.

Il video del nuovo brano è stato realizzato con la collaborazione di Marco Laudani, coreografo di danza contemporanea, che con la sua supervisione ha coordinato 14 giovani ballerini. Il concept del video mostra la libertà creativa e di movimento dei giovani danzatori che attraverso l’utilizzo di una lampadina lanciano un messaggio affinché il settore delle arti non si spenga: “Ho proposto la mia idea semplice durante la quarantena a Marco Laudani amico e talentoso coreografo essendo stato per tanti anni io stesso un preparatore atletico per danzatori che adesso lavorano in tante compagnie importanti in tutto il mondo, volevo dare loro un compito da svolgere per tenere la loro mente attiva e la loro creatività viva. Marco ha colto subito il mio input e da bravo coreografo ha coordinato e sviluppato l’idea insieme alle giovani promesse della danza.”