E se in questa estate povera di tormentoni la soluzione fosse Sandra Mondaini?

E se in questa estate povera di tormentoni la soluzione fosse Sandra Mondaini?

Ce lo ripetiamo ormi da anni, e anche l’estate 2025 sembra non fare eccezione: non ci sono più i tormentoni di una volta! Anzi, non ci sono proprio più i tormentoni!
Da un numero imprecisato di estati, anche quando un brano riesce a dominare le classifiche vacanziere, manca quel successo capace di entrare nelle sinapsi di tutti, anche di chi di solito la musica non la cerca ma la subisce, e di restarvici appiccicato per mesi.
Ma dell’estinzione del tormentone si sono già occupati in parecchi, e non è certo questa la sede per affrontare l’annosa questione. Il punto su cui vorrei soffermarmi ora è un altro.

Se infatti da una parte mancano i veri bangerz da ombrellone, non significa che tra le uscite discografiche non vi siano comunque delle piccole chicche da scoprire o riscoprire.
Una di queste riporta in auge un nome del tutto inaspettato: Sandra Mondaini.

Ebbene sì, la celebre e indimenticabile showgirl nella sua lunga carriera è stata anche cantante e tra i suoi successi ce n’è uno che proprio quest’anno ha rifatto un capolino. Anzi, un doppio capolino!

Stiamo parlando di Cerco un uomo, sigla di apertura dello spettacolo televisivo Noi… no! del 1977, condotto in coppia con Raimondo Vianello. Un brano che già all’epoca non mancò di suscitare stupore tra il pubblico, dato il suo testo sensuale.

Il singolo rivive ora in una versione house firmata da Paolo Martini & Stefano Ranieri, figure di spicco della scena house italiana, unite da una profonda passione, rispetto per la cultura pop e una visione artistica condivisa: “Questo remix è nato da un dialogo artistico spontaneo: un omaggio alla storia italiana che fonde le nostre esperienze e prospettive musicali”, hanno dichiarato i due producer.


Una release che rappresenta un autentico ponte tra generazioni e stili. E che questo brano susciti un certo fascino ancora oggi lo testimonia anche il fatto che proprio Cerco un uomo sia stato scelto da Ditonellapiaga come lato A del 45 giri digitale in cui reinterpreta due brani del passato: “Ho deciso di fare uscire un 45 giri (digitale), come si faceva una volta. Cerco un uomo, il lato A, è una canzone che mi ossessiona da tempo e da anni avevo voglia di farne una mia versione. […] una chicca ingiustamente dimenticata che ho sempre trovato ultra moderna per l’epoca”.

La traccia scelta per “lato B” è invece Febbre d’amore, “una scoperta recente, un brano scritto da Rosario Bella e Cheope nel 1984 e cantato da Marcella Bella. Sensuale, estivo, fresco”.

Insomma, ormai lo sappiamo: il passato è sempre un luogo in cui andare a cercare le novità.

Ditonellapiaga

Vanity Fair Italia ridà voce a Giuni Russo: esce il remix di “Mediterranea”

Vanity Fair Italia ridà voce a Giuni Russo: esce il remix di “Mediterranea”

Per la prima volta nella sua storia, Vanity Fair Italia si unisce a Warner Music Italy per dare vita a un’operazione musicale senza precedenti.

A 40 anni dalla prima uscita, Mediterranea, uno dei brani più emozionanti di Giuni Russo, torna in una nuova veste sonora.

Un progetto, unico nel suo genere, realizzato a quattro mani con l’obiettivo di valorizzare il repertorio di una delle più grandi artiste italiane e farlo arrivare alle nuove generazioni.

«Uno dei nostri desideri, per un numero estivo di Vanity Fair, era lanciare una summer hit, un tormentone che facesse ballare e sognare. Con Warner Music Italy abbiamo considerato svariati brani, molti artisti e diversi remix, per poi arrivare a Mediterranea: una nuova, stupenda versione del capolavoro di Giuni, a cui sono molto legato. Mi auguro vi accompagni dentro l’estate e verso il Mediterraneo, ovunque siate», dichiara Simone Marchettidirettore di Vanity Fair Italia.

La canzone, presente all’interno dell’omonimo album uscito nel marzo 1984, e scritta insieme a Maria Antonietta Sisini, è un inno all’estate e all’identità mediterranea.

«Questa nuova versione mi piace tanto. La voce suona modernissima e l’atmosfera è quella del pezzo originale, che mi incantava come una sirena. È come se Giù si prendesse una rivincita. Allora il brano non era stato capito. I discografici non lo reputarono abbastanza orecchiabile. Giuni ne soffrì molto, perché Mediterranea era lei, infatti ripeteva sempre: “Mediterranea sono io”», racconta Maria Antonietta Sisini.

A restituire nuove sonorità al brano è Mattia Del Moro, in arte Dumar, produttore e dj friulano, conosciuto per i suoi rework musicali in cui unisce passato e presente, rispettando gli interpreti originali ma restituendo alle loro opere un nuovo vigore: «Ho immaginato un incontro, in realtà mai avvenuto, tra Giuni Russo e Giorgio Moroder. Tra tutti i miei progetti questo è tra i più spericolati che ho fatto. Mi ha travolto l’entusiasmo di Maria Antonietta Sisini: ci unisce una visione delle canzoni non museale. L’eredità di certi artisti va portata avanti», afferma Dumar.

Per celebrare l’uscita di Mediterranea, Vanity Fair Italia dedica a Giuni Russo una cover digitale esclusiva con un ritratto inedito dell’artista, scelto anche come copertina del singolo.

Le interviste complete sono disponibili su vanityfair.it.

#MUSICANUOVA: NIMA & FILOQ, “Oceans erased”

#MUSICANUOVA: NIMA & FILOQ, “Oceans erased”

Oceans erased è il nuovo singolo in collaborazione tra NIMA, giovane producer, compositrice e songwriter siciliana, e FILOQ, producer, dj ed esploratore sonoro genovese. Due artisti eclettici che intrecciano elementi di diverse culture e sonorità come fili di un racconto, dove l’unica regola è la sperimentazione. 

Oceans erased è un brano ipnotico, un richiamo alle acque che scorrono lente e incessanti sotto la crosta terrestre.

La ritmica, sospesa tra afro e breakbeat, ci trascina in un flusso dinamico che ricorda il movimento incessante delle acque e delle correnti, mentre gli echi della tradizione gnawa aprono ad una dimensione senza tempo, sospesa tra realtà ed immaginazione. 

“Trattiamo i mari come entità dotate di anima, di caratteristiche proprie e uniche. Si dice ‘il canto del mare’, perché sentiamo che il mare abbia una voce, e tendendo l’orecchio alla marea che si infrange a riva, riusciamo ad ascoltarlo. Riusciamo anche a parlarci, a volte. Oceans erased esplora il flusso di subduzione, mediante il quale la crosta oceanica si muove sotto un continente.”

NIMA, classe 1997, è una producer, compositrice e songwriter siciliana.
RAʾĪS è il suo primo EP, pubblicato il 28 giugno 2024. Tutto parte dalla forza motrice generata dalla sua terra che diventa il punto di partenza per la ricerca dei suoni. Una ricerca che esce dai confini territoriali per toccare altre terre bagnate dal Mediterraneo, andando oltre il concetto di terra e spazio. Per questo la lingua utilizzata è il Nụhmeyya, mix di fonemi arabi, greci, siciliani ed ebraici, lingua dell’anima parlata dal primo e dall’ultimo abitante di un Mediterraneo decostruito e ricombinato.

FILOQ, dj-producer e sound explorer ha sviluppato la propria ricerca lavorando il suono per diversi media, dalle immagini alla discografia, dalle console da dj agli spettacoli teatrali fino alle installazioni museali con un approccio di clash tra musica e sound art. Le sue produzioni attraversano la global beats, il jazz e la musica elettronica, mettendo a sistema musica tradizionale presa da ogni parte del mondo e beat digitali in un taglia e cuci vorticoso.

Parallelamente alla carriera solista è coinvolto in diversi progetti, è dubmaster dell’Istituto Italiano di Cumbia di Davide Toffolo dove sperimenta la cumbia e le culture latine, manipola afrofuturismo e taarab con il collettivo italo/tanzano Uhuru Republic di cui è produttore, anima elettronica del progetto dub-jazz Fire feat Adrian Sherwood, mente sonora dei Magellano con cui sonorizza Walk the line, la grande opera di street art lungo la strada sopraelevata di Genova e le sonorità urbane di un grande porto, produttore artistico (tra gli altri, per Vinicio Capossela, Young Signorino, Mudimbi, Gnu Quartet).

#MUSICANUOVA: Protopapa, “Croccante” (ft. Hey Cabrera!, Bruno Belissimo & Hard Ton)

#MUSICANUOVA: Protopapa, “Croccante” (ft. Hey Cabrera!, Bruno Belissimo & Hard Ton)

© Arthur Buoso [@film.by.arthur]

Croccante è uno scioglilingua, una filastrocca, o meglio un incantesimo, che invita l’ascoltatore a lasciarsi andare, chiudere gli occhi e ballare senza troppi pensieri. È la mia prima “hit estiva.”

Dopo il viaggio kinky-western di Mini Pony, uscito il 16 maggio, Protopapa torna con Croccante, un nuovissimo singolo che vede la partecipazione di Hey Cabrera!, già producer per Protopapa di Ça Va? Je T’Aime!, del produttore e bassista Bruno Belissimo e del duo italiano Hard Ton.

Croccante è un incrocio energico di disco e house funk, una critica ironica ai poser da club ma anche un invito a lasciarsi andare e a ballare con autenticità. La voce profonda di Protopapa si intreccia al groove deciso di Hey Cabrera! e Bruno Belissimo, mentre il ritornello esplode con il falsetto di Hard Ton: un mix esplosivo di lucentezza e sensualità da ascoltare rigorosamente sotto una mirrorball.

© Arthur Buoso [@film.by.arthur]

Con questo brano Protopapa, l’Italian Disco Daddy, ci porta ancora una volta nel suo mondo, la sua HOUSE OF PROTOPAPA: un universo musicale libero e queer fatto di disco music, immaginari pop e divertimento.

#MUSICANUOVA: Gigi D’Agostino e Terraròss, “Tarantella tarantella”

#MUSICANUOVA: Gigi D’Agostino e Terraròss, “Tarantella tarantella”

Cosa succede quando la musica popolare pugliese incontra la console di uno dei più iconici DJ d’Italia?

Succede che l’estate si infiamma sulle note di Tarantella tarantella, il nuovo singolo firmato da Gigi D’Agostino e Terraròss, uno dei gruppi indie-folk più interessanti del momento (tra gli altri, si è accorta di loro anche Madonna).

Da un lato i bpm inconfondibili “lento violento” di Gigi Dag, il Capitano della musica dance, non nuovo a contaminazioni con la musica della tradizione popolare italiana (ricordiamo Radici Dag, che riprendeva un celebre pezzo di un altro gruppo pugliese, i Sud Sound System), dall’altro i Terraròss, gruppo popolare impegnato nell’interpretazione e nel riadattamento dei brani della tradizione pugliese e nella composizione di nuovi secondo i medesimi canoni.

Il risultato è un brano dance che fonde mondi diametralmente opposti, ma che trovano qui un’inedita connessione.

Gigi D’Agostino è il deejay italiano più amato e più noto a livello internazionale. Con le sue innumerevoli hit e tormentoni e le cifre da capogiro raggiunte nel corso della sua carriera è entrato di fatto nell’olimpo dei guru della dance culture. È l’unico deejay italiano ad aver superato il miliardo di stream con un unico singolo (In my mind, 1.3 miliardi di ascolti solo su Spotify, e doppio Disco di Platino solo in Italia).

Tra le sue storiche hit, L’amour toujour, La passion, The riddle, Another way, Bla bla bla.

BITS-RECE: GIMA “JOMO”. Una stanza (per ballare) tutta per sé

BITS-RECE: GIMA “JOMO”. Una stanza (per ballare) tutta per sé

BITS-RECE: radiografia emozionale di un disco in una manciata di bit.

“I keep dancing on my own” cantava – ormai un po’ di anni fa – Robyn, in quello che è diventato una vero e proprio manifesto alla solitudine da dancefloor. Ma certo Robyn non è stata la prima né l’ultima a contribuire alla narrazione della pista da ballo come luogo intimi, introspettivo, talvolta addirittura spazio per riversare le proprie lacrime.

Perché lo sappiamo bene, anche quando siamo immersi nella folla, anche quando ci troviamo in un luogo gremito, anche quando l’aria l’aria investita dei bpm lanciato dal DJ in console, capita di sentirsi soli, estraniati da tutta la vita che ci si muove attorno. A volte è una situazione che provoca disagio, a volte è davvero un’esigenza.
Desiderare sparire, godere di quel momento solo per noi, respirarlo fino all’ultimo palpito di sudore provocato da un ballo che è molto di più di una semplice occasione di evasione, ma diventa un’esigenza di sopravvivenza.

Ed è un po’ questo il messaggio che emerge dalle cinque tracce di JOMO, il primo EP di GIMA, uno dei nomi emergenti più promettenti della scena club italiana. Che il producer fosse promotore di questa filosofia lo si era già capito dai brani che hanno anticipato la release (Come si fa?, Bugatti), e ancora prima nel singolo Tempesta.
Usare l’elettronica per ritagliarsi uno spazio tutto per sé, non assecondare la corrente, ma risalirla per creare una narrazione personale.

Il titolo è l’acronimo di “joy of missing out” (la gioia dell’essere tagliati fuori), chiaro contraltare della FOMO, di cui oggi siamo troppo spesso schiavi, ovvero la paura di restare tagliati fuori, di non essere abbastanza connessi con l’esterno, di perderci l’essenziale.

Sotto ai suoi potenti muri di bpm, il producer avellinese costruisce un racconto diverso, all’insegna della volontà di stare al passo seguendo però sentieri meno frequentati: “Avevo bisogno di scappare dalla frenesia di Milano, la città in cui vivo da un po’ di tempo, per scrivere un EP che raccogliesse quel senso di smania urbana ma la rendesse intima”, racconta GIMA. “L’artwork e la creatività raccontano questo. Mi sono concentrato sulla mia assenza, sulla mia JOMO, lasciando che l’artista che c’è in me si rifugiasse nell’unico luogo – seppur metaforico – in cui sono davvero presente: la musica”.

E allora balliamo, selvaggiamente, forsennatamente, seguendo però solo il ritmo della nostra essenza.

#MUSICANUOVA: Protopapa feat. Tanzer, “Versatchy (It’s Versace!)”

#MUSICANUOVA: Protopapa feat. Tanzer, “Versatchy (It’s Versace!)”

Versatchy (It’s Versace!) è il personalissimo omaggio di Protopapa a uno dei brand italiani più famosi al mondo.

Sonorità nu-disco, melodie e suoni della tradizione dance italiana traggono ispirazione dal mondo glamour con fare irriverente, accompagnato dalla voce di Tanzer che riprende la celebre frase di Donatella “Versatchy? It’s Versace!”, per poi interpretare e citare anche l’iconica Kate Moss – “This is Milan 1995…” – in un’intervista a Vogue.

Con questo nuovo singolo, Protopapa dà il via alla sua DISCOMAGIA, un viaggio che lo porterà ad esplorare mondi immaginifici attraverso “nuovi occhi” e gli permetterà di portare la sua musica in giro per l’Europa.


DJ e icona queer, che da oltre 10 anni infiamma i dancefloor di tutto il mondo, Protopapa è un punto di riferimento della musica elettronica e della nightlife italiana, di base a Milano.
Ha condiviso consolle con artisti come Hercules & Love Affair, Nicolas Jaar e Miss Kittin.
Come direttore creativo ha curato serate, festival e club negli ultimi 15 anni. Ha a cuore la comunità LGBTQIA+, della quale fa parte.
Ha collaborato con brand come: ETRO, Armani, DIOR, Dolce & Gabbana, YSL Beauty, Versace, Tommy Hilfiger, MTV, Moleskine, Rossella Jardini, Campomarzio70, Caruso, Simon Cracker, Camera Nazionale della Moda Italiana, Best Events Awards Italia…
Nel 2020 è uscito il suo primo singolo, Nina, diventata colonna sonora di sfilate e spettacoli.

Dal 2020 divide con Pierpaolo ilromantico Moschino la paternità della label FLUIDOSTUDIO, etichetta discografica con base a Milano nata con l’obiettivo di raccontare storie inconsuete ed eccezionali nel panorama musicale italiano e dare voce a chi non ha spazi per farlo.
L’etichetta discografica include infatti artistə molto diversə per generi, che spaziano dal pop al reggaeton, dall’elettronica alla disco, ma unitə da valori condivisi come l’inclusività, il sostegno alla cultura queer e alle minoranze, già radici dell’esperienza personale dei due founder.
FLUIDOSTUDIO crede nel valore educativo dell’espressione musicale.

#MUSICANUOVA: GIMA, “Bugatti”

#MUSICANUOVA: GIMA, “Bugatti”

“Quando ho iniziato a lavorare su Bugatti sono partito dalla sua strumentale in modo particolarmente libero, senza imposizioni o direzioni precise da dare al pezzo.

Sapevo soltanto di volerci dentro un groove spezzato e veloce che portasse ad un immaginario frenetico, rapido, che corre nel buio come una Bugatti. L’ho immaginato come un brano da club ma anche da riprodurre mentre si sfreccia in auto. Sempre molto elettronico, vicino alla drum ‘n’ bass”.

Solo dammi un’ora per stare bene, ritornare qui dentro di me
Come puoi vivere di giorno se dai tutta te stessa la notte? Non puoi, non puoi

Nel nuovo singolo BugattiGIMA appoggia su un tappeto di bpm acidi e frenetici una dichiarazione poetica alla ricerca di uno spazio per sé, per rallentare, anche solo per un momento, “per un’ora”. Prima di ributtarsi nel vortice.

#MUSICANUOVA: GIMA, “Come si fa?”

#MUSICANUOVA: GIMA, “Come si fa?”

“Non sono bravo a raccontare le mie sensazioni, preferisco comporle. E quando ho scritto Come si fa? ero genuinamente incazzato. Con me stesso, con gli altri e con quello che mi circondava.
L’ho scritta di getto perché, come le emozioni più sismiche, è esplosa all’improvviso”.

DJ e producer avellinese, classe ‘96, indicato da VEVO Italia come uno dei nomi della nuova scena elettronica italiana da tenere d’occhio, GIMA torna con un inno da club arrabbiato e malinconico, scandito da un interrogativo ciclico che chiede spiegazioni: come si fa ad amare qualcuno col cuore di un altro, a non smarrire la propria identità e nemmeno il legame che ci unisce.

L’interrogativo di chi sta vivendo i propri anni Venti con un senso di smarrimento verso il presente.

 

“Love 679”. Il primo album dei Dov’è Liana tra amore, dancefloor e rivoluzione

“Love 679”. Il primo album dei Dov’è Liana tra amore, dancefloor e rivoluzione

Sono francesi, ma per la loro musica devono tantissimo all’Italia.

A cominciare dal nome con cui questi tre amici hanno scelto di farsi conoscere con il loro progetto, Dov’è Liana. Leggenda vuole che abbiano scelto di chiamarsi così dopo una vacanza trascorsa a Palermo, città che li ha stregati umanamente e musicalmente, perché – dicono – “a Palermo la musica è fatta per ballare”. E proprio a Palermo, alla Taverna Azzurra, pare abbiano conosciuto una ragazza di nome Liana, che li ha folgorati come un fulmine per poi scomparire come una Chimera. Da allora non l’hanno più incontrata, ma hanno voluto fissare quel momento nella memoria.

Il loro primo singolo, Perché piangi Palermo?, pubblicato nel 2020 e considerato ormai un classico dal popolo della club culture, era un dichiarato omaggio alla città siciliana ed è stato il primo passo di un percorso che li ha portati oggi a essere uno dei nomi più promettenti della dance europea.
I loro concerti sono per il pubblico sinonimo di festa e di condivisione, momenti per celebrare l’unione, l’amicizia, l’amore, l’accettazione, un’occasione per lasciare fuori dalla porta pregiudizi e ostilità: “Fare concerti è come fare l’amore, qualcosa da fare ovunque”, dichiarano con quel misto di candore e sarcasmo con cui pronunciano ogni parola.
Non è un caso comunque che quando ripensano al loro miglior concerto in Italia il ricordo vada al primo live in Santeria a  Milano, dove ci fu una vera e propria invasione sul palco da parte dei fan: quello era per loro il clima esatto che volevano creare.

Da quando hanno iniziato a fare musica hanno scelto di nascondere i loro volti dietro occhiali da sole e coloratissimi foulard, un outfit diventato ormai il loro iconico marchio di fabbrica, ma anche una precisa volontà di andare contro gli stereotipi.

Per i Dov’è Liana fare dischi, salire sul palco e mettersi dietro alla consolle significa prima di tutto ricreare quel clima di festa e di gioia che avevano sperimentato anni fa a Palermo, ed è esattamente con questo spirito che dopo essersi fatti conoscere con diversi singoli, arrivano alla pubblicazione del loro primo album, in uscita il prossimo 11 ottobre.

Il titolo è già emblematico, Love 679, un vero e proprio manifesto d’amore: per coglierne il significato bisogna pronunciarlo in inglese (“love six seven nine”). Il fatto che manchi il numero 8 non è casuale, dal momento che la pronuncia di eight richiama quella della parola hate, “odio”. Quindi 679 come un codice dell’amore, da cui è messo al bando l’odio. Un sorta di Peace & Love 2.0.

“Con questo album vogliamo creare la colonna della nostra generazione, per fare tutti insieme la rivoluzione”. Una rivoluzione in gran parte cantata in italiano, e che fa rima con festa, amore e inclusione.

Nelle tracce dell’album ci sono tutti gli elementi che in questi anni hanno fatto conoscere questi tre ragazzi d’Oltrealpe: c’è la house, ovviamente, che con i suoi bassi potenti e i synth luccicanti è il vero motore della loro musica; c’è il rock’n’roll, che brucia per esempio nel singolo Tutte le donne, una delle anticipazioni dell’album; e poi c’è il funky, forse la musica che più di tutte si addice al clima di festa che il gruppo intende ricreare. Non poteva poi mancare il french touch, con tutta la sua elettronica e i vocoder.

Ma, naturalmente, c’è spazio anche per rendere omaggio alla musica italiana, come in Postcards from Universe, un brano che si rifà direttamente alle ballate romantiche del cantautorato nostrano.
E parlando di musica italiana, tra le proprie fonti di ispirazione il gruppo cita prima di tutto Andrea Laszlo De Simone, poi Adriano Celentano, Giorgio Poi, Cosmo, Pop X e, in particolare per la scrittura, Rino Gaetano.

A conti fatti, forse è stato un bene che Liana sia apparsa e scomparsa nella vita di questi tre amici, lasciando in loro il ricordo poetico, e un po’ idealizzato, di un momento irripetibile, che loro cercano di tenere in vita sulla pista da ballo.

Non è semplicemente dance: dietro a quei synth, dietro a quella cassa in 4 e a quelle parole un po’ naïf si nasconde una nuova forma di romanticismo.

In contemporanea all’uscita dell’album, il trio partirà in tour, con una prima tappa speciale al Cabaret Sauvage l’11 ottobre 2024, per poi girare tra le principali città Europee, in apertura a L’Imperatrice, e in Italia con il 679 Winter Tour.

I biglietti sono disponibili online qui.

22 novembre 2024 @ Base – Milano 

23 novembre 2024 @ Black Zone – Firenze 

29 novembre 2024 @ Link – Bologna

30 novembre 2024 @ Cieloterra – Roma

07 dicembre 2024 @ Progresja – Varsavia, Polonia (in apertura a L’Imperatrice)

08 dicembre 2024 @ Columbiahalle – Berlino, Germania (in apertura a L’Imperatrice)

09 dicembre 2024 @ Roxy – Praga, Repubblica Ceca (in apertura a L’Imperatrice)

11 dicembre 2024 @ Konzerthouse – Vienna, Austria (in apertura a L’Imperatrice)

12 dicembre 2024 @ X Fra – Zurigo, Svizzera (in apertura a L’Imperatrice)

13 dicembre 2024 @ Thonex – Ginevra, Svizzera (in apertura a L’Imperatrice)

20 dicembre 2024 @ Hiroshima Mon Amour – Torino

21 dicembre 2024 @ Zō – Catania