Sorellanza e girl power nel segno di M¥SS KETA. Ecco il manifesto delle Ragazze di Porta Venezia


Capitanate da M¥SS KETA, quattro anni fa le Ragazze di Porta Venezia erano in sei. Oggi sono oltre 40 a impersonare quello che è diventato un concetto universale di sorellanza e girl power.

Diretto da Simone Rovellini su progetto di Motel Forlanini, esce oggi Le ragazze di Porta Venezia – The Manifesto con l partecipazione di Elodie, La Pina, Priestess, Roshelle, Joan Thiele, il nuovo video di M¥SS KETA che celebra i quattro anni della prima versione di un video e di un brano manifesto queer della libertà d’espressione e dell’accettazione di sè stessi.

Era infatti il 19 ottobre 2015 il giorno in cui M¥SS KETA pubblicò su Youtube un video cult in cui un gruppo spregiudicato di fanciulle conosciute col nome Le Ragazze di Porta Venezia portavano disordine e scompiglio a Milano, nel tranquillo e colorato quartiere di Porta Venezia, un tempo fra i primi quartieri multietnici del capoluogo meneghino e oggi centro nevralgico della movida milanese.

Da qui l’esigenza di approfondire la canzone originale. Prima nella versione REMIX, contenuta in PAPRIKA, con l’aggiunta del contributo di Elodie, Priestess e Joan Thiele, e ora con il nuovo video di questa ulteriore versione che coinvolge Roshelle, La Pina, e una folta schiera di personaggi del mondo dello spettacolo, della musica e, soprattutto, del mondo di M¥SS.
Oltre alle inseparabili La Cha Cha, La Iban, Miuccia Panda e La Prada, ecco arrivare anche Victoria Cabello e Martina Dell’Ombra, Noemi e Adele Nigro (Any Other), Paola Iezzi e Sofia Viscardi, Cristina Bugatty, L I M e Stephanie Glitter. Ma anche Blanca Paraiso, Bianca Bagnoli, Beba, Cazzurillo, Serena Congiu, Daphne, Rossella Essence, Giungla, Irene Graziosi, La Lau, Greta Menchi, Lilly Meraviglia, La Niña, Posh94, Fede Sala, Thais, La Trape, Cinzia Trifiletti, Ceci Tuttotonno e Yasmin.

E mentre la nostra KETA è impegnata a completare il tour europeo, cresce l’attesa per le nuove date autunnali del PAPRIKA XXX Tour:
8 novembre al TPO di Bologna
9 novembre al Rivolta di Venezia
15 novembre al Demodè di Bari
16 novembre al Duel Club di Napoli
21 novembre al Tenax di Firenze
27 novembre all’Alcatraz di Milano



In 100mila per il gran finale del Jova Beach Party a Linate


Dopo 17 tappe e 570 mila persone raggiunte, sabato 21 settembre il Jova Beach Party è atterrato a Linate con il volo JBP2019 – ultima chiamata!.

A fare festa ancora una volta sulla speciale pista dell’aeroporto milanese erano quasi in 100mila: un evento grandioso di otto ore di musica divise in tre diversi palchi, e che per l’occasione è andato bel oltre il cielo, con un collegamento spaziale con il comandante Luca Parmitano e con la sua versione di Non m’annoio.

Tanti gli ospiti intervenuti nel corso dell’ultima giornata di festa: Ackeejuice Rockers, Albert Marzinotto, Baldini DubFiles, Benny Benassi, Bombino, Cacao Mental, Ex-Otago, Fatoumata Diawara, Flavia Coelho, Rkomi, Takagi & Ketra.









photo: Michele Lugaresi

Mare RLTD: il 26 ottobre a Milano una performance multimodale tra racconti, suoni, musica e immagini

Un visual designer, un sound designer e un compositore: tre professionisti che uniscono le proprie competenze e le proprie passioni al servizio di un progetto condiviso che prende forma: Mare RLTD (Mare Related).

Mare RLTD è una performance multimodale che trae origine da diverse idee di persone comuni. Queste espressioni individuali si concretizzano in un racconto costituito da un livello sonico concreto, musicale evocativo, visivo sinestetico e narrativo simbolico.
Il mare, da una visione soggettiva utopico-fanciullesca, attraverso una progressiva immersione – che è presa di coscienza – diventa un ambiente reale e distopico che traccia i limiti di una possibile rappresentazione della contemporaneità, nella dialettica eterogeneità-omologazione, individuazione-massa, indifferenza-partecipazione.
Abbandonarsi al mare permette di rimettersi in contatto con la propria natura, accogliendo, anche, gli aspetti terrificanti ed incontrollabili che siamo portati a vedere solo da lontano.

Mare RLTD andrà in scena presso il Mare Culturale Urbano di Milano (via Gabetti 15) il prossimo 26 ottobre.

Lorenzo Ciapponi, visual design
: laureato in Disegno Industriale al Politecnico di Milano lavora come graphic designer e video-maker. Appassionato di arte generativa, studia le possibilità di interazione tra i diversi media con una particolare attenzione alle performance live tramite l’impiego di linguaggi quali processing (http://dojoofideas.space)

Stefano Cucchi, sound design: diplomato in pianoforte e laureato in musica elettronica si occupa di sound design, di sonorizzazioni e di produzioni di musica elettronica e synth-pop.
I suoni interessi di ricerca vanno nella direzione dell’ascolto immersivo, del 3d Audio e della musica binaurale (http://www.questionidiarmonia.com)

Omar Dodaro, composition: laureato in composizione, musica elettronica e psicologia, la sua musica è stata selezionata in festival e concorsi tra l’Europa, il Messico, gli Stati Uniti e l’Indonesia. Ha vinto il premio «Sergio Dragoni» (Società del Quartetto di Milano, 2014) ed è risultato unico classificato al «Pierre Shaffer» (Accademia musicale pescarese, 2006). I suoi lavori sono pubblicati da Da Vinci edition (Osaka) e da Babelscores (Parigi) (http://www.dodaro.net)

Collaboratori: Carlo Gerla (consulente informatico), Lorenzo Pierobon (overtones singing) e Francesca Verga (voce recitante)

Testi: Giovanni Doro, Erika, Isabella Piazza, Silvia, Marta Orlando, Stefania Altiero, Gianni Giolo, Chantal V., Elisabetta, Luisella Bellei, Wania Bianchi, Marco Colombo

Mare RLTD: 26 ottobre, ore 21 @ Mare Culturale Urbano di Milano (via Gabetti 15)
Ingresso: 5 euro
Durata: 60 minuti
NB: Per assistere alla performance è necessario essere muniti di cellulare o tablet carico con powerbank.

Info: info@maremilano.org
http://www.marerltd.com

Propanganda Festival: due serate di hip-hop a Milano e Roma con Noyz Narcos e The Night Skynny

Dopo il successo delle passate edizioni, torna anche quest’anno il Propaganda Festival per due imperdibili appuntamenti live che si svolgeranno il 13 settembre a Milano presso il Circolo Magnolia e il 15 settembre a Roma presso l’India Estate.

Padrone di casa sarà Noyz Narcos in un’inedita combinazione con The Night Skinny.

Non mancherà inoltre la presentazione del nuovo progetto discografico di Gemello insieme al suo producer Sine e la collabazione tra Speranza e Ketama 126, due promesse del panorama italiano reduci da tour trionfali in tutta Italia.

Alle performance seguiranno speciali aftershow a cura di TY1, Dj Gengis, WHTRSH (dj ufficiale di Coez) e Dj 2p (ufficiale di MadMan).


Notte di San Lorenzo a Milano: al Castello Sforzesco si balla!


Dovete restare a Milano in agosto e vi siete già rassegnati a guardare le stelle cadenti dal balcone?
Bene, cambiate programma, perché la notte di San Lorenzo al Castello Sforzesco si balla con un evento speciale dell‘Estate Sforzesca 2019!

A partire dalla 21:30 infatti, la musica degli anni ’60 (ma non solo) sarà la protagonista di una serata di divertimento da Buscaglione a Rettore… con il naso all’insù.
Per dimostrare che dal palco al cielo il passo può essere più breve di quanto si possa immaginare, grazie alla straordinaria partecipazione del Circolo Astrofili di Milano sarà possibile osservare i pianeti e la luna direttamente dal Cortile delle Armi del Castello (www.astrofilimilano.org).

Dj Set by La Rochelle

Ingresso 5€ + d.p. /10€ in cassa
Biglietti acquistabili on line a questo link.

Jova Beach Party – ultima chiamata: tutte le info per l’evento del 21 settembre a Linate


Come già anticipato nei giorni scorsi, per festeggiare la chiusura di un giro incredibile tra le spiagge italiane, arriva a Milano Linate il 21 settembre, ultimo giorno d’estate, l’appuntamento finale con il Jova Beach Party, il più clamoroso format di intrattenimento inventato da Lorenzo Jovanotti.
L’aeroporto di Linate, attualmente chiuso per i lavori di ristrutturazione, sarà trasformato nella base di lancio finale di quello che spiaggia dopo spiaggia è diventata la più grande festa dopo il big bang.
Il 21 settembre si trasformerà così in una giornata unica ed irripetibile a partire dalle 15 con più di 8 ore di musica live nel prato, tra torre di controllo e pista di decollo.

Per una sola volta nella sua storia, l’aeroporto del centro di Milano ospiterà così un evento musicale, “la città invisibile” di Jovanotti che vive un giorno, la festa finale per le centinaia di migliaia di persone che hanno trasformato l’idea di Lorenzo nella più incredibile avventura live della storia dello spettacolo italiano.
Un evento finale nato a grandissima richiesta per accontentare il grande pubblico di Piemonte Lombardia e Liguria dopo l’annullamento del Jova Beach di Albenga dovuto alle mareggiate di luglio.

I biglietti dell’unica tappa ligure, il cui rimborso è già stato attivato, saranno infatti validi per questo ultimo appuntamento.
Per i bambini è previsto il biglietto gratuito con capienza limitata (per info è indispensabile scrivere a milanojovabeachparty@tridentmusic.it e seguire tutte le indicazioni sul sito www.tridentmusic.it)
Special needs: info@tridentmusic.it

I biglietti saranno disponibili dalle ore 10 di martedì 6 agosto su TicketOne. Prezzo unico 59,80 (52 euro + diritto di prevendita)

Fabio Rovazzi, un videomaker che (non) voleva fare il cantante


“Scritto, diretto e montato da Fabio Rovazzi”, così si legge alla prima voce dei crediti del nuovo video di Fabio Rovazzi, Senza pensieri.
Se nel 2018 per Faccio quello che voglio il ragazzo si era fatto accompagnare da Emma, Nek e Albano, il nuovo singolo vede la partecipazione dell’amicone J-Ax e di Loredana Bertè, che sta vivendo una ritrovata giovinezza con i tormentoni estivi, dopo il successo con i Boomdabash in Non ti dico no e Tequila e San Miguel, pubblicata quest’anno con la produzione di Katagi e Ketra.
Ma al di là dei brani – sempre scritti con lucida ironia – e dei featuring, sembra ormai evidente che la vera forza dell’ex youtuber stia nelle idee messe al servizio dei suoi video, anche perché, non dimentichiamolo, è proprio dai video che è partito e si è fatto conoscere sul web.

Se con l’esordio di Andiamo a comandare nel 2016 Rovazzi è diventato “quello del trattore in tangenziale” e quello della mossa delle spalle, etichette che probabilmente non si è ancora completamente scrollato di dosso insieme a quella di rapper, forse non è stata immediatamente colta da tutti l’attenzione che l’artista riservava alle clip, di cui si è direttamente occupato fin dall’inizio per la sceneggiatura, il montaggio e la regia.
Che la sua intenzione fosse però quella di uscire dalla semplice definizione di “cantante” e dare prova delle sue capacità anche come videomaker, Rovazzi lo ha dimostrato già con Tutto molto interessante, e ancora di più lo ha fatto con Volare, in featuring con Gianni Morandi, realizzando un minifilm di oltre 6 minuti con la partecipazione di guest star della televisione e del web, e di cui la canzone era il perfetto completamento.
Con Faccio quello che voglio, che di Volare era la continuazione, l’impatto del video è stato così forte da rubare addirittura la scena alla canzone, grazie soprattutto a un geniale storyboard di 9 minuti che ha previsto la partecipazione, tra gli altri, di Carlo Cracco, Massimo Boldi, Eros Ramazzotti, Diletta Leotta, fino alla fulminate comparsa sul finale di Flavio Briatore.

Insomma, Rovazzi videomaker, oltre che cantante. Anzi, forse più videomaker che cantante, visto che lui cantante non ci si sente, come ha tenuto a sottolineare proprio durante la conferenza stampa organizzata – non a caso in un cinema – per il lancio di Faccio quello che voglio. E come sembra voler confermare ora con il minifilm di Senza pensieri, riprendendo la narrazione proprio da dove si era interrotta.


Oltre a J-Ax e Loredana Bertè, il cast del nuovo video comprende Paolo Bonolis, Gigi Marzullo, Enrico Mentana, Maccio Capatonda, Max Biaggi, Karen Kokeshi, Danti e Anima, mentre nell’ultima scena, ad anticipare quello che potrebbe essere lo sviluppo del prossimo capitolo video/musicale, compare Terence Hill.
Girato tra Los Angeles e l’Italia, il video vede Rovazzi, tornato in libertà grazie alla cauzione pagata da Briatore, catapultato in un mondo in cui i pensieri delle persone vengono letteralmente rubati da robot, controllati e archiviati in server, per creare una società di soggetti, per l’appunto, “senza pensieri”, come recita ironicamente anche il testo della canzone: in questo mondo distopico, ma nel quale non è difficile leggere riferimenti a quello reale preda delle fake news, cavie umane vengono inoltre portate nei laboratori e osservate attraverso degli specchi per studiare su di loro modi per controllare e distrarre la gente dai problemi veri.

Una narrazione in cui niente è lasciato la caso, con riferimenti cinematografici come la città/laboratorio sopra le nuvole che richiama Cloud City di Star Wars.

Forse per qualcuno resterà ancora “il rapper del trattore in tangenziale”, ma Rovazzi ha nuovamente dimostrato che la sua ambizione va ben al di là dall’essere l’ennesimo “fenomeno” sputato fuori da un canale Youtube. Un artista con l’occhio vigile sulla realtà e capace di sanare i propri limiti con la flessibile arma dell’ironia, ma soprattutto ben consapevole dei propri punti d forza.

E come si dice in questi casi, “to be continued”…

Le inquietudini sonore di Nava tra la Persia e l’elettronica


Cosa succede quando una cantante iraniana incontra un musicista e produttore italiano? Potrebbe succedere quello che è capitato con Nava, ovvero la nascita di un progetto musicale in grado di mettere insieme tradizione e sperimentazione industrial, oltre a una discreta dose di sinistra inquietudine.

Galeotto per la nascita del progetto fu il CPM Music Institute di Milano, dove nel 2016 la cantante di origini iraniane Nava Golchini ha incontrato il produttore e arrangiatore Francesco Fugazza. La collaborazione si è poi espansa, includendo i batteristi Elia Pastori Marco Fugazza.
Raccogliendo l’ispirazione da artisti della scena indie ed elettronica come Arca, Apparat e Purity Ring, Nava hanno dato vita a un vero miscelatore sonoro culturale, che fonde il background musicale persiano di Golchini con gli arrangiamenti sperimentali della band, fino creare qualcosa di cosmopolita e viscerale che ha trovato forma nell’EP di debutto Body, pubblicato lo scorso maggio.


A completare lo scenario, un’iconografia visionaria, ipnotica e a tratti disturbante, come quella di cui è intriso il video del terzo singolo estratto, Camera, diretto da Giusy Amoroso: “Camera può essere interpretata come una profonda proiezione interna della mente inconscia, quella che Nava intraprende guardando se stessa, proiettata attraverso una telecamera. Lei inizia un viaggio, un passaggio continuo tra l’interno e l’esterno, in uno spazio senza dimensione e senza tempo, la sua mente, informe, dove le uniche strutture permesse in questo ambiente limbico sci-fi sono il metallo amorfo e il mercurio. Nava, maledetta da una presenza inquietante, inizia a ballare, sedotta da un’entità sconosciuta. Man mano che la forma si avvicina, Nava perde il controllo, si sottomette al possesso e quindi si trasforma. L’oscillazione continua tra l’accettazione e il contrasto della presenza è espressa attraverso sequenze increspate, fleshes che raccontano quanto lei sia predisposta a essere posseduta e cosa prova durante la scoperta di nuovi aspetti del suo io. La completa concessione del corpo e della mente avviene con la concessione delle vesti e della maschera che Nava accetta e indossa, completando la sua trasformazione e accettando nuovi aspetti di se stessa”.

In una dimensione iperfuturistica si muove invece il video di Ritual, diretto dal visual artist Karol Sudolski e ispirato alle danze delle tradizione persiana, “un’interpretazione estetica della preparazione a una battaglia”, come dichiara la band. “È un meccanismo di difesa che una persona, in cerca di vendetta, mette in atto nei confronti di chi l’ha ferita. Le maschere richiamano alla preparazione di una battaglia, e rappresentano inoltre un’armatura mentale, una proiezione del modo in cui ci si rapporta all’altro attraverso i rituali che si ripetono”.

 

L’ultima spiaggia del Jova Beach Party sarà…. Linate!

Dopo l’annullamento della tappa del Jova Beach Party in programma ad Albenga lo scorso 27 luglio, si attendevano notizie sulla data e soprattutto sul luogo in cui l’evento sarebbe stato recuperato. Le ipotesi certo non mancavano e alcune voci avevano già iniziato a rincorrersi da giorni.
Finalmente però da Trident, l’agenzia che si occupa dell’organizzazione del tour estivo di Jovanotti, è arrivata la notizia ufficiale. Ebbene, a ospitare lo show sarà….. Linate! Sì, proprio così, avete letto benissimo: la pista dello scalo aeroportuale di Linate, chiuso al traffico per lavori fino a ottobre, è stata scelta come “ultima spiaggia” della serie di concerti che ha portato la festa in musica di Jovanotti sulle principali spiagge italiane.
Una vera e propria spiaggia urbana quindi, dove troverà spazio il villaggio del Jova Beach Party, che nei giorni scorsi è già stato allestito a Lignano Sabbiadoro, Rimini, Castel Volturno, Cerveteri, Barletta, Olbia, Viareggio, e che nelle prossime settimane toccherà Lido di Fermo, Praia a mare, Policoro, Roccella Ionica, Vasto, fino alle cime di Plan de Corones.

L’evento di Linate è in programma per il prossimo 21 settembre.

 

 

Più sacrosanta di Marilyn. La femminilità potente e inviolabile di Santa Manu


Se frequentate il mondo del web, forse il nome di Santa Manu non vi sarà completamente nuovo. Potreste già esservi imbattuti in Baby Boy, il suo singolo d’esordio, oppure in Paris, o negli ultimi giorni potrebbe esservi capitato di ascoltare Coca Cola. E se vi è capitato, molto probabilmente sarete rimasti colpiti dal songwriting e dall’uso che questa ragazza fa della sua immagine.
Non per niente Santa Manu è il progetto su cui in molti sono pronti a scommettere per i prossimi anni.

Ma di chi stiamo parlando esattamente?
Dietro a questo nome si nasconde un DNA fatto di contrasti: se da una parte la sua scrittura deve molto al repertorio della canzone italiana, le sue sonorità guardano invece alla scena urban contemporanee, mentre lei si presenta come una donna rinchiusa in un corpo da lolita, pronta a sfidare con strafottente candore le regole del musicbiz

Nata in un piccolo paese delle Marche, Santa Manu è cresciuta con sua nonna, anche lei donna di contrasti, divisa tra un’attitudine rock’n’roll alla vita e una solida fede religiosa.
Santa Manu ha iniziato a cantare a quattro anni e a scrivere canzoni a dodici. Le sue giornate si dividevano tra gli studi di pianoforte al Conservatorio e i garage del paese da lei trasformati in sale prove. Poi sono arrivati gli studi in canto e soprattutto è arrivato il trasferimento a Milano, dove la ragazza si è “contaminata” e ha fatto i primi e decisivi incontri con beatmaker e produttori del mondo hip hop e urban.

Alla base della sua produzione, di cui è autrice sia per la parte sonora che per quella visuale, vi è una convinta fiducia nella figura della donna come essere umano, nella donna come Santa, ovvero – etimologicamente – “ciò che è inviolabile, considerato degno di rispetto”.

Ne è prova Paris, che con il suo testo crudo diventa un inno all’inviolabilità della donna in quanto contemporaneamente essere santo e umano, “più sacrosanta di Marilyn”, come recita un verso. Un inno all’indipendenza e alla libertà personale, nell’essere e affermare se stessi senza cedere alla volontà di controllo e potere di chi in cambio chiederà indietro sicuramente qualcosa di grande, come la tua libertà e la tua forza.

Nel testo di Coca Cola Santa Manu rende invece omaggio ai “poeti” che l’hanno ispirata, da Lou Reed a William Blake e Peggy Guggenheim.

“Vedo le mie canzoni come delle confessioni. Racconto quello che succede nella mia vita in modo sincero. Alla fine, in modo sempre diverso, quello che dico nei miei pezzi è: abbraccia la tua potenza e vai. Avanza. Fino alla fine. E fai quello che vuoi. Questo si ricollega al nome che porto: Santa significa inviolabile, degna di rispetto e priva di limitazioni”.