Il sentimiento nuevo: Lele Battista remixa Fabio Cinti

Lele Battista che remixa Fabio Cinti che riadatta un pezzo di Franco Battiato.
Succede nella nuova versione – decisamente dance oriented – di Il sentimiento nuevo firmata Lele Battista, cantautore e produttore milanese attivo sulla scena italiana fin dagli anni ’90 con il gruppo La Sintesi.

Il remix parte dall'”adattamento gentile” realizzato da Cinti: lo scorso anno il cantautore laziale ha infatti rimesso mano con quartetto d’archi, pianoforte e voce all’intero album La voce del padrone di Battiato. Il lavoro di Cinti è stato pubblicato in primavera ed è valso la vittoria della Targa Tenco come “Miglior interprete di canzoni”.

Il remix è il primo di una serie che varrà pubblicata nei prossimi mesi.

Io sono Mia: al cinema il bio-pic dedicato a Mia Martini

Febbraio 1989, Sanremo: Mia Martini si prepara a tornare sulle scena dopo sei anni di esilio. Un allontanamento volontario, ma nei fatti provocato dalle sempre più pressanti maldicenze sul suo conto. “Mia Martini porta sfortuna”, si diceva ormai da tempo nell’ambiente dello spettacolo, al punto che molti altri artisti si rifiutavano di avere a che fare con lei, i suoi dischi non vendevano più e gli impresari non la ingaggiavano più nelle trasmissioni televisive. Addirittura facevano fatica a pronunciare il suo nome. Tutto per alcune sfortunate coincidenze e la voglia di qualcuno di vendicarsi di un’artista dal carattere forse non proprio semplice (“L’unica cosa su cui sono sempre stata d’accordo”).

“E’ stata una vera e propria violenza compiuta su una persona, su una donna, e forse all’epoca tutti quanti non abbiamo fatto abbastanza per fermare questa calunnia. Questo è il mio modo di chiederle scusa”. Sono le parole di Riccardo Donna, il regista di Io sono Mia, il bio-pic dedicato alla storia di Mimì prodotto dalla Eliseo di Luca Barbareschi in collaborazione con Rai Fiction. La pellicola verrà proiettata in quasi 300 sale cinematografiche italiane solo nelle giornate del 14, 15 e 16 gennaio, per approdare sugli schermi di Rai 1 prossimamente.
Dopo il successo dello scorso anno con la minifiction Fabrizio De André principe libero, la Rai torna così a dare spazio alla vita di un’altro grande nome della musica italiana.
Il film parte proprio da quel festival dell’89, quando ancora nessuno sapeva che per Mia Martini non si sarebbe trattato solo di un grandioso ritorno in scena, ma che in quell’occasione la musica italiana avrebbe anche ricevuto in regalo la preziosissima interpretazione di Almeno tu nell’universo.
Mimì quell’anno non vinse il Festival, e non lo vinse in nessuna delle altre sue partecipazioni, ma quello che è stata in capace di lasciare sul palco va oltre ogni vittoria.

“Per convincere gli organizzatori a far partecipare Mimì quell’anno al Festival, una persona, di cui non posso fare il nome, dovette firmare un contratto come garante per tutto che di spiacevole sarebbe potuto succedere: durante l’esibizione si sarebbe dovuta sedere in prima fila all’Ariston, così se fosse crollato il teatro ci sarebbe rimasta sotto anche lei”: a raccontare l’aneddoto è Loredana Bertè, sorella di Mia, probabilmente colei che più di ogni altro la conosce e la può raccontare, e che per questo film è stata coinvolta in veste di consulente. La persona di cui parla Loredana pare sia Renato Zero, anche se sulla veridicità dell’evento non c’è molta chiarezza, dal momento che Adriano Aragozzini, organizzatore della manifestazione nell’89, ha chiaramente smentito l’intera vicenda in una recente intervista al Fatto quotidiano.
Comunque siano andate le cose, è certo che per Mimì si trattò di un autentico riscatto, che la riportò al grande pubblico dopo che per anni si era accontentata di cantare alle sagre di paese.

A dare corpo, voce e (tanta) anima a Mia Martini è Serena Rossi, che regala un’interpretazione che non si fatica troppo a definire eccezionale: “Ho letto molto su di lei, ho guardato molte sue interviste e ho ascoltato tanto la sua musica, come continuo a fare ancora adesso. Fin dal primo giorno di riprese sapevo che non avrei dovuto cercare di imitarla per non rischiare di scimmiottarla. Ero sicura che da tutte le persone coinvolte nel lavoro avrei ricevuto tantissimo amore, e così è stato. Io non posso che ringraziare e ritenermi fortunata per l’opportunità che mi è stata offerta”.
Pur lontana dall’imitazione, l’attrice riporta con impressionante fedeltà e intensità le espressioni di Mimì, i gesti viscerali delle sue mani e i movimenti delle sue labbra durante le esibizioni, fino a far rivivere la luce tragica che i suoi occhi emanavano.
Sfruttando l’espediente di un’intervista rilasciata a poche ore dall’esibizione sanremese a Sandra, una giornalista arrivata in realtà per incontrare Ray Charles, nel film Mia Martini ripercorre la sua vita, dalle interpretazioni dei brani di Ella Fitzgerald davanti allo specchio della cameretta, al travagliato rapporto con il padre, fino alla delicata operazione alle corde vocali. E poi l’incontro con il manager Alberigo Crocetta e quelli con Califano e Lauzi, che scriveranno per lei pagine importantissime della sua discografia, il rapporto con la sorella Loredana, interpretata da Dajana Roncione, e la storia d’amore con Andrea, un fotografo, personaggio dietro al quale non è difficile riconoscere Ivano Fossati.
E’ ancora Loredana a spiegare: “Ci sono due persone che hanno espressamente richiesto di non essere nominate in questo film, Ivano Fossati e Renato Zero”. Quest’ultimo viene portato sullo schermo nella figura di Anthony, un eccentrico amico conosciuto per caso fuori da un locale.

Alla fine, dopo aver ripercorso tra i suoi ricordi buona parte della sua vita, viene quasi spontaneo anche a noi porci la stessa domanda che Sandra rivolge a Mia: “Come sei riuscita a sopportare tutto questo?”
E nella risposta di Mimì non potremo che ritrovarci tutti d’accordo.

BITS-RECE: Esma, Ending. E (non) vissero felici e contenti…

BITS-RECE: radiografia emozionale di un disco in una manciata di bit.

Quattro brani.
Tanto basta a Enrico Esma per racchiudere nel suo ultimo lavoro un’identità cantautorale viva e personale, che dal blues passa al pop più danzereccio, fino a seguire la vena elettronica.
Ending, un EP di quattro tracce che, come lascia presagire il titolo del progetto, puntano lì, sul finale di ogni storia, sull’epilogo delle sceneggiature dei sentimenti, qualunque esso sia: malinconico, imprevisto, qualche volta anche felice.
E quello che Esma riesce a fare è tracciare i racconti ogni volta con mano diversa: c’è il tratto uggioso di Tempesta, o quello più sarcastico usato per descrivere il triste e imperante consumismo di Centro commerciale, delineato con tratti brillanti e un beat incalzante; c’è la tragica intimità di I registi sotto la pioggia, che mette al centro la storia di una distanza tremenda e incolmabile.
Si chiude infime con la solarità di Dejavu, dove forse si nasconde la risposta e la soluzione a tutte le domande che ci hanno da sempre tormentato quando un amore faceva un capitombolo: potrà succederci di tutto, potremo perderci, lasciare o essere lasciati, o restare soli. In fondo “basta spostarci a cercare un raggio di sole. E lui ci scalderà”.

Facile, no? E poi magari finirà così, tutti felici e contenti, come nel più bello degli happy ending…

E’ sempre bello: evento a Milano e Roma per il nuovo video di Coez

Un countdown partito nei giorni scorsi per un evento che si è svolto in contemporanea a Milano e a Roma. Così Coez ha voluto presentare il video di E’ sempre bello, il nuovo brano in uscita nei prossimi giorni con cui il cantautore di Nocera Inferiore festeggia i 10 anni di attività.

Dopo le anticipazioni rilasciate sui profili social dell’artista, alle 21 di giovedì 10 gennaio sulle pareti di un edificio alle Colonne di San Lorenzo a Milano e sulla facciata del MAXXI di Roma è stato proiettato in anteprima il video del nuovo singolo, che vede la regia degli YouNuts.

Il brano è stato scritto dallo stesso Coez, è prodotto da Niccolò Contessa e mescola il pop del ritornello e all’hip-hop.
Vuole essere uno slogan emotivo, romantico e altrettanto disilluso, perché è sempre bello accogliere un pensiero diverso dal nostro, la novità che ci fa paura, una sorpresa che non sappiamo come prendere, imparare a guardare con occhi diversi.

Così Coez parla del brano: “Mi sono concesso più positività, è sempre bello è ‘casa’, è quel posto di cui tutti hanno bisogno. So che non c’è un finale prestabilito. Se non arrivo ad essere quello che vorrei, cerco di chiedermi cosa posso davvero fare per me stesso. Bisogna perdonarsi, ogni tanto”.

Ti amo ti odio, il ritorno di GionnyScandal tra trap e amore

Ti Amo Ti Odio l’ho scritta durante la mia ultima relazione in quanto continuavo ogni giorno ad amare e ad odiare la stessa persona ed è una delle cose che succedono ad ognuno di noi con la persona con cui si è insieme. La chitarra è suonata da me, mentre tutto il resto della produzione è a cura del mio produttore. Le sonorità sono un po’ Emo e un po’ Trap, e dato il mio background Emo- core in una band ho deciso di unire per la prima volta il genere Emo con la Trap”.

Così GionnyScandal parla di Ti Amo Ti Odio, il brano che vede il suo ritorno discografico a meno di un anno dalla pubblicazione dell’album Emo.
Con il nuovo singolo, scritto dallo stesso Gionata Ruggieri e prodotto da Sam Lover, Gionny approda definitivamente alla emo-trap, genere ancora nuovo in Italia che unisce tematiche sentimentali ed emozionali ai più tipici elementi stilistici della trap.

Il videoclip del brano è diretto da Federico Santaiti. Insieme a Gionny protagonisti sono anche Marta Losito e Valerio Mazzei, la coppia teen del momento, che mostrano come nei vari contesti della quotidianità i ragazzi si amino e si odino alla stesso tempo.

Jova Beach Party: la pazza estate di Jovanotti su 15 spiagge italiane

L’estate 2019 si annuncia già come una grandissima festa a suon di musica, con Jovanotti a far da gran cerimoniere.
Dopo un 2018 che lo ha visto impegnatissimo e scatenatissimo in un tour che ha passato in rassegna 67 palazzetti lungo tutta la penisola, raccogliendo ben 560 mila spettatori, Lorenzo Cherubini ha infatti annunciato l’avvio di una nuova, specialissima serie di concerti per la prossima estate. Si chiamerà Jova Beach Party, e a detta del diretto interessato sarà “più di uno stadio, più di un palasport, più di un concerto”: sarà un’immensa festa all’insegna della libertà e del divertimento, “un’esperienza artistica, fisica, sensoriale” che dal 6 luglio al 24 agosto si sposterà lungo 15 spiagge italiane.

Un vero e proprio tour in alcune delle nostre più importanti mete balneari (e non solo): qualcosa che in Italia non era mai stato organizzato, e che prende spunto dai grandi festival nazionali e internazionali, con in più l’elemento dell’essere itinerante.
Le 15 location sono state scelte con cura, e comprendono quelle spiagge che necessitano di un po’ di camminata per essere raggiunte: ecco allora Spiaggia Bell’Italia a Lignano Sabbiadoro (sold out), da dove il 6 luglio prenderà il via il Jova Beach Partye, e poi le spiagge di Rimini (sold out), Castel Volturno, Marina di Cerveteri, Barletta, Olbia, Albenga (sold out), Viareggio (sold out), Lido di Fermo, Praia a Mare, Roccella Jonica, Policoro, Vasto, Lido degli Estensi, per arrivare il 24 agosto alla conclusione in una “spiaggia” molto speciale ad alta quota a Plan de Corones, nelle Dolomiti.

Dal momento che ogni spiaggia è diversa dall’altra, anche ogni evento sarà inevitabilmente diverso dall’altro e quindi irripetibile, a cominciare dalla line up: Lorenzo non sarà infatti l’unico protagonista degli eventi, ma accanto a lui si alterneranno di volta in ospiti italiani e internazionali che verranno annunciati nel corso dei prossimi mesi.
Ogni evento del Jova Beach Party inizierà alle 14 e proseguirà fino al concerto serale, e anche oltre: il pubblico avrà così la possibilità di godersi il sole e il mare, o di partecipare alla diverse attività previste all’interno della vasta area in cui si svolgerà show, organizzata come una vera e propria città temporanea, un villaggio sulla spiaggia, un’idea di mondo, un happening per il nuovo tempo.
Tra le varie attività e attrazioni, anche la presenza del Jova Pop Shop, il temporary store nato durante l’ultimo tour per salutare la nascita dell’album Oh, vita!.

E poi ancora bancarelle, aree per i bambini, aree per il ristoro, bar, aree relax, e addirittura un’area adibita alla celebrazione dei matrimoni.
Se Jovanotti sarà il protagonista sul palco come “dj totale” con concerti che si annunciano a dir poco grandiosi tra visual, luci e oggetti scenografici, risulta quindi evidente che non meno protagonista di ogni evento saranno anche gli spettatori, che animeranno a loro modo l’intera giornata nell’attesa dello show serale.

Una nuova APP guiderà il pubblico in tutta la fase di lancio fornendo tutti gli aggiornamenti sull’iniziativa e sui servizi: parcheggi, navette, percorsi-natura, mappe, etc., ma anche all’interno del Jova Beach Party illustrando le caratteristiche ambientali del luogo e le mille opportunità offerte dalla giornata: ospiti, attività speciali, il programma e gli orari delle esibizioni di ogni giornata.

Trattandosi di un evento a strettissimo contatto con la natura, Lorenzo non poteva non tener conto anche dell’impatto che il Jova Beach Party avrebbe avuto sull’ambiente. L’obiettivo è infatti quello di lasciare ogni spiaggia “più bella di come è stata trovata”, e da qui è nata la collaborazione con il WWF nel PlsticFree Tour, una campagna di sensibilizzazione al problema dell’inquinamento e all’utilizzo della plastica.

I biglietti per il Jova Beach Party sono già in vendita al prezzo unico di 52 euro, più i costi di prevendita. Per la data di Marina di Cerveteri i biglietti saranno in vendita a partire dalle 11 di martedì 8 gennaio sul circuito TicketOne.
I bambini sotto gli 8 anni avranno la possibilità di entrare gratuitamente.

Tutte le info sono disponibili al sito TridentMusic.it.

La “masturnazione” di Il Tipo di Jesi, tra grunge e indie-pop

La storia di Il Tipo di Jesi, nome d’arte di Tommaso Sampaolesi, è quella di un cantante, chitarrista e compositore nato nel 1986 e cresciuto a Jesi, nella provincia di Ancona.
La prima esperienza discografica in carriera arriva nel 2009 con la band .cora, mentre nel 2016 è arrivata la decisione di mettersi in proprio e di raccogliere il materiale scritto negli anni per farne un disco da solista. Con la collaborazione di Davide Lasala quelle che erano solo bozze prendono la forma di brani musicali e danno vita a Pranzo Rock in via Trieste, il primo album album solista del progetto Il Tipo di Jesi.

Tra influenze che vanno dai Beatles a Neil Young, dai Flaming Lips a Lucio Dalla e Rino Gaetano, Sampaolesi ha saputo unire il suo spirito grunge con basi che sanno di elettronica e di indie-pop, restando immerso nella rassicurante realtà della provincia e nello stesso tempo provandone un insopportabile repulsione.

L’ultimo estratto del disco è il singolo Masturnazione.
Se fossimo ancora vivi sarebbe difficile guardarsi allo specchio di lunedì, canta in una sorta di mantra Sampaolesi. E come potremmo dargli torto?

Boomdabash: posticipate le date del tour

Per motivi logistici legati alla partecipazione al prossimo Festival di Sanremo in programma dal 5 al 9 febbraio, i Boomdabash hanno annunciato che le restanti date del Barracuda winter tour di gennaio sono posticipate a data da destinarsi dopo il Festival di Sanremo.

I nuovi show live saranno annunciati quanto prima dalla band attraverso le loro pagine social.
Lo speciale concerto-evento Boomdabash & Friends inizialmente previsto per il 24 gennaio a Milano è stato posticipato al 9 maggio.
I biglietti acquistati in prevendita saranno validi per i nuovi concerti oppure possono essere rimborsati presso i punti vendita autorizzati in cui è stato effettuato l’acquisto.

La band salentina porterà in gara sul palco dell’Ariston il brano Per un milione.

I Giunto di Cardano vincono la trentesima edizione del Rock Contest

Giunto di Cardano

Sono i Giunto di Cardano i vincitori della trentesima edizione del Rock Contest, il concorso per gruppi emergenti più longevo della penisola, organizzato da Controradio e Controradio Club in collaborazione con Comune di Firenze, Regione Toscana e SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori.
Durante la finale del 1 dicembre all’Auditorium Flog di Firenze, la band foggiana si aggiudicata il primo premio di 2000 euro grazie alla votazioni del pubblico e dalla giuria di esperti proponendo le sue sonorità alternative venate di psichedelia progressiva.

A conclusione della serata si è tenuto il concerto memorabile di Max Collini e Daniele Carretti di Offlaga Disco Pax che si sono ritrovati sul palco per festeggiare il concorso che li ha resi famosi, e ricordare lo scomparso Enrico Fontanelli, il terzo componente della band. Hanno suonato insieme a tanti loro amici che fin da subito si sono prestati a questo caloroso omaggio: da Dario Brunori ai Tre allegri Ragazzi Morti, da Colapesce, a Bologna Violenta, da Alex Baronciani a Thomas Koppen. Sono stati interpretati tutti i maggiori successi, mentre il gran finale è stato affidato a “Robespierre”, il brano con il quale nel 2005 vinsero proprio il Rock Contest.

L’Edera

Un altro riconoscimento è andato a L’Edera, al secolo Alberto Manco, giovane cantautore salentino che si è aggiudicato con il suo brano Zattera il Premio Fondo Sociale Europeo/Giovanisì di 3000 euro, consegnato da Elena Calistri, responsabile del Fondo Sociale Europeo di Regione Toscana, e Chiara Criscuoli del progetto Giovanisì, per “lo sguardo di un ventenne verso il futuro, tra passioni e incertezze. L’aspirazione ad una scommessa esistenziale che possa puntare in alto ed occuparsi di qualcosa di più della stretta necessità. Il brano è un invito a trovare il coraggio di rischiare aprendosi alla potenzialità evolutiva e di crescita del viaggio”.

Vieri

Il Premio SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori è stato invece vinto dal brano Risvegli di Vieri, fiorentino, poli-strumentista, già nel nucleo originale degli /handlogic, premiato da Mario Andrea Ettorre, Direttore dell’Ufficio Marketing & Comunicazione di SIAE, che gli ha consegnato la targa del Premio di 2000 euro, per “la capacità di coniugare la canzone italiana con sonorità internazionali, facendo così della creatività autoriale il palcoscenico di scene musicali eterogenee”.

Ciulla

Infine, il Premio Ernesto De Pascale per la migliore canzone con testo in italiano è stato consegnato da Fabrizio Berti (Popolo del Blues) a Ciulla, già nel collettivo dei lucchesi Violacida, con il brano Temporali.

Il prossimo appuntamento del Rock Contest è per venerdì 25 gennaio alle 21 con l’anteprima del documentario sui 30 anni del Concorso presso il cinema La Compagnia di Firenze. Tanti personaggi che hanno calcato le scene del Rock Contest da Irene Grandi a Subsonica racconteranno la loro storia insieme a Manuel Agnelli, Piero Pelù e molti altri.

ALT in Tour: un cofanetto per rivivere lo spettacolo dell’ultimo Tour di Renato Zero

Un cofanetto con doppio CD, DVD e BLURAY per rivivere il live che il 7 gennaio 2017 ha fermato il tempo al Forum di Assago.

ALT in Tour è il regalo che Renato Zero ha voluto fare ai suoi fan, con la sintesi perfetta di una tournée che tra il 2016 e il 2017 ha portato l’artista nei palasport di tutta Italia per oltre 30 date.

Il cofanetto racchiude in più di tre di spettacolo il racconto in suoni e immagini di una delle tappe più rappresentative diun tour che ha coinvolto oltre 230.000 spettatori e che ha visto sul palco insieme a Renato gli 8 componenti della sua band, i 63 elementi dell’Orchestra Filarmonica della Franciacorta diretta dal Maestro Renato Serio e i Neri Per Caso.

«Voi, mio inseparabile pubblico, voi vi siete fatti conoscere fra tutti, come il popolo fedele di un’idea. Un principio affermato anche nella vita. Diligenti e pensanti al punto di esservi imposti come “Modello” di costanza e coerenza. Fedeli? Certamente! Cosa anche questa rara. Negli involontari tradimenti e scappatelle, che in ogni famiglia musicale talvolta accadono.

Ma voi no! Voi vi siete assunti l’onere di essere Zerofolli a oltranza. Come non amarvi? Come non desiderare il vostro bene. La vostra salute. Un luminoso futuro? ALT vi dico! E non lo sussurro, ma lo grido a squarciagola. Fermatevi di fronte alla gioia appagante. Alla vostra commozione. Mentre scandite quei canti come fossero inni propiziatori o scaramantici. Il tempo è volato. Ma pure quella timida ruga si mostra fiera di apparire, testimoniando che il tempo è prima approfondimento e poi saggezza. Prima conferma e poi serenità. In questo “documento” ci sono tutte le nostre aspettative nella speranza che non avremmo mai e poi mai rinunciato ad essere quello che siamo: “Frammenti di cielo”».

Questa la tracklist:

Ouverture

Niente trucco stasera

Felici e Perdenti

In questo misero show

Il maestro

La lista

Voyeur

Cercami

A braccia aperte

Inventi

Più su

Spiagge

Magari

I nuovi santi

Qualcuno mi renda l’anima

Un uomo da bruciare

Gesù

I figli della topa

Rivoluzione

Amico

Gli anni miei raccontano

L’intesa perfetta

Il cielo

Fammi sognare almeno tu