#MUSICANUOVA: Mediterraneo, “Marenero”

#MUSICANUOVA: Mediterraneo, “Marenero”

La sensazione di libertà che si prova quando il peggio è oramai passato: Marenero è il nuovo singolo di Mediterraneo.

Il brano, prodotto insieme a Michelangelo, è fuori per Zefiro con Island Records / Universal.

Un tappeto sonoro tra funky e pop e un ritornello che trasporta nel mondo della synthwave anni Ottanta, Marenero è il racconto di una ritrovata libertà e della consapevolezza che anche i momenti difficili vanno accolti con la giusta leggerezza.

Ad accompagnare il singolo il video firmato da Alessandro Ressia e girato con una macchina a pellicola del 1950 e che traduce perfettamente il senso estetico e l’anima analogica di Mediterraneo.

Mediterraneo, al secolo Alessandro Casali, è un cantautore classe 1992. Dopo aver autoprodotto l’ep Sicilian tape (2021) e il suo primo album Hotel Miramare (2022), da aprile 2024 è in licenza con Island Records dando inizio a un percorso affiancato dalla band sia in studio che sul palco. Il suo brano Italia è fuori per Zefiro, il progetto nato all’interno di PDU da una collaborazione tra Axel Pani e lo stesso Mediterraneo.

#MUSICANUOVA: Irene Grandi “Fiera di me”

#MUSICANUOVA: Irene Grandi “Fiera di me”

Irene Grandi torna sulle scene con Fiera di me, un singolo potente che dà spazio a sonorità nuove per esprimere ancora una volta la sua tendenza a sperimentare.

“Fiera di me esce in un momento importante della mia vita, quello dei trent’anni dal mio debutto del 1994 con l’album Irene Grandi. Ho sempre concepito la vita come qualcosa da vivere intensamente, con la curiosità di sperimentare e il coraggio di sbagliare. Fiera di Me è una presa di coscienza che accettare le contraddizioni, armonizzare gli opposti, avere una personalità artistica che sfugge dagli schemi predefiniti, è un segno di maturità che mi rende fiera della strada che ho scelto e di quella che ancora mi attende.

Il viaggio è sempre stato un tema di ispirazione per me, il desiderio di conoscere, scoprire e sperimentare in libertà, e anche la voglia di sfuggire all’abitudine uscendo dalla comfort zone, cambiare, evolvere”.

Fiera di me anticipa un tour autunnale e un nuovo album, per celebrare i trent’anni di carriera di Irene Grandi.

Per l’occasione Irene rinnova anche la collaborazione con Warner Music Italia che oltre a distribuire il nuovo singolo ripubblicherà alcuni degli album in vinile più importanti della sua discografia, a partire da quello che la vide esordire nel 1994, Irene Grandi, uscirà rimasterizzato il 31 maggio, con la bonus track Un motivo maledetto featuring Levante.

 

#MUSICANUOVA: Lolloflow, “Amici”

#MUSICANUOVA: Lolloflow, “Amici”

A poche settimane dall’uscita del suo primo album “DEJAVU”, il producer multiplatino Lolloflow torna con il singolo Amici, una canzone in cui si affronta il tema della rottura.

«Questa canzone invita a rinascere dopo la perdita di un amico e quindi di essersi fidati di qualcuno che forse non meritava la nostra amicizia.
Ma poi nell’amicizia, anche in quella spezzata dagli eventi negativi, rimane sempre un legame, quel legame di condivisione che si è perpetrato per anni e che sebbene ci porti “a tagliare le radici”, non ci fa detestare l’altro, perché in un certo senso fa parte del nostro vissuto.

“Ci perdo la testa ancora ma non ti detesto affatto e sarò sincero, giuro non sarò da meno, no.”

Ho avuto amicizie importanti che hanno comunque attraversato momenti di crisi, ma che poi si sono riallacciate perché la sintonia c’era, il rapporto era vero».

#MUSICANUOVA: Mercvrio, “Amaterasu”

#MUSICANUOVA: Mercvrio, “Amaterasu”

Amaterasu è un profondo viaggio nell’interiorità di Mercvrio, in totale clima grunge rock, unbrano in cui il cantautore romano parla al sé di anni prima della capacità di migliorare e lottare per ciò che non piace.


Con chiari rimandi ai Nirvana e all’alternative rock, Mercvrio lancia questo singolo che rappresenta il suo trascorso, tra ragazzi di periferiapalazzi e leitmotiv ritmici oltre che tematici dello stile di Mercvrio.

Il brano, prodotto a 4 mani dallo stesso Mercvrio e Rebtheprod e totalmente suonato, a sottolineare l’esperienza diretta del cantautore, racconta della voglia di distruggere il mondo, spesso perchè non dà niente in cambio.

Ma è proprio in questo sentimento incalzante che è possibile trovare la forza per migliorarlo.

#MUSICANUOVA: Tommaso Di Giulio, “Anche basta”

#MUSICANUOVA: Tommaso Di Giulio, “Anche basta”

“Anche basta è uno sfogo, un lamento, un’epifania. E’ una di quelle prese di coscienza che non si è certi di voler portare fino in fondo. In che si traduce? In una fotografia di un dolceamaro stallo alla messicana, una canzone scritta quando me la prendevo più con me stesso che con la persona che mi stava vampirizzando l’esistenza. Perchè se sto male non mi tiro fuori da questo loop malsano? E’ una domanda che almeno una volta nella vita ci siamo fatti tutti…”

Il cantautore romano Tommaso Di Giulio torna con Anche basta, un brano in cui racconta la difficoltà nel porre fine a una relazione tossica nonostante la consapevolezza di quanto piano piano ci stia distruggendo, una lotta continua tra frustrazione e voglia di cambiare.

Un rapporto impari di cui il protagonista è conscio, in cui ogni proposito di rivalsa sembra trasformarsi in una ritirata, ma con un finale aperto che accende una scintilla di speranza.

“Siccome i contrasti e le contraddizioni sono tra le cose che mi interessano di più in musica e nella quotidianità anche questa canzone mette insieme ingredienti che generalmente reagiscono come quando si mescolano l’olio e l’acqua. Però, hai visto mai, alcuni esperimenti danno risultati sorprendenti”.

Te l’hanno detto che per dire: “noi”

bisognerebbe essere almeno in due?

Al netto di alcune patologie

che ora sospetto siano tutte tue

Ok, gli indizi erano in bella vista

ma ero stregato e non mi davo pace

amante, sposo, confessore, autista

per guadagnare un tuo sorriso. E invece:

non ti basta e mi ributti giù, giù.

Io, ho bisogno di te, di te, di te, di te, di te…

Io, ho bisogno di te, di te, di te, di te, di te…

…Di tenermi a debita distanza 

perchè va bene: “tutto fa esperienza”, ma anche basta!

Pazienza! E’ andata così.

Eh già…

Credevo ormai fosse passato il peggio 

ho poi capito che eri all’antipasto 

e dopo il tempo, il sonno ed il coraggio

hai fatto presto a consumare il resto.

A raccontarsela ci vuole poco

tenere il punto è un altro campionato

l’orgoglio scalpita, ma resta un eco

mentre precipito e non ho capito

come ho fatto a ricaderci, no, no!

Io, ho bisogno di te, di te, di te, di te, di te…

Io, ho bisogno di te, di te, di te, di te, di te…

…Di tenermi a debita distanza 

perchè va bene: “tutto fa esperienza”, ma anche basta!

Pazienza! E’ andata così.

E’ andata così.

Io, ho bisogno di te, di te, di te, di te, di te…

Io, ho bisogno di te, di te, di te, di te, di te…

…Di tenermi a debita distanza 

perchè va bene: “tutto fa esperienza”, ma anche basta!

Anche basta! Anche basta!

Pazienza! E’ andata così.

E’ andata così.

BITS-RECE: Michelangelo Vood, “Non c’è più tempo”. Nonostante tutto, sperare ancora

BITS-RECE: Michelangelo Vood, “Non c’è più tempo”. Nonostante tutto, sperare ancora

BITS-RECE: radiografia emozionale di un disco in una manciata di bit.

Lasciate ogni speranza, o Voi che ascoltate. Perché in questo disco di speranza ce n’è davvero poca.

In compenso, c’è tanto, tantissimo cuore, e tanta, tantissima poesia. Questo è uno di quei dischi fatti prima di tutto di parole, di pensieri, di riflessioni, di confidenze, e solo dopo di musica e melodie.
E non perché la musica sia secondaria, ma perché qui più di tutto emerge un’urgenza di scrivere, di buttare fuori un mondo di paure, di ansie, di aspettative disattese, di promesse che qualcuno là fuori non ha mantenuto.

Non c’è più tempo, album d’esordio di Michelangelo Vood, è un bilancio di vita alla soglia dei 30 anni, un resoconto di pagine parecchio disilluse. Perché avere 30 anni oggi non è facile, e può fare paura. Anzi, ha sempre fatto paura, perché i 30 anni hanno sempre rappresentato una sorta di punto di non ritorno.

Ne L’ultimo bacio, pellicola diventata simbolo di una generazione, Gabriele Muccino aveva tratteggiato magnificamente la crisi dei trentenni: ma lì era diverso, molto diverso. Erano i primissimi anni ’00, e i trentenni di allora soffrivano soprattutto per la fine della loro “età dell’oro”, quella fatta di spensieratezza e di mancanza di grandi responsabilità.

Ma chi ai 30 anni ci arriva oggi si trova davanti uno scenario ben più complesso. Certo, ognuno vive la propria età e il proprio presente a modo suo, ma che avere 30 anni oggi sia una sorta di sciagura non è difficile crederlo, anche per chi – come il sottoscritto – ci è già passato da un po’.

Quello che Michelangelo Vood ha fatto nel suo primo album è stato mettere a fuoco il quadro della sua generazione e consegnarcelo con i tratti nitidi e sensibili della sua scrittura.

“Siamo nomadi, figli dei dollari, del Millennium Bug, di una madre in provincia sola”, canta in Millennium Bug, un brano-manifesto su cui domina una malinconia che fa stringere il cuore. E poi prosegue: “Chissà se è questo che volevo quel giorno di novembre solo dentro a un treno, che corre verso nord”.
In quanti questa domanda se la saranno fatti?

Lasciare la provincia, lasciare gli affetti, i genitori, raggiungere la metropoli, tenere accesi i sogni e i progetti, nonostante tutto. E poi veder finire un amore, sentirsi vulnerabili, ma avere la forza di riconoscerlo, e poi, inspiegabilmente, sentir nascere una forza che ti spinge avanti. Ancora, nonostante tutto. Istinto di sopravvivenza? Incoscienza? O forse un barlume di speranza?

C’è proprio così tanta vita raccolta nei brani di Non c’è più tempo. E Michelangelo Vood la racconta senza pudore. O meglio, con il pudore di chi sa dare peso alle parole, e riesce a volgere in poesia anche la notte più nera.

Non c’è più tempo è un album disarmante, sicuramente uno dei dischi più pessimisti che mi siano capitati tra le orecchie negli ultimi tempi. Pur nella sua infinta delicatezza, in certi momenti è un disco capace di aprirti buchi in fondo al cuore.

Ma è un disco che fa bene, perché ci ricorda che siamo umani. E quando intorno a noi vedremo solo macerie sarà probabilmente la nostra umanità a salvarci, a farci andare avanti ancora una volta, a farci pensare che forse di tempo ne è avanzato ancora un po’. Che non tutto è perduto.

E quindi forse non era vero quello che ho scritto all’inizio, che non c’è speranza. C’è e ci sarà sempre.
Ci sarà il tempo della paura, il tempo della delusione, il tempo dell’abbandono, il tempo dello smarrimento. E ci sarà il tempo per sperare ancora.
Ci sarà sempre tempo.

#MUSICANUOVA: Mariné, “Sorpreso disincanto”

#MUSICANUOVA: Mariné, “Sorpreso disincanto”

Sorpreso disincanto è il nuovo singolo di Mariné.
Il brano nasce dalle profondità del cuore del cantautore chietino e accompagna l’ascoltatore in un viaggio emotivo tra labirinti amorosi, dove ognuno si è perso almeno una volta.
L’ispirazione del brano è arrivata dall’esperienza personale, un dialogo tra colleghi che hanno condiviso turbamenti e risate.
Sorpreso disincanto è una confessione, uno specchio delle emozioni che nascono, crescono e talvolta si perdono nei meandri delle relazioni. È la storia di un viaggio dal passato al presente, dove il futuro è incerto, fermo a un bivio.

Il singolo si arricchisce del sax di Alex Di Rocco.

Alessio Marinelli cresce nella tranquilla provincia chietina. Dopo un decennio trascorso a scrivere i suoi brani tra il sottofondo costante delle macchine industriali, il richiamo della musica, troppo forte per essere ignorato, lo spinge verso orizzonti diversi. Questo cambio di rotta non nasce da un impulso del momento, ma da una passione maturata e custodita gelosamente, coltivata fin dall’età adolescenziale sopra e sotto i palchi.

Mariné, il nome d’arte che porta con sé echi della sua terra e ricordi di vecchi amici, diventa un simbolo di questa sua evoluzione. E il papillon che lo accompagna non è soltanto un accessorio di stile, ma il manifesto della sua trasformazione: da operaio a musicista, da un esistere programmato a un vivere creativo.

Questo cambiamento è arrivato attraverso il mondo degli eventi, che Alessio ha voluto rappresentare ideologicamente con l’immagine del papillon; un oggetto che assume per lui un significato quasi sacro, un “talismano” che incarna la libertà nell’inseguire i propri sogni, sfidando gli ostacoli delle convenzioni e della quotidianità.

#MUSICANUOVA: Ivana Spagna feat. Legno, “Sarà bellissimo”

#MUSICANUOVA: Ivana Spagna feat. Legno, “Sarà bellissimo”

Tra l’estate alle porte e le sue calde notti tormentate, esce in digitale Sarà Bellissimo l’inedita collaborazione tra Ivana Spagna e Legno. 

Così Ivana Spagna commenta la collaborazione con i Legno: “Sarà bellissimo è bellissimo! Solare, positivo. Pensi all’estate, alla spiaggia, ad una radio sotto all’ombrellone, ad un ricordo tenero, alla storia d’amore che vorresti!  Sarà bellissimo ti fa stare bene come sono stata bene con i Legno. Grandi musicisti, grandi professionisti, simpatici, divertenti ma con la testa, “ops”, la scatola sulle spalle!!!”

Da parte loro, i Legno così descrivono la realizzazione del brano: “Per noi collaborare con la regina degli anni ’80 è stato motivo di grande soddisfazione, ci ha colpito molto a livello umano, è una persona fantastica con cui siamo entrati subito in sintonia. Siamo molto felici di questo pezzo, sicuramente Sarà Bellissimo.

Le sonorità di Sarà Bellissimo  ricordano gli evergreen italiani del passato e, inevitabilmente, sembrano essere fatte apposta per portare tutti alla spensieratezza di quei tempi, a cantare una hit estiva che esce con il cuore in gola da un vecchio jukebox.

#MUSICANUOVA: Colombo, “Uomini forti”

#MUSICANUOVA: Colombo, “Uomini forti”

Non è faticoso essere uomini?

Da questa domanda, posta da un’amica durante una discussione sulla difficoltà tipicamente maschile di esprimere i propri sentimenti in maniera libera e chiara, è nato il nuovo singolo di Colombo.

“Essere uomini è faticoso, è faticoso dover essere sempre forte, dover avere più successo degli altri, più muscoli, fare più soldi e più sesso.
È faticoso porre dei limiti all’empatia, alla sensibilità, alla sofferenza, al modo di vestirsi o al prendersi cura di sé stessi.
Molte di queste cose fanno parte di me, di alcune mi sono liberato, altre non le ho mai avute: il fatto di non aderire all’ideale di virilità maschile, un tempo mi ha fatto sentire in difetto e inadeguato; poi il mio percorso di vita, le esperienze, le letture, le persone che ho incontrato, mi hanno fatto comprendere che questi costrutti sociali si possono distruggere, superare, o semplicemente ignorare.

Da tutto questo è nata Uomini forti.”

Uomini forti è il nuovo singolo di Colombo.
Un nuovo capitolo per il progetto solista di Alberto Trevanini, inaspettatamente in italiano.

Reduce dalla pubblicazione dell’EP Where Children Strove, interamente dedicato alle poesie di Emily Dickinson, Colombo torna con un progetto audace, che ha pochi riferimenti nella scena italiana e dove si espone completamente e sceglie, anche per questo, la lingua italian.

Un uomo deve essere più forte 

di una mano tesa

senza difesa

usare sempre tutte le sue forze

piangere da solo

senza gusto

Scusa se non so parlare

di sentimenti

Ho un ghiacciaio che si scioglie

nella mia cassa

Un uomo deve essere più forte

delle sue paure

spogliatemi davvero

per l’esecuzione

Un uomo deve vivere il successo

per trovare pace

ma se io voglio il mondo

forse è meglio perdere

Se diverso è bello

perché sto in silenzio

conto fino a cento

cerco frasi a effetto

per seguire il branco

Un uomo deve essere più forte

delle sue paure

spogliatemi davvero

per l’esecuzione

Un uomo deve vivere il successo

per trovare pace

ma se io voglio il mondo

forse è meglio perdere

E chi lo sa come si fa

Spiegatemi come si fa

Colombo nasce a Brescia nel 1994, dai primi anni si avvicina allo studio del pianoforte. Si laurea in pianoforte presso il Conservatorio A. Boito” di Parma col massimo dei voti.

Dalletà di 15 anni affianca al pianoforte classico, lo studio della vocalità moderna nelle sue diverse espressioni, che prosegue con lapprofondimento del canto jazz presso il Conservatorio di Milano. 

Si esibisce come pianista, tastierista, cantante in diversi contesti e formazioni, spaziando in vari generi, dalla classica al pop, dal cantautorato al rock.

Vincitore del Premio Ugo Calise 2019 per la nuova canzone dautore, finalista di Area Sanremo 2018, Vibra Song Contest, Contesto Indie e ProScenium Festival di Assisi 2021.

Nel 2023 esce Where Children Strove, un concept album di pop neoclassico dedicato alle poesie di Emily Dickinson.

Uomini forti è il primo capitolo di un nuovo progetto in italiano.

#MUSICANUOVA: Lunedì notte, “Aprile”

#MUSICANUOVA: Lunedì Notte, “Aprile”

Arriva come una ballata notturna sussurrata all’orecchio Aprile, il nuovo singolo di Lunedì Notte.
L’inverno è finito e ha lasciato i suoi segni; questo nuovo singolo è una carezza che prova a curarli.

“Aprile” rappresenta la continuazione naturale del percorso artistico di Lunedì Notte, progetto solista di Alessandro Cianci, cominciato con la pubblicazione dei singoli L’Indolenza e il Panico e Medicine e proseguito con le recenti collaborazioni con Angelica e CIMINI nei brani Il Buio e L’Amore in Dieci.

Aprile è un abbraccio per chi si perde cercando un equilibrio spesso illusorio, un brano italianissimo ma con radici ben salde nel cantautorato alternative americano.

Satelliti fuori fase
ti incollano alle tv
e in quest’angolo di aprile
non voglio guardarne più
lo so già che farà bene
una scusa per vivere
una fuga in strada o in mare
per scrollare la polvere
e ti cerco nei bar
nella giungla dei club
fino al freddo delle sei
nei giorni nuovi
e ti cerco nei tab
tra le spunte blu
quando i treni delle sei
sono pieni
sta cambiando il vento
non credo alle favole
e non so tu come fai
lasciamo tutto e corriamo
non voglio stare più qui
perchè non sono facile da accontentare
e a me sta bene cosi
e ti cerco nei bar
nella giungla dei club
fino al freddo delle sei
nei giorni nuovi
e ti cerco nei tab
tra le spunte blu
quando i treni delle sei
sono pieni

Lunedì Notte è il nuovo progetto cantautoriale dell’autore e produttore musicale Alessandro Cianci. Tra le sue collaborazioni quelle con Mecna, Dargen D’Amico, Coez ed Ernia solo per citarne alcune.
Dopo Ricordati di Rimini, suo precedente progetto in duo, Alessandro diventa Lunedì Notte per esprimere sonorità più personali e libere dalle mediazioni della scrittura a più mani.

Le influenze di Lunedì Notte spaziano dalla golden age del cantautorato italiano all’indie alternative internazionale, passando spesso per la musica da film anni 70.