“Cellule impazzite”, il ritorno de Il nucleo tra elettronica e rock

Dopo un lungo periodo di assenza durato 10 anni, Il nucleo torna sulle scene con il singolo Cellule impazzite.
“Dopo l’ultimo concerto nel 2010, non abbiamo smesso di frequentarci, suonavamo spesso sugli stessi palchi in progetti diversi … a volte ci davamo una mano in studio per registrare delle parti. Andrea continuava a scrivere … creava e distruggeva canzoni ogni santo giorno. Poi ad un certo punto è ripartito qualcosa. Non abbiamo avuto nemmeno il tempo di trovarci a parlarne che eravamo di nuovo in sala prove, insieme. Era il momento giusto e avevamo una base di idee sulle quali lavorare. Non abbiamo suonato una sola nota dei vecchi pezzi per mesi e mesi, da subito l’attenzione è stata data al nuovo materiale, è la cosa che ci ha sempre stimolati di più da quando avevamo meno di vent’anni. Se siamo insieme in una sala prove, è perché abbiamo qualcosa da dire”.

“Il titolo del brano è lo specchio della vita di tutti noi: siamo cellule impazzite, e fermarsi per godere degli attimi che contano davvero è molto complesso. Ci perdiamo lo spettacolo, siamo in confusione. Questo è un tema che cavalchiamo da sempre e da qui vogliamo ripartire, dopo che le nostre orbite non si sono incrociate per un po’”.
Cellule Impazzite mantiene le caratteristiche che avevano fatto conoscere la band, prima fra tutte la contaminazione tra elettronica e rock.

Il singolo anticipa il nuovo album di inediti, Oltre, in uscita in primavera: nel nuovo progetto, frutto della più totale libertà, c’è tutto il Nucleo, che si apre al pubblico “autodelegandosi” la produzione artistica, affidata al leader della band, Andrea Zanichelli.
Il videoclip, online tra pochi giorni, sarà realizzato della casa di produzione video Emilia Produzioni, fondata dallo stesso Andrea, che negli ultimi anni ha lavorato al fianco di molti artisti sia per la parte musicale che visual.

Il gruppo, che aveva ufficializzato la reunion circa un anno fa, è inoltre pronto a calcare i palchi del prossimo tour nella formazione originale, con Andrea Zanichelli (voce e chitarra), Luca Canei (batteria), Mauro Buratti (basso e synth) e Marcello Presi (chitarra).

BITS-CHAT: La differenza del coraggio. Quattro chiacchiere con… D’Iuorno


Ballare, sognare e andare oltre ogni limite imposto.
Così fa Baby, la protagonista dell’ultimo singolo di Alessandro D’Iuorno.
Dopo un percorso da solista iniziato nel 2008 che lo ha portato a conoscere e collaborare anche con Giorgio Canali, il cantautore fiorentino ha scelto di tornare sulle scene con Canzone per Baby, un invito alla libera espressione di sé anche di fronte agli ostacoli di una società troppo spesso poco disposta a uscire dalle rigide rigole autoimposte.
Un messaggio di libertà e resistenza, per continuare a brillare guardando alle stelle.    

Chi è Baby, la protagonista del tuo nuovo singolo? L’ispirazione del brano è partita da una storia vera o Baby potrebbe essere chiunque di noi?

Baby è a metà tra un’immagine e la realtà. In parte nel brano racconto di un sentimento che mi ha accompagnato a lungo durante la separazione con la mia ex compagna, dove il lieto fine immaginario si traduce in questo brano. Più in generale, credo che Canzone per Baby sia il mio modo di accogliere chi decide di avere coraggio: penso che alla fine sia questo a fare la differenza nelle persone.

Da dove pensi che arrivino i limiti e i doveri che non lasciano spazio all’espressione? E quale pensi che sia la causa dell’esistenza di questi limiti e di questi dettami?
Credo che questi limiti in primo luogo provengano dalle persone stesse, da come si percepiscono rispetto a ciò che le circonda. Parlando di musica, ci dobbiamo rapportare ai addetti ai lavori che investono soprattutto su modelli vendibili e non sembrano interessate a conoscere veramente l’artista, almeno inizialmente. In senso più ampio, in una società dove sei se hai è chiaro che esprimersi è controcorrente.

Si tratta di limiti e costrizioni che riguardano in particolare qualcuno o tutti li subiamo nello stesso modo?
Beh, il figlio di papà che non si preoccuperà mai di arrivare a fine mese, e sarà tra quelli che rafforzeranno limiti e costrizioni. Diversamente, chi vive credendo nel merito o nella giustizia della dignità umana sa che convivere con tali limiti è una costante.

Ti sei mai sentito personalmente costretto da questi limiti? In che modo? E come hai reagito a queste imposizioni?
In parte credo di aver risposto prima. Parlando di me, posso dire che ci convivo quotidianamente, ma li combatto, è nella mia natura. Tutto il sistema è costruito per farci credere che sia impossibile: la verità è che spesso siamo governati da idioti che vogliono solo sottrarsi al confronto per paura di non essere all’altezza. E come dargli torto…..

Essere “stelle in mezzo ai guai” è un destino segnato?
Se siamo stelle, e lo siamo, lo diceva Margherita Hack, allora siamo anche in mezzo ai guai! Credo che la stelle non abbiano paura di brillare, altrimenti diventano guai.

Concludo con una domanda di rito per BitsRebel: che significato dai al concetto di “ribellione”?
Ribellione è amore.

Marilyn Manson: un’immersione di dolore e oscurità nella cover di “The End”

Ultimamente Marilyn Manson sembra prenderci parecchio gusto con le cover.
Dopo aver trasformato un classico del repertorio folk americano come God’s Gonna Cut You Down, il Reverendo ha rimesso mano a un brano leggendario come The End dei Doors, facendone una personale immersione di dolore e oscurità.
Una rivisitazione che porta nei territori del doom, lontana dalle atmosfere create dalla voce di Jim Morrison e dallamusica dei Doors.

The End è disponibile in pre-order in vinile in edizione limitata con un dipinto ad acquerello realizzato da Manson.

BITS-RECE: Emma, all’improvviso la “Fortuna”

BITS-RECE: radiografia emozionale di un disco in una manciata di bit.

Questo è un album che, almeno per il sottoscritto, arriva un po’ di sorpresa. A neanche un anno dalla riedizione di Essere qui, inizialmente pubblicato a inizio 2018 e poi rimpinguato di contenuti inediti proprio a novembre dello scorso anno, probabilmente in pochissimi si sarebbero aspettati l’uscita di un nuovo lavoro. Un nuovo album che è per giunta piuttosto generoso, visto che è composto addirittura da 14 canzoni.
La pubblicazione di Io sono bella a inizio settembre faceva pensare che qualcosa sarebbe successo, ma non in tempi così rapidi: e invece eccolo qui, Fortuna, settimo album di Emma.

E se Essere qui non aveva convinto fino in fondo, almeno chi era all’ascolto, con Fortuna Emma torna a fare centro, grazie anche alla brillante produzione firmata (anche) da Dardust: pop, rock, elettronica trovano un incastro perfetto, indovinato, in grado di dare a ognuno dei brani un timbro differente, ma nello stesso in linea con l’intero progetto.
Pazienza se il testo firmato da Vasco Rossi non è all’altezza delle precedenti prove offerte dal Blasco: il ventaglio di autori coinvolti nel disco è ampio come non mai e comprende tra gli altri anche Elisa, Franco 126, Maurizio Carucci degli Ex-otago, Giulia Anania, Daniele Magro, Antonio Maggio, Giovanni Caccamo, Antonio Di Martino, oltre alla stessa Emma, autrice di ben tre brani.
Ed è forse proprio questa varietà di penne a dare al disco il suo carattere multiforme e la vivida ispirazione che lo anima dalla prima all’ultima traccia senza lasciare momenti vuoti, senza sprecare nessuna occasione.
Fortuna è, ad oggi, probabilmente il disco più libero che Emma abbia realizzato, un album pieno, compatto e vario, contemporaneamente leggero e profondo: arrivata al decimo anno di attività – anniversario che sarà festeggiato il prossimo 25 maggio con un concerto all’Arena di Verona – la cantante, ma a questo punto sarebbe meglio dire cantautrice, pugliese dimostra di saper fare scelte ben precise e di avere il coraggio di andare oltre al singolo da classifica. Emma non è più solo l’artista grintosa degli inizi, ma con il tempo ha imparato a svelare anche i suoi lati più fragili, ha saputo cantare con leggerezza persino il dolore, così come trova spazio per dare sfogo alla gioia più potente, e in Fortuna tutto questo trova una luccicante testimonianza.
Lo dimostrano episodi come Luci blu, Mascara, Quando l’amore finisce, fino ad A mano disarmata, iper ballata finale.

Davvero niente male.

Marilyn Manson rivisita il classico folk “God’s Gonna Cut You Down”


God’s Gonna Cut You Down
è un classico del repertorio folk americano talvolta conosciuto anche con i titoli di Run On Run On for a Long Time, e con cui negli anni si sono cimentati giganti come Johnny Cash e Elvis.

Adesso è la volta di Marilyn Manson, che ne ha realizzato una personale versione dai toni dark, con un video dalle atmosfere apocalittiche girato nel deserto di Joshua Tree.

“Non riesco a respirare”, l’amore totalizzante dei Siberia

“non riesco a respirare se mi manchi tu
non riesco a respirare se mi manca questa libertà”


Dopo Ian Curtis, i Siberia rilasciano Non riesco a respirare, nuova anticipazione del terzo album Tutti amiamo senza fine in uscita il 29 novembre per Sugar in collaborazione con Maciste Dischi.

Come racconta Eugenio Sournia, voce del gruppo e autore dei brani, “Non riesco a respirare è la canzone con meno sovrastrutture nel disco, arrivata in sogno e scritta alle 5 del mattino, sgorgata dalla testa al cuore alla penna così com’è, la meno rielaborata e più auto esplicativa”.
Con la regia di Thrilatera, il video ha per protagonisti due giovani amanti insieme su un letto, in una stanza. Gli sguardi, le carezze, i baci e una scena che diventa sempre più onirica ed estetica.

Se nei due precedenti dischi della band la scrittura è stata episodica, in “TUTTI AMIAMO SENZA FINE” la scrittura è indirizzata su un tema generale: il nuovo album nasce infatti dall’esigenza di raccontare l’amore e le relazioni nelle svariate stagioni della vita e raccogliere sensazioni e ricordi che costruiscono una storia precisa ma universale. In questo disco l’amore è di ogni tipo: erotico, relazionale, sentimentale, religioso, pensato, fisico, sognato. Dunque un concept sull’amore nel senso più vasto del termine e negli aspetti più sacri e profani, ma sempre concreti e palpabili.

40 anni fa usciva “Splendido splendente”. E Rettore inventava l’hashtag perfetto


“L’ha scritto anche il giornale / io ci credo ciecamente”, cantava Rettore.
Io invece, quando l’ho realizzato, ho avuto un attimo di incredulità: Splendido splendente compie 40 anni!
QUARANTA!
A sentirlo gliene daresti al massimo una trentina, proprio a voler stare larghi, ma 40 proprio no. Eppure era il 1979 quando è stato pubblicato, contenuto in Brivido divino, terzo album in studio di Rettore (mi raccomando, solo Rettore!) e primo capitolo della trilogia che nei due anni successivi sarebbe stata composta da Magnifico delirio e Estasi clamorosa.

Scritto dall’accoppiata vincente Rettore-Rego e arrangiato da Pinuccio Pirazzoli (e con Tullio De Piscopo alle percussioni, si noti bene!), il pezzo era all’avanguardia già all’epoca della pubblicazione, un po’ per le sonorità tra funk, disco e rock, e un po’ per la tematica, quella della chirurgia estetica, trattata con quel misto di ironia e spregiudicatezza che ha accompagnato Rettore in tutta la carriera.
E poi c’era quel titolo, così splendidamente iconico, capace di abbagliare anche solo leggendolo. Se ci pensiamo, era praticamente un hashtag perfetto ante litteram, #SPLENDIDOSPLENDENTE, tutto in capslock, come avrebbe fatto MYSS KETA. Solo che MYSS KETA forse non era neanche nata, e neppure Twitter.
Insieme a Kobra, Donatella e Lamette, Splendido splendente sarebbe diventato negli anni uno dei singoli più famosi dell’artista veneta, oltre a segnare un’epoca di musica e di costume, con un successo che avrebbe incontrato anche le generazioni successive.

Non è un caso che ancora negli ultimi anni ne siano state realizzate nuove versioni dance: ora, in occasione del 40esimo anniversario, il singolo torna in una nuova veste con alcuni remix ufficiali realizzati da Relight Orchestra, duo formato da Robert Eno, storico dj della Riviera Adriatica e da Mark Lanzetta, violinista elettronico esibitosi in festival del calibro di Miami WMC e Tomorrowland.
I brani sono stati realizzati in collaborazione con Sergio Cerruti, Joe Vinyle & Sandro Tommasi e Didascalis feat. Andy G.

Era il 1979, ma sembra l’altroieri. Ma per splendere non è mai troppo tardi.

Rock Contest: aperte fino al 4 ottobre le iscrizioni alla 31esima edizione


Meno di un mese alla chiusura delle iscrizioni all’edizione 2019 del Rock Contest, il più longevo concorso nazionale per musicisti emergenti che con la scorsa edizione ha superato il giro di boa dei 30 anni.
La manifestazione è rivolta ai giovani musicisti italiani under 35 ed è organizzata da Controradio e Controradio Club in collaborazione con Comune di Firenze e SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, e Regione Toscana. E ancora, il contributo di Audioglobe, la partnership di Woodworm Label e Locusta Booking.

Le iscrizioni sono aperte fino al 4 ottobre 2019 sul sito www.rockcontest.it, compilando il modulo di preselezione, caricando sull’apposita pagina 3 brani originali (sono escluse le cover version), una o più foto della band o dell’artista, una scheda biografica e uno stage plan (scheda tecnica live). Per gli artisti provenienti da fuori Toscana è previsto un rimborso spese di trasferta relative alle serate della loro esibizione (sono previste agevolazioni per gli eventuali pernottamenti).

Il Rock Contest promuoverà i vincitori delle selezioni live con un supporto produttivo alla loro attività con premi in denaro (primo premio 2.000 euro) da investire nell’attività musicale ed in giorni di studio di registrazione (secondo premio: 5 giorni presso il SAM Recordings).
SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori sosterrà i nuovi autori con un premio di 2.000 euro alla miglior composizione musicale presentata da artisti iscritti SIAE tra i 30 selezionati per il concorso (per gli under 31 l’iscrizione è gratuita).
Alla canzone italiana che meglio descriverà la condizione giovanile andrà il Premio Fondo Sociale Europeo/Giovanisì, dell’importo di 3.000 euro. Il riconoscimento è istituito nell’ambito della campagna di informazione sugli interventi del FSE dedicati ai giovani e sulle altre opportunità di Giovanisì, il progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani. Si conferma anche lo speciale Premio Ernesto de Pascale, dedicato alla memoria del conduttore radiofonico (RAI Stereonotte), giornalista, musicista e storico presidente di giuria del Rock Contest, prematuramente scomparso; al vincitore la registrazione del brano in studio. Per il primo classificato anche la realizzazione di una live session in video dal Blue Moon Studio con riprese curate dai Blanket Studio.

Per partecipare al concorso occorre avere meno di 35 anni (per le band la cifra di 35 è da intendersi come l’età media massima).

Novità di questa edizione, l’immagine che accompagnerà il concorso è una rielaborazione di un dettaglio di San Benedetto e il diavolo di Neroccio de’ Landi (1471), realizzata da Alessandro Baronciani, uno dei fumettisti ed illustratori emergenti italiani più apprezzati, che ha firmato il manifesto del Premio Strega 2019, già autore di copertine di band come Baustelle, Tre Allegri Ragazzi Morti, Sick Tamburo, Perturbazione, e illustratore del libro per ragazzi Nello spazio con Samantha, scritto dall’astronauta Samantha Cristoforetti.

Tutte le informazioni, il regolamento completo e le schede di iscrizione online sono sul sito www.rockcontest.it oppure telefonare allo 055.73.999.46 (dal lunedi al venerdi ore 11.00-13.00 e 14.00-16.00); e-mail contest@controradio.it. Facebook: Rock Contest Controradio

Il concorso è aperto a tutti i generi musicali (rock, indie, elettronica, folk, dream pop, R’n’B, trap, psichedelia, soul, nuovo cantautorato, etc) e si rivolge ad artisti liberi da contratti discografici e/o editoriali. Non sono previste limitazioni per quanto riguarda la lingua usata nel testo. Gli artisti o le formazioni che abbiano già fatto parte dei selezionati nelle precedenti edizioni possono iscriversi solo se non giunti alla serata finale.

Una giuria di preselezione nominata da Controradio sceglierà insindacabilmente i concorrenti che si esibiranno dal vivo nelle serate di selezione e di semifinale previste.
Una giuria di addetti ai lavori provenienti da tutta Italia valuterà invece le esibizioni della serata finale (nelle ultime edizioni nelle giurie si sono avvicendati Alberto Ferrari dei Verdena, Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale, i Ministri, Manuel Agnelli, Appino, Cristina Donà, Rachele Bastreghi dei Baustelle, Max Collini e tanti altri).
La votazione della giuria presente alle serate sarà opportunamente mediata con la votazione da parte degli spettatori, in maniera tale da non penalizzare per i concorrenti che arrivano da fuori regione.

 

“Una canzone per l’estate”: il rock adriatico di Novamerica tra ironia e malinconia


Ironia e malinconia si giocano la scena di Una canzone per l’estate, nuovo singolo di Novamerica, pseudonimo dietro il quale si nasconde si nasconde Carlo Cerclin Re.
Novamerica dovrebbe essere il posto speciale di tutti, di chi arriva stanco dall’ufficio e prende aerei soltanto con la mente. Un posto economico, nostro, da raggiungere dentro di noi.

“Un po’ per scherzo la mia ragazza mi ha chiesto di scrivere un pezzo reggaeton per l’estate. Questo è quello che mi è venuto fuori, niente a che vedere con la musica latina anche se lei spera davvero che io faccia i soldi”: così Novamerica presenta il suo nuovo singolo, che con la sua latente malinconia arriva proprio quando l’estate ci sta salutando. Sicuramente non un reggaeton, ma neanche l’ennesimo esperimento di finto-indiepop, e ancora meno l’ennesimo singolo elettropop. Piuttosto, un brano di “rock adriatico”, viste le origini veneziane dell’artista.

Novamerica ama la musica pop integra e sincera. Racconta la vita di provincia di un trentenne costretto a correre sui binari di una vita frenetica, dedita al lavoro e riempita di cose inutili. La sua sensibilità gli consente di osservare la scena dall’esterno e immortalarla al pianoforte. Per Una canzone per l’estate ha reclutato al sax Andrea Innesto “Cucchia”, storico musicista di Vasco Rossi, e gli artisti Marco Ruben Contreras e Jinru Zhao, che compaiono come protagonisti del video musicale.

A undici anni Novamerica si appassiona al pianoforte anni Trenta che ha a casa, davanti al quale trova una sua intimità, e cresce fra gli album di Lucio Battisti, Vasco Rossi, Jimi Hendrix e Led Zeppelin. Durante il suo percorso è stato influenzato dal pop e dalla ricerca musicale anglosassone. Parla a quelli che come lui devono correre in una vita frenetica, tra lavoro, cibo takeaway e momenti di svago troppo brevi. Paranoie, l’auto in panne e giornate lavorative pesanti, affrontate anche con uno strumento musicale. Lavora in un ufficio, gioca a calcetto il giovedì e ama la musica che racconta l’Italia di provincia.

“Origin of Muse”: un cofanetto di 9 CD e 4 vinili per i vent’anni dal debutto della band


Per il 20esimo anniversario dell’album di debutto Showbiz, i Muse hanno annunciato per il prossimo 6 dicembre l’uscita del cofanetto Origin of Muse, che racconterà la storia della band dai propri inizi in Devon tramite le loro prime demo, i primi EP, l’album di debutto e l’album che viene considerato all’unanimità il disco della loro svolta, Origin of Symmetry.

La raccolta è contenuta in un libro-custodia di 48 pagine, a sua volta contenuto in una custodia antigraffio laminata di colore opaco con una macchia gloss. Il libro contiene un’esaustiva e dettagliata intervista a Matt Bellamy, Dominic Howard e Chris Wolstenholme riguardo gli inizi della band, come anche la registrazione e la pubblicazione dell’album di debutto fino a Origin of Symmetry. Il libro incorpora anche i poster originali, setlist, fotografie e le stampe a contatto, che sono inserite all’interno del libro e possono essere estratte, come anche l’artwork originale di tutti i CD e vinili.

L’audio è di 9 CD e 4 vinili colorati contenenti i seguenti brani selezionati :
CD 1 – Newton Abbot Demos- 15 demo iniziali precedentemente inedite della band che includono una prima versione della hit “Plug in Baby”
CD 2 – The Muse EPS+ Showbiz Demos – il loro debutto pubblicato su Dangerous Records e le demo inedite del loro album di debutto Showbiz
CD 3 – Showbiz- album di debutto rimasterizzato
CD 4 – Showbiz B sides- contiene una versione alternativa inedita di “Recess”
CD 5 – Showbiz Live- registrazione inedita registrata al Community Centre in Teignmouth
CD 6 – Origin of Symmetry Instrumental Demos
CD 7 – Origin of Symmetry- Rimasterizzato
CD 8 – Origin of Symmetry B Sides- ogni lato B registrato per il lancio del singolo estratto dall’album
CD 9- Origin of Symmetry Live al Reading Festival- versione integra della loro performance dell’intero album al Reading Festival nel 2011, in occasione del decimo anniversario di pubblicazione del disco

Vinili 1-4 – Showbiz e Origin of Symmetry rimasterizzati su vinile 180 grammi colorato.

Origin of Muse Tracklisting:

CD 1 – NEWTON ABBOT DEMOS

1. Cave

2. Rain

3. Agitated

4. Crazy Days

5. Coma

6. Connect The Kettle Lead

7. Balloonatic

8. Boredom

9. Sober

10. Jimmy Kane

11. Ashamed

12. Plug In Baby

13. Earthquake

14. Good News

15. Overdue

CD 2 – THE MUSE EPs + SHOWBIZ DEMOS

1. Overdue

2. Cave

3. Coma

4. Escape

5. Muscle Museum

6. Sober

7. Uno

8. Unintended

9. Pink Ego Box

10. (Muscle Museum) #2

11. Showbiz (Live, Sawmills Studios, 1998)

12. Do We Need This (Live, Fortress Studios, 1999)

13. Sunburn (Live, Fortress Studios, 1999)

14. Overdue (Live, Fortress Studios, 1999)

15. Uno (Alternate version, Rak Studios, 1999)

CD 3 – SHOWBIZ

1. Sunburn

2. Muscle Museum

3. Fillip

4. Falling Down

5. Cave

6. Showbiz

7. Unintended

8. Uno

9. Sober

10. Spiral Static (Bonus track)

11. Escape

12. Overdue

13. Hate This & I’ll Love You

CD 4 – SHOWBIZ B-SIDES

1. Recess (Unreleased alternate version, Trident Studios, 1999)

2. Jimmy Kane

3. Forced In

4. Agitated

5. Twin

6. Host

7. Do We Need This?

8. Con-Science

9. Minimum

10. Ashamed

11. Yes Please

12. Recess

13. Nishe

CD 5 – SHOWBIZ LIVE

1. Uno (Live, The Pyramid Centre, Portsmouth, 1999)

2. Cave (Live, The Pyramid Centre, Portsmouth, 1999)

3. Muscle Museum (Live, The Pyramid Centre, Portsmouth, 1999)

4. Falling Down (Live, The Pyramid Centre, Portsmouth, 1999)

5. Fillip (Live, The Pyramid Centre, Portsmouth, 1999)

6. Do We Need This (Live, The Pyramid Centre, Portsmouth, 1999)

7. Agitated (Live, The Astoria, London, 2000)

8. Sunburn (Live, The Astoria, London, 2000)

9. Plug In Baby (Live, The Astoria, London, 2000)

10. Showbiz (Live, The Astoria, London, 2000)

11. Cave (Acoustic live demo, Airfield Studios, 1999)

12. Muscle Museum (Acoustic live demo, Airfield Studios, 1999)

CD 6 – ORIGIN OF SYMMETRY INSTRUMENTAL DEMOS

1. Micro Cuts

2. Feeling Good

3. Space Dementia

4. Hyper Music

5. Citizen Erased

6. Megalomania

7. Screenager

8. Shrinking Universe

9. Shine

CD 7 – ORIGIN OF SYMMETRY

1. New Born

2. Bliss

3. Space Dementia

4. Hyper Music

5. Plug In Baby

6. Citizen Erased

7. Micro Cuts

8. Screenager

9. Darkshines

10. Feeling Good

11. Futurism (Bonus track)

12. Megalomania

CD 8 – ORIGIN OF SYMMETRY B-SIDES

1. Nature 1

2. Execution Commentary

3. Bedroom Acoustics

4. Shrinking Universe

5. Piano Thing

6. Map Of Your Head

7. The Gallery

8. Hyper Chondriac Music

9. Shine

10. Please, Please, Please, Let Me Get What I Want

11. Dead Star

12. In Your World

13. Can’t Take My Eyes Off You

CD 9 – ORIGIN OF SYMMETRY, LIVE AT READING FESTIVAL

1. New Born

2. Bliss

3. Space Dementia

4. Hyper Music

5. Plug In Baby

6. Citizen Erased

7. Micro Cuts

8. Screenager

9. Darkshines

10. Feeling Good

11. Megalomania