Cross-pop per restare umani. Quattro chiacchiere con… Diego Conti

Che lo faccia con i suoni del pop, del rock o del folk, o che addirittura faccia ricorso all’elettronica, un cantautore non dovrebbe mai perdere di vista la sua missione, quella di raccontare il mondo che lo circonda. Un compito che Diego Conti sembra aver preso molto seriamente, declinandolo senza rifugiarsi in un genere preciso e attraverso una scrittura che non teme di spogliarsi delle censure e delle prese di posizione anche verso le grandi tematiche dell’attualità.
Ne sono prova chiarissima i brani di Evoluzione, il primo EP del cantautore di Frosinone, pubblicato lo scorso dicembre: dal racconto passionale di 3 gradi, la canzone proposta alle selezioni di Sanremo Giovani, alla trasgressione di L’inferno, fino a Clandestino, che punto lo sguardo sulla tragedia dei migranti in nome della condivisione e dell’incontro con l’altro.

Per descrivere il filo rosso di questo EP hai coniato un neologismo, “cross-pop”: di cosa si tratta esattamente?

Più che un genere musicale è una visione di vita, una presa di coscienza che parte dall’idea di condivisione, di contaminazione e di incontro con gli altri. Penso che il futuro si muoverà in questa direzione, e non parlo solo di musica, anche se poi questo concetto trova manifestazione nei suoni delle mie canzoni: prendo un po’ dal pop, dal rock, dalla trap, dalla musica classica. Un vero e proprio “melting-pop” che nasce ogni volta dal mio istinto e da quello di Mark Twayne, il producer con cui ho lavorato a tutti i brani dell’EP. Ma ci tengo a ripeterlo, prima che nei suoni, il cross-pop è un approccio alla vita.

Parlando invece dei tuoi riferimenti musicali, che nomi ti senti di fare?
C’è sicuramente il rock anni ’70, i Rolling Stones, Joe Cocker, Bob Dylan, e poi il miglior cantautorato italiano, da Lucio Dalla, Vasco Rossi, Jovanotti. Tra i riferimenti più recenti invece mi sento di citare la trap di Post Malone: lui è un vero genio.

Cosa si nasconde dietro all’evoluzione evocata nel titolo dell’EP?

Faccio un po’ riferimento alla mia vita, che nell’ultimo periodo ha passato una fase di vera evoluzione per tutto quello che mi è successo. Ma ho voluto anche raccontare la società che vedo intorno, in cui riconosco profondi cambiamenti: ecco perché il brano dell’EP si intitola Evoluzione 3.0. Siamo andati addirittura oltre il 2.0: ci troviamo nella società smart, dove tutto è tecnologico e dove l’avere è più importante dell’essere e dove il senso del pudore sembra essersi perso. E un altro brano-manifesto di tutto il disco è Clandestino.

Un brano pienamente calato nell’attualità, e nel quale non sembri tirarti indietro nel prendere una posizione.
Poche settimane fa Claudio Baglioni si è esposto sull’argomento dei migranti ed è stato preso di mira anche da esponenti politici: io sono molto vicino alle sue parole, artisticamente e umanamente. Penso che abbia solo messo in luce un fenomeno che è sotto gli occhi di tutti. Nel brano non mi interessava trattare il reato della clandestinità, ma volevo che emergesse il lato umano dell’immenso dramma che si sta consumando sotto i nostri occhi. Volevo mettere in primo piano i valori, l’importanza della condivisione, per tornare a ciò che dicevamo poco fa: in passato la condivisione con l’altro è stata una grande opportunità, e il futuro non può essere da meno. Le leggi non dovrebbero mai prevalere sull’elemento umano. Tutta l’umanità è clandestina, indipendentemente dal colore della pelle, dalla cultura e dalla religione. Eppure è notizia di questi giorni che altre 117 persone sono morte in mare.

La tua visione è pienamente condivisibile, eppure gli slogan dell'”aiutiamoli a casa loro” si sentono ancora e i porti restano chiusi…
In realtà non so se l’opinione pubblica sia compatta nell’appoggiare questa politica, però credo che spesso ci si ferma alla soluzione più immediata, che è anche quella sbagliata. Bisognerebbe riuscire a guardare un po’ più là per capire che questo non è solo un problema degli altri, ma di tutti. Senza contare che queste sono persone che scappano da una situazione disperata e dalla guerra.

E a chi dice che i cantanti devono pensare solo a cantare cosa rispondi?
Sono cresciuto ascoltando John Lennon, uno che ha scritto Imagine, una delle canzoni più belle della storia della musica. Penso che basti questa considerazione. Se a un artista manca la componente umana forse è il caso che cambi lavoro.

La tua scrittura è piuttosto passionale, a volte addirittura audace e sfacciata, se pensiamo a brani come 3 gradi o L’inferno, sei d’accordo?
Come vivo scrivo, tutto quello che racconto parte dalla mia esperienza: le due canzoni che hai citato sono pienamente autobiografiche, nate da esperienze che ho vissuto sulla pelle. Anzi, adesso posso anche dirlo, L’inferno rappresenta l’epilogo di quello che racconto in 3 gradi. Sono la narrazione di un amore un po’ difficile, e con queste due canzoni ho cercato di scardinare il senso del peccato, visto sempre sotto una luce negativa. Credo di aver comunicato una grande voglia di amare più che di trasgredire. Sia che si parli di tematiche sociali, sia che si parli di sentimenti, un artista dovrebbe sempre cercare di dare un suo contributo, altrimenti il nostro lavoro non ha senso.

Di sicuro proponi una lettura dell’amore meno patinata di quello che si sente di solito.
Ascoltando cantautori come Battisti o Vasco ho ammirato la loro capacità di essere sempre diretti, pur con la sintesi e la poesia. In qualche modo credo di aver assorbito quella scrittura, non mi piace fare tanti giri di parole, voglio andare subito al sodo, e soprattutto con L’inferno direi che si sente, già dai primi versi… (ride, ndr)

Rispetto al passato pensi che oggi si osa di meno nella musica?
Mi sembra di no. Anzi, stiamo vivendo un bel periodo, soprattutto nella nuova scena del cantautorato italiano. C’è tanta varietà, c’è la trap, si spazia molto con i generi.

Per il futuro hai già fatto programmi?
Tra non molto uscirà un nuovo inedito di cui non posso ancora svelare niente, e tra qualche giorno mi chiuderò in studio per finire l’album. Non manca molto alla fine del lavoro, ma essendo da poco uscito l’EP vogliamo aspettare ancora un po’. E poi spero di poter suonare dal vivo i nuovi brani.

Per concludere, una domanda di rito per BitsRebel: che significato dai al concetto di ribellione?
Ribellione significa non essere indifferenti. Già questa è una bella presa di coscienza e un buon punto di partenza per la rivoluzione.

I Giunto di Cardano vincono la trentesima edizione del Rock Contest

Giunto di Cardano

Sono i Giunto di Cardano i vincitori della trentesima edizione del Rock Contest, il concorso per gruppi emergenti più longevo della penisola, organizzato da Controradio e Controradio Club in collaborazione con Comune di Firenze, Regione Toscana e SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori.
Durante la finale del 1 dicembre all’Auditorium Flog di Firenze, la band foggiana si aggiudicata il primo premio di 2000 euro grazie alla votazioni del pubblico e dalla giuria di esperti proponendo le sue sonorità alternative venate di psichedelia progressiva.

A conclusione della serata si è tenuto il concerto memorabile di Max Collini e Daniele Carretti di Offlaga Disco Pax che si sono ritrovati sul palco per festeggiare il concorso che li ha resi famosi, e ricordare lo scomparso Enrico Fontanelli, il terzo componente della band. Hanno suonato insieme a tanti loro amici che fin da subito si sono prestati a questo caloroso omaggio: da Dario Brunori ai Tre allegri Ragazzi Morti, da Colapesce, a Bologna Violenta, da Alex Baronciani a Thomas Koppen. Sono stati interpretati tutti i maggiori successi, mentre il gran finale è stato affidato a “Robespierre”, il brano con il quale nel 2005 vinsero proprio il Rock Contest.

L’Edera

Un altro riconoscimento è andato a L’Edera, al secolo Alberto Manco, giovane cantautore salentino che si è aggiudicato con il suo brano Zattera il Premio Fondo Sociale Europeo/Giovanisì di 3000 euro, consegnato da Elena Calistri, responsabile del Fondo Sociale Europeo di Regione Toscana, e Chiara Criscuoli del progetto Giovanisì, per “lo sguardo di un ventenne verso il futuro, tra passioni e incertezze. L’aspirazione ad una scommessa esistenziale che possa puntare in alto ed occuparsi di qualcosa di più della stretta necessità. Il brano è un invito a trovare il coraggio di rischiare aprendosi alla potenzialità evolutiva e di crescita del viaggio”.

Vieri

Il Premio SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori è stato invece vinto dal brano Risvegli di Vieri, fiorentino, poli-strumentista, già nel nucleo originale degli /handlogic, premiato da Mario Andrea Ettorre, Direttore dell’Ufficio Marketing & Comunicazione di SIAE, che gli ha consegnato la targa del Premio di 2000 euro, per “la capacità di coniugare la canzone italiana con sonorità internazionali, facendo così della creatività autoriale il palcoscenico di scene musicali eterogenee”.

Ciulla

Infine, il Premio Ernesto De Pascale per la migliore canzone con testo in italiano è stato consegnato da Fabrizio Berti (Popolo del Blues) a Ciulla, già nel collettivo dei lucchesi Violacida, con il brano Temporali.

Il prossimo appuntamento del Rock Contest è per venerdì 25 gennaio alle 21 con l’anteprima del documentario sui 30 anni del Concorso presso il cinema La Compagnia di Firenze. Tanti personaggi che hanno calcato le scene del Rock Contest da Irene Grandi a Subsonica racconteranno la loro storia insieme a Manuel Agnelli, Piero Pelù e molti altri.

BITS-CHAT: Libertà è conoscenza. Quattro chiacchiere con… i Blugrana

Per il loro nuovo singolo, Ora sei… Cosa sei? hanno preso ispirazione dai versi di Pablo Neruda, soffermandosi su una riflessione sull’identità dell’uomo e sul senso di smarrimento provocato dalle scelte che la vita impone di fare.
Loro sono i Blugrana, band piacentina presente sulle scena dal 2003, che si prepara ora a un ritorno con un nuovo album e una formazione in parte rinnovata dall’arrivo del chitarrista Matteo Cavanna e del bassista Marco Marzaroli, a cui si aggiungono il batterista Biagio Siero e il cantante e chitarrista Marcello Mautone.
Proprio con lui abbiamo chiacchierato un po’, tra musica, identità ai tempi dei social e bisogno di cultura.

Perché la scelta di tornare proprio con questo singolo?
Abbiamo scelto un brano che rappresenta la nuova formazione al meglio, per un ritorno deciso, determinato. Diciamo che l’abbiamo scelta tra tutti i brani del nuovo album perché racchiude in sé tante sonorità presenti in questo disco e sparse in ogni canzone, e pensiamo che sia un pezzo molto radiofonico.

Nell’epoca di oggi cosa vuol dire avere e mostrare la propria identità? Pensate che i social siano un utile strumento di espressione e condivisione o portino invece all’effetto contrario, quello cioè di imporci un filtro per mostrare agli altri solo la parte migliore di noi?
Identità significa spogliarsi, mettersi a nudo e farsi apprezzare per quello che “ora sei”, per citare il titolo del nuovo singolo, e non quello che dovresti essere per la società di oggi. I social? Straordinaria innovazione! È il più veloce vettore di comunicazione, ma tale deve rimanere: sono da utilizzare con intelligenza per non permettere che si sostituiscano alla vera identità.

Mi ha molto incuriosito il disegno della copertina del singolo. Come lo avete scelto?
È stato il disegno a scegliere noi, prendendo forme e colori, nota dopo nota, creato da mano guidata dal suono delle nostre canzoni. La paternità della nostra copertina, un olio su tela, è del pittore napoletano Antonio Cotecchia, il quale, ispirato alle nostre canzoni, le ha rese visibili all’occhio con questa creazione.

Siete in attività da 15 anni: come è cambiato – se è cambiato – il vostro modo di fare musica? E come vi sentite cambiati voi?
Inevitabilmente siamo cambiati sia perché abbiamo cambiato tanti componenti e sia perché siamo maturati dal punto di vista musicale. Per questo nostro ultimo disco siamo un po’ tornati alle origini con un sound aggressivo ma ben radicato ai tempi d’oggi, sia nelle sonorità che tematiche. Insomma, una sveglia per la scena attuale discografica italiana che si è addormentata, sperando di contribuire ad un risveglio degno del vero rock!

Spesso la scena musicale delle città di provincia rischia di non trovare molti spazi per esprimersi. Nel caso della vostra città, Piacenza, come vedete le realtà musicali locali?
La scena musicale piacentina è ricca di artisti e siamo contentissimi di farne parte. La passione per la musica è sempre più rara da trovare nelle nuove generazioni. I club che danno spazio agli artisti ci hanno sempre dato la possibilità di esprimerci e gliene siamo grati; ora con questo disco, speriamo di suscitare l’interesse anche dei fan di altre città.

Il nuovo album come sarà?
Non vogliamo anticipare molto, lo stiamo scoprendo piano piano, però posso dire che tratterà temi di tutti i giorni e nei quali tutti si possono rivedere. Sarà un album molto versatile, ricco di tanti spunti e di sorprese, dinamico direi.

Per concludere, una domanda di rito per BitsRebel: che significato date al concetto di ribellione?
I Blugrana interpretano la ribellione nella sua accezione più positiva: è il percorso che porta alla conquista della libertà, individuale e collettiva; ma per poter essere liberi, e soprattutto liberi di scegliere, bisogna conoscere. Oggi il recupero della cultura, in ogni sua forma, è diventato indispensabile. Bisogna insegnare il bene e il buono ai bambini che saranno gli uomini del domani. Proporrò ai miei figli l’ascolto di Dalla e De Andrè con la speranza che crescano nell’ottica di quella che reputo la vera cultura musicale.

DarKer, il blues made in Mumbai di Tum

Dai Pocket Chesnut al primo progetto solista, passando per Mumbai.
Si può riassumere così il percorso che ha portato Tum, al secolo Tommaso Vecchio, alla realizzazione di DarKer, il singolo che lo vede per la prima volta in solitaria, senza la band con cui per otto anni ha condiviso lo studio di registrazione e il palco.

DarKer è stato scritto a Mumbai ed la storia di un viaggio, che come spesso accade non è solo fisico ma anche metaforico: a Mumbai Tum ha imparato a suonare l’ukulele, l’unico strumento che potesse portarsi nello zaino durante le sue migrazioni, e insieme a Vernon Noronha, musicista indie-folk conosciuto durante il suo soggiorno in India, ha iniziato a scrivere canzoni.
Al ritorno in italia i brani sono stati ri-arrangiati con l’aiuto di Gabriele Galbusera (Doc Brown), Stefano Elli (Impression Material), Lorenzo Fornabaio (The Remington), Raffaele Bellan (Canada) e il giovanissimo batterista jazz Pietro Gregori.  

DarKer è diventato così un “rotten blues” con influenze ipnotiche.

Il videoclip che accompagna il brano è un montaggio onirico di vita quotidiana indiana tra Mumbai, Agra, Matheran e Nuova Delhi, e montato dal regista Alessandro Valbonesifilmato.

Le nostre foto: il ritorno dei I Sospesi firmato Giorgieness

“Prendi una band che ha perso un componente, parlaci per giorni, guarda con chi occhi affamati suonano in saletta e unisci la voglia di raccontare qualcosa che sia vero. Ecco, I Sospesi sono questo e io, da amica e da musicista, non potevo che appoggiarli e accompagnarli verso questa nuova avventura che inizia da Le nostre foto. Un pezzo di pancia e di testa, un’analisi lucida di qualcosa che è molto vicino alla fine di una relazione sentimentale. Abbiamo scherzato sul fatto che fossi la loro produttrice, ma alla fine lo abbiamo fatto davvero e sono contenta di aver camminato con loro per un po’”.
A parlare così è Giorgia D’Eraclea, voce e volto dei Giorgieness, che si è presa a cuore la storia dei Sospesi, curando la produzione del singolo d’esordio della band milanese.

La loro storia è quella di una nascita e di una ripartenza dovuta all’abbandono di un componente del gruppo. Da lì la necessità di ritrovarsi e decidere di ripartire, ritrovandosi da quattro in tre (Emanuele Salvi, chitarra e voce; Daniele Briganti, basso; Alessio Del Ben, batteria). Per un anno I Sospesi si sono chiusi in sala prove un anno e ora sono pronti al ritorno con il singolo Le nostre foto, “un modo di guardare al passato e accettare con serenità che ciò che è stato non potrà più essere e che quindi bisogna reagire e andare avanti”.

200 artisti coinvolti, live e workshop: al via la seconda edizione della Milano Music Week

Milano al centro della musica: dopo il successo della prima edizione, torna dal 19 al 25 novembre Milano Music Week, la settimana – quest’anno ancora più internazionale – che racconta il mondo della musica attraverso tutta la sua filiera e i protagonisti che ne fanno parte.
Più di 200 artisti da ogni continente, 70 location, 135 live, 64 djset, 72 incontri e workshop di formazione, oltre 100 partner produttori di contenuti animeranno l’intera città, offrendo un’occasione unica per vivere la musica più da vicino, per entrare nei luoghi dove si fa e si impara, scoprirne il dietro le quinte, conoscere gli artisti e le principali figure di questo settore.
Milano Music Week è un’iniziativa promossa da Comune di Milano – Assessorato alla Cultura, SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori), FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana), ASSOMUSICA (Associazione Italiana Organizzatori e Produttori Spettacoli di Musica dal Vivo) e NUOVOIMAIE (Nuovo Istituto Mutualistico Artisti Interpreti o Esecutori), con il patrocinio del MiBAC Ministero per i beni e le Attività Culturali.

Da sempre città trainante per la vitalità dello spettacolo e della musica, Milano si conferma un punto di riferimento sia per il pubblico, con una proposta musicale ampia e di qualità tutto l’anno, sia per i professionisti del settore, quale protagonista nella filiera musicale nazionale e internazionale. E, proprio a partire dalla MMW, favorisce la collaborazione fra realtà differenti – dalle major alle etichette indipendenti, dai grandi locali alle associazioni – che compongono il dinamico tessuto artistico e produttivo milanese. La Lombardia detiene infatti il primato di regione regina della musica con il 20,2% delle imprese del settore, mentre Milano rafforza il suo il ruolo di Music Cityitaliana per eccellenza, con oltre 2.600 eventi all’anno e un volume d’affari per concerti che supera i 52 milioni di euro, circa 950 imprese in costante crescita (in aumento del 2,7% nell’ultimo anno e pari al 9,6% del totale nazionale),oltre 7.000 addetti che operano nel settore (pari al 13,2% a livello nazionale), dato SIAE 2017, dato Camera di Commercio Milano Monza Brianza Lodi.

Concerti, showcase, incontri e momenti di formazione, mostre, presentazioni di nuovi progetti discografici ed eventi speciali: saranno oltre 170 gli appuntamenti in programma durante la Milano Music Week, dal centro alle periferie, tra grandi palazzetti, piccoli club, locali storici ma anche nuovi luoghi della Milano contemporanea, come l’Apple Store o Starbucks Reserve Roastery, e l’apertura straordinaria delle case discografiche al pubblico. Tanti gli artisti italiani e internazionali da ascoltare o incontrare: Elisa, protagonista della serata inaugurale VH1 Storytellers, Eros Ramazzotti, MHD, per la prima volta in Italia, i Mudhoney, Emma Marrone, Riccardo Sinigallia, Jean Michel Jarre, Trevor Horn, Dolcenera per citarne solamente alcuni.
Non mancheranno inoltre speciali occasioni di apprendimento e conoscenza dei meccanismi e delle dinamiche del mondo musicale con i maggiori esperti del settore a partire da Linecheck Music Meeting and Festival che si conferma la principale music conference italiana.
“Il concetto portante di questa edizione di Milano Music Week è il racconto della musica. Una settimana in cui si potranno conoscere tutte le fasi di creazione, produzione ed esecuzione musicale. Per questo Elisa è una artista perfetta per dare il via alla settimana con VH1 Storytellers, in cui racconterà le sue canzoni e la sua storia. Per sette giorni Milano presenterà eventi di tante tipologie differenti e sarà possibile entrare in contatto diretto con tutte le figure professionali che animano questo mondo, per fornire un’idea il più possibile completa su cosa significhi oggi la musica come arte,cultura, lavoro, impresa, intrattenimento, spettacolo”, afferma Luca De Gennaro, curatore della Milano Music Week e Vice Presidente Talent & Music di Viacom International Media Networks.

PMI – Produttori Musicali Indipendenti, l’Associazione dell’industria musicale indipendente italiana, partecipa come partner alla seconda edizione della Milano Music Week con un doppio appuntamento. Giovedì 22 novembre, ore 18.00, presso la sala C di BASE Milano in via Bergognone 34, si terrà il workshop “Mental Health in the Music Industry”, un incontro dedicato a professionisti e appassionati del settore in cui si affronterà il delicato tema della salute mentale nella music industry, con particolare riguardo alla realtà italiana. Prenderanno parte all’incontro: Mauro PaganiDanilo Spada (Dottore di Ricerca in Psicobiologia presso Università Statale di Milano), Paul Pacifico (CEO di AIM – Association of Independent Music – Membro del Board di Impala), Kees van Weijen (Presidente Impala – Owner di HIT4US Entertainment). Modererà: Oliver Dawson.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Venerdì 23 novembre, alle 14:15, presso la sala B di BASE Milano in via Bergognone, 34. sarà invece la volta di “Never Walk Alone, il valore delle aziende indipendenti nello sviluppo della carriera di un artista”.
Nel panel si discuterà del ruolo che hanno le strutture indipendenti nella creazione e nello sviluppo della carriera di un artista.
Prenderanno parte all’incontro: Mark Kitcatt (Chairman di Impala), Emanuela Teodora Russo (Avvocato – Note Legali – S&C – NUOVOIMAIE), Marco Gallorini (Presidente di  Woodworm Publishing Italia), Lorenzo Grignani (Managing Director di FUGA ItaLy).

Ingresso con abbonamento Linecheck Full Pass o Musicmeeting Pass disponibili al link www.diyticket.it/taWSwG.

Sarà Palazzo Giureconsulti (Piazza Mercanti, 2) l’infopoint della Milano Music Week, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19.
Qui verranno inoltre ospitati una serie di panel sulle realtà musicali e sul rapporto con le tecnologie digitali 4.0, in collaborazione con il Punto Impresa Digitale della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. Per l’intera settimana, Palazzo Giureconsulti sarà centro della scena musicale milanese anche grazie alla collaborazione con l’associazione Artisti di Strada di MilanoSarà Palazzo Giureconsulti (Piazza Mercanti, 2) l’infopoint della Milano Music Week, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19.

Rock Contest: al via le semifinali. Annunciati gli ospiti della finalissima

Dario Brunori, Tre Allegri Ragazzi Morti, Colapesce, Bologna Violenta, Alessandro Baronciani e Thomas Koppen di Tante Anna sono solo i primi ospiti annunciati per la finalissima del 30° Rock Contest in programma sabato 1 dicembre all’Auditorium Flog (via Mercati, 24/b). Una serata speciale per celebrare la storia degli Offlaga Disco Pax, vincitori del concorso fiorentino nel 2004, la cui carriera si è prematuramente interrotta per la morte di Enrico Fontanelli, al quale è dedicata l’intera edizione del contest. Sul palco con Max Collini e Daniele Carretti, un parterre incredibile di musicisti per rivivere la storia del gruppo, partendo dai brani presentati al Rock Contest fino al fulminante esordio “Socialismo Tascabile” e ai pezzi più significativi del loro repertorio. I biglietti saranno disponibili in prevendita a partire da venerdì 16 novembre sul sito eventbrite.it.Dario Brunori, Tre Allegri Ragazzi Morti, Colapesce, Bologna Violenta, Alessandro Baronciani e Thomas Koppen di Tante Anna sono solo i primi ospiti annunciati per la finalissima del 30° Rock Contest in programma sabato 1 dicembre all’Auditorium Flog (via Mercati, 24/b). Una serata speciale per celebrare la storia degli Offlaga Disco Pax, vincitori del concorso fiorentino nel 2004, la cui carriera si è prematuramente interrotta per la morte di Enrico Fontanelli, al quale è dedicata l’intera edizione del contest. Sul palco con Max Collini e Daniele Carretti, un parterre incredibile di musicisti per rivivere la storia del gruppo, partendo dai brani presentati al Rock Contest fino al fulminante esordio “Socialismo Tascabile” e ai pezzi più significativi del loro repertorio. I biglietti saranno disponibili in prevendita a partire da venerdì 16 novembre sul sito eventbrite.it.Dario Brunori, Tre Allegri Ragazzi Morti, Colapesce, Bologna Violenta, Alessandro Baronciani e Thomas Koppen di Tante Anna sono solo i primi ospiti annunciati per la finalissima del 30° Rock Contest in programma sabato 1 dicembre all’Auditorium Flog (via Mercati, 24/b). Una serata speciale per celebrare la storia degli Offlaga Disco Pax, vincitori del concorso fiorentino nel 2004, la cui carriera si è prematuramente interrotta per la morte di Enrico Fontanelli, al quale è dedicata l’intera edizione del contest. Sul palco con Max Collini e Daniele Carretti, un parterre incredibile di musicisti per rivivere la storia del gruppo, partendo dai brani presentati al Rock Contest fino al fulminante esordio “Socialismo Tascabile” e ai pezzi più significativi del loro repertorio. I biglietti saranno disponibili in prevendita a partire da venerdì 16 novembre sul sito eventbrite.it.Dario Brunori, Tre Allegri Ragazzi Morti, Colapesce, Bologna Violenta, Alessandro Baronciani e Thomas Koppen di Tante Anna sono solo i primi ospiti annunciati per la finalissima del 30° Rock Contest in programma sabato 1 dicembre all’Auditorium Flog (via Mercati, 24/b). Una serata speciale per celebrare la storia degli Offlaga Disco Pax, vincitori del concorso fiorentino nel 2004, la cui carriera si è prematuramente interrotta per la morte di Enrico Fontanelli, al quale è dedicata l’intera edizione del contest. Sul palco con Max Collini e Daniele Carretti, un parterre incredibile di musicisti per rivivere la storia del gruppo, partendo dai brani presentati al Rock Contest fino al fulminante esordio “Socialismo Tascabile” e ai pezzi più significativi del loro repertorio. I biglietti saranno disponibili in prevendita a partire da venerdì 16 novembre sul sito eventbrite.it.Dario Brunori, Tre Allegri Ragazzi Morti, Colapesce, Bologna Violenta, Alessandro Baronciani e Thomas Koppen di Tante Anna sono solo i primi ospiti annunciati per la finalissima del 30° Rock Contest in programma sabato 1 dicembre all’Auditorium Flog (via Mercati, 24/b). Una serata speciale per celebrare la storia degli Offlaga Disco Pax, vincitori del concorso fiorentino nel 2004, la cui carriera si è prematuramente interrotta per la morte di Enrico Fontanelli, al quale è dedicata l’intera edizione del contest. Sul palco con Max Collini e Daniele Carretti, un parterre incredibile di musicisti per rivivere la storia del gruppo, partendo dai brani presentati al Rock Contest fino al fulminante esordio “Socialismo Tascabile” e ai pezzi più significativi del loro repertorio. I biglietti saranno disponibili in prevendita a partire da venerdì 16 novembre sul sito eventbrite.it.Dario Brunori, Tre Allegri Ragazzi Morti, Colapesce, Bologna Violenta, Alessandro Baronciani e Thomas Koppen di Tante Anna sono solo i primi ospiti annunciati per la finalissima del 30° Rock Contest in programma sabato 1 dicembre all’Auditorium Flog (via Mercati, 24/b). Una serata speciale per celebrare la storia degli Offlaga Disco Pax, vincitori del concorso fiorentino nel 2004, la cui carriera si è prematuramente interrotta per la morte di Enrico Fontanelli, al quale è dedicata l’intera edizione del contest. Sul palco con Max Collini e Daniele Carretti, un parterre incredibile di musicisti per rivivere la storia del gruppo, partendo dai brani presentati al Rock Contest fino al fulminante esordio “Socialismo Tascabile” e ai pezzi più significativi del loro repertorio. I biglietti saranno disponibili in prevendita a partire da venerdì 16 novembre sul sito eventbrite.it.

La rosa dei sei finalisti in gara, invece, sarà valutata da una giuria composta da nomi illustri del giornalismo musicale italiano e da affermati musicisti, tra cui Divi e Dragogna de I Ministri, Maria Antonietta, i talent scout di Woodworm, Picicca e Audioglobe.

Nel frattempo, la sfida tra le band più promettenti d’Italia si fa sempre più avvincente: venerdì 16 e venerdì 23 novembre alle 21.30 al Glue Alternative Concept Space (viale Fanti, 20 – ingresso libero, votazione di pubblico e giuria) appuntamento con le semifinali del concorso per gruppi musicali emergenti.

Banana Joe, L’Opera Di Amanda, Rooms By The Sea, Dark V Project, The Floating Ensemble, Di Noi Stessi E Altri Mondi, Giunto di Cardano, Gabriele Bernabò, B.T.K & Tyler, Vieri, Gli Occhi Degli Altri e Bonsai Bonsai: queste le dodici le band, selezionate tra le ottocento iscritte da tutto lo stivale, che si contenderanno l’ambito accesso in finale.

Si parte venerdì 16 novembre con i genovesi Banana Joe, elettrici e diretti, seguiti dalll’indie sofisticato e cinematico dei trentini L’Opera di Amanda. Poi, i giovanissimi fiorentini Rooms By The Sea, guidati dalla voce incredibilmente matura della cantante, le oscure atmosfere “new-new-wave” dei Dark V Project, lo psych folk degli imolesi The Floating Ensemble e il post rock “raccontato” dei bresciani Di Noi Stessi E Altri Mondi.

Venerdì 23 novembre riflettori puntati, invece, sui foggiani Giunto di Cardano con il loro suono alternativo sporcato da venature “hard rock” e psichedeliche, sull’indie pop sintetico e psichedelico del grossetano Gabriele Bernabò, sulla trap dei giovanissimi toscani B.T.K & Tyler e sulla sperimentazione tra jazz ed elettronica dell’ex /handlogic Vieri. E ancora, Gli Occhi Degli Altri, da Lecco, con un sound intenso ed emozionale e la psichedelia dal sapore internazionale dei livornesi Bonsai Bonsai.

Dagli inizi, sono stati più di 5.000 i musicisti che si sono esibiti sui palchi della manifestazione, palchi che hanno visto gli esordi di artisti come Roy Paci, Irene Grandi, Bandabardò, Stefano Bollani, Benvegnù, per citarne solo alcuni. Per festeggiare il trentesimo anniversario anche la realizzazione di un grande documentario che racconta la storia del concorso, con la regia di Giangiacomo De Stefano, già autore di numerosi filmati a tema musicale per Sky e Rai 5, e le voci dei protagonisti della musica italiana tra cui Manuel Agnelli.

Tutti i brani e le schede dei gruppi sono consultabili online.

Radio Italia Live: i nuovi appuntamenti dal 13 novembre. Primo ospite Guè Pequeno

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Dal 13 novembre torna Radio Italia Live, la trasmissione dedicata alla musica italiana e ai suoi protagonisti prodotta e realizzata da Radio Italia nell’esclusivo auditorium del Verti Music Palace di Cologno Monzese.
Il programma sarà in onda il martedì su Radio Italia, Radio Italia Tv e in streaming sul sito radioitalia.it.
I live andranno in onda da Dicembre in prima serata anche su Real Time (canale 31 del digitale terrestre free).

Tra i primi protagonisti confermati di questa stagione: Guè Pequeno (13 novembre), Luca Carboni (20 novembre), Benji & Fede (27 novembre), Tiromancino (4 dicembre), Thegiornalisti (11 dicembre), Loredana Bertè (18 dicembre), Elisa (gennaio).

Confermata alla conduzione dell’affermato music-talk Manola Moslehi, che condividerà momenti esclusivi con l’artista in viaggio verso lo studio e lo condurrà tra il pubblico per un’intervista prima dell’esibizione live. Manola sarà affiancata da Daniela Cappelletti, che avrà il compito di stupire l’artista con simpatiche sorprese. Confermata anche art direction di Sergio Pappalettera.

Alessandro Volanti, Responsabile Marketing Radio Italia, così commenta la nuova edizione del programma: “Radio Italia Live, il nostro programma di punta, torna con alcuni dei più grandi nomi della musica italiana e con una conduzione tutta al femminile. Il format mantiene il focus sulla musica e sull’esibizione live degli artisti e offre al pubblico momenti esclusivi con i protagonisti. Grazie al legame con Discovery Italia, è confermata la messa in onda di alcuni dei live anche su Real Time: siamo contentissimi di rafforzare il legame con questo canale con il quale lavoriamo costantemente. Siamo felici di ritrovare anche in questa stagione il nostro ormai consolidato partner Verti Assicurazioni, titolare del naming degli studi in cui registriamo ogni puntata: il Verti Music Palace. Un ringraziamento, infine, all’amico Sergio Pappalettera, visual art director dei nostri programmi e allo Studio ProDesign”.

Gesualdo Vercio, Programming Senior Director di Real Time: “Anche quest’anno Real Time sarà al fianco di Radio Italia, rafforzando un ecosistema ormai consolidato che mette insieme tv, web, radio e territorio. Aumenta esponenzialmente così il numero di persone raggiunte grazie al linguaggio universale della musica. Tutto questo mettendo insieme la passione per Real Time e Radio Italia, con la passione per la musica italiana e i suoi grandi artisti”.

Leonesse: il 5 novembre esce il primo album live di Emanuele Dabbono

La Claque Live foto by Luigi Cerati
Si intitola Leonesse il primo album live di Emanuele Dabbono, registrato in occasione del concerto a La Claque di Genova (Teatro della Tosse) lo scorso 21 aprile e in uscita il 5 novembre.

Il disco, prodotto da Emanuele Dabbono e Raffaele Abbate, arriva a 10 anni dalla partecipazione di Emanuele a X Factor e dopo la fortuna collaborazione con Tiziano Ferro, per cui Emanuele ha scritto brani come Incanto e Il conforto, che Giorgia ha scelto di inserire nel nuovo album Pop Heart. Il disco contiene 14 brani brani live tra i più significativi della sua carriera, riarrangiati da sonorità acustiche al rock elettrico.

“Dopo 20 anni di concerti era venuto il momento di celebrare quello che per me è’ l’essenza del fare il musicista: l’incontro con gli altri. Ho sempre amato la possibilità di far entrare la gente attivamente nella dinamica e riuscita del concerto, tanto quanto i musicisti al mio fianco. E per parlare di musicisti, questa volta (a partire già dal precedente Totem), ho trovato umanità straordinarie, prima che virtuosi”.

Leonesse sarà presentato in anteprima il 3 novembre live a La Claque di Genova, proprio dove è stato registrato, con tutta la band al completo: Marco Cravero alla chitarra elettrica e classica, Fabrizio Barale alla lap steel e 12 corde, Michele Aloisi al basso, Fabio Biale al violino e ai cucchiai, Giuseppe Galgani alla chitarra elettrica, Gianka Gilardi alla batteria e percussioni e Matteo Garbarini alla chitarra elettrica.

Prevendita aperta sul sito ufficiale de Il Teatro della Tosse.

In attesa dell’uscita del disco, è già disponibile il video dell’esibizione live di Ci troveranno qui, il brano inedito che Emanuele Dabbono aveva presentato alla finale della prima edizione di X Factor.
Regia di Serena Merega.

Leonesse Copertina
Tracklist:
1. Piano
2. Le onde
3. E tu non ti ricordi
4. Capo di buona speranza
5. Siberia
6. Scritto sulla pelle
7. Treno per il sud
8. Pacifico
9. Le cose che sbaglio
10. Mio padre
11. Alla fine
12. Mostar
13. Corpi
14. Ci troveranno qui

Nel nome di Marlena. I Maneskin al debutto con Il ballo della vita

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A distanza di quasi un anno lo possiamo dire senza troppi dubbi: se l’ultima edizione di X Factor ha avuto un vincitore, sono i Maneskin. O meglio, i Måneskin, scritto con il circolino sulla a, visto che il loro nome è un termine danese che vuol dire “chiaro di luna”.

D’altronde, a dirlo sono i numeri, con il doppio platino dei singoli Chosen e Morirò da re e il disco d’oro che si è già aggiudicato Torna a casa, l’ultimo singolo pubblicato solo poche settima fa. E poi c’è un tour in partenza a novembre che sta facendo incetta di sold out in tutta Italia.
In meno di un anno, Damiano, Victoria, Thomas e Ethan si sono visti stravolgere la vita, anche se assicurano di essere rimasti i ragazzi che erano prima di arrivare ad X Factor, quando le loro giornate erano ancora divise tra la scuola al mattino e le prove al pomeriggio: vivono ancora con i genitori, non fanno tardi la sera e con i primi guadagni dicono di essersi tolti solo dei piccoli sfizi, “robetta”, come dice Damiano. D’altronde, con in tasca solo 18 anni (questa l’eta media della band) le follie da rockstar hanno ancora tutto il tempo per arrivare. Per il momento il loro pensiero si concentra sulla musica e sugli studi da finire come privatisti tra un impegno e l’altro.

Di sicuro, in quest’ultimo anno sono cresciuti tanto, si sono responsabilizzati, hanno acquisito qualche sicurezza in più e sono migliorati anche dal punto di vista tecnico, tanto da essere ora pronti all’uscita del loro primo album, Il ballo della vita.
Un titolo che vuole riassumere tutti i movimenti e le emozioni dell’esistenza.

Dentro all’album, assicurano, c’è tutta la loro essenza, quella di quattro personalità differenti, ma che trovano punti in comune nell’unione del rock e del funk, stile che è ormai diventato il loro marchio di fabbrica. In effetti, per essere una band solo agli inizi, stanno dimostrando di possedere un’identità già molto ben definita: hanno punti di riferimento che spaziano dai Led Zeppelin a Bowie e possiedono una gustosa voglia di giocare con la moda e il look, con abbinamenti non sempre scontati e quel tanto di ironia che gli permette di mantenere ancora un sano sorriso su quello che fanno.
Insomma, quella famosa esibizione sul palco di X Factor con Damiano in tacchi e mascara alle prese con la pole dance non sembra essere stata solo la trovata spettacolare di un momento, ma si inserisce in un contesto di piena libertà creativa che la band ha intenzione di continuare a seguire.

Anche nei confronti degli haters i ragazzi hanno imparato a mettere in atto una sana leggerezza lasciandosi scivolare addosso i commenti negativi e le critiche apparse sui social: anzi, l’uscita del disco è stata anticipata dalla pubblicazione su manifesti dei messaggi negativi che hanno ricevuto. Come dire, “parlate pure, noi facciamo la nostra strada”.
Cover MANESKIN
Hanno anche dato vita a un personaggio immaginario, Marlena, una sorta di musa che incarna la spirito della band e che viene evocata in diversi brani dell’album, quasi a creare un filo conduttore di un vero e proprio concept.

L’album si divide tra testi in italiano e inglese e vede la presenza di un solo ospite, forse non quello che ci si sarebbe potuti immaginare più facilmente: Vegas Jones.
“Lo stimiamo molto, abbiamo anche suonato una sua cover, e la trap è un genere che in questo momento ci influenza molto, anche se non siamo artisti trap”, dice Damiano.
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Quasi in contemporanea al disco, il 24 ottobre è stato anche proiettato al cinema This Is Måneskin, il docu-film scritto dalla band. Una serata-evento a cui i Måneskin hanno partecipato con una performance live trasmessa in diretta in tutte le sale.
Il docu-film, che racconta il rapporto di amicizia tra i membri della band e segue le fasi della realizzazione dell’album, andrà in onda su Sky Uno il 26 ottobre alle 20:15, in replica domenica 28 ottobre alle 18:40 e poi su Sky Atlantic.
Dal 26 ottobre sarà disponibile in esclusiva on demand su TIMVISION dove si potrà rivedere ogni volta che si vorrà.

Il 10 novembre i ragazzi partiranno per un tour che li terrà impegnati fino a fine anno per poi riprendere a marzo, con date che si stanno via via aggiungendo.

Questo il calendario:
10 novembre 2018 – SENIGALLIA (ANCONA) – MAMAMIA – DATA ZERO – SOLD OUT
14 novembre 2018 – FIRENZE – OBIHALL – SOLD OUT
15 novembre 2018 – PADOVA – GRAN TEATRO GEOX – SOLD OUT
17 novembre 2018 – BOLOGNA – ESTRAGON – SOLD OUT
18 novembre 2018 – BOLOGNA – ESTRAGON – SOLD OUT
23 novembre 2018 – MILANO – FABRIQUE – SOLD OUT
24 novembre 2018 – MILANO – FABRIQUE – SOLD OUT
30 novembre 2018 – BARI – DEMODE’ – SOLD OUT
1 dicembre 2018 – NAPOLI – CASA DELLA MUSICA – SOLD OUT
6 dicembre 2018 – BRESCIA – GRAN TEATRO MORATO – SOLD OUT
9 dicembre 2018 – VENARIA (TORINO) – TEATRO DELLA CONCORDIA – SOLD OUT
12 dicembre 2018 – FIRENZE – OBIHALL – SOLD OUT
14 dicembre 2018 – ROMA – ATLANTICO – SOLD OUT
15 dicembre 2018 – ROMA – ATLANTICO – SOLD OUT
20 dicembre 2018 – MILANO – FABRIQUE – SOLD OUT

7 marzo 2019 – Bologna @ Estragon –  NUOVA DATA
 8 marzo 2019 – Bologna @ Estragon – SOLD OUT
13 marzo 2019 – Firenze @ OBIHall
15 marzo 2019 – Fontaneto d’Agogna (Novara) @ Phenomenon
16 marzo 2019 – Venaria (Torino) @ Teatro della Concordia SOLD OUT
22 marzo 2019 – Padova @ Gran Teatro Geox

24 marzo 2019 – Milano @ Fabrique – SOLD OUT
30 marzo 2019 – Roma @ Atlantico Live – SOLD OUT
6 aprile 2019 || Roma @ Atlantico Live – NUOVA DATA
7 aprile 2019 || Milano @ Fabrique – NUOVA DATA