#MUSICANUOVA: Sunken, “Affogando”

#MUSICANUOVA: Sunken, “Affogando”

Affogando è il nuovo singolo di Sunken, disponibile su tutte le piattaforme digitali da giovedì 30 maggio per peermusic ITALY.

“Affogando” prosegue la narrazione iniziata con il singolo precedente Su Da Te, concentrandosi nuovamente sulla realtà distopica e frenetica nella quale viviamo ma guardandola da una diversa prospettiva.

“Affogando potrebbe essere l’altro lato della medaglia rispetto al singolo precedente Su Da Te. Lì è stato espresso il desiderio di staccare dalla frenesia della vita in città, mentre in questo nuovo brano viene espressa l’impossibilità di fuggire, lasciandosi “affogare”, appunto, in quello che è il contesto sociale in cui sono immerse le nuove generazioni

Sulla produzione del brano, Sunken trova il supporto di Polezsky e Kang Brulèe, che per l’occasione creano per lui un nuovo spazio per esplorare maggiormente la parte lirica e vocale.

L’artista si immerge così nei suoi pensieri e nelle sue emozioni riuscendo a ricavare uno spazio maggiore per la voce senza perdere comunque la forte impronta elettronica e le sonorità alternative pop dalle sfumature dark che caratterizzano tutte le sue produzioni.

Sunken inizia il suo percorso musicale come dj e producer di musica urban, espandendo le sue ispirazioni e influenze nel corso degli anni, fino a intraprendere un percorso da cantante autoprodotto a partire dal 2022. Lo stesso anno, decide di trasferirsi dalla sua città natale, Altamura (BA), per entrare “nel vivo” della scena musicale emergente di Milano, dove abbraccia nuove influenze e trova finalmente uno spazio in cui esprimersi al 100%.
Oggi spazia dal genere urban e r&b a quello elettronico, strizzando l’occhio alla musica del passato che ha segnato gli anni della sua infanzia. Con l’uscita del suo primo featuring Ultima Volta realizzato insieme a K beezy 28, corona il suo ingresso in peermusic ITALY, che firma il suo primo EP CORE CORE, a cui segue la pubblicazione del brano Su Da Te.

Sto affogando in un drink annacquato
Giuro che tra noi un po’ ci speravo
Finisco di piangere, poi esco dal bagno
Con due occhi rossi
Con due occhi ro-o-oo-oo-o
Se sto vivendo un film
Spero non sia serbo
Lividi sul collo
Ho solo un colpo in canna
Punta alla mia testa
Ma non vuole uscire
Tossici in cravatta e top model
Il tuo club non mi piace
Puzza di depressione
Come la stanza di un motel
Ho cancellato due storie
Spero che non le abbia viste
Sto affogando in un drink annacquato
Giuro che tra noi un po’ ci speravo
Finisco di piangere, poi esco dal bagno
Con due occhi rossi
Con due occhi ro-o
Ho già fatto il follow-up
Forse non promette bene
Ho bisogno di staccare
Staccami tutte le spine
Uno stelo vuoto
Non piace a nessuno
Ti vedo sorridere
Ma solo quando affo…
Volevo solo una casa in campagna
Ma i ferri nel corpo mi stanno chiamando
Anche qua in città ho trovato il fango
Sto affogando
Sto affogando
Sto affogando
Sto affogando
Sto affogando
Sto affogando
Sto affogando
Sto affogando
Sto affoga…
Sto affogando in un drink annacquato
Giuro che tra noi un po’ ci speravo
Finisco di piangere, poi esco dal bagno
Con due occhi rossi
Con due occhi ro-o-oo-oo-o

#MUSICANUOVA: Estremo feat. Rizzo, “MILANO”

#MUSICANUOVA: Estremo feat. Rizzo, “MILANO”

Eri triste
ma era solo Milano

“Spesso, se non ho sessioni o impegni su Milano, nonostante io ci viva e lavori stabilmente, rientro a Brescia, dove sono nato e cresciuto, e lavoro dalla cameretta di casa dove ho iniziato a produrre”.

MILANO è il nuovo singolo di Estremo, qui in collaborazione con Rizzo.

Al confine tra elettronica e pop dance, il brano è un inno alla spensieratezza, alla ricerca della serenità, dove la metropoli lombarda è sinonimo di frenesia, ansia e rincorsa.

“Vengo dalla Franciacorta ed il verde, la campagna, le colline e la tranquillità della vita di paese è ciò che mi fa stare bene quando la grigia frenesia milanese mi rende triste. Questo brano è nato in modo super spontaneo durante la nostra prima sessione insieme. Prima di MILANO io e Rizzo ci conoscevamo già, ma non avevamo mai avuto l’occasione di vederci in studio. Una volta avuta l’idea abbiamo chiuso il brano in pochissimo tempo, eravamo troppo gasati”.

Estremo è Enrico Botta, DJ e produttore classe 1997 nato a Brescia. È capace di destreggiarsi tra urban e musica elettronica e trarre influenze parallele che rendono le sue produzioni un mix omogeneo di generi e vari mondi sonori.

Ha prodotto per Izi, Tedua, Vaz Te, IRBIS 37, Blind, Nomercy Blake e Anzj, fino all’inizio della collaborazione con Madame, con la quale firma il singolo “La promessa dell’anno”. A dicembre 2020 arriva poi l’annuncio della partecipazione del brano “VOCE”, scritto insieme a Madame e Dardust, all’edizione 2021 del Festival di Sanremo.

Continua la sua carriera da DJ, suonando in vari club e festival italiani ed esteri e producendo per artisti come Marco Mengoni, Epoque, Roshelle, Giuse The Lizia, Johnny Marsiglia, Sina e NIO.

Il 2024 si apre con la seconda partecipazione a Sanremo con la produzione di “La Rabbia non ti basta” di Big Mama e con la firma in M.A.S.T. (Believe italia), etichetta con la quale pubblica il suo primo singolo “Forza”, insieme a Okgiorgio.

#MUSICANUOVA: GIMA, “Tempesta”

#MUSICANUOVA: GIMA, “Tempesta”

“Tempesta è una persona, un momento, una sensazione. È la rappresentazione di chi, apparentemente forte e disinteressato delle conseguenze della vita, si sente venir meno quando qualcosa di fondamentale sta per abbandonarlo. È la rappresentazione degli ultimi anni, racchiusi in un mood intimo e malinconico, visti da chi sa che da un momento all’altro può succedere di tutto e quindi vive nella spensieratezza e nella noncuranza, finché non realizza che quello che le è stato sottratto dal corso degli eventi era vitale per lui. O almeno così crede ora che non ce l’ha più.”

DJ e producer avellinese con base a Milano e fondatore del collettivo DYRTY SOCKS, dopo aver recentemente rimesso mano a un remix di Ma non tutta la vita dei Ricchi e Poveri, GIMA torna ora con il nuovo singolo Tempesta per Carosello Records.

Tempesta è il ritratto di chi si rifugia in un approccio alla vita frivolo e noncurante come arma di difesa verso le delusioni della vita.

Con i precedenti singoli Chiuso e Voragine, il nuovo brano si inserisce perfettamente nel percorso dell’artista, fatto di linee melodiche pop su bpm incalzanti e sonorità da club.

Spesso incline ad affrontare contenuti introspettivi e dinamiche relazionali, i testi di GIMA descrivono stati mentali e d’essere, sensazioni e legami, aspirazioni e disillusioni, accompagnati da un turbinio sonoro etereo e violento.

In chiusura del brano, un piccolo easter egg, con il campionamento delle voci dei colleghi di DYRTY SÖCKS.

BITS-RECE: faccianuvola, “le stelle il sole l’arcobaleno”. Come se a Narnia suonassero l’elettronica

BITS-RECE: faccianuvola, “le stelle il sole l’arcobaleno”. Come se a Narnia suonassero l’elettronica

BITS-RECE: radiografia emozionale di un disco in una manciata di bit.

Se siete appassionati di fantasy, conoscerete probabilmente Il leone, la strega e l’armadio, il più famoso romanzo della saga de Le Cronache di Narnia di C.S. Lewis.
L’armadio a cui fa riferimento il titolo è solo all’apparenza un semplice guardaroba: in realtà è una porta che mette in comunicazione il mondo reale con un mondo fantastico, quello di Narnia appunto.

Ecco, il paragone con il romanzo calza alla perfezione per descrivere l’album d’esordio di faccianuvola, giovane producer di Sondrio, che dopo la pubblicazione di alcuni singoli arriva ora al suo primo progetto esteso. E il paragone non regge solo per via del parallelismo del titolo del disco, le stelle il sole l’arcobaleno – stilizzato in le stelle* il sole; l’arcobaleno)) – ma anche, e soprattutto, perché, come nel romanzo l’armadio era un varco per un altro mondo, anche questo disco sembra essere una porta per un mondo di fantasia.

Un mondo fatto di giochi elettronici, tricks e triggers sintetici, solletichi sonori, pitch vocali; un universo coloratissimo che l’artista si è creato precisamente a sua misura, nel quale noia e grigiore sembrano essere banditi.
Varcata la soglia del suo territorio, come il fauno Tumnus di Narnia, faccianuvola ci accoglie e ci prende per mano saltellando da una traccia all’altra per farci esplorare un immaginario sonoro caleidoscopico e frizzante, alla ricerca della felicità. Qualunque sia lo stato d’animo con cui ci si approccia a questo disco, è praticamente impossibile non lasciarsi sfuggire un sorriso, anche se la tentazione più forte sarà quella di seguire con il corpo le raffiche di bpm.

le stelle il sole l’arcobaleno è il frutto di esperimenti in libertà sulla consolle: ascoltandolo non possono tornare alla memoria le colonne sonore dei videogiochi degli anni ’80 e ’90, ma non è difficile cogliere anche influenze pop, indie o urban. Su tutto, domina comunque l’elettronica, la vera protagonista di questa storia.

Sarebbe però un errore ridurre questo disco a un semplice divertissiment da cameretta.

Per quanto possa sembrare impossibile, l’album è nato da un periodo non particolarmente “luminoso”, che lo stesso faccianuvola definisce “di cambiamenti e perdizione, come il ricordo dei primi momenti vissuti a Milano, lontano dalla sua realtà e dagli affetti.
L’amore, la lontananza, la ricerca di sé: sono tanti i sentimenti presenti nel disco, non di rado velati di una certa malinconia. L’artista riesce però sempre ad accarezzarli tutti con delicatezza ed estrema sensibilità, trasportandoli in una dimensione onirica, lasciando comunque sempre posto alla ricerca della bellezza.

Inoltre, la scrittura non è priva di sorprese e “easter eggs”.
Non mancano infatti riferimenti letterari, classici, cinematografici: si inizia con un rimando a John Donne in uragani, per passare al poeta latino Lucrezio in di carta mille baci, fino al cortometraggio d’animazione Il riccio nella nebbia di Jurij Norstein che ha ispirato policromia/felicità.

E cercando bene tra le tracce, emerge quello che è forse il messaggio più importante del disco.
È racchiuso nella prima strofa di Giove: “Ho perso la parte migliore di me / L’avrò lasciata su Giove, su Venere / In un posacenere / Non ci vuoi credere / Mi va poi bene così / Sono partito per un’altra galassia / E non ti incontrerò più / E non ci penserò più a te / A quei tuoi lontani torrenti di montagna / E Cassiopea”.
Quante volte ci siamo persi, smarriti? Quante volte abbiamo perso la fiducia, il focus su chi siamo, e abbiamo addirittura pensato che sarebbe stato impossibile ritrovarci?

Ecco, molto spesso la risposta è là fuori, oltre la porta di un mondo immaginario: basta un breve viaggio nella fantasia per sentirsi di nuovo a casa.

Challengers [Mixed]: Boys Noize rivisita la colonna sonora del nuovo film di Luca Guadagnino

“Challengers [Mixed]”: Boys Noize rivisita la colonna sonora del nuovo film di Luca Guadagnino

Il DJ e produttore Boys Noize rivisita la colonna sonora di Challengers, il nuovo film di Luca Guadagnino, le cui musiche portano la firma di Trent Reznor Atticus Ross.

Challengers [Mixed], questo il titolo del progetto, include 9 brani della colonna sonora elettronica del film, ciascuno decostruito e successivamente reimmaginato da Boys Noize, selezionato accuratamente da Reznor e Ross per creare un DJ set continuo.

«È stata una sfida divertente trasformare il tutto in un’unica esperienza fluida e portarla avanti ridisegnando le tracce, creando nuovi elementi e cambiando alcune parti”, afferma Boys Noize. “Soprattutto in Compress/Repress, che alla fine diventa super epica. Lavorare con Trent e Atticus è stato un sogno che si è avverato. Sono stati davvero fantastici e disponibili durante l’intero processo creativo».

Caratterizzato da ritmi elettronici e da un lavoro di sintetizzazione, Challengers [Mixed] raggiunge il suo apice proprio con Compress/Repress, una canzone originale con il testo scritto da Luca Guadagnino.

Questa la tracklist di CHALLENGERS [MIXED]:

I Know [MIXED]
Yeah x10 [MIXED]
L’oeuf [MIXED]
Challengers [MIXED]
Pre Signal [MIXED]
The Signal [MIXED]
Brutalizer [MIXED]
Compress / Repress [MIXED]
A New Year Carol [MIXED]

Scritto da Justin Kuritzkes e diretto da Luca Guadagnino, Challengers vede protagonista Zendayanel ruolo di Tashi Duncan, un’ex prodigio del tennis diventata allenatrice e una forza della natura che non si scusa per il suo gioco dentro e fuori dal campo. Sposata con un campione in crisi (Mike Faist), la strategia di Tashi per la redenzione del marito prende una piega sorprendente quando quest’ultimo deve affrontare l’esaurito Patrick (Josh O’Connor), suo ex migliore amico ed ex fidanzato di Tashi. Mentre il passato e il presente si scontrano e la tensione sale, Tashi deve chiedersi: quanto costerà vincere? Il film arriverà nelle sale con Amazon MGM Studios.

Sony Music Masterworks comprende i marchi MasterworksSony ClassicalMilan RecordsXXIM Records e Masterworks Broadway. Per informazioni e aggiornamenti via e-mail, visitare il sito https://lnk.to/milanrecords.

“Shadows of the Night”, il gran ritorno di Gigi D’Agostino

Shadows of the Night, il gran ritorno di Gigi D’Agostino

Il momento che in tantissimo aspettavano è finalmente arrivato!

Dopo la malattia che l’ha tenuto a lungo lontano dalla consolle e dopo il grande successo riscosso all’ultimo Festival di Sanremo, Gigi D’Agostino torna sulle scene con un progetto internazionale, Shadows of the night.

Una nuova collaborazione, realizzata insieme a Boostedkids.

“Il progetto è nato dalla voglia di forti tensioni emotive, dalla curiosità e voglia di andare oltre con le armonie e sentire cosa c’è più in là” ha dichiarato Gigi Dag “In questo caso abbiamo pensato di rielaborare la mia canzone del 1999 Another Way che proprio quest’anno compie 25 anni. Abbiamo mantenuto la sezione strumentale originale creando e ricamando, tutt’intorno, una parte inedita, dando vita a un nuovo punto di vista oltre che un ulteriore punto d’ascolto e di ballo”.

Il prossimo 21 giugno il Capitano tornerà dietro alla consolle a Fiera Milano Live per una data imperdibile, prodotta da Vivo Concerti, che darà il via alla stagione estiva.

Non siamo mai stati tanto felici di ballare!!

#MUSICANUOVA: Kilian, “Ultrasogno”

#MUSICANUOVA: Kilian, “Ultrasogno”

 

È un altro sabato che ho
Perso a pensare una risposta
la gente balla e non sa che
precipitiamo verso terra

In bilico tra sogno e realtà, come all’interno di un quadro di De Chirico, ULTRASOGNO racconta l’allontanamento in seguito a una relazione fallita. A segnare l’esordio di Kilian è un brano nato naturalmente in pochi minuti: idee e suggestioni filtrate in un testo ricco di elementi surreali, su cui suoni naturali si alternano a sample artificiali su una strumentale UK garage.

Il sogno che il protagonista avverte distante è l’incubo di perdere ciò che si dà per scontato, una prospettiva remota che, avverandosi, fa crollare ogni sicurezza. ULTRASOGNO nasce dall’illusione di avere il controllo sulle persone che ci circondano, percepite come certezze incrollabili.

Assieme al produttore Enrico Bondi, l’artista impasta una strumentale in cui le batterie alzano e abbassano l’intensità del pezzo; a fare da collante, il suono di una goccia che cade e dei cori cantati in una non-lingua, nata e morta nel momento della registrazione del brano.

Sembrava solo un brutto sogno lontano
ho perso la presa e cadevo giù
Faccio già parte di un ricordo sbiadito,
ora sto in un posto ma non ci sei tu

Kilian è il secondo nome di Luca Restaino, artista vicentino classe ‘95, attualmente di base a Milano. I primi flirt con la musica avvengono alle medie, in cui familiarizza con il progressive rock. Da qui in poi la musica dilaga nella sua vita, annullando la competizione e diventando la più dolce tra le ossessioni. Crescendo, esplora vari generi musicali prendendo parte a progetti di stampo cantautorale, rap e soul, gettando le basi per diventare il musicista poliedrico che è oggi. La pandemia è un punto di svolta: scopre l’amore per l’elettronica e mette in discussione il proprio percorso accademico. Si trasferisce a Milano alla ricerca di nuove connessioni attraverso la musica. Oggi scrive, produce e arrangia per sé e per altri artisti.

BITS-RECE: Claudym, “Incidenti di percorso”. La vita è una cosa seria, ridiamoci su!

BITS-RECE: Claudym, “Incidenti di percorso”. La vita è una cosa seria, ridiamoci su!

 

BITS-RECE: radiografia emozionale di un disco in una manciata di bit.

“Mal di testa, penso troppo
Oggi non mi voglio alzare
Sono come una falena
Nel suo stadio larvale
Mi dimentico di bere il giusto
E lo ammetto mangio male
Frigo vuoto, orgoglio pieno
Non mi voglio mai aiutare
Provo a rendere poetico il disordine
Fare un po’ l’alternativa
Ma sono giorni che manco ti rifai il letto
Ma dai, chi vorresti fregare?”

(Claudym, Ragioni sbagliate)

“Se la vita ti offre dei limoni, tu facci una limonata”, recita più o meno così un celebre adagio. Ovvero, se la vita ti propina solo disgrazie e disagi, tu cerca di trarne il meglio e di farti amica la sorte.

Proprio questo detto era stato scomodato da alcuni critici e giornalisti quando si era trattato di recensire Lemonade, l’album di Beyoncé pubblicato nel 2016. Un album riconosciuto da subito come un manifesto epocale di orgoglio e indipendenza, ma che non risparmiava parecchie dosi di rabbia. Ecco, per restare nella metafora dei limoni, la signora Carter aveva preso i frutti che la vita le aveva offerto e ci aveva fatto una limonata decisamente acida.

Ben diversa è la ricetta seguita da Claudym, nome in ascesa del nuovo panorama italiano, che dopo un primo EP rilasciato nel 2022 arriva ora sul mercato con il primo album, Incidenti di percorso.

Un titolo molto eloquente, che mantiene la parola su quello che racconta: tradimenti, relazioni con maschi patriarcali, amicizie da salvare, propositi mancati, serate alcoliche… Un campionario di piccole e grandi sfighe quotidiane, episodi di una vita ordinaria, comune, fraterna.

Qui però c’è poco spazio per rabbia, rancore e grevi dolori. Piuttosto, la bevanda che Claudym ci serve ha tutto il gusto fresco e frizzantino del pop.

Un pop leggero e divertente che zampilla sbarazzino, vivace, ironico, sarcastico. Si gioca con le parole e con i beat, la musica vuole farci ballare, mentre le parole ci fanno sorridere delle nostre piccole miserie. A voler fare paragoni, si potrebbe pensare alla Rettore dei primissimi album, o – più recentemente – a Ditonellapiaga, giusto per restare in territorio nostrano.

A staccarsi dal generale mood giocherellone sono soprattutto brani come Joanne, dedicato a quell’amica con il cuore sempre inquieto, ed Ex, che descrive con grigio disincanto quei rapporti finiti ma che ancora si trascinano stanchi.

E poi c’è Ragioni sbagliate, il pezzo di apertura, punto di osservazione perfetto per affacciarsi sul mondo di Claudym.

Se volete invece farvi una bella scorpacciata di beat e bpm, li trovate in Trigger, proprio a metà del disco: un flashback diretto ad una festa dei primi anni ’00.

Segnatevi il nome Claudym ed evidenziatelo in colori fluo, perché lo risentirete…

Claudia Maccechini, in arte Claudym, è una cantante e illustratrice milanese.
La sua carriera musicale inizia con la pubblicazione dei primi brani, in lingua inglese, da indipendente.
Nel 2021 entra nel roster di Universal e inizia a scrivere in italiano. Scrive e compone personalmente le sue canzoni, nelle quali affronta tematiche molto intime e personali ma allo stesso tempo comuni alla maggior parte degli ascoltatori, fondendo il nuovo pop con tappeti elettronici dal retrogusto internazionale.

“Alièn”, un cortometraggio visionario per il nuovo progetto di Francesca Monte


Un minifilm di oltre 16 minuti accompagna la musica di Alièn, il nuovo progetto musicale di Francesca Monte.

Cinque tracce dalle sonorità elettroniche, distorte, ipnotiche per un progetto che mira a unire musica e arte visiva.
Alièn è un concept EP interamente scritto e composto da Francesca Monte, che lo descrive come una “nuova visione della realtà concentrata su suoni di una materia presente e futura, un nuovo punto di vista di un mondo dato per scontato che ha perso le proprie radici”.

Le immagini del cortometraggio, diretto da Paolo Hanzo, valorizzano il territorio campano e la città di Londra, che fanno da cornice perfetta al sound etereo di Alièn.

“KiCk i”: anche Bjork e Rosalía nel nuovo album di Arca

 


A tre anni dal suo omonimo album, Arca ha annunciato ufficialmente KiCk i, il suo nuovo album, in uscita in digitale il 26 giugno e in fisico (vinile/CD) il 17 luglio su XL Recordings. Prodotto e registrato da Arca, KiCk i definisce una nuova era caratterizzata da molteplici melodie per l’artista, cantante, DJ, performer e compositrice venezuelana.

Il nuovo lavoro vede anche la partecipazione di artisti internazionali come BjörkRosalía, Shygirl SOPHIE: è la prima volta che Arca invita collaboratori nel suo mondo, avendo precedentemente prestato il suo sound ad alcuni artisti avant-pop dell’ultimo decennio.

La copertina di KiCk a cura di Carlota Guerrero, Carlos Sáez e Arca
La copertina di KiCk i a cura di Carlota Guerrero, Carlos Sáez e Arca

Dopo la pubblicazione di Nonbinary, Arca ha condiviso anche il video del primo singolo tratto da KiCk iTime.
Il brano è stato presentato in anteprima nel settembre 2019 durante Mutant;Faith,una performance sperimentale in quattro parti tenutasi al The Shed, uno spazio per le arti performative a New York City.

KiCk i non è solo una celebrazione della gioia che Arca è riuscita a trovare nella sua vita, ma rappresenta anche il viaggio faticoso per trovarla. Le difficoltà nel riconciliarsi con il suo patrimonio venezuelano e la sua identità trans Latinx, emergono con il reggaetón e il pop en Español. Ma KiCk i non è solo un album pop, o un album sperimentale o ancora, semplicemente un mix tra i due, piuttosto è tutto in una volta. Il bubblegum convive con il noise rigido, la psichedelia elettronica, ballate, inni, risate, lacrime, passione ed espressioni di fede.

“Non voglio essere legata ad un genere,” afferma Arca, “non voglio essere etichettata come una sola cosa.” Il suo essere nonbinary non finisce con la sua identità di genere. Si tratta di una mentalità dove una cosa non deve essere solo una cosa, dove multipli significati, multiple realtà possono coesistere in un equilibrio sovrapposto. In questo spazio fatto di diversi stati, dove una cosa può essere un’altra, Arca ha scoperto un vasto campo di potere creativo intatto.

Questa la tracklist di KiCk i:

1. Nonbinary
2. Time
3. Mequetrefe
4. Riquiqui
5. Calor
6. Afterwards ft. Björk
7. Watch ft. Shygirl
8. KLK ft. Rosalía
9. Rip The Slit
10. La Chíqui ft. SOPHIE
11. Machote
12. No Queda Nada

Dal 17 luglio l’album sarà disponibile su vinile (LP singolo con copertina apribile e un booklet di 16 pagine contenente arte originale di Arca) e CD (in un ejector case nero).

 

Negli ultimi otto anni Arca si è creata il suo percorso attraverso lo spirito del tempo. Ogni volta che posiamo lo sguardo su di lei, la vediamo sotto nuove forme – scultrice del rumore, diva, filosofa, esperta di fashion, party girl, DJ, artista, pittrice. La sua mentalità non-binaria che le permette di avere infinite possibilità, si riflette nella sua incredibile serie di lavori che includono tre album e numerosi mixtape. Ha inoltre prodotto album per Björk, Kayne West, FKA twigs, ha composto musica per MoMA e Analogue’s Mega SG, ha presentato il party PREP+ di Frank Ocean e si è esibita con Labèque sisters alla sfilata autunno/inverno 2020 di Riccardo Tisci per Burberry.
Arca è anche pittrice (creando le sue copertine), modella (firmando con Elite) e innovatrice tecnologica (progettando alcuni dei suoi strumenti). Ma è la trasformazione in sè a rappresentare il suo lavoro più vero di sempre. Esempio di ciò è stata la sfaccettata performance Mutant;Faith, che ha ispirato il direttore artistico Alex Poots a definirla “un assaggio del futuro in cui spero”.

È sempre stato chiaro – almeno a coloro che hanno prestato attenzione – che questa metamorfosi si stava dirigendo verso qualcosa di nuovo e grandioso. Ora che anche l’ultimo velo è caduto, la crisalide si apre. Nasce così una nuova regina, mutante e splendida. Una donna trans latinx che sta ridefinendo il ruolo della diva per una nuova generazione.