BITS-CHAT: Distinguersi per riconoscersi. Quattro chiacchiere con… Arashi

Partire dalla provincia verso la grande metropoli per raggiungere un sogno, quello della musica.
Partire dalla provincia verso la grande metropoli per scoprire se stessi, conoscersi davvero forse per la prima volta, e nel frattempo affrontare l’ignoto, sperimentare la paura e imparare a farsi strada con la propria voce.

Quella di Arashi è una storia comune a tanti giovani artisti, ma dalle sue parole assume soprattutto i contorni di un vero processo di formazione personale, oltre che artistico. Originario di Alessandria, Riccardo Schiara – questo il suo vero nome – è arrivato a Milano nel 2015, iniziando da subito a prendere contatto con l’ambiente musicale della città. Dopo le prime produzioni all’insegna dell’elettronica, lo scorso gennaio ha pubblicato Spiagge adriatiche, un EP con cui si è avvicinato alle sonorità dell’r’n’b e del soul.

Sempre con un obiettivo in testa: imparare a riconoscersi in mezzo a tutto il resto.


Le spiagge adriatiche sono un luogo dell’anima?
Sono ciò che ci rappresenta e ci identifica. Se ripenso al passato, ma anche alla nostalgia per qualcosa che deve ancora essere, mi ritornano in mente le immagini di quei luoghi che ho frequentato da piccolo con la mia famiglia, e che per me sono simbolo di pace, sicurezza, libertà, forse perché sulla spiaggia lo spazio si dilata. L’intenzione che avevo con i brani dell’EP era proprio quella di comunicare questo senso di tranquillità, serenità.

Personalmente, ho trovato il mood dell’EP molto variegato, con momenti di libertà e di gioia che lasciano il posto alla malinconia. Che definizione daresti dal mood di Spiagge adriatiche?
Fin dall’inizio ho immaginato l’EP come un percorso: si parte da Incubo, la traccia più spensierata, surreale e più ingenua, è la visione di un ragazzo che non si è ancora confrontato con la vita; Angeli invece è lo sgretolarsi della realtà sognante e idilliaca. Tutto l’EP è il risultato delle esperienze che ho fatto fino ad oggi.

L’EP ha solo quattro tracce, una scelta precisa?
Ho scritto tanto, ma ho preferito includere solo queste, sono quelle che al momento mi rappresentano di più. Continuo comunque sempre a scrivere e qualcosa farò anche con gli altri pezzi.

Nessuno dei pezzi arriva ai classici 3 minuti.
Non è stato un calcolo, semplicemente in ogni traccia il messaggio è concentrato in quel minutaggio e mi sembrava di snaturare la scrittura se avessi allungato. Oggi i 3 minuti canonici non sono più una regola, c’è molta libertà, si può scrivere una canzone di 2 minuti o una di 10 senza problemi.

Dall’elettronica di Sud America e Fiori rossi ai suoni di Spiagge adriatiche sembra esserci un po’ di distanza. Cos’è cambiato in questi anni?
Quando ho cominciato a fare musica ero molto piccolo, mi sentivo inesperto, ero un novellino di 19 anni appena arrivato a Milano. Ho iniziato a guardarmi un po’ intorno e a sperimentare: mi sono subito trovato molto bene con Marcello Grilli, che ha prodotto i miei primi pezzi, Sud America, Fiori rossi e Parka. Avevo un’urgenza di scrittura diversa, sono cresciuto, e con me sono cambiati anche i suoni dei miei pezzi. Milano mi ha dato la possibilità di confrontarmi a fondo con l’ambiente musicale, e questo mi ha permesso di far crescere il mio progetto, dall’elettronica sono passato agli strumenti veri. Per Spiagge adriatiche mi sono affidato a Marco Maiole, con cui ho sentito da subito una grande intesa, mi sono innamorato del suono della sua chitarra. Cerco sempre di ascoltare molto le persone chi mi stanno intorno, e questo sicuramente ha portato a migliorarmi, anche se non penso di essermi allontanato molto dal pop.

Senti molto l’influenza di Milano?
Ho imparato ad apprezzarla negli ultimi due anni. Sono molto timido, non mi piace raccontare tanto di me stesso, e Milano mi dava l’impressione di una città in cui contava soprattutto l’apparire. Venivo dalla provincia e ho fatto fatica a trovare un posto che potessi davvero sentire come casa, poi l’ho conosciuta meglio, ho interagito con altri musicisti e ho iniziato a cogliere le tante opportunità offerte ai giovani artisti e le tante occasioni per mettersi alla prova. È stato un percorso difficile, ma oggi posso dire di sentirmi finalmente rappresentato da Milano.

A Milano hai conosciuto anche Mahmood.
Sì, io e Ale siamo amici da un sacco di tempo. Insieme a Camilla Magli, un’altra musicista che fa parte del nostro giro di frequentazioni, ci troviamo spesso a scrivere e a parlare di musica. Non abbiamo però mai davvero pensato a una collaborazione, l’idea di lavorare insieme ci sembrerebbe strana. Sarebbe come pensare di dover lavorare insieme al tuo migliore amico.

In Manifesto dici “Non lasciarmi solo”. Che rapporto hai con la solitudine?
Nella canzone mi sono immaginato un dialogo con me stesso. Sto bene da solo, amo ritagliarmi i miei spazi, e quando devo scrivere mi distraggo se ho altre persone attorno. Stare da solo è quasi una necessità a volte, anche se non sono un eremita.

Sogni qualche collaborazione in futuro?
Penso a nomi fuori dall’Italia nell’ambito del funk e dell’elettronica, per esempio Toro y Moi o Róisín Murphy, che mi piace molto per il mood delle sue produzioni elettroniche.

Cosa significa crescere?
Oggi, a 25 anni, crescere vuol dire soprattutto crearmi un’ideologia che mi rappresenti e sia coerente con la mia personalità; formarmi e riconoscermi per ciò che sono, senza ambizioni estranee e senza farmi influenzare dall’esterno. Non è sempre facile capire cosa vogliamo davvero e cosa invece ci viene imposto: l’obiettivo più difficile è proprio quello di riconoscersi in mezzo a tutto il resto.

Concludo con una domanda di rito per BitsRebel: che significato dai al concetto di “ribellione”?
Non definirsi in base a ciò che è sempre stato, perché non è vero che ciò che è sempre stato è necessariamente giusto. Siamo in un periodo storico in cui vediamo entrare in crisi valori che sono sempre stati alla base della nostra cultura: ribellarsi significa andare al di là di ogni definizione.

 

Ghali e Salmo insieme in “Boogieman”


Si intitola Boogieman ed è l’asso nella manica calato da Ghali insieme a Salmo.
Il brano, prodotto da Zef e Mace, fa da apripista a DNA, il nuovo attesissimo album del trapper, in arrivo il prossimo 20 febbraio.
Su un tappeto elettronico che sembra rubato a un affollato club degli anni novanta, le parole di Ghali si mescolano a quelle di Salmo in un susseguirsi di immagini caustiche, ironiche e provocatorie.
Ghali e Salmo parlano di autenticità e di tutto ciò che facciamo per sentirci ciò che non siamo realmente, ironizzando nel  ritornello con un #nonecool.

“Nel decennio dell’inestetismo, dove non essere cool è l’obiettivo, chiedere all’“uomo nero” di non farmi fare cose stupide è la cosa meno cool che mi potesse venire in mente.”

Inoltre, dopo il tour europeo, Ghali torna a dal vivo in Italia, e lo fa con Il concerto a Milano, tre date-evento al Fabrique di Milano in programma per l’8, 9 e 10 maggio
“Ho viaggiato tanto in questi ultimi anni. Ho suonato su palchi importanti in diversi stati davanti a decine di migliaia di persone. Eppure nulla è come tornare a casa e sentire il calore della mia gente, dei fan più accaniti. La voglio il più vicina possibile al Fabrique, a Milano, a casa mia.”

I biglietti per le date live sono disponibili dalle ore 10.00 di lunedì 20 gennaio su www.ticketmaster.itwww.ticketone.it e in tutti i punti vendita autorizzati.

“Cellule impazzite”, il ritorno de Il nucleo tra elettronica e rock

Dopo un lungo periodo di assenza durato 10 anni, Il nucleo torna sulle scene con il singolo Cellule impazzite.
“Dopo l’ultimo concerto nel 2010, non abbiamo smesso di frequentarci, suonavamo spesso sugli stessi palchi in progetti diversi … a volte ci davamo una mano in studio per registrare delle parti. Andrea continuava a scrivere … creava e distruggeva canzoni ogni santo giorno. Poi ad un certo punto è ripartito qualcosa. Non abbiamo avuto nemmeno il tempo di trovarci a parlarne che eravamo di nuovo in sala prove, insieme. Era il momento giusto e avevamo una base di idee sulle quali lavorare. Non abbiamo suonato una sola nota dei vecchi pezzi per mesi e mesi, da subito l’attenzione è stata data al nuovo materiale, è la cosa che ci ha sempre stimolati di più da quando avevamo meno di vent’anni. Se siamo insieme in una sala prove, è perché abbiamo qualcosa da dire”.

“Il titolo del brano è lo specchio della vita di tutti noi: siamo cellule impazzite, e fermarsi per godere degli attimi che contano davvero è molto complesso. Ci perdiamo lo spettacolo, siamo in confusione. Questo è un tema che cavalchiamo da sempre e da qui vogliamo ripartire, dopo che le nostre orbite non si sono incrociate per un po’”.
Cellule Impazzite mantiene le caratteristiche che avevano fatto conoscere la band, prima fra tutte la contaminazione tra elettronica e rock.

Il singolo anticipa il nuovo album di inediti, Oltre, in uscita in primavera: nel nuovo progetto, frutto della più totale libertà, c’è tutto il Nucleo, che si apre al pubblico “autodelegandosi” la produzione artistica, affidata al leader della band, Andrea Zanichelli.
Il videoclip, online tra pochi giorni, sarà realizzato della casa di produzione video Emilia Produzioni, fondata dallo stesso Andrea, che negli ultimi anni ha lavorato al fianco di molti artisti sia per la parte musicale che visual.

Il gruppo, che aveva ufficializzato la reunion circa un anno fa, è inoltre pronto a calcare i palchi del prossimo tour nella formazione originale, con Andrea Zanichelli (voce e chitarra), Luca Canei (batteria), Mauro Buratti (basso e synth) e Marcello Presi (chitarra).

BITS-RECE: Inude, “Clara Tesla”. Quando l’elettronica si fa poesia

BITS-RECE: radiografia emozionale di un disco in una manciata di bit.

 

Metabolizzare l’elettronica per trasformarla in poesia. Sembra essere questo l’obiettivo di Clara Tesla, primo album degli Inude.
Dopo la pubblicazione dell’EP Love Is In the Eyes Of the Animals nel 2016, per il trio pugliese arriva ora il momento del grande esordio: il risultato è condensato in nove tracce sospese in un’atmosfera sintetica dai colori candidi e luminosi.
Un’elettronica che si muove lenta, a passo appena accennato, quasi senza voler fare troppo rumore, ma accarezzando le corde dell’anima a chi porge l’orecchio. Clara Tesla è il suono che hanno i bei sogni, il suono delle primi luci di un mattino d’inverno, è il suono di una visione così dolce da arrivare a sfiorare la malinconia,

La poesia di Clara Tesla trova il naturale completamento nei videoclip dei singoli, diretti da Acquasintetica. Una delicata delizia.

“4ÆM”, il nuovo singolo Grimes tra musica e videogioco


Per presentare il suo nuovo singolo 4ÆM, Grimes ha scelto il mondo virtuale dei videogiochi.
Lo scorso 12 dicembre la visionaria artista canadese ha infatti eseguito dal vivo il brano durante la cerimonia dei The Game Awards, con un’esibizione in cui faceva da sfondo l’ambientazione di  Cyberpunk 2077, il videogioco d’azione e avventura di CD PROJEKT RED disponibile dal 16 aprile in cui Grimes presta la voce al personaggio di LIzzy Wizzy.

4ÆM fa parte di Miss Anthropocene, l’atteso nuovo album in uscita il 21 febbraio e già disponibile in pre-order.

Cyberpunk 2077 è ambientato nella città più pericolosa del futuro, dove il protagonista V, un cyber-mercenario fuorilegge, insegue la chiave per l’immortalità.
Il giocatore ha la possibilità di personalizzare strumenti e abilità, esplorando una gigantesca città del futuro in cui tutti sono ossessionati dal potere, dalla moda e dalle modificazioni del corpo.

Shire Music Festival: si aggiungono Spag Heddy, Oddprophet, Zonderling, Slvr e Big Fish


Si aggiungono nuovi nomi al programma della quinta edizione di Shire Music Festival, il “One Day Festival” che si terrà il prossimo 14 settembre a Crema (CR).
Una line–up sempre più ricca che tra gli headliners ha già nomi del calibro di Da Tweekaz, Brohug, Tedua e molti altri, agli artisti già annunciati si aggiungono Spag Heddy, Oddprophet, Zonderling, Slvr e Big Fish.

Shire Music Festival è la prima manifestazione, nel suo genere, ad essere realizzata a Crema e provincia classificandosi come il Festival «One Day» di musica elettronica e non solo più grande della Lombardia, nonchè uno tra i più belli in termini di esperienza del Nord d’Italia nella formula del “One day” Festival in grado di attirare migliaia di spettatori.

La nuova edizione si prospetta davvero in grande stile. Due grandi palchi per oltre 12 ore di musica non stop, dalle primissime ore del pomeriggio e fino alla mezzanotte. Il mainstage sarà interamente dedicato alla musica EDM, dance ed elettronica con dj nazionali e internazionali.
Il secondo stage sarà invece dedicato alla musica hip-hop. Ad alternarsi ci saranno Tedua, Jake La Furia, Tormento e Big Fish. Questo palco si presenterà in una veste completamente rinnovata rispetto allo scorso anno e avrà le dimensioni quasi del Mainstage.

I biglietti per l’edizione 2019 dello Shire Music Festival sono disponibili online sul sito dell’evento.
Fino al 14 agosto sarà possibile acquistare il biglietto Early Ticket a 20€, l’ingresso sarà poi disponibile in prevendita a 22€ fino al 13 settembre. Il giorno dell’evento sarà comunque possibile accedere ai concerti previsti in cartellone dallo Shire al costo di 25€.
La Comfort Vip Zone con delle aree rialzate fronte palco, bagni e accesso al festival riservati, sarà invece disponibile a 35€.
Da quest’anno sarà inoltre disponibile la “Shire Full Experience” che permetterà di far vivere la vera esperienza da Festival, consentendo agli ospiti di dormire in un hotel sito direttamente nella location del Festival con parcheggio privato, colazione e Wi-fi gratuito.

“From Another Point of View”: elettronica irrazionale nel nuovo singolo Emenél


Dopo Look, Emenél pubblica il nuovo singolo From Another Point of View, seconda anticipazione del nuovo album in arrivo in autunno.

Il brano è un potente ed evocativo incontro di elettronica ritmo tribale: nella produzione sono stati campionati gli archi della colonna sonora di Il Gladiatore, un omaggio allo spirito battagliero di una persona importante per l’artista scomparsa troppo velocemente, lasciandolo solo di fronte all’irrazionale e irrefrenabile speranza di poterla reincontrare.

From Another Point of View è una riflessione sul fatto che le cose vanno guardate sempre da un altro punto di vista, dandosi la possibilità di lasciare spazio alle speranze, anche se folli. E’ un brano scritto pensando ad una persona importantissima nella mia vita e che purtroppo ha deciso di salutarmi con un po di anticipo”.

Dance, elettronica e hip-hop: il 14 settembre torna a Crema lo Shire Music Festival


Dopo il grande successo della scorsa stagione torna l’appuntamento con Shire Music Festival 2019,  giunto alla sua quinta edizione e ormai impostosi come uno degli eventi musicali più caldi e attesi del Nord Italia che chiudono la stagione estiva. La kermesse si svolgerà il prossimo 14 settembre nella splendida cornice del Podere Ombrianello alle porte della città di Crema.

Lo Shire Music Festival è la prima manifestazione, nel suo genere, ad essere realizzata a Crema e provincia classificandosi come il Festival «One Day» più grande della Lombardia, nonchè uno tra i più importanti del Nord d’Italia nella formula del “One day” Festival. La finalità della manifestazione consiste nell’utilizzare la musica non solo come schietto intrattenimento, ma come strumento e momento di condivisione in grado di unire persone di tutte le età e provenienza, creando forti legami tra il pubblico proveniente da tutta Italia e dall’estero (Francia, Germania, Svizzera) e il territorio ospitante.

La nuova edizione dello SMF si prospetta davvero in grande stile. Assoluta protagonista sarà la musica a 360 gradi: due grandi palchi per oltre 12 ore di musica non stop, dalle primissime ore del pomeriggio e fino alla mezzanotte.
Il Mainstage sarà interamente dedicato alla musica EDM, dance ed elettronica con i dj nazionali ed internazionali per ballare fino alle prime luci del mattino.
Fra i primi nomi che comporranno la line up del Mainstage Da Tweekaz, tra i dj più richiesti, acclamati e influenti del momento e ben presente nella top 100 dj Mag, a Brohug e Nextars, le sorprese che completeranno la line up si preannunciano esplosive e verranno annunciate prossimamente .
Il secondo stage sarà invece dedicato alla musica hip-hop contemporanea più amata dell’ultimo periodo. Ad alternarsi sul palco tra i primi nomi confermati ci saranno Tedua, Jake La Furia e Tormento. Questo palco si presenterà in una veste completamente rinnovata rispetto allo scorso anno e avrà le dimensioni quasi del Mainstage.

“Shire Music Festival – dichiara Marco Gruppi – è una realtà che unisce la grande passione per la musica di giovani professionisti rigorosamente under 30 con un ottimo bagaglio culturale e professionale alle spalle. La kermesse non vuole essere solo una manifestazione musicale di alta qualità ma si configura a pieno titolo come un volano per lo sviluppo turistico, artistico e culturale dell’intero territorio circostante”.

I biglietti sono disponibili online sul sito dell’evento http://www.shiremusicfestival.com/.
Fino al 14 agosto sarà possibile acquistare il biglietto Early Ticket a 20 €, l’ingresso sarà poi disponibile in prevendita a 22€ fino al 13 settembre.
Il giorno dell’evento sarà comunque possibile accedere ai concerti previsti in cartellone dallo Shire al costo di 25€.
La Comfort Vip Zone con delle aree rialzate fronte palco, bagni e accesso al festival riservati, sarà invece disponibile a 35€.

“La Police”, ovvero da dove nasce lo… SPLENDORE


Dopo Rosa Splendore e Andarci sotto, arriva La Police, terzo singolo di SPLENDORE e primo featuring con Cosmo dopo anni di amicizia e collaborazioni.

Il brano ha una struttura futuristica, mutando l’attitudine pop su tre differenti generi che si incastrano in un flusso continuo. Come il testo che, partendo da un’onesta descrizione di un atto di bullismo subìto da SPLENDORE durante la sua giovinezza, si apre a dichiarazioni queer, femministe, antimachiste, fino dissolversi in un ritornello giocoso.
Attraverso una cosciente pazzia, il brano racconta infatti la lunga trasformazione di Mattia Barro in SPLENDORE.

La Police è inoltre l’occasione per presentare Pan Dan, la prima artista femminile del roster Ivreatronic.