Urban Strangers: il ritorno è il 7 settembre con l’album U.S

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Il 7 settembre gli Urban Strangers tornano con il nuovo album di inediti U.S.

Il loro terzo album, prodotto da Raffaele Ferrante (Rufus), è un mix di testi cantautorali e sound internazionale. Per la prima volta Gennaro Raia e Alessio Iodice scelgono di cantare in italiano per arrivare in modo più diretto alle persone pur continuando a sperimentare strade nuove sia nei testi che nella musica.

Non so è il singolo che ha anticipato l’uscita dell’album, con un sound di influenze provenienti dal trip hop, dalla canzone italiana e dall’elettronica contemporanea: “Non so è un nuovo punto di inizio: il primo brano in italiano che descrive il nostro cambiamento. Siamo felici che questa canzone possa essere una rappresentazione chiara di quello che siamo diventati e di quello che vogliamo comunicare”.

I Prodigy sono tornati: il nuovo singolo è Need Some1

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Need Some1
è il nuovo, rovente, acido e martellante primo singolo dei Prodiy, estratto dal nuovo album No Tourists, in uscita in autunno.

Il brano che contiene anche la voce campionata della diva Loleatta Holloway, voce originale di Ride On Time dei Black Box: “Volevo scrivere qualcosa che avesse un downtempo fighissimo, ma che allo stesso tempo suonasse pericoloso”, ha affermato Liam Howlett, presentando il singolo che viene pubblicato insieme al video girato a Manila e diretto da Paco Raterta. “Abbiamo visto un sacco di showreel di registi mediocri, davvero, poi è arrivato Paco, come un pugno in faccia. Il suo stile era grezzo, originale, ho capito immediatamente che sarebbe stato l’uomo che faceva al caso nostro. Il video ha un taglio violento, uno stile incredibile, ed è un qualcosa che noi stessi non avevamo mai visto prima. Secondo noi, un video deve essere girato soltanto se ha un’idea originale, se è entusiasmante e, fidatevi, questo lo è”.

Need Some1 mostra il lato che preferisco della nostra band”, ha detto Liam.
“Siamo liberi di pubblicare un singolo del genere insieme a tracce dominate da Keef e Maxim, e comunque mantenere la nostra immagine intatta”. Per quanto riguarda la campionatura di Loleatta, Liam ha aggiunto: “C’è sempre un elemento nei nostri brani che ci ricorda da dove veniamo. Quando mi hanno chiesto come sarebbe stato il nuovo album, la mia risposta è stata: Evil Rave. È quello il nostro sound, ci appartiene”.
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Emergono intanto anche i primi dettagli sul nuovo album, No Tourists: composto, prodotto e mixato lo scorso anno dal frontman Liam Howlett, nel suo studio a King’s Cross a Londra, il disco è comunque il frutto del lavoro di tutta la band, perché Maxim e Keef Flint sono fortemente presenti con le loro leggendarie doti vocali.
“Quest’album è aggressivo quanto gli altri, ma in modo diverso”: musicista e cantautore, Liam Howlett ha anche detto che i nuovi brani sono costruiti per il live, ora più che mai. Quest’estate, i Prodigy saliranno sui palchi di alcuni festival, per poi lanciarsi in un tour promozionale del nuovo album le cui date saranno annunciate a breve: “E’ come la chiusura di un cerchio. Non potrei scrivere dei pezzi sapendo che non finirebbero, prima o poi, su un palco. L’idea stessa mi aiuta a scriverli. È la dimensione del live il motivo per cui tutto nasce. E finché avremo la possibilità di farvela sentire dal vivo, continueremo a fare musica”.

Il titolo dell’album si ispira alla determinazione e alla testardaggine: “Per noi, No Tourists parla della fuga, e della voglia e della necessità di sbagliare strada. Non siate turisti, è molto più entusiasmante essere beccati sulla strada sbagliata”.

No Tourists sarà disponibile negli store digitali, su CD, musicassetta e doppio vinile. Sullo store della band saranno inoltre disponibili diversi bundle e un doppio vinile in edizione limitata.

Stay Open: Diplo, MØ e Levante insieme per Tuborg OPEN

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Dalla collaborazione tra Diplo, , resa possibile dal progetto musicale Tuborg OPEN, arriva Stay Open.
Il progetto, giunto alla sua seconda edizione, nasce con l’unico obiettivo di valorizzare e sostenere la musica in tutte le sue forme incoraggiando le persone ad essere “Open To More”, mantenendo un atteggiamento aperto e creativo nel seguire le proprie inclinazioni personali, ma anche vivere esperienze sempre nuove, andando oltre i propri limiti.

Alla base dell’iniziativa vi è la collaborazione tra il dj e produttore americano Diplo e la nuova stella della musica mondiale MØ: i due hanno inciso il singolo Stay Open, invitando Levante a scrivere versi personali, che spieghino cosa significhi per lei essere “Open To More”.
Uno dei momenti fondamentali della collaborazione è stato il viaggio a Copenaghen, patria di MØ, proprio su invito della cantautrice: nel cuore della foresta danese, Levante ha eseguito chitarra e voce il brano nella sua versione.

Il video, nato dalla creatività di Filippo Rossi e della sua squadra, già al lavoro sulle ultime tournée della cantautrice, mescola grafica e immagini reali in un mondo surreale, colorato e pop, un incontro tra l’anima cantautorale e introspettiva di Levante e le sonorità elettroniche di Diplo e MØ.

In Italia, l’invito di Tuborg ad essere “Open To More” si è tradotto in un esperimento perfettamente riuscito: la base internazionale e la componente italiana, rappresentata da Levante, si sono fuse alla perfezione, portando ad un risultato difficile da ottenere altrimenti. Oltre all’Italia, l’’iniziativa Tuborg OPEN coinvolgerà tanti altri artisti da Russia, Cina, Nepal, Bulgaria e Myanmar, dando a vita ad altrettante versioni di Stay Open.

Angelo blu: Achille Lauro e Cosmo in un paradiso tra glam e samba-trap

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Le luci dei neon, colori fluo, glitter e immaginario glam: con il video di Angelo blu Achille Lauro porta in un vortice notturno alla ricerca della libertà.

Con la regia di Andrea Labate, le scene del video sono state girate a Roma e descrivono la voglia di rivincita di cinque individui, un ragazzino, una signora anziana, un venditore ambulante di rose, un centurione e una ragazza insignificante, che, immobili nei confronti della società e incapaci di reagire alla realtà che incalza, riescono a reagire alla loro apatia.

A salvarli, come veri e propri angeli abitanti di paradisi artificiali e stupefacenti, Achille Lauro, Boss Doms e Cosmo li risvegliano e li salvano dal torpore salendo su un palco di una discoteca.
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Angelo blu, traccia che apre l’ultimo album di Achille Lauro, Pour l’amour, è un’inedita spiazzante e visionaria commistione di samba-trap ed elettronica: un’unione resa possibile dal fortunato quanto impensabile incontro tra il rapper romano, il producer Boss Doms e il nuovo astro dell’elettropo italiano, Cosmo.

Il video di Angelo blu esce all’indomani del passaggio – a partire da gennaio 2019 – di Achille Lauro a Soundreef.

FAR: l’EP d’esordio di Kaput Blue tra elettronica, r’n’b e future groove

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Guarda decisamente Oltreoceano per il suo EP d’esordio, FAR, Kaput Blue, producer italiano classe 1994 e uno spiccato gusto per il panorama urban: The Weeknd, Drake, Future, Chris Brown, Bruno Mars, Zayn, ma anche classici come Stevie Wonder, Mariah Carey, Whitney Houston, Berry White, Michael Jackson, sono questo gli artisti che Antonio Caputo – questo il suo vero nome – riconosce come suoi modelli di riferimento.

Soul, neo-soul, r’n’b, hip-hop, fino ai nuovi impulsi della trap e del future groove, tutto si mescola nelle quattro tracce che danno forma FAR (“scritto volutamente tutto in maiuscolo, ndr): “Erano tanti i brani che avevo scritto ma che, purtroppo, avevo accantonato nel cassetto sperando che un giorno, venissero considerati in maniera seria da qualcuno che avesse le mie stesse vedute. Non mi andava di sprecare alcuni concetti che mi sembravano validi in produzioni caserecce pronte a schernire l’atmosfera che i brani avevano creato in me ma è stata inaspettata e carica di genuinità la chiamata che gli Uponcue mi hanno fatto, proponendomi di vederci e giocare un po’ con il materiale a nostra disposizione dopo avermi seguito per un bel po’ nella scena locale. La sintonia dal punto di vista umano, di attualità, ricercatezza e collaborazione è stata immediata. La capacità creativa degli Uponcue viaggia a vele spiegate. Per questo EP abbiamo utilizzato elementi musicali comuni a brani attuali distorcendoli in modo da renderli autentici; d’altronde questa è una grande particolarità di Uponcue. Tutti i pezzi del puzzle si univano ed avevano una bella resa in una velocità pazzesca e così, si è aperto un mondo composto da generi musicali sperimentali e non tra cui Neo Soul, future groove e in parte trap. Dopo aver prodotto alcuni brani con l’estetica musicale e l’intento che ci rappresentava maggiormente, abbiamo deciso di raccoglierli in un EP dando il nome di FAR“.

No Fight, l’elettronica eclettica di Luca Tarantino

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“Ho sempre amato Skrillex, Major Lazer e Daft Punk e tutta la scena Electro/Black e il sound synth-pop anni ’90. Mi ha sempre affascinato la cultura, i costumi e la musica americana, ma non ho mai avuto l’opportunità di viverla in prima persona, così ho cercato di ricrearla a modo mio, nel mio studio”, e a giudicare da quello che si ascolta in No Fight si può dire che Luca Tarantino ci sia riuscito.

Nel suo nuovo EP, il giovane producer di Galatina mescola gusti eclettici che dalle melodie pop schizzano verso la black music sporcandosi di elettronica, reggaeton e moombah, mentre i testi dei quattro brani raccontano storie di riscatto, periferia, tradimenti, per chiudersi con un manifesto alla vita in Good Life, in collaborazione con Richie Loop.

Jean-Michel Jarre: 50 anni di elettronica in una raccolta enciclopedica

Con il suo imminente best-of, Planet Jarre, il padrino della musica elettronica Jean-Michel Jarre celebra i suoi 50 anni di musica con un doppio album. In uscita il 14 settembre, la raccolta comprende 41 opere del suo ampio catalogo musicale, selezionate da Jarre stesso e completamente rimasterizzate. Da sempre affascinato dalla qualità del suono e dalla tecnologia, Jarre ha inoltre masterizzato alcune tracce in 5.1. per un’esperienza di ascolto unica.
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“Scorrendo la storia dei miei lavori, mi sono reso conto di avere quattro diversi stili di composizione. C’è questa idea comune che le persone si concentrino sulla musica per breve tempo a causa dello zapping costante. Questo non è necessariamente vero. Passiamo sempre più tempo della nostra vita ascoltando le playlist. Ovunque siamo e qualunque cosa facciamo. Questo è il motivo per cui ho deciso di dividere questo progetto in quattro parti diverse, quattro mondi diversi che costituiscono… il mio pianeta. E spero che il viaggio vi piaccia”.

Planet Jarre è composto da quattro parti:
Soundscapes, composto da nove paesaggi sonori che fanno riferimento al suo background, musica classica e passione per le colonne sonore dei film 
Themes, che include melodie senza tempo
Sequences, basato sulle sequenze ripetitive e ipnotiche che solo gli strumenti elettronici possono creare
Explorations & Early Works, conterrà invece anche la registrazione inedita di Music For Supermarkets, unica testimonianza rimasta: Jarre aveva registrato e prodotto l’intero album per poi distruggere completamente i master dopo la trasmissione radiofonica. Per molto tempo, l’unico LP esistente della registrazione è stata considerata la copia vinilica di più alto valore sul pianeta.

Soundscapes
Oxygene 1
Oxygene 19
Rendez-Vous 1
Millions of Stars
Chronology 1
Oxygene 20
Equinoxe 2
Waiting for Cousteau
The Heart of Noise (Origin)

Themes
Industrial Revolution Part 2
Oxygene 4
Equinoxe 5
Oxygene 2
Zoolookologie
Bells
Equinoxe 4
Magnetic Field 2
Rendez-Vous 2 (Laser Harp)
Rendez-Vous 4
Chronology 4

Sequences
Coachella Opening
Arpeggiator
Automatic Part 1 with Vince Clarke
Exit with Edward Snowden
Equinoxe 7
Oxygene 8
Stardust with Armin van Buuren
Herbalizer
Revolutions

Explorations & Early Works
Ethnicolor
Souvenir of China
Blah Blah Café
Music for Supermarkets (Demo Excerpt)
Roseland / Le Pays de Rose
La Cage
Erosmachine
Hypnose
The Song of the Burnt Barns / La Chanson des Granges Brulees
Happiness is a Sad Song
Aor Bleu
Last Rendez-Vous

Pour L’amour: Achille Lauro tra futuro, libertà e sambatrap

Cover Album Pour l'Amour
Benvenuti nel futuro.
Potrebbe essere questo il saluto rivolto all’ascoltatore dall’angelo glam che campeggia sulla copertina di Pour L’amour, il nuovo album di Achille Lauro, lavorato e prodotto in tandem con il fidato Boss Doms. “Questo disco ha il suono del futuro, perché dentro abbiamo mescolato generi diversi, come nessuno aveva mai fatto prima”, dichiara con fierezza il diretto interessato. “I miei fan lo sanno, non faccio mai un disco uguale all’altro, non mi piace creare un follow up di qualcosa che ho già fatto, per cui questo album è completamente diverso dal precedente, e così lo saranno i successivi”.
Quando parla dei prossimi dischi, Achille Lauro lo fa a ragion veduta, dal momento che lui stesso ha dichiarato che durante la lavorazione di questo album è stato prodotto materiale sufficiente anche per i prossimi due album: “Ci siamo chiusi in una villa lussuosa dispersa da qualche parte in Italia, e per un paio di mesi siamo rimasti lì dentro con 15 persone e un sacco di altra gente e amici che ci sono venuti a trovare, come Gemitaiz, con cui abbiamo scritto Purple Rain, una sorta di tributo alla nostra maniera a Maria Maria di Santana. In questa villa abbiamo vissuto in completa libertà, come se fossimo nel 1970, con 10 chili di marijuana, e abbiamo prodotto materiale per una trilogia di album, di cui questo è il primo capitolo: ognuno dei tre avrà un mood differente”.

Il risultato è qualcosa di ibrido, folle, esagerato, sicuramente ambiguo, come del resto Achille Lauro ha da sempre voluto apparire, a cominciare dalla sua immagine: “Sono stato il primo a presentarmi con un’immagine ambigua, indossando abiti femminili, e oggi lo fanno tutti, oggi l’ambiguità è una moda: i miei coetanei sono figli miei. Volendo fare un paragone, io e Boss siamo i David Bowie del 2018, i miei riferimenti pescano soprattutto dal passato, perché la vera musica era lì: Nirvana, Jim Morrison, Mina, Califano, ma anche da un film come Velvet Goldmine. Ho sempre anticipato i tempi, e anche oggi l’ho fatto con un disco come questo, proponendo un’altra invenzione mia e di Boss Doms, la sambatrap“.
Ecco, se Pour L’amour ha una parola chiave, forse è proprio sambatrap. A spiegarne il significato da dietro i suoi occhiali da sole rossi e psichedelici è Boss Doms: “Il nome è legato anche a un’esigenza estetica: avremmo potuto chiamarlo anche cariocatrap o mambotrap, perché sono tutte sfumature diverse di uno scenario musicale più ampio che rimanda all’America latina. Sambatrap è sembrata la definizione più immediata per rendere l’idea anche a chi non ha una conoscenza approfondita di quella musica”.

Foto Posata Achille Lauro e Boss Doms
ph. Virginia Bettoja e Floriana Serani

Vietato restare confinati nell’ambito del rap quindi, come è già molto evidente fin dalla prima traccia, Angelo blu, realizzata insieme a Cosmo, nome abbagliante della nuova scena elettro-indie italiana: un pezzo techno ed elettronico (“è la fusione di almeno quattro o cinque cose diverse, ma sorprendentemente Cosmo ha prodotto la parte più samba, Boss quella più techno”, sottolinea Lauro) che ruota attorno a immagini metaforiche di droga per descrivere la dipendenza dell’amore.
Subito a seguire è invece uno degli episodi più deliranti dell’album, BVLGARI, che non si limita però – come ci si aspetterebbe da un rapper – a un’ostentazione di lusso: qui l’immaginario corre all’attualità e alla cronaca, con il riferimento ai Casamonica e allo scandaloso funerale con carrozza, cavalli bianchi e petali di rosa, il richiamo al mondo degli zingari: il tutto immerso in un’overdose di beat sparati a mille, con la voce che alterna toni maschili e femminili, sempre all’insegna della totale libertà. Come del resto emerge in Non sei come me, pezzo nato per rompere le barriere dell’omologazione.
Inevitabile che il discorso si sposti verso la questione dei migranti, con i recenti sviluppi di cronaca, ma Lauro non si sbilancia molto: “Il rispetto per i diritti dell’uomo va garantito, e il razzismo è una stronzata”.
Si parla di amore sofferto in Mamacita, frutto della fusione di 15 tracce diverse, fino ad arrivare al risultato sperato: “Sentivo il bisogno di qualcosa di diverso, meno cazzone del resto dell’album, meno danzereccio”, spiega Boss Doms.
Sorprendente la chiusura, affidata a Penelope: “Volevamo un pezzo che restasse per i prossimi dieci anni: questo è un pezzo in cui parlo dei miei amori finiti male, ma anche dell’amore per il mio lavoro, ed è volutamente spoglio e acustico”.
zoom bassa
Mentre i live sono in fase di allestimento e si pensa già a qualcosa di teatrale con l’accompagnamento della “band più stronza in circolazione”, Achille Lauro annuncia anche di essere impegnato alla sua prima regia nella lavorazione di un primo docu-musical della durata di 60 minuti. Saranno in totale tre e andranno in proiezione al cinema, ognuno incentrato su una diversa canzone dell’album, ma riprendendo anche materiale degli anni passati.

Festa della musica di Brescia: il 23 giugno la quinta edizione. Già 480 gli iscritti

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480 iscritti
, per un numero di persone coinvolte che si aggira intorno ai 3500 musicisti e quasi 100 situazioni live in tutta la città, con palchi e altri spazi che ospiteranno le esibizioni. Sono questi i numeri provvisori – ma destinati a crescere, perché stanno arrivando ancora adesioni e nuove proposte di palchi – della Festa della Musica di Brescia 2018, l’evento organizzato sabato 23 giugno in tutta la città di Brescia dall’Associazione Festa della Musica di Brescia con il patrocinio del Comune di Bresciae il sostegno degli sponsor Fondazione ASMCentrale del Latte di BresciaAON eBrescia Mobilità.

La più grande Festa della Musica d’Italia coinvolgerà anche quest’anno solisti, band, orchestre, cori e altri tipi di ensemble di tutti i generi musicali (dal pop alla classica, dal jazz al rock, dall’etno al funky, passando per il soul, l’elettronica, il folk, la musica da parata, il reggae, il metal e ogni altro genere immaginabile). Una massa sonante che a partire dalle 10 del mattino (orario in cui si attiveranno i primi palchi) sino a mezzanotte (con un prolungamento per la dance) trasformeranno Brescia in un grande strumento musicale vivo e multiforme.

La FdMB è arrivata alla quinta edizione sotto la direzione artistica del dj Jean-Luc Stote, che proprio quest’anno festeggia i 40 anni di attività musicale a Brescia. Ma cinque edizioni della Festa non sono bastate ad alimentare la voglia di continuare a crescere e a differenziare le proposte, con un’attenzione particolare non solo al centro cittadino ma anche nelle periferie. E così anche quest’anno molte novità: le prime riguardano la dance, il busking e i più giovani a cui verranno dedicati aree e momenti particolari.

Per tutti gli amanti del dancefloor l’appuntamento imperdibile è con il “Castello Elettronico”, ovvero la musica elettronica protagonista dello splendido Castello di Brescia a partire dalle 16 del 23 giugno sino alle 3 del mattino seguente. Un mega evento voluto daRedrumTekno City e Psybrixia, tre realtà bresciane legate ai party e ai loro artisti con 3 stage (Techno/Minimal – Tekno/Hardtek – Psytrance/Goa), laser show, food & drink.

Il busking sarà invece protagonista di una “Pausa buskers” dalle 14 alle 16 dove tutti i palchi si fermeranno e sarà possibile esibirsi liberamente ma solo come artisti di strada. Un modo per evidenziare le possibilità che Brescia offre a tutti i buskers di proporre la propria arte a contatto diretto col pubblico, secondo una concezione della musica aperta e lontana dai divieti.

Si chiama invece “0-18” il progetto di contaminazione fra musica, teatro e differenti forme d’arte che coinvolgerà i bambini e i ragazzi degli istituti scolastici e musicali di Brescia negli spazi del MO.CA., che ospitano anche la sede dell’Associazione Festa della Musica di Brescia.
Altre novità verranno svelate nelle prossime settimane. Intanto però vengono confermati per il terzo anno di fila i concerti nelle carceri della città, Canton Mombello e Verziano.
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Al di là delle novità però la peculiarità della Festa della Musica di Brescia è quella di offrire gratuitamente al pubblico per un giorno una quantità di concerti che coinvolgeranno artisti alle prime armi ma anche nomi del panorama nazionale, grazie alla collaborazione fondamentale di tutte le realtà musicali di Brescia e provincia. Il tutto per scattare una fotografia il più possibile compiuta, articolata e vitale della comunità musicale bresciana e dei territori limitrofi, una rete di persone composta dai musicisti, dagli addetti ai lavori e dal pubblico che da cinque anni invade la città facendola letteralmente “suonare”.

La FdMB è una grande festa popolare che celebra TUTTA la musica e diffonde la Bellezza in ogni dove. I palchi della Festa sono pronti a dare visibilità a chiunque abbia voglia di imbracciare uno strumento o di prendere in mano un microfono per fare ascoltare il proprio Suono e la propria Voce.
L’appuntamento è per sabato 23 giugno, ovviamente a Brescia.

Media partnership:
BitsRebel / Blogdellamusica / Eroica Fenice / Indie-roccia / Lostingroove /Mescalina / Noise Symphony / Più o meno Pop / Traks / Viva Low Cost

Per info:
http://www.festadellamusicabrescia.it
https://www.facebook.com/associazionefestadellamusicabrescia/

#MUSICANUOVA: Ekat Bork, Kontrol

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“Fa parte della nostra natura essere controllati?”, si chiede Ekat Bork nel testo di Kontrol, singolo che dà il titolo al suo nuovo EP, in uscita a ottobre.

Sotto le sembianze inquietanti di un’umanoide ricreato in laboratorio, l’artista russa si tiene lontana da melodie accomodanti e si arrotola tra soffocanti atmosfere di elettronica e rock.

Se qualcuno può essere controllato, Ekat di sicuro no.