Ti amo ti odio, il ritorno di GionnyScandal tra trap e amore

Ti Amo Ti Odio l’ho scritta durante la mia ultima relazione in quanto continuavo ogni giorno ad amare e ad odiare la stessa persona ed è una delle cose che succedono ad ognuno di noi con la persona con cui si è insieme. La chitarra è suonata da me, mentre tutto il resto della produzione è a cura del mio produttore. Le sonorità sono un po’ Emo e un po’ Trap, e dato il mio background Emo- core in una band ho deciso di unire per la prima volta il genere Emo con la Trap”.

Così GionnyScandal parla di Ti Amo Ti Odio, il brano che vede il suo ritorno discografico a meno di un anno dalla pubblicazione dell’album Emo.
Con il nuovo singolo, scritto dallo stesso Gionata Ruggieri e prodotto da Sam Lover, Gionny approda definitivamente alla emo-trap, genere ancora nuovo in Italia che unisce tematiche sentimentali ed emozionali ai più tipici elementi stilistici della trap.

Il videoclip del brano è diretto da Federico Santaiti. Insieme a Gionny protagonisti sono anche Marta Losito e Valerio Mazzei, la coppia teen del momento, che mostrano come nei vari contesti della quotidianità i ragazzi si amino e si odino alla stesso tempo.

Baby K torna con Icona: urban pop ai tempi dei social

“Il titolo non è autoreferenziale”, tiene a specificare, “ma si riferisce al fatto che nell’epoca dei social tutti si sentono protagonisti, tutti si sentono costantemente su un palcoscenico per mostrare qualcosa al loro pubblico, anche se questo pubblico a volte non c’è. Raccogliere i like è diventato il metro per valutare la qualità e rischiamo di creare continuamente nuove icone, spesso false”.
Icona è il terzo album di Baby K, in uscita il 16 novembre a tre anni di distanza da Kiss Kiss Bang Bang, l’album che conteneva Roma-Bangkok, il pezzo dei record, quello che ha aperto le porte le reggaeton anche per gli artisti italiani.
“Penso di non esagerare se dico che sono stata un’innovatrice e ho portato in Italia la moda del reggaeton, unito all’elettronica: sono i fatti a dirlo, prima di quel brano non si era mai sentito niente del genere qui da noi, e se oggi molti artisti italiani seguono il filone latino è anche merito di Roma-Bangkok“.
Claudia Nahum, nata a Singapore e con un’adolescenza trascorsa nella periferia londinese, si porta dietro lo spirito cosmopolita con cui è cresciuta e negli anni è riuscita a crearsi uno stile personale, che dal rap si è spostato nel territorio dell’urban pop, di cui è oggi la più importante esponente in Italia. “In Italia fa ancora scalpore che una donna faccia rap, perché è un genere troppo legato all’universo maschile e le persone hanno bisogno di scindere l’ambito maschile da quello femminile, mentre la mia natura è quella di unire. Ho sempre cercato di portare elementi nuovi nella mia musica e credo che in questo album ogni brano abbia un pezzetto del mio percorso”. Basta pensare, per esempio, all’ultimo singolo, Come no,con le sue sonorità orientali unite all’urban, evidenziate anche nel video: “Non avevo mai sentito niente del genere, è una base veramente originale. Sono cresciuta in Occidente, a Singapore sono rimasta solo fino a quando ero bambina e non ricordo molto, ma credo di essere legata all’Oriente per una condizione mentale”. Confessa anche di aver pensato di coinvolgere qualche idolo del K-pop, genere nato in Oriente ma sempre più in auge anche in America e in Europa, ma l’idea non si è poi concretizzata.

Di Icona parla come di un album positivo: “La femmina alpha di qualche anno fa non è scomparsa, ma si è evoluta, è meno agguerrita e più divertita di un tempo. Ma il rap non l’ho abbandonato, nel disco c’è, ed è molto quadrato”.
Sarebbe infatti un errore pensare che l’identità di Baby K sia solo quella rappresentata dai singoli estivi (che hanno comunque raccolto numeri di tutto rispetto): a dimostrarlo c’è un brano come Certe cose, in featuring con J-Ax, dove il rap è il grande protagonista e i versi diventano piccantini, o ancora Vibe, che vede la collaborazione di Vegas Jones e Gemitaiz, o ancora Sogni d’oro e di platino, quello a cui Baby K si sente più legata, “perché è un invito a sognare, e sognare è importante, soprattutto con tutte le difficoltà che la vita mette davanti ai giovani oggi”.
Dammi un buon motivo è invece dedicato alle donne: “Spesso la donna viene rappresentata come un vittima, ma è sbagliato, perché le donne di oggi sono molto forti. Lavorano, hanno una vita indipendente, spesso fanno anche molto di più degli uomini, ed era questo che volevo comunicare”.

Ma se i social creano falsi miti, quali sono le vere icone? E come si possono riconoscere? “Le icone sono quegli artisti che si sono sacrificati e hanno dimostrato completa dedizione all’arte. Hanno dovuto sudare e sacrificarsi per la loro causa, ma sono stati ricompensati da una fama eterna, che li rende riconoscibili anche solo da un dettaglio. Penso per esempio a Madonna o a Michael Jackson: basta vedere un guanto ricoperto di brillantini per capire che si tratta di lui”.

Per marzo sono inoltre stati annunciati due appuntamenti live, il 28 al Fabrique di Milano e il 29 a Largo Venue di Roma. Si tratta dei primi due concerti di Baby K: “In questi anni penso di essermi costruita un repertorio forte, e voglio che i concerti mi rappresentino totalmente. Mi viene riconosciuta una grande energia sul palco, che voglio alternare a momenti più intimi”. Prevendite aperte dalle ore 11 di venerdì 16 novembre su Ticketone.

Radio Italia Live: i nuovi appuntamenti dal 13 novembre. Primo ospite Guè Pequeno

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Dal 13 novembre torna Radio Italia Live, la trasmissione dedicata alla musica italiana e ai suoi protagonisti prodotta e realizzata da Radio Italia nell’esclusivo auditorium del Verti Music Palace di Cologno Monzese.
Il programma sarà in onda il martedì su Radio Italia, Radio Italia Tv e in streaming sul sito radioitalia.it.
I live andranno in onda da Dicembre in prima serata anche su Real Time (canale 31 del digitale terrestre free).

Tra i primi protagonisti confermati di questa stagione: Guè Pequeno (13 novembre), Luca Carboni (20 novembre), Benji & Fede (27 novembre), Tiromancino (4 dicembre), Thegiornalisti (11 dicembre), Loredana Bertè (18 dicembre), Elisa (gennaio).

Confermata alla conduzione dell’affermato music-talk Manola Moslehi, che condividerà momenti esclusivi con l’artista in viaggio verso lo studio e lo condurrà tra il pubblico per un’intervista prima dell’esibizione live. Manola sarà affiancata da Daniela Cappelletti, che avrà il compito di stupire l’artista con simpatiche sorprese. Confermata anche art direction di Sergio Pappalettera.

Alessandro Volanti, Responsabile Marketing Radio Italia, così commenta la nuova edizione del programma: “Radio Italia Live, il nostro programma di punta, torna con alcuni dei più grandi nomi della musica italiana e con una conduzione tutta al femminile. Il format mantiene il focus sulla musica e sull’esibizione live degli artisti e offre al pubblico momenti esclusivi con i protagonisti. Grazie al legame con Discovery Italia, è confermata la messa in onda di alcuni dei live anche su Real Time: siamo contentissimi di rafforzare il legame con questo canale con il quale lavoriamo costantemente. Siamo felici di ritrovare anche in questa stagione il nostro ormai consolidato partner Verti Assicurazioni, titolare del naming degli studi in cui registriamo ogni puntata: il Verti Music Palace. Un ringraziamento, infine, all’amico Sergio Pappalettera, visual art director dei nostri programmi e allo Studio ProDesign”.

Gesualdo Vercio, Programming Senior Director di Real Time: “Anche quest’anno Real Time sarà al fianco di Radio Italia, rafforzando un ecosistema ormai consolidato che mette insieme tv, web, radio e territorio. Aumenta esponenzialmente così il numero di persone raggiunte grazie al linguaggio universale della musica. Tutto questo mettendo insieme la passione per Real Time e Radio Italia, con la passione per la musica italiana e i suoi grandi artisti”.

BITS-CHAT: Il mio Ego r&b. Quattro chiacchiere con… Biondo

Biondo
Il serale dell’edizione 2018 di Amici sarà ricordato anche per l’affaire autotune, che ha tenuto impegnati i professori del talent di Canale 5 in una discussione tra chi ne permetteva l’utilizzo durante le esibizioni e chi invece ne chiedeva il divieto. Al centro della polemica ci era finito suo malgrado Simone Baldasseroni, meglio conosciuto dal pubblico come Biondo. Romano, classe 1998, il ragazzo è stato a tutti i diritti uno dei protagonisti dello show, e seppure qualcuno lo ha scambiato per l’ennesimo rappresentante della trap, la sua musica si muove in ben altra direzione, quella dell’r’n’b.

Dopo la pubblicazione nei mesi scorsi dell’EP Deja vù, lo scorso 2 novembre è uscito Ego, il suo primo album. Dieci tracce che vanno al di là della patinata idea televisiva che il pubblico può essersi fatto di lui, per offrire una nuova prospettiva su un ragazzo che ha saputo guardarsi dentro e rivelare a se stesso anche nuove inquietudini.
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Perché Ego?

E’ un titolo che può avere una doppia lettura. Questo è il mio primo vero album ufficiale, ed è il lavoro più personale che ho realizzato, ci ho lavorato a lungo negli ultimi mesi. Ho scritto i primi brani a gennaio, quando ero ancora ad Amici, ma il lavoro si è svolto soprattutto quest’estate. Capitava spesso che durante il giorno fossi in mezzo a molte persone e alla sera mi ritrovavo da solo in hotel, e questa solitudine mi ha portato a guardarmi dentro. E’ stato un viaggio introspettivo che ho voluto riportare nel disco, invitando le persone a entrare nel mio mondo, nel ego appunto. Ma Ego rimanda anche all’esposizione pubblica degli artisti, a quella componente narcisistica che hanno un po’ tutti quelli che fanno questo lavoro.

Quella che si percepisce nel disco è un’atmosfera spesso cupa, inquieta: è corretto?
Sì, esattamente: anche questo fa parte di quel viaggio interiore che mi ha portato a scoprire nuovi lati di me, angoli della personalità che non sapevo di avere. E’ stata una scoperta che a volte mi ha anche fatto paura, ma credo che faccia parte della crescita, è la vita che va così. Ho imparato a conoscermi di più e ho chiuso rapporti che si sono rivelati falsi.

Non hai paura che mostrare questi nuovi lati della tua personalità possa allontanare chi ti ha conosciuto durante Amici?
Forse quelli che seguono la moda del momento e si fermano alle apparenze televisive, ma se parliamo di veri fan, non credo che possano allontanarsi, perché mi conoscono bene e sono davvero interessati a quello che faccio.

Facetime si chiude con una domanda: “e tu mi vuoi per il mio nome o per Simone?”. Da quando è arrivata la notorietà è cambiato il tuo modo di relazionarti con le persone?
Sì, sia con le ragazze che con gli amici. Ho capito che ci sono persone che si avvicinano a me perché solo sono interessate al personaggio: spesso riesco a riconoscerle in tempo e a distinguerle da chi mi sta vicino per un vero sentimento di amicizia, ma non è sempre facile.
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Oggi le classifiche sono dominate dal rap e dalla trap, mentre il tuo percorso ti ha portato a seguire una via diversa quella dell’r’n’b. Pensi di essere in questo un precursore in Italia?
Io credo di sì, non mi sembra che in passato ci sia stato qualcuno qui da noi che abbia affrontato questo genere, almeno tra gli artisti affermati, mentre in America l’r’n’b ha una tradizione molto forte. E sto parlando dell’r’n’b moderno, perché se invece intendiamo il Rhythm And Blues il discorso è diverso. Non ho inventato nulla, ma sicuramente ho aperto le porte a qualcosa di nuovo, che in Italia non era mai arrivato al grande pubblico. Da una parte questo è stato difficile, perché non avevo modelli italiani a cui potermi ispirare e non ci sono altri artisti con cui posso collaborare, ma dall’altra ho avuto la possibilità di crearmi un linguaggio totalmente personale.

Sogniamo in grande: a livello internazionale con chi ti piacerebbe collaborare?
Drake e Post Malone.

Per concludere, una domanda di rito per BitsRebel: che significato dai al concetto di ribellione?
La ribellione è un senso di sfogo, che nella musica prende forma nell’r’n’b e nell’hip-hop. E’ da sempre nella natura di questi generi. Se penso alla mia generazione, lo sfogo della ribellione è molto attuale, perché siamo cresciuti sentendoci dire che siamo senza futuro, per cui lo stimolo a ribellarci ci viene istillato dall’alto.

Cruda verità e presunta incoerenza: ecco la Playlist di Salmo

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In un’epoca in cui in Italia il rap non ha mai goduto di tanta esposizione e ormai da anni si contende la vetta delle classifiche con i fenomeni dei talent e con gli artisti del pop melodico, capita non di rado che i rapper abdichino alla loro stessa natura per piegarsi alle più bieche ed elementari regole di mercato, forse nel nome di una ancora più ampia visibilità. Nulla di male per carità, l’importante è dirselo chiaro in faccia.
Perché se è noto che uno degli elementi distintivi dell’hip-hop è quello di essere allergico alle censure e a ogni tipo di addomesticamento, è altrettanto sempre più evidente che molti rappresentanti nostrani del genere preferiscano spendere tempo ed energia per “dissarsi” tra di loro o indirizzare la presunta rabbia delle loro rime contro bersagli non sempre chiarissimi da individuare. Per non parlare della denuncia politica, praticamente assente nella maggior parte dei dischi rap italiani.
Poi, per fortuna, ci sono le eccezioni: Nitro, Noyz Narcos, Rancore, ma anche Fabri Fibra. E Salmo, il nome di cui si è più scritto e parlato nelle ultima settimane, quelle che hanno preceduto l’uscita del suo quinto album, Playlist.
Un disco ruvido, rumoroso, lucido, sardonico e oscuro. Abissale e introspettivo nel suo andare a scandagliare i fondali dell’anima per portare a galla il tema della depressione, tabù tra i più inviolabili non solo nella musica, ma che Salmo affronta a muso duro in Ho paura di uscire e con elementi ancora più autobiografici in Lunedì, il pezzo che chiude il disco con le poco accomodanti parole “La gente come me morirà da sola”. Ecco il rap che si spoglia e resta nudo con la sua verità, anche se questa è solo l’ultima in ordine di apparizione all’interno del disco.
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Al capo opposto dell’album, in apertura, il tono è molto diverso, impregnato di ironia, ma la lucidità è la stessa: il pezzo è 90 min ed è una una satira irruenta nei confronti dell’Italia mediocre, dove non si fa fatica a cogliere anche un riferimento alla xenofobia salviniana. Nessuna diplomazia di convenienza, le parole parlano chiaro.
Ma nel mirino di Salmo ci finiscono in molti, anche l’attuale scena hip-hop, con le classifiche dominate dai “rappusi” citati in Stai zitto, in featuring con Fabri Fibra e che ha fruttato anche un’inutile polemica via social con Biagio Antonacci. Cose che capitano quando c’è di mezzo un rapper e una buona dose di misuderstanding.
Molto discusso, per non dire contestato, è stato poi il featuring con Sfera Ebbasta in Cabriolet, per il quale Salmo è stato tacciato di incoerenza. E qui l’impressione è che sia il pubblico a non aver colto fino in fondo la mossa di Lebon, che in passato se l’era sì presa presa con la trap, ma solo per metterne in ridicolo gli stereotipi. Come dichiarato in un’intervista a Rolling Stone, per Salmo coinvolgere il trap king di Ciny non significa sconfessare se stesso, ma solo riconoscere il talento e il primato a colui per primo che ha saputo portare in Italia il fenomeno della trap. Insomma, una presunta incoerenza spazzata via dalle reali intenzioni di un artista ben consapevole delle proprie azioni, compresa quella di creare scompiglio tra i suoi stessi fan.

In Playlist c’è poi sorprendentemente spazio anche per l’amore, trattato al di fuori dei cliché in Il cielo nella stanza, in  duetto con Nstasia, e non si può non segnalare Tiè, un pezzo strumentale in cui Salmo si siede alla batteria e mette a frutto più che altrove tutta l’eredità hardcore coltivata fin dall’inizio della carriera.

Eccola la Playlist di Salmo: schiacciate play e sedetevi, ma sappiate che potreste non sentirvi così comodi…

BITS-REPORT: Achille Lauro e la spettacolosa apocalisse della sambatrap. Milano, Alcatraz, 7 novembre 2018

foto backstage Angelo Blu - Lauro DSC01876
C’è stato anche l’imprevisto dello spray al peperoncino spruzzato in mezzo al pubblico da qualche buontempone, che ha causato uno stop di un quarto d’ora. Ma neanche questo è bastato a guastare la festa roboante di Achille Lauro e Boss Doms, che il 7 novembre hanno messo in scena all’Alcatraz di Milano la loro personalissima reinterpretazione de La morte del cigno

Una vera e propria celebrazione, anzi, un'”apocalisse” – come era stata annunciata – della sambatrap, quella nuova contaminazione sonora con cui il rapper e il producer romani si sono ripresentati sul mercato discografico lo scorso giugno pubblicando l’album Pour L’Amour. Un ciclo giunto ora alla sua conclusione, e che meritava di essere chiuso degnamente con due serate-evento (la seconda sarà il 10 novembre a Roma). 
Stelle filanti, getti di fumo, visual, trampolieri, costumi diavoleschi con ali illuminate da luci al led, ballerine in tutù: nel circo di Achille e Boss non è mancato davvero nulla.
Uno spettacolo per gli occhi, oltre che per le orecchie, soprattutto per il pubblico di adoranti discepoli che da sotto al palco seguivano ogni mossa dell’idolo più visionario e sfacciatamente barocco che la scena rap italiana possa vantare. Lui saltava, loro saltavano; lui ordinava di stare bassi, loro andavano giù; lui li invitava a spogliarsi restando solo in pantaloni, loro si toglievano le t-shirt senza batter ciglio.

Dopo l’apertura affidata al celeberrimo tema del Lago dei cigni di Čajkovskij rivisitato con una rovente chitarra elettrica mentre l’ombra di una ballerina veniva proiettata sul telone bianco, in due ore di show i decibel e i beat dell’autotune hanno preso il volo senza più toccare terra, e una raffica di ospiti ha raggiunto sul palco i due padroni di casa: da Gemitaiz a Clementino, da Emis Killa a Cosmo. Ecco quindi, sparsi in scaletta, Ulalala, Thoiry Remix, Angelo blu, BVLGARI, Ammò. Ma il vero asso della serata è stato calato solo sul finale, quando è arrivata lei, l’outsider della trap e dell’hip-hop, l’artista italiana che forse meno di tutte ci si aspetterebbe di trovare in una situazione del genere, Anna Tatangelo, freschissima di collaborazione con Achille e Boss nel remix di Ragazza di periferia presentato in anteprima per l’occasione (il singolo è in uscita il 9 novembre). E poi ancora La bella e la bestia.
Foto Posata Achille Lauro e Boss Doms
Prima di chiudere la serata, Lauro e Doms concedono un’ultima, paiettatissima apparizione per Penelope: Achille nelle vesti di angelo nero, Boss in tutina superglam bicolore.
Un inchino per salutare il pubblico ed ecco compiuta l’apocalisse della sambatrap, ultimo atto prima di buttarsi – chissà – in qualche altra contaminazione o in qualche nuovo progetto da piazzare di traverso alle mode. D’altronde, Lauro lo aveva detto già presentando l’ultimo album: il materiale per i prossimi dischi c’è già, ed è tutto rivolto al futuro.

La morte del cigno replica il 10 novembre all’Atlantico di Roma.

La trap, X Factor, la politica e la voglia di fermarsi. Salmo si racconta a Rolling Stone

Un tempo ha rischiato di fare l’uomo sandwich, ora è numero 1 in classifica. Tra orgoglio hardcore, l’odio per il razzismo e la depressione, l’invito a fare il giudice di X-Factor e il desiderio di smettere un po’ di fare musica per dedicarsi allo studio della regia, per la prima volta Maurizio Pisciottu, meglio conosciuto come Salmo, si racconta fino in fondo a Rolling Stone, che gli dedica la cover in edicola dall’8 novembre.
Il suo nuovo album, Playlist, esce il 9 novembre.
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Si parte proprio dall’ultimo disco, il nuovo capitolo nella carriera della più luminosa anomalia del rap italiano: “Ci sono dentro elementi nuovi e classiconi, c’è una grande varietà di temi e suoni. Per me è una Playlist, appunto, quindi ognuno ci può trovare dentro quello che vuole. E ogni pezzo fa storia a sé”.

“Mi sono chiesto per anni cosa sia il rap, e ora credo di avere la risposta: è una chiacchierata al bar con gli amici. Grazie alle commistione tra rap e pop ora molti di noi scrivono per farsi capire da tutti”. E ora tocca parlare di trap: “La versione italiana, con i ragazzini pallidi che cantano di troie e fattanza, rende decisamente meno. Il fatto è che questi ragazzi diventano famosi a vent’anni, senza aver mai sparato né imparato a rassettare il letto. Ma sul palco sei solo con le tue strofe e devi essere preparato; altro che money, money”.
Si finisce inevitabilmente a parlare di politica, visto che nel secondo singolo di Playlist, 90 Minuti, Salmo fa detonare una rima come “aprono i conti, ma chiudono i porti”.
E a differenza di molti suoi colleghi che si trincerano dietro a dichiarazioni  di diplomatica prudenza, lui non si trattiene: “Quello non è un pezzo schierato, ho solo cercato di fotografare l’Italia ‘media’ di oggi, dove la gente pensa solo a scopare e al pallone, vuole le pistole e parla in dialetto’, dice. “Io non so se quella dei porti sia una mossa di comunicazione politica, o questi siano davvero stronzi. Quello che mi manda fuori di testa sono i ragazzini rappusi che dicono ‘che grande Salvini’ e mi scrivono in privato che sono delusi perché ho infamato il loro idolo. Vi dò una notizia: io sono sempre stato dalla stessa parte, siete voi che non avete capito un cazzo. Non puoi stare con Salvini e ascoltare hip hop, non è giusto. Strappa le mie magliette, brucia i cd. Oppure riflettici su, e cambia la tua idea del cazzo”.

Nell’intervista c’è spazio anche per parlare di X Factor: “Qualche settimana fa mi hanno chiamato per fare un provino. Sai qual è la cosa più figa di X Factor? Che ci sono le band, gente che suona per davvero. Tipo i Måneskin: oh, secondo me sono bravi. Ero tentato, perché mi sono divertito, ma ho detto di no, come ho fatto anche con Sanremo in passato. Ho sempre avuto la fissa di farcela da solo, senza la radio e la tv. Magari in futuro, chi lo sa”.

“Sono stati sei anni vissuti intensamente e dopo quest’album mi voglio fermare“. “Sono stanco, mi sono rotto il cazzo del rap game e della competizione. Voglio smettere un po’ con la musica, imparare un po’ la dizione, approfondire il discorso della regia. Non ho mai studiato in vita mia, è la volta buona che comincio”.
La sua città, Olbia, l’ha salvato tre anni fa, nel momento più duro della sua vita: “Un giorno mi sono detto: allora è questa la famosa depressione. Avevo capito di avere un problema, ma non capivo quale fosse e quindi non potevo risolverlo. Cadere nel buco è facile, so di altri rapper cui è capitato. Allora vado da mio papà, che a 72 anni ha un fisico che fa spavento perché da giovane faceva le gare di body building. ‘Sei uno straccio’, mi fa, ma non mi chiede nulla’. Lo riempie di frutta e beveroni, lo fa allenare duro. “Sono stato blindato in casa per sei mesi; mi riposavo, non mi drogavo e non ascoltavo musica. Dopo qualche tempo ho visto le costole sparire, il mio corpo era come se fosse sbocciato”.

Il nuovo video di Salmo lo trovate su PornHub

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Pornhub
 e Salmo, un’accoppiata che non capita tutti i giorni di trovare, ma che da oggi ha dato vita a una collaborazione… bollente.

Il rapper è infatti approdato sul portale dedicato al “divertimento” per adulti con un canale tutto suo e ha creato un contenuto video in esclusiva per il lancio di Playlist, il nuovo attesissimo album – già disponibile per il pre-save su tutte le piattaforme – in uscita il prossimo 9 novembre.

Questa non è la prima volta che la piattaforma a luci rosse dimostra il suo interesse per il mondo della musica: in passato Pornhub ha infatti lanciato molte iniziative musicali, la più recente delle quali è la collaborazione con Kanye West, nominato direttore creativo della prima edizione dei Pornhub Awards, e in Italia alcuni anni Immanuel Casto aveva affidato al portale la pubblicazione del suo video Alphabet Of Love.
«Siamo davvero felici di poter ospitare il video di lancio per il nuovo album di Salmo – afferma Corey Price, Vice President di Pornhub – è entusiasmante come sempre più artisti scelgano la nostra piattaforma per diffondere la propria arte.» 
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Salmo da oggi inoltre sarà il primo artista italiano a essere presente, oltre che sui tradizionali social network,  anche su Pornhub con un canale dedicato, inaugurato oggi proprio per ospitare il video.

La regia della clip conta sull’estro e l’esperienza di Andrea Folino insieme al team Younuts, le strategie di Brand Warriors e, naturalmente, la produzione ed il coordinamento di Lebonski Agency / Maestro. 

Il video, nato dal genio artistico e dall’ironia di Salmo, sarà presente oggi anche in rotazione sulla homepage di Pornhub, che ospita 100 milioni di visitatori ogni giorno.

Trovate il video qui: https://www.pornhub.com/channels/salmo

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Moriresti per vivere con me?: la emo trap di Fasma nell’album d’esordio in uscita il 2 novembre

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“Vorrei che questo disco fosse d’aiuto a qualcuno. Vorrei che questo disco fosse l’inizio di un progetto che si basa sull’essere e non sull’apparire. Questo disco è lavoro, è espressione, e sacrifici, sono io e siamo noi. Questo disco era immaginare, era sognare ad occhi aperti con la voglia di non svegliarsi più. Questo sogno oggi è realtà, questo disco è solo l’inizio”.

Moriresti per vivere con me? è il primo album di Fasma, rapper romano, classe 1996, che insieme alla sue crew WFK si è posto l’obiettivo pi portare anche in Italia la emo trap d’oltreoceano, che tra i suoi esponenti ha avuto una figura controversa come quella di XXXTentacion, il rapper morto lo scorso giugno in una sparatoria a soli 20 anni.

Ad anticipare l’album, in uscita il 2 novembre, sono i singoli Lady D., Monnalisa e Marilyn M., brani che mettono in luce un’indole intimista, lontana dall’ostentazione edal consumismo tipici della trap.
Il disco è inoltre già disponibile in pre order negli store digitali, in pre save su Spotify e, solo su Amazon, è ordinabile la versione autografata limited edition.

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Questa la tracklist:
Caro Angelo
Ti prometto che un giorno partiremo
Sai che
M. Manson
Marylin M.
00:02
CARICOTONICO
Giuro che
Lady D.
Outro
L’inizio della fine

Vegas Jones: repack dell’album e rinvio del tour. Concerto-evento il 17 febbraio a Milano

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Bellaria: Gran Turismo
è il titolo del repack dell’ultimo album di Vegas Jones, uscito a marzo. Le nuova edizione del disco conterrà 7 tracce inedite e diverse collaborazioni.

La creazione e l’ideazione del nuovo progetto hanno portato l’artista al rinvio delle cinque date live del suo Bellaria: Il Tour.
Vegas Jones si esibirà il 17 febbraio 2019 al Fabrique di Milano per un’incredibile data-evento, dove il pubblico avrà la possibilità di ascoltare i nuovi brani dal vivo per la prima volta (Inizio Concerto: ore 21.00 Prezzi: Posto Unico – €20,00 + € 3,00 diritti di prevendita).

I biglietti per la nuova data di Milano sono in vendita online su Ticketone.it e nei punti vendita autorizzati.

Negli ultimi mesi Vegas Jones ha collaborato nuovamente con Emis Killa sul singolo Claro, ha inciso un feat. con i Måneskin sul brano Immortale e ha partecipato al nuovo disco di Baby K sulla canzone Vibe insieme a Gemitaiz. Non ultima, la collaborazione internazionale con i One Republic in Start Again.
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MODALITÀ E TERMINI DI RIMBORSO

A seguito del rinvio delle date di Napoli, Bologna, Venaria e Roma tutti coloro che hanno acquistato il biglietto dovranno chiedere  il rimborso seguendo le istruzioni che trovate di seguito.

Tutti coloro che vorranno partecipare alla data-evento del 17 febbraio 2019 a Milano  avranno la possibilità, portando con sè la fotocopia del biglietto già acquistato per le date rinviate e la conferma del pagamento, di acquistare un biglietto usufruendo di uno sconto del 15% per la nuova data.

– Rimborso per i biglietti acquistati presso i Punti Vendita TicketOne:

Il rimborso dei biglietti potrà essere richiesto esclusivamente presso il Punto Vendita in cui è stato effettuato l’acquisto entro e non oltre Venerdì14 dicembre 2018.

I biglietti verranno rimborsati totalmente (compresi i diritti di prevendita). Non verranno rimborsate eventuali ulteriori commissioni (già effettuate e fatturate) applicate dal Punto Vendita in fase di acquisto.

Rimborso per i biglietti acquistati on line sul sito TicketOne.it o tramite call center TicketOne:

I biglietti acquistati on line sul sito TicketOne.it o telefonicamente tramite i Call Center TicketOne verranno rimborsati totalmente (compresi i diritti di prevendita), escludendo le commissioni di servizio ed i costi di spedizione (già effettuati e fatturati) ed eventuali altri servizi acquistati, entro e non oltre Venerdì14 dicembre 2018, come da modalità regolamentate nei termini e condizioni di acquisto del sito TicketOne. Qui di seguito le istruzioni per richiedere rimborso:

1) Biglietti con ritiro sul luogo dell’evento o Stampa @ Casa:
il cliente dovrà contattare il Costumer Service di Ticketone per chiedere il rimborso, entro e non oltre Venerdì 14 dicembre 2018, al seguente indirizzo e-mail: mailto:ecomm.customerservice@ticketone.it.Una volta effettuata la richiesta dovrà unicamente attendere il completamento delle operazioni di rimborso.

2) Biglietti ricevuti tramite Corriere Espresso:
Il cliente dovrà spedire i biglietti tramite raccomandata con ricevuta di ritorno entro e non oltre Venerdì 14 dicembre 2018 (farà fede la data del timbro postale) al seguente indirizzo, specificando che si tratta di una richiesta di rimborso:
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Via Vittor Pisani 19
20124 Milano
C.a. Divisione Commercio Elettronico
Oggetto: RICHIESTA RIMBORSO

Il rimborso verrà effettuato mediante riaccredito sulla carta utilizzata per l’acquisto o altro metodo di pagamento utilizzato in fase di acquisto. Tale operazione di riaccredito avrà inizio a partire dal ricevimento della raccomandata e la visibilità del riaccredito sarà possibile dal mese successivo.

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