Apple porta la musica live in Piazza Liberty a Milano: si inizia con Mengoni


Apple porta la musica live nella suggestiva cornice di Piazza Liberty a Milano.

A partire dal 28 marzo, e poi ogni mese fino a ottobre, Piazza Liberty sarà la location una serie di performance live completamente gratuite a cura di Apple Music.

A inaugurare l’iniziativa il 28 marzo sarà Marco Mengoni, mentre la chiusura sarà affidata all’artista classico più ascoltato su Apple Music, Ludovico Einaudi, che concluderà la serie di appuntamenti live.
Le registrazioni dal vivo delle esibizioni saranno disponibili su Apple Music e presto saranno annunciati altri importanti artisti italiani.

Il negozio Apple Piazza Liberty, recentemente inaugurato, ha rivitalizzato una piazza nel centro di Milano a pochi passi dal Duomo e rappresenta una grande location per Today at Apple. La piazza, rivestita in beola grigia, è aperta al pubblico 24 ore su 24 ed è già sede di eventi speciali durante tutto l’anno in collaborazione con il Comune di Milano e il suo Assessorato alla Cultura.

“La partnership tra Comune di Milano ed Apple testimonia ancora una volta come l’alleanza tra pubblico e privato sia in grado a Milano di aumentare l’attrattività della città, ampliando l’offerta culturale con iniziative sempre nuove e di grande qualità”, ha dichiarato l’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno

Marco Mengoni ha invece espresso con queste parole l’emozione per essere il primo protagonista dell’iniziativa: “Essere il primo artista italiano che Apple ha voluto per questo progetto esclusivo, è davvero una grande emozione, sono onorato che le prime note che Piazza Liberty ascolterà dal vivo siano proprio quelle di Atlantico”.

Per assistere alle esibizioni sarà sufficiente visitare il sito https://ticketing.apple.com/livemilano, dove è possibile richiedere i biglietti gratuiti.
Tutti i biglietti sono gratuiti per il pubblico e verranno assegnati per estrazione.

Rainbow – The Film: Kesha racconta la sua rinascita in un documentario

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A un anno dall’uscita di Rainbow, l’album che ha segnato il suo ritorno sulle scene dopo le tristi vicende giudiziarie e i problemi personali, Kesha ha deciso di festeggiare con un documentario disponibile su Apple Music dal 10 agosto.

Diretto da Kesha stessa insieme a suo fratello Legan Sebert e a Kevin Hayden e prodotto da Magic Seed Productions, Rainbow – The Film svela i dettagli della creazione dell’album e ne enfatizza il potente messaggio di forza, perseveranza e amore per se stessi.
Il documentario è una storia di redenzione che racconta come sono stati affrontati momenti molto bui, demoni interiori e problemi quotidiani, ma mostra anche Kesha mentre si diverte in giro per i rock club del suo Paese, mentre scrive e registra L’album o si prepara all’esibizione durante l’ultima cerimonia dei Grammy.

“Dedicarmi all’album Rainbow è stato un processo terapeutico e mi ha dato l’opportunità di scoprire persino una terza dimensione dell’arte che mi ha aiutato a raggiungere una guarigione e una catarsi ancora più profonda. Spero che questo film in un certo senso ti faccia sentire vulnerabile, come se stessi per farti male, in questo caso spero di essere colei che può farti stare meglio”, ha spiegato la cantante.

L’etichetta italiana EGO tra i curatori di Apple Music


EGO, etichetta italiana indipendente, specializzata in musica dance, ha annunciato l’inizio di una collaborazione con Apple Music, il servizio di streaming fornito da Apple, come curatore di playlist.

In particolare, EGO avrà cinque playlist ufficiali: YELLOW, ORANGE, RED, DEEP HOUSE e PARTY TIME. Ognuna sarà dedicata a una particolare selezione di brani dance, house e pop.

BITS-RECE: Brian Eno, Reflection. Un generatore di pensieri

BITS-RECE: radiografia di un disco in una manciata di bit.
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Brian Eno è uno di quegli artisti che appaiono sempre troppo grandi per essere racchiusi dentro alle scatole delle parole. Personalità e genio mentale come il suo sfuggono alle catalogazioni, al tempo, alle mode, e rischiano di far apparire banale ogni tentativo di inquadrarli.

Accade proprio questo per Reflection, il nuovo album del musicista inglese: già il concetto di album per questo lavoro non funziona, perché non si tratta di una raccolta di canzoni, bensì di un’unica traccia di 54 minuti. Non una novità per lui, che già in passato aveva pubblicato lavori simili, come Thursday Afternoon dell’85 e Neroli del ’93.
Un lavoro “ambient”, dove il termine sta a indicare un preciso tipo di musica, pensato dal suo autore come infinito e fluido, un continuo e incessante divenire di suoni sempre uguale a se stesso eppure sempre diverso, proprio come quando si guarda un fiume.
Un concetto musicale quasi filosofico, se si aggiunge il fatto che per Eno la musica ambient dovrebbe avere il preciso compito di stimolare le parole e il pensiero (da qui il titolo) di coloro che la ascoltano, quasi come un sottofondo, diventandone a tutti gli effetti parte integrante.
Infine, Reflection è un album di musica che il suo stesso creatore definisce “generativa”, basata cioè su gruppi di suoni e frasi assemblati seguendo determinate regole probabilistiche, modificati e poi fissati solo quando l’autore ne è perfettamente soddisfatto.
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Tutto troppo astratto? Può darsi, ma il risultato è qualcosa di assolutamente magnifico e di una bellezza universale; verrebbe quasi da scomodare l’aggettivo mistico, se non fosse che di trascendentale qui dentro c’è davvero poco, nessuna verità rivelata, nessuna presunzione di avvicinare il divino, ma solo – si fa per dire – lo splendore di creare note utilizzando terrene strumentazioni elettroniche.
Ad accompagnare il progetto anche un’ omonima app molto avanguardia progettata per Apple TV e iOS, in grado di creare, anzi generare, una versione dell’album potenzialmente infinita con tanto di immagini, anch’esse generative, seguito ideale di The Ship, il progetto audio-sonoro rilasciato alcuni mesi fa.
Non si può, non si riesce a spiegare diversamente cosa sia Reflection: lo si può solo ascoltare, abbandonandocisi dentro e lasciando che a parlare siano i pensieri.
È proprio Brian Eno a chiedervelo.