Doppia uscita per Ghali: fuori “Turbococco” e “Hasta la vista”


Ghali
fa il bis.
Non contento di pubblicare un nuovo singolo, il trapper ne piazza direttamente due in contemporanea, Turbococco e Hasta la vista, anticipati sui social con uno speciale cruciverba.

E la ragione della doppia pubblicazione la chiarisce direttamente lui: “Ci sono poche ragioni per dividere le cose, forse nessuna, ma a volte bisogna guardare alle differenze per capire l’unità del tutto. Turbococco e Hasta la vista sono le mie prime due differenze, servite una sulla produzione di Takagi&Ketra e l’altra sulla produzione di Avedon. Turbococco è il mio modo indefinito di essere alle prese con appuntamenti, famiglia, lavoro, musica e il mio cocco (la testa) va a mille (turbo); mentre Hasta la vista è la distensione club di tutto il processo, è il momento in cui posso essere il ragazzo di Baggio”.

Due realtà diverse, divise tra pop e urban, e lontane anche nelle realizzazione: Turbococco è stato infatti realizzato in Italia, mentre Hasta la vista ha visto la luce a Los Angeles.
E intanto in autunno  si attende il nuovo album.

 

 

Ghali: un’estate live nei festival europei. Poi il nuovo album

Dopo l’uscita di I Love youGhali per la sua prima apparizione live rinnova il suo impegno e sceglie il palcoscenico del concerto dei lavoratori del Primo Maggio a Roma.
L’artista milanese, da sempre attento alle tematiche sociali, ha voluto essere presente in una giornata di festa e di riflessione dedicata al mondo del lavoro prima di partire con la preparazione di quattro straordinari appuntamenti live dell’estate 2019.

Ne mese di luglio Ghali si esibirà infatti in quattro dei più importanti festival Europei.
Il primo eccezionale appuntamento con la musica di Ghali in Europa sarà il 5 luglio a Francoforte, per  la serata di inaugurazione del leggendario Wirelss Festival al Alter Rebstockpark. Ghali condividerà  il palco con artisti del calibro di Cardi B, James Blake, Rita Ora e Travis Scott.
Il secondo appuntamento è al Lollapalooza Paris, il grandissimo festival multi-genere che si svolge nella capitale francese e che come tutti gli altri eventi Lollapalooza nel resto del mondo, vanta una lineup piena di superstar provenienti da un mix molto variato di generi. Ghali si esibirà  il 20 luglio con artisti del calibro di Martin Garrix, Ben Harper, The Strokes, IAM e Twenty One Pilots.
Il ritorno del POW WOW festival sarà il terzo appuntamento, il 23 luglio, nella splendida isola di Pag, Croazia. Una rassegna giovane ma già riconosciuta come una delle mete più ambite dai cultori della musica elettronica in Europa per la sua capacità di coniugare elementi naturali mozzafiato alla musica più fresca e innovativa. Una festa che dura da tramonto a notte fonda che in passato ha già ospitato artisti quali JUSTICE, GESAFFELSTEIN, TJR e molti altri e che quest’anno tornerà con, tra gli altri, DJ DIESEL (aka Shaquille O’Neil), THE BLOODY BEETROOTS e molti altri.
Chiude la sequenza di questi quattro appuntamenti la prestigiosa partecipazione a Tomorrowland, il festival di musica elettronica che si svolge in Belgio dal 2005. Organizzato nel vasto parco de Schorre, vicino alla cittadina di BoomTomorrowland è un vero e proprio riferimento per la nuova scena musicale mondiale e si esibiscono insieme a Ghali artisti come Steve Aoki, The Chainsmokers, Tiësto, Dj Snake e Young Thug.

Ultima dimostrazione che la sua musica è apprezzata in tutto il mondo è la campagna nata spontaneamente per desiderio di una fan, che ha realizzato una maxi affissione ad Atlanta, con una gigantesca scritta “Atl loves Ghali”.

“Per me la musica è qualcosa di magico capace di avvicinare persone che in comune hanno poco. La musica è contaminazione, esplorazione e incontro e per forza di cose non può essere costretta dentro a dei confini. Anche I Love You parla di questo in fondo, della bellezza dell’incontro, di fare le cose insieme alle persone cui si vuole bene. E spero che possa essere uno slogan capace di avvicinare persone che vengono da parti diverse del mondo e magari non conoscono ancora il mio lavoro”.

Questi quattro speciali appuntamenti intervallano la stesura del nuovo album, a cui Ghali sta lavorando con alcuni dei produttori più quotati del panorama hip hop mondiale proprio ad Atlanta, città dove è nato il fenomeno trap.

5  Luglio Wireless Festival Alter Rebstockpark, Fraconoforte, Germania
20 Luglio Lollapalooza Hippodrome ParisLongchamp, Parigi, Francia
23 Luglio POW WOW, Pag, Croazia
27 Luglio Tomorrowland Festival, Boom, Belgio

“I Love You”: Ghali presenta il nuovo singolo nel carcere di San Vittore


Ad un anno da Cara Italia, Ghali torna con I Love You, il nuovo singolo in uscita il 15 marzo.

Se Cara Italia era una dichiarazione d’amore di Ghali al suo Paese, nel nuovo singolo al centro dell’attenzione ci sono le persone: un racconto che va oltre il brano, il testo e il suono, un racconto che si fa reale e sociale, tramutando in azioni concrete le parole della canzone.

I Love You nasce dalla consapevolezza che per iniziare a cambiare le cose occorre (ri)partire dall’individuo e dalla sua realtà.
Partendo dal presupposto che “ci sia un essere umano sia sotto la divisa che sotto il passamontagna”, Ghali racconta, attingendo dalla sua storia personale, che si può e si deve imparare ad amare non solo famigliari e amici, ma anche coloro che ci appaiono come estranei.
L’amore e la speranza conferiscono autentiche occasioni per cambiare e migliore indipendentemente dai luoghi e dalle circostanze: un concetto espresso sia nella copertina del singolo, dove si intravede la figura dell’artista in prigione con una palla stroboscopica legata al piede, sia nelle attività social che Ghali sta mostrando in questi giorni esprimendo il suo desiderio di dare valore sociale alle parole del brano e di stare vicino al prossimo.
Ghali ha, infatti, scelto di associare questo progetto alla Casa Circondariale di San Vittore di Milano, dove ha scelto di presentare in anteprima il singolo, sia perché legata alle esperienze personali che lo hanno coinvolto e che hanno contribuito alla sua crescita personale e alla maturazione di un messaggio positivo, sia perché ha interagito con i detenuti più giovani cercando di dare voce e speranza a chi sta vivendo un periodo di riflessione profonda ma vuole una nuova opportunità.

Cara Italia è stata una lettera d’amore al mio paese. L’intento era quello di scuotere qualcosa nell’animo di chi spesso decide le nostre sorti, di fare arrivare a loro il nostro messaggio tramite una canzone d’amore, l’inno italiano della nuova generazione. A un anno dall’uscita nulla è cambiato e ho deciso di dedicare un’altra canzone d’amore a chi mi sta affianco, alla prima persona che potrebbe cambiare le cose, al primo futuro quindi a un amico, un fratello o una sorella. Perché forse bisogna guardarsi a fianco prima di cercare di cambiare la testa di chi tra di noi non vuole mai scendere a giocare. Non ho ancora perso le speranze”.

Elisa, Ghali, Sfera Ebbasta: un album ricco di collaborazioni per Rkomi


Il prossimo 22 marzo Rkmoni pubblicherà il suo nuovo album, Dove gli occhi non arrivano, un lavoro registrato tra il Sud Africa e l’Italia e interamente prodotto da Charlie Charles.
L’album è anticipato dal singolo Blu, un brano pop eppure criptico, solare eppure malinconico, che vanta la partecipazione di Elisa: “Rkomi ha nella voce qualcosa di elettrico e sognante”, ha di recente dichiarato la cantautrice in merito alla collaborazione con l’artista.

Quella di Elisa non è però l’unica partecipazione presente nell’album: sono infatti molti i nomi celebri che arricchiscono le tracce del disco, da Jovanotti a Ghali, Sfera Ebbasta, Carl Brave, Dardust.

Questa la tracklist:
Dove gli occhi non arrivano
Blu (feat. Elisa)
La U
Boogie Nights (feat. Ghali)
Visti dall’alto (feat. Dardust)
Impressione (feat. Carl Brave)
Alice
Canzone (feat. Jovanotti)
Per un no
Gioco
Mon Cheri (feat. Sfera Ebbasta)
Cose che capitano
Mikado

Ghali primo e unico artista italiano all’OpenairFrauenfeld

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Il 5 luglio Ghali salirà sul palco del OpenairFrauenfeld, il festival di musica hip-hop e urban più importante d’Europa che ospiterà i più grandi nomi della scena internazionale tra i quali Eminem, N*E*R*D*, Joey Bada$$, Migos, French Montana, J Cole e Skepta.

Sarà la prima volta nella storia del festival (nato nel 1985), che un artista italiano salirà sul quel palco che ogni anno raduna più di 100.000 persone a Frauenfeld, in Svizzera.

Dopo la partecipazione all’ Openair Frauenfeld, Ghali sarà impegnato con la preparazione di Ghali in Tour, il suo primo tour nelle più importanti arene indoor italiane che partirà il 20 ottobre dal Pala Alpitour di Torino e si chiuderà al Palalottomatica di Roma il 13 novembre.

Queste le date:
20 ottobre – TORINO – PALA ALPITOUR
25 ottobre – FIRENZE – MANDELA FORUM
26 ottobre – GENOVA – RDS STADIUM
27 ottobre – BOLOGNA – UNIPOLARENA
29 ottobre – MILANO – MEDIOLANUM FORUM
2 novembre – PADOVA – KIOENE ARENA
3 novembre – ANCONA – PALA PROMETEO
4 novembre – BARI – PALA FLORIO
8 novembre – NAPOLI – PALAPARTENOPE
10 novembre – ACIREALE – PAL’ART HOTEL
13 novembre – ROMA – PALALOTTOMATICA

Dolcenera si dà alla trap con Young Signorino, Sfera Ebbasta e Ghali. Il nuovo singolo il 25 maggio

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Tutto era nato per un puro gusto di goliardia, ma l’idea di rivisitare i successi della trap in versione piano e voce è piaciuta parecchio al web, tanto da spingere Dolcenera a realizzarne un EP: è infatti già on line Regina Elisabibbi, un minialbum di sette tracce in cui la cantante rilegge, non senza una certa dose di ironia, sei successi trap degli ultimi mesi, chiudendo con una chicca.

Seduta al pianoforte, Dolcenera si mette alla prova con Sfera Ebbasta (la sua versione di Sciroppo è stata quella da cui è partito tutto), Ghali, Capoplaza, Dark Polo Gang e Young Signorino, mentre per il finale ecco una versione piano, voce e autotune di Un altro giorno sulla Terra, il suo nuovo singolo, in arrivo nelle radio venerdì 25 maggio.
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Peace & Love: Sfera, Ghali e Charlie, quando l’unione (trap) fa la forza

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Da una parte i due più influenti rappresentanti della trap italiana, dall’altra il colui che ne ha prodotto i rispettivi ultimi lavori e che fa ora da collante a un’operazione che era già un successo ancora prima di prendere forma: Sfera Ebbasta, Ghali e Charlie Charles per la prima volta insieme per un singolo, Peace & Love.
I due sovrani delle classifiche degli ultimi mesi affiancati dal loro producer, la mente che ha dato vita a successi come l’album Rockstar e il tormentone invernale Cara Italia.
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“Sapevamo che sarebbe arrivato il momento, anche se non sapevamo né quando né come; più siamo diventati grandi più è diventato difficile fare incrociare le nostre strade, ma alla fine il bello di tutto questo è che basta un beat giusto e tutto sembra diventare estremamente semplice. Il momento ora è arrivato”, ha dichiarato Sfera Ebbasta.
Gli fa un’eco perfetta Ghali: “Gare di freestyle al parchetto a 15 anni, notti passate a chiederci se un giorno sarebbe cambiata, live con 10 persone sotto il palco. Un unico produttore che ci è stato vicino dal giorno zero, con cui abbiamo realizzato i nostri più grandi sogni, colui che ha saputo fare da collante anche quando il nostro ego da rapper e la sana competizione hanno provato a tenerci lontani. Finalmente è arrivato il momento. Per mesi ci hanno chiesto quando avremmo fatto tutti un pezzo insieme: venerdì ci siamo beccati in studio e ci siamo detti ‘Facciamolo’”.

E allora eccolo qui, Peace & Love, singolone trap con tutti i crismi, papabilissimo candidato a riempire l’estate ormai alle porte.
Uscito da appena tre giorni, ha già fatto registrare risultati vertiginosi: si parla infatti di più di 1 milione di stream nell’arco di 24 ore, il che rappresenta un vero e proprio record per un brano italiano.

BITS-CHAT: “Non è sempre colpa della musica”. Quattro chiacchiere con… i Gemelli DiVersi

Li avevamo lasciati nel 2012 in quattro con l’album Tutto da capo, li ritroviamo in oggi in due con il nuovo Uppercut. In mezzo, un’attività live che non si è mai fermata… e qualche colpo ricevuto.

Proprio da questi “colpi” incassati, i Gemelli DiVersi hanno preso spunto per il titolo del loro ultimo album, il settimo di una carriera partita 18 anni fa, quando l’invasione hip hop non si era ancora affacciata sulle classifiche e in Italia i rapper “famosi” si contavano sulle dita delle mani.
Nel linguaggio della boxe, l’uppercut è quel colpo che il pugile sferra dall’alto verso il basso, spesso come mossa finale per mettere al tappeto l’avversario.
Ma loro, che hanno la pellaccia dura, sanno bene che per quante volte puoi cadere, nulla sarà più importante di come ti rialzerai. Nella vita e nella musica.
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Tornate dopo più di tre anni con un nuovo album: cosa avete raccolto all’interno?

Thema: In Uppercut c’è un po’ tutto quello che siamo stati in questi anni, dagli inizi fino ad oggi, senza però ricalcare in tutto il passato. Ci sono tanti richiami alla nostra storia, ma questo disco segna anche una nuova ripartenza, con nuovi elementi nella musica e nei testi. Ci sono canzoni d’amore, canzoni che parlano di noi, ma fondamentalmente è un album positivo: già con il titolo, che richiama un colpo della boxe, abbiamo voluto far riferimento ai colpi che puoi ricevere dalla vita, ma dai quali devi sempre riprenderti. In questo caso non siamo noi ad averlo dato, ma è un colpo che abbiamo ricevuto, come il pugile della copertina: ci siamo rimessi in gioco, trovando la spinta grazie ai nostri fan e alla passione per la musica.

E’ evidente che in questi tre anni ci sono stati dei cambiamenti: vi ricordavo in quattro e vi ritrovo in due…
Strano: Dopo 18 anni insieme, due di noi, Grido e THG, hanno deciso di intraprendere nuovi percorsi. È legittimo: come succede nelle relazioni, si può andare avanti, ma si possono fare anche scelte diverse, e noi ne abbiamo preso atto. Ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo continuato a fare musica come Gemelli DiVersi, perché in realtà il gruppo non si è mai sciolto. Abbiamo cercato di non tradire quello che siamo stati.
T: Nell’album ci sono tanti riferimenti anche a quello che è successo nella band, il “colpo” che abbiamo ricevuto è legato anche a questo. Ovviamente all’inizio sei destabilizzato, ma poi devi ritrovare la speranza.
S: Dopo tutto, la storia della musica è piena di band partite con una formazione e che poi hanno subito defezioni, succede. È una delle sfide che ti si pongono davanti, e noi l’abbiamo accettata.
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In questo periodo anche la musica in Italia è cambiata molto, con l’esplosione dell’hip hip: come l’avete vissuta?
S: L’abbiamo guardata dall’esterno e abbiamo notato che rispetto all’hip hip di qualche anno fa, adesso le canzoni hanno le strofe rap ma il ritornello cantato. Noi però l’avevamo già fatto alla fine degli anni Novanta, e ci sono arrivate addosso le critiche degli addetti ai lavori e della frangia più estremista del mondo hip hip. Adesso quasi tutti usano la melodia per arrivare al pubblico più ampio: possiamo dire di essere stati legittimati? A noi non può fare che piacere sapere che ci sono molti rapper della nuova generazione che dicono di essere cresciuti ascoltando noi, ma succede adesso, prima nessuno lo diceva. Sarà che mi è venuta la barba grigia, ma mi sento un uomo soddisfatto e cresciuto.
T: Va anche detto che noi non ci siamo mai sentiti pienamente parte della scena hip hop, siamo sempre rimasti sul confine, un po’ borderline se vogliamo. Abbiamo iniziato riprendendo un pezzo dei Pooh (il ritornello di Un attimo ancora, il loro singolo d’esordo, riprendeva Dammi solo un minuto, ndr), più pop di così! Abbiamo sempre fatto le scelte da soli, e oggi dà soddisfazione vedere che anche gli addetti ai lavori vanno più a fondo nella nostra musica, riescono a vedere i contenuti e non solo l’apparenza di una band di tamarri come accadeva anni fa. Purtroppo il rap soffre di tanti preconcetti, tra cui quello di essere un sottogenere fatto solo di mosse sul palco: siamo rimasti fermi al cliché di Jovanotti con il cappellino che fai gesti con le mani. Lui in Italia è stato un precursore, ma dietro al rap c’è molto di più. Non ci è mai interessato buttare nei pezzi degli skills per far vedere quanto eravamo bravi con le rime, ma abbiamo cercato di dare sempre dei contenuti.
S: Il rap è diventato cultura negli Stati Uniti già negli anni Ottanta, perché li c’era già la base: qui da noi i pionieri sono stati Jovanotti e gli Articolo 31, ma negli anni Novanta non avevamo ancora la subcultura dell’hip hop, ci sono volute due generazioni.

Tra i cliché legati al mondo del rap c’è forse anche quello di essere un genere che parla di violenza…
S: Proprio qualche giorno fa ho sentito della polemica contro Emis Killa per il testo che inciterebbe al femminicidio (3 messaggi in segreteria, ndr): non ho ascoltato il brano, forse lui avrà usato un linguaggio crudo, ma sono sicurissimo che l’intento non fosse quello di legittimare la violenza. Non è sempre colpa della musica, molto spesso il problema sta nelle interpretazioni sbagliate: un artista deve sempre stare attento a quello che scrive, perché le canzoni arrivano anche a persone che non hanno abbastanza sensibilità per cogliere tutti i significati, ma non si può dare alla musica responsabilità che non ha. Allora noi con Mary avremmo legittimato la violenza dei genitori sui figli?
T: È lo stesso discorso che si faceva anni fa con Marilyn Manson: nelle stragi che si verificavano nei college americani, si diceva che era colpa della musica che ascoltavano gli studenti, e in mezzo ci finivano sempre le canzoni di Manson. La colpa non è degli artisti, ma di chi vuole trovare un pretesto per sollevare la polemica. Sono convinto che ci sia bisogno d tutto, anche di artisti che usano parole forti e che hanno il coraggio di affrontare un certo tipo di argomenti.
S: È questo il vantaggio della democrazia, dare a ognuno la libertà di parola, invece oggi sembra che tutto deve essere criticato e messo in discussione. Qualunque cosa tu dica o faccia, arriva qualcuno che trova da dire, che si tratti di una presunta legittimazione al femminicidio piuttosto che il fatto di mangiare carne.

Siete d’accordo con chi dice che oggi i rapper sono i nuovi cantautori?
T: È un complimento! I veri cantautori sono quelli che negli anni Settanta hanno avuto la possibilità di esprimere le proprie idee, e sono d’accordo sul fatto che alcuni rapper possono essere avvicinati ai cantautori per il loro impegno nel manifestare il loro pensiero, anche se i veri cantautori restano gli intoccabili De Gregori, Guccini, Dalla…
S: Forse più che di cantautori sarebbe giusto parlare di cantastorie, perché portano avanti la pratica del cosiddetto storytelling. Ci sono alcuni nomi della nuova scena rap che lo stanno facendo bene, e penso a Ghali o a Sfera Ebbasta, che portano nella musica molto del loro vissuto. Un’aria nuova che può che fare bene a tutta la scena hip hop.

Per concludere, una domanda di rito per BitsRebel: che significato ha per voi il termine “ribellione”?
S:
Oggi la ribellione è semplicemente riuscire a esprimere il proprio parere, in un mondo in cui tutti cercano di imbavagliarci, le guerre si rivestono di ragioni economiche, il popolo è messo in ginocchio dai poteri forti. L’unico potere che ha il popolo è quello della parola, visto che anche quello del voto non sembra più così forte.

InStore:
26 ottobre, Roma, Discoteca Laziale, va Giolitti 263
27 ottobre, Milano, Mondadori, via Marghera