Un regalo per Alda Merini: Giovanni Nuti presenta “Le posate degli angeli”


“Sono nata il 21 a primavera…” recita l’incipit di una delle più famose poesie di Alda Merini.
La celebre poetessa dei Navigli ricordava infatti spesso di essere nata il 21 marzo, giorno che segna l’arrivo della primavera.
Proprio in occasione del compleanno di Alda Merini Giovanni Nuti presenta il video del brano Le posate degli angeli, registrato live dal teatro Dal Verme di Milano il 20 ottobre 2017 in occasione della presentazione de Il muro degli angeli, il doppio CD di duetti contenuto nel cofanetto Il Canzoniere di Alda Merini – Accarezzami musica (Nar International/Sagapò).

Ad interpretare il brano, insieme a Giovanni Nuti, i Piccoli Cantori di Milano, sotto la guida della loro direttrice Laura Marcora: un coro di voci infantili che esiste dal 1964, composto da bambini tra i 5 e i 14 anni, che vanta tantissime collaborazioni importanti.
La musica del brano Le posate degli angeli è di Giovanni Nuti con l’arrangiamento di Stefano Cisotto (ottimizzazione video Marco Rossetti).

A proposito del brano, Giovanni Nuti scrive: “Nel testo Alda Merini dice che ‘la minestra degli angeli è un bacio che sfiora le labbra…’ – perché pensava che il bacio fosse nutrimento spirituale e ‘la parte più pura dell’amore’. E’ San Paolo che raccomanda di salutarsi con il bacio che è il fondamento della pace tra fratelli. Gli angeli sono sempre stati importanti nella poetica e nella produzione di Alda Merini. Ne sono testimonianza la sua predilezione per il poeta Rilke e i suoi ‘angeli tremendi’ e il volume da lei intitolato ‘La carne degli angeli’.
Alda sentiva le presenze angeliche anche nella vita quotidiana. ‘Siamo tutti circondati da angeli’ mi diceva spesso. Avvertendo la loro vicinanza, si sentiva al sicuro. Quando posava le sigarette accese sul bordo del portacenere o del suo comodino per svolgeva altre attività, io le dicevo ‘Alda, hai lasciato la sigaretta accesa, fai attenzione!’. ‘Non preoccuparti’ – mi rispondeva prontamente – ‘ci sono gli angeli che si occupano di me!’ Gli angeli alle nostre tavole – continua Nuti – sono portatori d’amore. Quando ci facciamo attraversare dall’amore non ci sentiamo più soli, non siamo più in lotta l’uno contro l’altro e usciamo dalla competizione della vita. L’amore e la protezione degli angeli alimentano la nostra creatività, e ci danno la forza per superare ogni difficoltà. In un momento come quello che stiamo vivendo, in cui sentiamo tutto ‘il peso del mondo’ e abbiamo lo spirito appesantito, ecco che gli angeli ci portano la leggerezza e la gioia. Alda Merini è stata indubbiamente un angelo per me perché con lei ho condiviso la gioia del creare insieme.
Per questo non mi stancherò mai di proporre le canzoni del nostro ‘canzoniere’ e anzi le voglio far conoscere a un pubblico sempre più vasto. Tra i vari progetti c’è anche quello di portare in Spagna e in Francia e precisamente a Parigi lo spettacolo Mentre rubavo la vita con Monica Guerritore. Stiamo facendo tradurre alcune canzoni dello spettacolo in francese. Forse non tutti lo sanno, ma è stata la Francia per prima a candidare al Nobel Alda Merini.
Un’altra cosa a cui tengo molto è il nuovo allestimento del Poema della Croce, l’opera sacra che io e Alda abbiamo composto, lei per i testi e io per la musica e rappresentato insieme. Ora ci sarà Carla Fracci nel ruolo recitante di Maria che fu di Alda, con la regia del marito Beppe Menegatti”.

Foto di Larry Gelmini

A Giovanni Nuti il Premio Franco Enriquez – Città di Sirolo 2018

Ph. Kalicantus
ph. Kalicantus

Giovedì 30 agosto (ore 21,00), presso il Teatro Comunale Cortesi di Sirolo (Ancona), si terrà la cerimonia della XIV edizione del Premio Nazionale Franco Enriquez 2018: per una comunicazione e un’arte di impegno sociale e civile.
Fra i premiati di quest’anno, anche Giovanni Nuti nella categoria “poesia e musica”, sezione: raccolte, produzioni e recital.

Questa la motivazione con cui la prestigiosa giuria del Premio, coordinata dal Maestro Paolo Larici, Presidente del Centro Studi Drammaturgici Internazionali dedicato al grande regista Franco Enriquez, e composta da critici e scrittori del panorama nazionale e internazionale, ha deciso di premiare il cantautore toscano per la pubblicazione l’ottobre scorso del cofanetto Accarezzami musica – Il Canzoniere di Alda Merini e gli showcase del progetto realizzati in alcune città italiane:
Accarezzami musica – il Canzoniere di Alda Merini, un’opera vasta e colossale che raccoglie il frutto di un matrimonio artistico tra due grandi anime, Alda Merini e Giovanni Nuti. In questa raccolta discografica (prodotta da Nar International/Sagapò) e nei tre recital di presentazione (ci piace ricordare quello di Milano), la loro sinergia è stata capace di donarci pagine di straordinaria bellezza che scaturiscono da ogni singola nota e da ogni singolo verso. ‘La poesia è bellezza e la bellezza ci aiuta a vivere’ soleva dire la grande poetessa, una bellezza che dal vivo si trasforma in energia carnale e vitale che rapisce e di cui non si può fare più a meno”.

Ph. Giampietro Negroni
ph. Giampietro Negroni

Nelle precedenti edizioni del Premio, che hanno visto in giuria la presenza di buona parte del teatro Italiano e di molti artisti amici di Franco Enriquez, sono stati premiati artisti come Gianfranco De Bosio, Ferruccio Soleri, Umberto Orsini, Emanuele Luzzati, Pierluigi Pizzi, Elisabetta Pozzi, Paolo Graziosi, Ascanio Celestini, Maddalena Crippa, Maurizio Scaparro, Massimo Bubola, Gigi Cifarelli, Franco Cerri, Maria Paiato, Mariano Rigillo, Gabriele Lavia.

Durante la serata del 30 agosto tra gli altri premiati vi saranno anche Filippo Crivelli, Ennio Fantastichini, Luca Lazzareschi, Jacopo Gassman.
Giovanni Nuti si esibirà presentando alcuni brani del suo Canzoniere meriniano.

Sempre nella cornice del Teatro Comunale Cortesi di Sirolo, la sera precedente, il 29 agosto (inizio 21,30), Giovanni Nuti, accompagnato dalla sua band (Massimo Germini, chitarra; Josè Orlando Luciano, tastiere; Simone Rossetti Bazzaro, violino; Emiliano Oreste Cava, percussioni) terrà un concerto con una più ampia selezione dei brani composti con la grande poetessa (Produzione: Sagapò Music – Management: Musicando).
Info e prenotzioni: tel. 071 9330952 – 335 477618

L’infinito di Leopardi diventa musica con Fabio Armiliato e Giovanni Nuti

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Composti a Recanati nel 1819, i versi de L’infinito di Giacomo Leopardi diventano musica.
A quasi 200 anni dalla nascita della celebre poesia, Fabio Armiliato, tenore di fama internazionale, canta i versi leopardiani musicati da Giovanni Nuti, compositore noto per il suo “canzoniere“ realizzato con un’altra grande poetessa, Alda Merini.
Il brano, pubblicato dall’etichetta Sagapò, è disponibile dal 20 luglio in anteprima su iTunes e successivamente sugli altri stores digitali.

Scrive Fabio Armiliato: “Da sempre musica e poesia si uniscono per creare un connubio artistico ancora più elevato. Aver avuto l’opportunità di cantare L’infinito di Leopardi, cioè una delle massime espressioni poetiche e letterarie, grazie alla musica di un artista come Giovanni Nuti, mi ha riempito cuore e anima, facendomi provare un’esperienza unica e carica di emozioni. Come scriveva J.S. Bach ‘La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori’ e sono convinto che Leopardi nella sua genialità aveva già sentito l’Infinito della musica nelle sue stesse parole, guardando verso l’eterno, con gli occhi e il cuore di chi non si ferma alle cose terrene”.

Giovanni Nuti e Fabio Armiliato - Ph. Davide Santi
ph. Davide Santi

Presentato in anteprima il 24 marzo scorso presso la Sala Maffeiana del Teatro Filarmonico di Verona durante la manifestazione “Siamo fatti per l’Infinito” organizzata dall’Accademia Mondiale della Poesia, il brano è stato composto per l’occasione da Giovanni Nuti seguendo la grande tradizione liederistica che ha sempre realizzato il felice matrimonio di musica e poesia. Giovanni Nuti dichiara: “Ho accettato con ‘timore e tremore’ la proposta di Laura Troisi – direttore generale dell’Accademia mondiale della poesia – di musicare i versi de L’infinito di Leopardi. Confrontarsi con uno dei componimenti poetici più noti della letteratura mondiale richiedeva una dose di tracotanza e di incoscienza cui neppure tutti i miei anni di frequentazione e osmosi creativa con Alda Merini mi hanno preparato. Ho cercato di accostarmi con consapevolezza e umiltà a questa poesia, sgombro però di troppe letture e troppe interpretazioni, ‘come se’ la leggessi per la prima volta, in modo da far scaturire la mia musica dall’inesauribile ombra di silenzio del Canto leopardiano. Sono molto felice che l’amico Fabio Armiliato abbia accettato di interpretarlo, impreziosendolo con la sua straordinaria vocalità e la sua grandissima sensibilità interpretativa”.

Prodotto da Paolo Recalcati e Jose Orlando Luciano, che ne ha curato anche l’arrangiamento, L’infinito è interpretato da Fabio Armiliato con l’accompagnamento di Simone Rossetti Bazzaro al violino, Irina Solinas al violoncello e Jose Orlando Luciano al pianoforte.

Il pifferaio di Hamelin, l'omaggio di Giovanni Nuti, Fabio Concato e Lucia Bosè ad Alda Merini

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Lo scorso 20 ottobre, in occasione dell’uscita del cofanetto Accarezzami musica, Giovanni Nuti ha voluto ricordare Alda Merini con una serata speciale al teatro Dal Verme di Milano, riproponendo dal vivo molti dei brani nati dalla lunga collaborazione con l’indimenticata poetessa milanese.

Un evento che ha visto l’entusiastica partecipazione di numerosissimi ospiti del mondo della musica e dello spettacolo, riuniti nel segno dell’amicizia e dell’amore per Alda.
Tra di loro, Monica Guerritore, con cui Nuti porta in teatro da alcuni anni lo spettacolo Mentre rubavo la vita, Rita Pavone, Omar Pedrini, Grazia Di Michele, Dario Gay, Andrea Mirò, Fabio Armiliato, Marco Ferradini, il coro dei Piccoli cantori di Milano, Daniela Poggi e Carla Fracci. Durante l’evento è stato reso omaggio anche a Daniela Dessì e Mariangela Melato.
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Tra i momenti più intensi della serata, il duetto che ha visto protagonisti accanto a Nuti Fabio Concato e Lucia Bosè in Il pifferaio di Hamelin, brano incluso nel cofanetto nel doppio album di inediti Il muro degli angeli, e di cui viene ora reso disponibile il video dell’esibizione.
Un brano che racconta la storia di un’amante velenosa e di un amato vilipeso, e nel quale non è difficile ritrovare i ricordi del manicomio, esperienza disumana vissuta da Alda: lì, tra quelle mura crudeli, la sofferenza sembrava vietare ogni forma di amore.

La morte non è niente: il conforto in musica di Giovanni Nuti

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La morte è una tappa naturale della vita, ed è una delle poche, vere certezze che abbiamo, anche se di morte si preferisce non parlare mai, forse per paura, per un’educazione culturale o per un umano tentativo di esorcizzarla e allontanarla.
Succede così che quando la morte arriva e tocca da vicino la nostra vita non siamo quasi mai pronti ad accoglierla, e ne temiamo l’arrivo per noi stessi.
Una paura legata a una concezione della morte come un passo estremo, la fine di ogni cosa, soprattutto se a supportarci non c’è la fede in una vita anche al di là di quella del corpo.
Proprio da queste considerazioni si è mosso Giovanni Nuti per la realizzazione di La morte non è niente, brano il cui testo riprende le celebri parole del monaco Henry Scott Holland: un invito a considerare la morte solo come un passaggio, un cambiamento, ma non il fine ultimo di un’esistenza.
Il singolo sarà disponibile sulle piattaforme digitali da venerdì 8 dicembre, e ne verrà realizzata anche una versione fisica per chi ne farà richiesta.

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Come sei arrivato alla realizzazione di questo brano?

Sono venuto a contatto con molte madri che hanno perso i figli e mi hanno chiesto di mettere a disposizione la mia musica per sensibilizzare la gente al tema della morte e per questo ho pensato di musicare il bellissimo testo del monaco anglicano Henry Scott Holland La morte non è niente che erroneamente viene attribuito a Sant’Agostino, con la traduzione di Paolo Recalcati. Ne è uscita una canzone che mi auguro possa essere di conforto a tutti coloro che hanno perso un loro caro e che li aiuti a sentire che l’amore non muore mai.
Quello della morte non è certamente in tema molto frequente nelle canzoni. Hai provato a chiederti il motivo?
Il pensiero della morte crea da sempre in tutti un grande disagio. Non se ne parla. Viviamo in una cultura che evita l’argomento e poi quando siamo costretti per una perdita di un proprio caro, ed è una cosa che inevitabilmente capita a tutti, ci si domanda perché sia così spaventoso e doloroso. Per accettare l’idea della morte bisogna guardarla negli occhi affrontandone la paura e questo terrore scopriamo che ha tanto da insegnarci. Anch’io ho sempre rifiutato l’idea della morte e ho sempre allontanato qualsiasi pensiero legato a lei sino a che la vita me l’ha presentata e da lì si è spalancata la porta della consapevolezza.
Senti la vicinanza dei tuoi cari defunti?
Due anni fa ho avuto la dipartita prima di mia mamma e dopo quattro mesi quella di mio fratello. Ho iniziato a leggere libri sull’argomento, a documentarmi, volevo sapere cosa sarebbe successo quando uno “muore”. Volevo avere notizie dei miei cari perché il dolore è difficilissimo da gestire. E così sono arrivato ad avere messaggi dall’aldilà che sono dei grandi doni dal mondo spirituale. I nostri cari non ci abbandonano mai e continuano a vegliare su di noi. Il loro alto livello di vibrazione elimina la sofferenza. Sono piume dentro l’immensa luce del Divino. Se quando erano nei loro corpi ci amavano ora nel mondo spirituale ci amano ancora di più. Ho la consapevolezza che la vita continua dopo l’esistenza fisica. Il rapporto con chi è deceduto ci insegna ad amare ancora di più la vita apprezzando ogni giorno, ogni momento.
Recentemente è uscito Accarezzami musica, il cofanetto che raccoglie quasi per intero il canzoniere di Alda Merini che tu hai musicato. Che risposte hai avuto dal pubblico?
Migliori di ogni aspettativa, sia da parte del pubblico che della critica, solitamente piuttosto fredda nell’esprimere entusiasmo per progetti come questo. Sapevo che si trattava di un’opera importante, che raccoglie anni di lavoro, ma non pensavo che sarebbe andata così bene, anche in termini di vendite. Si dice spesso che la poesia non ha molto spazio nel mondo di oggi, invece questa accoglienza mi fa piacere anche perché dimostra la forza sempre attualissima delle parole di Alda.

A proposito di Alda, c’è un appuntamento in vista.
Sì, il 17 dicembre alla Casa delle Arti Spazio Alda Merini di via Magolfa a Milano faremo una serata in musica. Ci saranno alcuni ospiti, Grazia Di Michele, Marco Ferradini e Dario Gay, e ad accompagnarmi saranno Simone Rossetti Bazzaro al violino, Josè Orlando Luciano al piano ed Emiliano Oreste Cava alla batteria. Sarà un’occasione per ricordare Alda, in attesa di vivere i giorni delle feste. 

Sono passato solamente dall’altra parte:
come mi fossi ritirato nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Tra noi è tutto come prima, come eravamo lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che ti è familiare e che mi hai sempre dato
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
Ridi sempre delle sciocchezze che ci facevano ridere,
ed apprezza le piccole cose che ci piacevano quando stavamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La nostra vita ha ancora tutto il significato che ha sempre avuto:
La morte non è niente, c’è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori
dai tuoi pensieri e dalla tua mente,
solo perché sono fuori dalla tua vista?
Ti sto aspettando, è solo un intervallo, sono dietro l’angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.
La morte non è niente:
il tuo sorriso è la mia pace.
Musica di Giovanni Nuti.
Testo originale di Henry Scott Holland.
Traduzione di Paolo Recalcati.
Arrangiamento, tastiere e programmazione computer: Stefano Cisotto.
Violino e viola: Simone Rossetti Bazzaro.
Registrato presso Flamingo Recording Studio Milano.
Dipinto di copertina di Emiliano Alfonsi.
Foto di Alberto Roveroni.
Video di: Alberto Roveroni e Giovanni Nuti
Fotografia e Montaggio: Alberto Roveroni
Girato presso “LePark” MilanoMusica di Giovanni Nuti.

Alda Merini, quando la poesia spacca i muri

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“Prima di venire / dai un calcio al muro di fronte / perché lì dentro c’è la spia / che ha guardato in faccia il mio amore”.
Recitano così alcuni versi di Prima di venire, bellissima poesia di Alda Merini che Giovanni Nuti ha trasformato in un’altrettanto intensa canzone.
Si parla di un muro. Elemento così poco poetico, che nelle parole della poetessa dei Navigli trova però un suo posto preciso. Perché la poesia di Alda era esattamente questo, una continua convivenza di corpo e anima, dimensione terrena e spirituale, desiderio e rinnegamento, potenza e tenerezza.
E in questo universo brulicante di vita, anche i muri trovano la loro ragione di essere. Per Alda Merini i muri non erano solo quelli del palazzo fatti di mattoni, ma erano anche quelli tremendi fatti delle sbarre del manicomio. Un’esperienza drammatica, che lei però non si è mai rifiutata di raccontare anche nei suoi aspetti più crudi, e dalla quale ha trovato linfa per alimentare i suoi versi urlanti di amore.
Conoscevo già, e avevo imparato ad amare, la forza di Prima di venire, forse uno degli episodi che preferisco in assoluto, insieme a Il bacio, tra quelli musicati da Nuti all’interno del canzoniere meriniano, ma recentemente mi è capitato di riascoltarla dal vivo, e le sue parole mi sono risuonate dentro con una vibrazione nuova.
L’occasione è stata la serata Alda Merini – Il Concerto del 20 ottobre al teatro Dal Verme di Milano: evento più che speciale a scopo benefico a favore dei City Angels, svoltosi proprio nella giorno della pubblicazione di Accarezzami musica, il ricchissimo cofanetto contenente quasi tutta la produzione di Alda Merini realizzata insieme a Giovanni Nuti con l’intervento di altri numerosi artisti, insieme al DVD del Poema della Croce interpretato nel Duomo di Milano il 13 ottobre 2006 da Nuti e dalla stessa Merini.
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L’emozione della serata era palpabile nell’aria, anche per la presenza di ospiti come Omar Pedrini, Grazia Di Michele, Daniela Poggi, Carla Fracci, Rita Pavone, Lucia Bosè, Fabio Concato, Marco Ferradini, Andrea Mirò, Dario Gay, Fabio Armiliato e il coro dei Piccoli Cantori di Milano, che si sono alternati sul palco accanto a Giovanni Nuti e Monica Guerritore, protagonisti dello spettacolo Mentre rubavo la vita.
Spazio anche per un ricordo di Daniela Dessì.
Una serata che non ha solo celebrato la voce della più grande poetessa italiana, ma che è stata anche e soprattutto un trionfo di bellezza: la forza di quella poesia era lì, sviscerata in scena sotto le forme più diverse, declinata sotto i toni del dolore, della tenerezza, della commozione, e dell’amore. Della sua vita, Alda diceva di averla vissuta fino in fondo, anche nella sua parte più infernale, e che proprio per questo doveva essere ricordata come la poetessa della gioia. E c’è da credere che sia stato così.
La sua è una poesia che annulla le distanze e che mette a nudo un’anima profondamente umana e contemporaneamente tesa all’infinito. Una poesia capace di infrangere le convenzioni, ribaltare i moralismi, annullare i pregiudizi, perché autentica e disarmante.
Una poesia capace di spaccare i muri con il solo soffio della parola.
E quella sera ha raccolto tutti in un caloroso abbraccio.
L’evento Alda Merini – Il Concerto sarà riproposto il 23 ottobre al teatro Sistina di Roma e il 2 novembre al Teatro Duse di Bologna: tutte le serate avranno finalità benefica.

Accarezzami musica: il progetto di Giovanni Nuti con il canzoniere di Alda Merini in uscita il 20 ottobre

Si intitola Accarezzami musica, dal primo verso della poesia Ape regina, ed è il grandioso progetto discografico con cui Giovanni Nuti tende omaggio al canzoniere di Alda Merini.
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Nato da un’idea di Paolo Recalcati e Mario Limongelli, il progetto uscirà il prossimo 20 ottobre e sarà composto da 6 CD e un DVD, per un totale di 114 canzoni di cui 13 inedite.
Volume 1, Il muro degli angeli (2 CD): 13 brani inediti e duetti di Giovanni Nuti con 29 artisti della musica e del teatro (Renzo ARBORE, Fabio ARMILIATO, Peppe BARRA, Alessio BONI, Lucia BOSÈ, Sergio CAMMARIERE, Rossana CASALE, Fabio CONCATO, Aida COOPER, Valentina CORTESE, Simone CRISTICCHI, Daniela DESSÌ, Grazia DI MICHELE, Marco FERRADINI, Eugenio FINARDI, Dario GAY, Enzo GRAGNANIELLO, Monica GUERRITORE, Mariangela MELATO, Iskra MENARINI, MILVA, Andrea MIRÒ, Rita PAVONE, Omar PEDRINI, PICCOLI CANTORI di Milano, Daniela POGGI, Gigi PROIETTI, Enrico RUGGERI, Lina SASTRI).
Volume 2, Sono nata il 21 a primavera (CD): Milva canta Alda Merini
Volume 3, Rasoi di seta (CD): Giovanni Nuti canta Alda Merini
Volume 4, Una piccola ape furibonda (CD): Giovanni Nuti canta Alda Merini
Volume 5, Una pequeña abeja enfurecida (CD): Giovanni Nuti canta Alda Merini in lingua spagnola, traduzioni e special guest Lucia Bosè
Volume 6, Poema della croce (DVD): opera sacra con Giovanni Nuti e Alda Merini nel ruolo di Maria, registrata live il 13 ottobre 2006 nel Duomo di Milano e qui pubblicata per la prima volta in DVD.
Così Giovanni Nuti presenta il progetto: “Questo tributo ad Alda Merini è un progetto che nasce da riconoscenza e passione e dal desiderio – detto con molta umiltà e senza presunzione – di ‘far avvicinare alla poesia anche chi non compra libri di poesia e non entra nelle librerie’, perché queste parole – che disse Alda un giorno – erano il senso che lei dava alla nostra collaborazione ‘musicale’ – oltre naturalmente al piacere di creare ed esibirci insieme. Avrei voluto realizzare questo progetto quando Alda Merini era ancora in vita, ma non feci in tempo. Sono felice e onorato che molti grandi artisti della musica e del teatro abbiano accettato di affiancarmi per renderle omaggio. Li ringrazio dal profondo del cuore. A quasi 8 anni dalla sua scomparsa, l’interesse e l’amore che circondano la figura e l’opera di Alda Merini sono un’onda che non smette di propagarsi. Il titolo Il muro degli angeli è per ricordare la battaglia – vinta! – per salvare dalla distruzione la parete della casa di Alda Merini che stava dietro la testata del suo letto: un muro pieno di appunti, disegni e numeri telefonici, scritti a penna, pennarello o col rossetto cui Alda fece riferimento in una poesia che scrisse per me e che è diventata un brano del nostro ‘canzoniere’, Il bacio: “Tutti mi guardano con occhi spietati / non conoscono i nomi delle mie scritte sui muri / e non sanno che sono firme degli angeli / per celebrare le lacrime che ho versato per te”. Grazie a tutti gli artisti che hanno lasciato la loro firma angelica sul muro di Alda”.
Ad arricchire ulteriormente il cofanetto, un libretto di 96 pagine con tutti i testi, quattro poesie inedite, due disegni autografi di Alda Merini, fotografie e scritti di Vincenzo Mollica, Massimo Cotto, monsignor Ravasi, Lucia Bosè, Roberto Cardia e Giovanni Nuti.
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Il “Canzoniere” di Alda Merini sarà presentato in 3 serate-evento Alda Merini – Il Concerto con Giovanni Nuti e Monica Guerritore e numerosi ospiti.
Le serate hanno finalità benefica:
20 ottobre, Teatro Dal Verme – Milano (a favore dei City Angels)
Interverranno: Rita PAVONE, Fabio CONCATO, Lucia BOSÈ, Fabio ARMILIATO, Aida COOPER, Grazia DI MICHELE, Marco FERRADINI, Daniela POGGI, Omar PEDRINI, Andrea MIRÒ, Dario GAY, PICCOLI CANTORI di Milano. Con un omaggio a Daniela DESSÌ e la partecipazione straordinaria di Carla FRACCI

23 ottobre, Teatro Sistina – Roma (a favore del Consiglio Italiano per i Rifugiati)
Interverranno: Renzo ARBORE, Enzo GRAGNANIELLO, Rita PAVONE, SIMONE CRISTICCHI, Grazia DI MICHELE, Peppe BARRA, Fabio ARMILIATO, Daniela POGGI, Iskra MENARINI, Dario GAY. Con un omaggio a Daniela DESSÌ

2 novembre, Teatro Duse – Bologna (a favore del Consiglio Italiano per i Rifugiati)
Interverranno: Fabio ARMILIATO, Iskra MENARINI, Grazia DI MICHELE, Marco FERRADINI, PICCOLI CANTORI di Milano, ospite speciale Roberto VECCHIONI. Con un omaggio a Daniela DESSÌ.

Mentre rubavo la vita: la poesia di Alda Merini in scena il 21 luglio a Iseo con Nuti e Guerritore

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La forza della poesia di Alda Merini torna in scena.
Monica Guerritore e Giovanni Nuti daranno infatti vita allo spettacolo Mentre rubavo la vitavenerdì 21 luglio alle ore 21 a Iseo (Bs).
Un concerto “folle e commovente” tra musica e poesia, nato da un’idea di Rossella Martini, in cui l’attrice romana, nella veste inedita di cantante, e il cantautore e compositore, a lungo legato alla poetessa da un “matrimonio artistico”, daranno voce e musica alla parola della poetessa milanese.
Il concerto è uno degli eventi della Rassegna MACRAME’ 2017, uno degli appuntamenti più importanti che animano l’estate del lago d’Iseo.

«Nessuna donna resta indifferente davanti alla forza, all’energia libera, vitale, colorata, sensuale di Alda Merini – dice l’attrice – La musica di Nuti rende travolgenti i suoi testi. Io stessa ne rimango stupita. Al pubblico piacerà enormemente: ballerà, riderà e piangerà insieme a noi!».
«Solo un’artista eclettica e sensibile come Monica può trasmettere appieno l’intensità, il carattere, l’ironia, lo struggimento, la magica follia di una personalità immensa come quella di Alda Merini – afferma Giovanni Nuti – Sentirla per la prima volta cantare i suoi versi sulle mie note è stato emozionante. Mentre rubavo la vita è un verso della poesia Io come voi (“Io come voi sono stata sorpresa / mentre rubavo la vita”). Oggi vivere con autenticità, con passione, senza ipocrisie è come fosse diventato un reato. Bisogna conquistarsi la proprio libertà e a volta pagarla a cara prezzo. C’è un libro di Alda, dettato a Luisella Veroli, una sorta di autobiografia, che si intitola proprio Reato di vita. Alda con la sua poesia ci invita a vivere intensamente le nostre emozioni, cerca in noi dei complici al suo reato di vita».
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Monica Guerritore e Giovanni Nuti saranno accompagnati sul palco da una band di quattro elementi composta da José Orlando Luciano, (pianoforte e tastiere), Massimo Germini (chitarra), Simone Rossetti Bazzaro (violino e viola), Emiliano Oreste Cava (batteria e percussioni) per uno spettacolo appassionato e coinvolgente.

Venerdì 21 luglio, ore 21 – Iseo (Bs), Parco delle Rimebranze (Via Cerca 10)

Settore numerato: 25 euro
Settore non numerato: 20 euro
Posti in piedi: 15 euro.

Prevendita online biglietti: www.eventimacrame.it e www.vivaticket.it

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BITS-CHAT: "Interpreto Maria nel Poema della Croce di Alda Merini e Giovanni Nuti". Quattro chiacchiere con… Daniela Poggi

Daniela Poggi è un’artista che non si risparmia. Teatro, cinema, televisione, e poi passione per lo sport e tanto impegno civile, la sua è una vita ricca, piena di interessi che uniscono la donna e l’attrice. Da diversi anni, a guidarla c’è anche una fede salda, un rapporto con Dio iniziato come una promessa e divenuto con il tempo un bisogno interiore.

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ph. Marta Lispi

Il prossimo 6 aprile, nella speciale cornice della Basilica di San Lorenzo alle Colonne di Milano (ore 21, ingresso libero fino a esaurimento posti), l’artista ricoprirà il ruolo di Maria in Il poema della Croce. Lo spettacolo è basato sull’omonima opera di Alda Merini pubblicata per la prima volta nel 2004, i cui testi trovano naturale completamento nelle musiche di Giovanni Nuti, che per molti anni ha lavorato a strettissimo contatto con la poetessa.
Un lavoro che racconta il momento più tragico della vita di Cristo sulla Terra in dialogo con la madre: un messaggio di impatto emotivo manifestato attraverso i versi di una delle più rivoluzionarie poetesse del nostro tempo, reso ancora più efficace dalla forza della musica.
Ad accompagnare lo spettacolo sarà un’orchestra di 7 elementi, mentre accanto a Daniela Poggi ci sarà Giovanni Nuti nel ruolo del Figlio.17457663_10210582749063299_2038271475840774012_n
Come le è arrivata la proposta di prendere parte al Poema della Croce?
È stato Giovanni Nuti a contattarmi, attraverso una cara amica. Voleva riportare in scena lo spettacolo e ha fatto il mio nome per la parte di Maria e sono stata molto lusingata. Mi ha fatto ancora più piacere perché stavo già lavorando a Vengo a te Maria, uno spettacolo di musica e poesie incentrato proprio sulla figura della Vergine, in cui portavo in scena anche alcuni testi di Alda Merini. Ricoprire nuovamente quel ruolo mi ha reso quindi molto felice.
Ha avuto modo di conoscere personalmente Alda Merini?
Purtroppo no, è una conoscenza solo letteraria. La conoscevo da tempo, ma ho avuto modo di indagarla ancora più a fondo in occasione di un altro spettacolo di alcuni anni fa, Le ultime sette parole di Cristo in croce, in cui ho raccolto poesie di vari autori, tra cui le sue. È una donna che mi sempre affascinata e impaurita, mi ha regalato emozioni infinite nella sua femminilità e nella sua solitudine. Era molto vicina a noi donne.
Perché l’ha impaurita?
Ha avuto una storia molto forte, nella vita e nell’anima, ha vissuto tutto in maniera molto viscerale. Immaginare come ha sofferto, come si è trovata sola, come ha cercato di gridare aiuto, mi mette paura. Ha sempre avuto il coraggio di dire la verità, anche sulla concezione che aveva della fede e di Dio. È una poetessa che ha il potere di metterti in discussione, fa cadere le certezze che pensavi di aver costruito. Forse se i suoi pensieri fossero stati di un uomo li avrei interpretati in maniera differente, ma essendo donna li sento molto più vicini a me.
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Che rapporto ha con la poesia?
Da bambina non amavo imparare le poesie a memoria, nessuno mi ha mai insegnato a capirle nel modo giusto, per cui ho sempre avuto un rapporto piuttosto altalenante. Però mi affascinano, perché dietro ai testi c’è il vissuto del poeta. Emily Dickinson, forse anche per le sue vicende personali, mi ha sempre ispirato molto, insieme a Neruda. Spesso invece mi capita di leggere testi che non mi trasmettono nulla, come se bastasse mettere delle frasi in versi per definirsi poeti. La poesia, quella vera, è un viaggio dentro l’anima, fa vibrare corde speciali.
Con la fede invece come si pone?
Sono stata educata in una famiglia cattolica, ma quando ero più giovane non ero molto praticante, pur avendo sempre avuto un amore molto forte verso Dio. Poi nel ’91 mi padre si è ammalato di tumore, e ho chiesto a Dio un miracolo. Speravo che potesse guarire, ma quando ho capito che era impossibile ho chiesto almeno che non soffrisse, promettendo che avrei iniziato ad andare a messa ogni domenica. Forse è una promessa po’ infantile, ma da allora l’ho mantenuta e con il tempo si è trasformata in una necessità interiore di ritrovarmi con la comunità, ricevere Dio e ascoltare la sua parola. Durante la settimana mi riempio di paure e domande che ogni volta si risolvono ascoltando il Vangelo e l’omelia. Viviamo una vita pesante, caotica, che ci appesantisce, e per me la messa domenicale è diventata il momento per ripartire più forte.
Al di fuori del lavoro lei è una persona piena di interessi, dallo sport all’impegno sociale, alla difesa degli animali, e si nota una grande voglia di raccontarsi, è d’accordo?
Lei dice? Non ci avevo mai pensato, ma se questa è la percezione che do mi fa molto piacere. Mi ritengo una privilegiata a fare questo lavoro, un mestiere che amo e che richiede anche una certa onestà intellettuale e un grande rispetto per il pubblico. Mi piace raccontare quella che sono, senza oltrepassare i limiti del privato ovviamente, per cui se mi impegno con l’Unicef in favore dei bambini in Africa o contro il lavoro minorile o se mi spendo per i diritti degli animali e contro la vivisezione, la strage delle balene in Norvegia e l’uso degli animali nel circo è giusto che gli altri lo sappiano. Non lo faccio per me, ma per una giusta causa, e se il mio nome può fare qualcosa io non posso che esserne fiera. È una missione che cerco di portare avanti aderendo alle campagne di sensibilizzazione e ogni giorno nelle piccole azioni, anche semplicemente parlandone.
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Tra il 2013 e il 2015 è stata anche Assessore alla Cultura, alle Politiche giovanili, Pari opportunità e Diritti degli animali del Comune di Fiumicino. Che bilancio può fare di questa esperienza?
Sono stati due anni e mezzo molto impegnativi e faticosi, ma anche molto gratificanti, in cui ho conosciuto persone meravigliose, con grande voglia di fare. Ho visto dall’interno come ci si dovrebbe muovere in politica e ho capito che non è il mio modo di fare: dovrebbe cambiare la mentalità, si dovrebbe pensare solo al bene degli altri, la cultura dovrebbe essere considerata una strumento di crescita, invece si sono perse l’etica e la lungimiranza. Non credo che lo rifarei, preferisco fare politica nel privato, dando il buon esempio da cittadina.
C’è un obiettivo lavorativo che le piacerebbe raggiungere?
Il musical. Mi piacerebbe cimentarmi nel canto e nel ballo, tenendo conto naturalmente che non sono cantante e ballerina, e poter mostrare un’immagine diversa, ironica, buffa. Spesso gli altri vedono in me una donna molto sicura, mentre in realtà ho molte fragilità e insicurezze.
La conduzione televisiva non le manca?
Sì, devo dire che mi avrebbe fatto piacere avere qualche occasione in più, anche per programmi meno impegnativi di Chi l’ha visto?, che è stata comunque un’esperienza meravigliosa. Tornando a quello che dicevamo prima, a me piace parlare con la gente, cerco il confronto, e la conduzione ne offre la possibilità perché ci sono gli ospiti, si può immaginare il pubblico dietro la telecamera, si possono esprimere pensieri. Oggi mi rendo conto che la televisione è molto cambiata, ma, come si dice, Never say never!
Per concludere, una domanda di rito per BitsRebel: che significato dà al concetto di ribellione?
La ribellione è cercare di portare avanti se stessi al di là delle imposizioni dall’esterno. Ci si ribella al sistema: io sono, io penso, io dico, ribellarsi è dichiarare di essere se stessi. Mi ribello a quello che non trovo giusto, per me e per gli altri, nell’ottica del rispetto sociale, mi ribello alla vendita delle armi e allo sfruttamento minorile, e di conseguenza la mia vita sarà vissuta in accordo con queste idee.

Sono nata il 21 a primavera: martedì 21 marzo a Milano una serata nel ricordo di Alda Merini

Ph. Francesco Prandoni (1)
Sono nata il ventuno a primavera

ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.

Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.


Martedì 21 marzo
, ricorrenza del compleanno di Alda Merini e in concomitanza della Giornata Mondiale della Poesia istituita dall’UNESCO, il cantautore Giovanni Nuti darà vita allo spettacolo Sono nata il 21 a primavera presso il Teatro San Lorenzo alle Colonne di Milano (Corso di Porta Ticinese 45, ore 21 – ingresso 20 €, ultimi posti disponibili).

La serata è dedicata alla memoria dell’indimenticabile poetessa milanese: “Sono felice di rendere omaggio ad Alda nel giorno del suo compleanno e nel ‘suo’ quartiere – dice Giovanni Nuti – Oggi compirebbe 86 anni e sono certo che Lei, che mi diceva ‘quando i poeti muoiono, poi nessuno più li ricorda’, sarebbe contenta di sapere che la sua memoria e la sua opera sono più vive che mai. Con ‘il nostro canzoniere’, le canzoni che sono nate dai versi che mi dettava, faremo festa e musica in suo onore”. 
Per 16 anni legato ad Alda Merini da un sodalizio che la poetessa definiva “matrimonio artistico”, Nuti sarà accompagnato da una band di quattro elementi (José Orlando Luciano, pianoforte e tastiere – Massimo Germini, chitarra – Simone Rossetti Bazzaro, violino – Emiliano Oreste Cava, batteria) in uno spettacolo emozionante e coinvolgente.
Il concerto, prodotto da Sagapò Music, è organizzato dal Centro Culturale delle Basiliche, in collaborazione con Francesco Bombelli.
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