BITS-RECE: ETHAN, “METAMORFOSI (VOL.1)”. Queerness dionisiaca
BITS-RECE: radiografia di un disco in una manciata di bit
Nell’antica Grecia, Dioniso era il dio dell’eccesso, il dio dell’ebbrezza, della follia, della possessione, dell’estasi mistica. Il suo corteo orgiastico, popolato da satiri caprini e baccanti invasate, era portatore di disordine e inquietudine nel mondo civilizzato delle poleis. Dioniso il dio legato all’aspetto selvaggio e ferino dell’uomo, era il dio dell’istinto animale, opposto al più rassicurante equilibrio apollineo.
Per questo Dioniso era guardato con timore e sospetto, perché la sua presenza richiamava tutto ciò che non si poteva governare, che usciva dalle regole, che si allontanava dalla norma, ma anche tutto ciò che arrivava da lontana, soprattutto dalle misteriose e malviste terre orientali.
Se oggi prendesse vita un moderno corteo dionisiaco, molto probabilmente si muoverebbe al suono ipnotico di un’elettronica acida e contaminata di suggestioni esotiche, naturalmente all’insegna della queerness.
Tutti elementi che ritornano nelle sonorità e nell’estetica di METAMORFOSI (VOL. 1), il nuovo EP dell’italo-brasiliano ETHAN.
Cinque tracce che fanno incontrare il mondo del clubbing con l’r’n’b, il baile funk di matrice carioca, fino a catturare echi mediorientali. Un manifesto queer sensuale, fluido ed eterogeneo, frutto di un percorso di ricerca e sperimentazione dell’artista, che va alla riscoperta delle proprie origine anche nella lingua, alternando liriche in italiano e in portoghese.
“METAMORFOSI (VOL. 1) è la risposta a un mondo che spesso ci vuole statici, omogenei, omologati: una danza tra il passato e il futuro, un viaggio che fonde la sperimentazione elettronica con il pop più tangibile. Ogni traccia è un esperimento, un dialogo tra quello che siamo e quello che potremmo diventare. Non siamo più vincolati a una forma predefinita, ma liberi di fluttuare tra suoni, emozioni e idee, pur mantenendo intatto il nostro nucleo”, dichiara ETHAN.
Un diretto rimando al mondo classico è quello del titolo, metamorfosi, termine che allude alla trasformazione e al cambiamento: “In ogni cambiamento c’è una liberazione e la musica è la nostra via per farla emergere. La metamorfosi è il cammino verso una versione più autentica di noi stessi, un flusso che non segue regole, ma che crea nuove possibilità. È il coraggio di spingersi oltre, di esplorare l’inconosciuto e di rinascere”.
Esotiche ed eterogenee anche lo collaborazioni: il cantante carioca MC GW, il produttore multiplatino brasiliano DJ 2F e la performer italo-persiana NAVA.











Sempre legati al cinema sono inoltre alcuni brani tratti da colonne sonore italiane che voluto riprendere e reinterpretare. Perché hai scelto proprio quelli?


