Lars Rock Fest: l’ottava edizione dal 5 al 7 luglio a Chiusi


A meno di un mese dall’inizio della sua ottava edizione il Lars Rock Fest, festival ad ingresso gratuito organizzato dall’Associazione Culturale GEC Gruppo Effetti Collaterali e dedicato alle sonorità inidie-alternative internazionali ed italiane, dal 5 al 7 Luglio presso i Giardini Pubblici di Chiusi Scalo (SI), presenta il programma completo di concerti e attività collegate che danno vita alla sua edizione 2019.

La serata di apertura venerdì 5 luglio vedrà, oltre al concerto già annunciato dei canadesi Metz, considerati come una delle migliori formazioni in circolazione quando si parla di alternative rock e punk-hardcore con tre album per la mitica SUB POP di Seattle, i live del progetto post-hc romano Lags e quello dei Kint da Modena, il super gruppo punk-noise-posthardcore con membri di Death Of Anna Karina e RedlineSeason.

Protagonisti della seconda serata saranno i Cloud Nothings da Cleveland (USA), in arrivo in Italia per presentare l’ultimo lalbum che ha confermato il quartetto come una delle band rock and roll più interessanti e significative dell’ultima decade, insieme ai calabresi McKenzie, artefici di un’originale miscela italo-core e il dream pop/shoegaze psichedelico degli Human Colonies da Bologna.

A rendere memorabile la serata finale domenica 7 luglio ci penseranno gli australiani Wolfmother, la band capitanata da Andrew Stockdale che sulle orme di formazioni storiche come Led Zeppelin, AC/DC ed Aerosmith è riuscita nel tempo ad ottenere un ampio seguito mondiale. Con loro sul palco il trio stoner-rock romano Black Rainbows, con sei album all’attivo, svariati EP ed innumerevoli concerti sia in Italia che all’estero, e il collettivo audio-visual di Perugia Becoming X.

A completare il programma musicale ci penserà il Campfire Stage che ogni sera proporrà un after show intorno ad un falò. I gruppi che si esibiranno in questa cornice intima e suggestiva saranno Augustine (venerdì), One Glass Eye (sabato) e Dead Poets Society (domenica).

Come di consueto il programma del festival proporrà una serie di spazi ed eventi culturali.
Con il Lars Rock Fest torna Open Book: un’occasione imperdibile per toccare con mano pubblicazioni di grande qualità e avvicinarsi al mondo visionario, libero e creativo dell’editoria indipendente. Per 3 giorni, Open Book offrirà un’immersione rigenerante nella resistenza culturale, a difesa della bibliodiversità e della pluralità di pensiero.
Inoltre quest’anno, Open Book accoglierà anche lo spazio riviste con la preziosa collaborazione di Firenze RiVista​ e la partecipazione di Edicola 518​.
Anche quest’anno il consueto spazio Street Market permetterà al pubblico del festival di acquistare vinili, CD, fumetti, libri, abbigliamento e prodotti di artigianato, mentre quello dedicato alla ristorazione Food&Drinks offrirà un ristorante, un’area street food ed una dedicata a birre e cocktail .
Completa il programma lo spazio Art&Fun con live drawing e laboratori artistici per adulti, ragazzi e bambini.

Per tutti coloro che verranno in treno o per chi pernotterà al campeggio sul lago di Chiusi oppure nel centro storico, sarà operativo il servizio Lars Rock Shuttle, navetta gratuita a chiamata.

Questo il programma completo

Tutti i giorni:
17.00 – apertura street market, mercatino del disco, fiera dell’editoria indipendente Open Book
17.30 – apertura birreria e cocktail bar
19.30 – apertura ristorante e pub
19.30 – “9 studenti per 9 manifesti”. Gli studenti del III corso dell’Istituto Italiano di Design di Perugia espongono i loro elaborati progettati come esercitazione durante il corso di metodologie progettuali e le sperimentazioni di serigrafia fatte nel workshop con Mynameisbri. A cura di Daniele Pampanelli e IID
20.00 – dj-(sun)set
20.00 – live painting drawing con Biblioteca delle Nuvole e collettivo Becoming X
21:30 – inizio concerti Main Stage

venerdi 5 luglio
18.00/19.00 – laboratorio per bambini con Chiara Dionigi (Collettivo Becoming X)
18.30/19.30 – Presentazione della graphic novel “4 vecchi di merda”, Coconino Press 2018, di Marco Taddei e Simone Angelini.
Fumetto horror ironico: quattro punk all’ospizio in un futuro vecchio, una distopia contraddistinta dal classico humor nero e dal nichilismo che ha reso famosa la coppia. In collaborazione con TINALS che presenta “Sui Generis: this Is Not Punk”.
Con Andrea Provinciali, Marco Taddei e Simone Angelini

sabato 6 luglio
17.00 – Open Book ospita riviste internazionali e italiane in collaborazione con il festival fiorentino “Firenze Rivista” e con la partecipazione di Edicola 518
18.00/19.00 – “Go green! Restiamo al verde!”, letture e laboratorio per bambini per esplorare insieme il colore più ecologico dell’anno. A cura di La Sedia Blu – Firenze. Età 6-10 anni.
18.00/19.00 – Yoga con Eleonora. Una lezione di hatha vinyasa yoga per riequilibrare corpo, mente e respiro. A cura di Eleonora Ansano

domenica 7 luglio
17.30/18.30 – “D’AMAndo”, laboratorio per bambini. Costruiamo una dama con materiali di recupero e giochiamo insieme. A cura di Comitato Soci Coop di Chiusi e Legambiente. Età 6-10 anni.
18.30/19.30 – “Badabum che bum”, letture e musica. A cura di Biblioteca di Chiusi. Età 0-6 anni.
19.00/20.00 – Presentazione del libro “Rock Lit”, Jimenez edizioni 2018, di Liborio Conca.
«Sherwood Anderson, John Cheever e Flannery O’Connor hanno cambiato la mia musica» Bruce Springsteen. A cosa serve la letteratura per chi fa rock? Liborio Conca risponde alla domanda in un viaggio tra la musica e la letteratura.

Con Liborio conca e Stefano Solventi.

Wake Up: pop ed elettronica a Mondovì con Subsonica e Achille Lauro. Anteprima ad Asti


Il 6, il 7 e il 14 settembre sarà al centro Mondovì della nuova edizione di Wake Up, il festival di musica elettronica e pop che da quattro anni fa ballare e cantare il Nord–Ovest italiano.
Anche in questa edizione, con la produzione più grande mai avuta, Wake Up porterà sul palco della Mondovicino Arena (Piazza Mondovicino, 1) una serie di concerti di alcuni dei cantanti e deejay più seguiti del momento.
I primi artisti confermati che saliranno sul palco durante i tre appuntamenti sono Subsonica, Achille Lauro, Ilario Alicante, Martin Garrix, J-Ax + ARrticolo 31 e BoomdaBash.

“Crescere è l’unico obbiettivo che ci siamo dati e che continueremo a perseguire quest’anno e negli anni futuri – afferma Giacomo Caramelli, responsabile marketing – La produzione di quest’anno sarà la più grande mai avuta dall’inizio di questa avventura. Siamo felicissimi di regalare alla città un evento a cui parteciperanno appassionati da tutta Italia ed Europa”.

Wake Up non è solo un contenitore di musica, ma anche di dibattito: non mancheranno infatti i Talk Show pomeridiani assieme al giornalista e dj radiofonico Massimo Cotto, dedicati ad approfondimenti sui linguaggi digitali e all’incontro con influencers e personaggi web di tendenza.

A luglio e ad agosto, al Parco Commerciale Mondovicino (Piazza Giovanni Jemina, 47), si terrà Anteprima Wake Up 2019, una serie di live gratuiti che anticipano i grandi concerti di settembre. Ad animare le serate estive saranno Luca Carboni, Baby K e Giusy Ferreri.
Inoltre il 10 luglio, Anteprima Wake Up arriverà per la prima volta oltre i confini della provincia di Cuneo fino ad Asti (Piazza Cattedrale) per l’evento con DeejayTime, Eiffel 65 e Cristina D’Avena, realizzato in collaborazione con AstiMusica.

“Siamo arrivati alla quarta edizione – dichiara Graziano Gabbio, patron della manifestazione – quest’anno avremo ben 4 anteprime e usciremo dai confini della provincia di Cuneo per partecipare ad Astimusica con un evento targato Wake Up. Grazie invece al Main Sponsor Mondovicino Outlet Village, le anteprime di luglio a Mondovì vedranno esibirsi tre grandi artisti del panorama della musica pop italiana. Sarà un’estate piena di ritmo, vi aspettiamo”.

Questo il programma degli eventi da luglio a settembre (il calendario in aggiornamento):

Anteprima Wake Up 2019
10 luglio, Asti
(Piazza Cattedrale), ore 21.00 – Evento a pagamento: DeejayTime (dj set con Albertino, Fargetta, Molella e Prezioso) – Eiffel 65 – Cristina D’Avena

18 luglio – Mondovì (Parco Commerciale Mondovicino), ore 21.00 – Evento gratuito
Luva Carboni
25 luglio – Mondovì (Parco Commerciale Mondovicino), ore 21.00 – Evento gratuito: Baby K
1 agosto – Mondovì (Parco Commerciale Mondovicino), ore 21.00 – Evento gratuito: Giusy Ferreri

Wake Up 2019
6 settembre – Mondovì (Mondovicino Arena), ore 21.00 – Evento a pagamento: Subsonica – Achille Lauro – Ilario Alicante
7 settembre – Mondovì (Mondovicino Arena), ore 21.00 – Evento a pagamento: Martin Garrix (dj-set)
21 settembre – Mondovì (Mondovicino Arena), ore 21.00 – Evento a pagamento: J-Ax + Articolo 31 – BoomdaBash

È possibile acquistare i biglietti di WAKE UP 2019 e della serata ANTEPRIMA WAKE UP 2019 ad ASTI sui circuiti TicketOne e Ciaotickets o presso i rivenditori autorizzati (tutte le informazioni al link: www.wkup.it/tickets).

Tutte le informazioni su come raggiungere il festival e sui parcheggi sono disponibili all’indirizzo www.wkup.it/info.

Festival della Parola di Chiavari: il 30 maggio live set di Braschi


Ci sarà anche Braschi tra le figure di spicco che parteciperanno alla nuova edizione del Festival della Parola di Chiavari, uno dei più importanti eventi culturali di tutta la Liguria che vedrà la partecipazione di Pupi Avati, Moni Ovadia, Federico Rampini, Dario Vergassola, Vittorio Sgarbi.
Giovedì 30 maggio alle ore 18.30 in Piazza Fenice
, si esibirà in un set minimale, chitarra acustica e pad dove canterà i brani dell’ultimo album Trasparente, alcune cover e un paio di inediti.

Manca davvero poco all’uscita di nuova musica dopo la partecipazione tra le Nuove Proposte al Festival di Sanremo e un’interessante serie di live in tutta Italia tra cui il prestigioso palco del concertone del Primo Maggio a Roma, su cui è salito per ben due anni di fila.

Il cantautore romagnolo, che è stato scelto dal Premio BindNuovo IMAIE per rappresentare l’importante manifestazione dedicata alla canzone d’autore che negli anni ha valorizzato numerosi talenti, tornerà in Liguria il 18 luglio a Laigueglia per la rassegna di Musica d’Autore Queste Piazze Davanti al Mare e il 3 agosto a Sanremo per Rock in the Casbah.

Continua l’esperienza live grazie ai fondi del Bando Nuovo IMAIE, un percorso live tra club e festival prodotto da Coop CMC/Nidodiragno produzioni, che farà conoscere le canzoni e la poetica di Braschi a un vasto pubblico in alcuni tra i migliori contesti musicali e culturali.

Rap, rock e malinconia: il “1969” secondo Achille Lauro


Facendo un giro veloce per il web e la carta stampata, accanto al nome di Achille Lauro si troveranno molto probabilmente le definizioni di rapper o trapper. Ad ascoltare il suo ultimo album però, a cominciare da quella Rolls Royce che tanto scalpore ha suscitato a Sanremo, verrebbe da dire che ci troviamo piuttosto davanti a un rocker amante di certe sonorità vintage.
La definizione più calzante alla sua arte la dà però direttamente lui: “Sono sempre stato un outsider per ogni etichetta che mi è stata data e per ogni genere che ho affrontato”. Outsder nel rap, outsider nella trap, outsider nel rock, outsider nella musica. E, probabilmente, anche outsider anche nello stile di vita.
Chi ha seguito la carriera di Lauro dagli esordi non ha potuto non rendersi conto che ogni suo lavoro è nato infatti all’insegna di una trasformazione, un’evoluzione, un cambiamento verso direzioni talvolta inaspettate e spiazzanti: dalla trap degli inizi alle contaminazioni samba ed elettroniche del precedente lavoro Pour l’amour, pubblicato solo lo scorso anno, per l’artista romano è ora tempo di approdare a una nuova soluzione sonora, quella del rock, sviluppata nell’album che rischia di essere per lui quello della consacrazione verso il grande pubblico, 1969, prodotto da Fabrizio Ferraguzzo e dal fido Boss Doms.

“E’ stato l’anno dell’allunaggio, l’anno del primo cuore artificiale, l’anno di Woodstock, e più in generale questo titolo vuole essere un omaggio a un periodo musicale che ci ha dato un’importante eredità viva ancora ancora oggi”. Il groove “grasso” e rockeggiante di Rolls Royce era già un più che evidente manifesto di quello che sarebbe l’album, ma ora che il disco ha visto la luce si colgono tutte le sfumature di questo nuovo percorso: “Sono già al lavoro su altri due album molto diversi, ma questa nuova veste vorrei portarla avanti e svilupparla fino in fondo: sono al posto giusto nel momento giusto. Per me ogni album è come un nuovo ristorante in cui si possono assaporare gusti diversi: questa volta ho scelto di innovare andando a ripescare i suoni del passato, soprattutto dagli anni ’60 e ’70. Ho guardato a icone immortali, che appartengono a tutti, come Elvis, James Dean, Jimi Hendrix, Marilyn, e le ho messe in copertina”.

“Nonostante mi piaccia cambiare continuamente, il filo comune di tutti i miei album sono l’anima e la scrittura che ci metto, e questo è un elemento che anche i fan della prima ora sanno riconoscere”, afferma Lauro. Diametralmente opposta al mood scanzonato di Rolls Royce o della titletrack c’è la malinconia del nuovo singolo C’est la vie, messa al secondo posto anche nel disco, o del brano posto in chiusura, Scusa: “Non so se dovrei dirlo, ma dopo aver inciso 1969, la canzone, mi sentivo come Rino Gaetano. Ci sono due macro-sensazioni che animano tutto l’album, la leggerezza e la malinconia. L’esperienza costruisce la vita di una persona, e nel mio caso ci sono dei vuoti interiori che vengono a galla, una malinconia personale che ho voluto affrontare. Penso che questo album sia per me anche il disco della responsabilità: sono diventato artigiano del mio successo e sento di avere delle responsabilità anche verso la mia famiglia”.
Se i versi dei brani restano scanditi dalle barre del rap, Lauro sa trovare soluzioni personali per scardinare con ironia sorniona gli stereotipi del genere: e così non si contano i riferimenti al lusso delle Cadillac e delle Rolls Royce, delle Ferrari Black, delle Cabrio, di Hollywood, affiancati da una pioggia di francesismi disseminati praticamente in ogni brano con lucido disordine, passando per le autocitazioni (“Ave Maria Nino D’Angelo / ti compro Castel Sant’Angelo” di Zucchero, che recupera BVLGARI).
Spazio anche per un omaggio alla Città Eterna con Roma: “Ho voluto fare un featuring con Simon P, un amico che non ha avuto la fortuna di trasformare la musica in un lavoro, ma che è un bravissimo autore”), mentre Coez presta la voce in Je t’aime.

Un’ultima considerazione va alle polemiche sui presunti riferimenti alla droga contenuti in Rolls Royce: “Sono sempre stato per la libertà di espressione e credo che un artista non debba essere preso come capro espiatorio per quello che va male nella società. L’arte e l’educazione sono due cose diverse. Le polemiche sulla canzone mi hanno procurato dispiacere perché dopo il primo ascolto dei brani avevamo ricevuto dei feedback positivi dalla stampa e siamo partiti motivati per il Festival. Quando ho voluto essere esplicito su certe tematiche lo sono stato senza troppi problemi: chi ha visto nel brano dei riferimenti alla droga probabilmente non ha mai vissuto davvero il problema, perché non è una questione che si può affrontare con superficialità”.

Il 7 giugno parte il Welcome Rolls Royce Tour, che porterà Lauro in giro per la penisola fino a otobre: “Il tour deve essere uno specchio dell’album. Sarà un grande show”.

Benny Benassi firma il remix di “Soldi” di Mahmood

Dall’r’n’b – anzi, dal moroccan pop” – alla dance il passo è breve.
E così un’autorità del dancefloor come Benny Benassi rimette mano a Soldi di Mahmood, brano vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo e da settimane ai vertici delle classifiche di vendita e di streaming.
Il risultato è un’immersione di beat ed elettronica.

Sanremo in due righe. Il giudizio sulle 24 canzoni nella prima serata

Non so di chi sia stata l’idea, ma partire rifilando ai telespettatori 24 canzoni tutte in una volta non è stata proprio un’ideona.
Il risultato è stato farci arrivare alla fine della prima puntata stremati e con la voglia di dire già “basta”, complice anche una conduzione portata avanti senza troppo brio e con le idee un po’ latitanti.

La sessantanovesima edizione del Festival di Sanremo è partita senza troppe sorprese e qualche sbadiglio: a un primo impatto, le canzoni non sembrano brillare particolarmente, lasciando un po’ di amaro in bocca per la sensazione di qualche occasione sprecata.
Ecco un giudizio-flash dei 24 brani in gara.

Francesco Renga, Aspetto che torni
: una ballatona ona ona, melodicona ona ona, nel più classico stile “renghiano”, ma purtroppo non uno dei momenti migliori. Poco brio, tanta enfasi e forse un tantino di emozione di troppo per aver dovuto rompere il ghiaccio della kermesse.

Nino D’Angelo e Livio Cori, Un’altra luce: se l’intento era quello di unire novità e tradizione, l’operazione è riuscita a metà. Un brano che vuole essere troppe cose insieme, con il risultato di suonare un po’ troppo disomogeneo e – quel che è peggio – già dimenticato.

Nek, Mi farò trovare pronto: tra rock ed elettronica, Nek torna al festival in gran forma. La canzone ha un’anima smagliante e buona possibilità di avere vita propria anche oltre il periodo sanremese. Vedremo cosa saprà fare nelle prossime sere.

The Zen Circus, L’amore è una dittatura: la canzone entra di diritto nella categoria “disturbatori”, non fosse altro per l’impossibilità di cogliere le parole pronunciate da Appino. Il gruppo comunque non si smentisce, portando sul palco un pezzo rock circense che più indie di così non si può, e che sul finale prende una bella piega. E anche l’aspetto scenografico fa al sua bella parte.

Il Volo, Musica che resta: che dire? Qui la retorica e i cliché la fanno assolutamente da padroni. Il tempo sembra essersi fermato al 2015 con Grande amore, ma forse anche a qualche decennio fa. Ma d’altronde non ci si poteva aspettare molto di diverso, visto che Il Volo sono esattamente questo… Bravi, ma mandateli all’estero, grazie.

Loredana Bertè, Cosa ti aspetti da me: erano anni che Loredana aspettava di fare ritorno al festival in piena forma. Quest’anno sembra esserci riuscita: la canzone ha il pathos giusto e Loredana ci ha messo dentro tutta se stessa.

Daniele Silvestri, Argento vivo: qui si osa, con la musica e con il testo. Non so quanto il pubblico sanremese accoglierà il pezzo, ma Silvestri e Rancore fanno sul serio. Il primo vero schiaffo di questo festival arriva da loro.

Federica Carta e Shade, Senza farlo apposta: lei fa pop, lui fa rap, il resto è una canzone senza infamia e senza lode. La passeranno in radio e la si canticchierà un po’, poi si passerò ad altro.

Ultimo, I tuoi particolari: nel perfetto stile della tradizione festivaliera, un pezzo che brilla di melodia pop e rock d’autore. Potrebbe venir fuori meglio nel corso delle serate.

Paola Turci, L’ultimo ostacolo: voce un po’ più roca del solito, non male, ma abbiamo visto Paola più grintosa in altre occasioni. Non male comunque la canzone, che non tradisce le aspettative.

Motta, Dov’è l’Italia: sicuramente il pezzo più politico di quest’anno. Lui è a fuoco, ma il tutto ha bisogno di almeno un secondo ascolto. Benino.

Boomdabash, Per un milione: i Boomdabash fanno i Boomdabash, anche sul palco dell’Ariston. La canzone non farà colpo sul pubblico del festival, ma piacerà ai fan del gruppo, che la balleranno in riva al mare quest’estate.

Patty Pravo e Briga, Un po’ come la vita: non passerà alla storia, né la canzone né l’accoppiata. Il brano non c’è, la voce neppure. Non si è capito nulla, né del testo né del perché abbiano deciso di partecipare. Peccato.

Simone Cristicchi, Abbi cura di me: a farla da padrone qui è la poesia, in un crescendo musicale che riesce a fare colpo. Dopo anni lontano dagli schermi, Cristicchi torna al festival e potrebbe riservare sorprese nella classifica finale.

Achille Lauro, Rolls Royce: ovvero come spettinare l’Ariston. Messo da parte (momentaneamente?) il rap e i suoi connessi, Lauro scaraventa sul festival un pezzo rock tamarrone e baldanzoso, ma senza scandali. Con il Festival non c’entra nulla, ma in un cast così eterogeneo ci sta.

Arisa, Mi sento bene: Arisa ha una voce “antica”, di quelle precise e vibrate che si ascoltavano tanti anni fa. In questa canzone la mette al servizio di un brano che alterna momenti di lirismo a un ritornello iper-pop. E meno male che si balla un po’.

Negrita, I ragazzi stanno bene: se i ragazzi stanno bene, anche i Negrita li ritroviamo in forma. La canzone è perfettamente nelle loro corde, anche se rischia di perdersi un po’ nel marasma dei 24 brani in gara. Un onesto momento di rock.

Ghemon, Rose viola: qui la parola d’ordine è incomprensione. Va riascoltato, perché al primo impatto si è proprio perso.

Einar, Parole nuove: il tutto un po’ tiepido. Si poteva azzardare qualcosina di meglio, invece si resta nei confini della confort zone di un pop da “talent show”. E di nuovo c’è proprio pochino.

Ex Otago, Solo una canzone: si giocano il festival come una grande vetrina, come è giusto che sia per un gruppo in giro già da un po’ ma ancora in cerca della grande conferma. Lo fanno con un brano dall’interessante apertura melodica.

Anna Tatangelo, Le nostre anime di notte: forse avevo capito male, ma mi sembrava che Anna Tatangelo avesse in serbo una specie di svolta. Invece…. invece no. E ho detto tutto. Next, please.

Irama, La ragazza con il cuore di latta: un po’ pop, un po’ rap, un po’ gospel, forse un tentativo di fare un salto un po’ più in là. Quanto possa funzionare oltre al festival però non saprei.

Enrico Nigiotti, Nonno Hollywood: una dedica sincera, sulle note di un rock che si appoggia tanto all’orchestra. Purtroppo un po’ privo di mordente, e sicuramente vittima dell’orario infelice dell’esibizione. Da riascoltare.

Mahmood, Soldi: un altro bel momento di evasione, questa volta in direzione dell’urban. Mahmood si sta ritagliando il suo spazio sulla scena italiana e con questa canzone prosegue sulla linea stilistica tracciata finora.

Quanto ne sai su Sanremo? Dal 4 al 10 febbraio arriva Sanremo Story Contest


In quali anni il festival di Sanremo è stato condotto da Fabio Fazio?
Quale avvenimento ha scosso il festival nel 1967?
Chi arrivò al secondo posto nell’edizione del 2015?
In che anno Domenico Modugno ha cantato Nel blu dipinto di blu sul palcoscenico del Casinò?
Quante edizioni sono state presentate da Pippo Baudo?

Domande di questo tipo nutriranno il Sanremo Story Contest, concorso tematico del campionato nazionale Cervellone Champions Quiz dedicato al festival della canzone italiana che si svolgerà dal 4 al 10 febbraio nei locali d’intrattenimento che aderiscono all’iniziativa in tutta Italia, alla vigilia della 69esima edizione al via al Teatro Ariston il 5 febbraio.

Sanremo Story Contest invita le squadre in gara a confrontarsi su curiosità, aneddoti e protagonisti del festival di Sanremo dalle prime edizioni ai giorni nostri, un’occasione per divertirsi
in un clima di sana competizione e per mirare a vincere il montepremi di 15.000 euro.
Ogni manche conta 15 domande multimediali interattive, inclusi quiz testuali, giochi fotografici, test basati su file audio e video. Le squadre coinvolte, grazie a una pratica pulsantiera wireless di ultima generazione, potranno rispondere a ciascuna domanda in pochi secondi, visualizzando subito il risultato e l’aggiornamento del punteggio. I punteggi ottenuti da ciascuna squadra  saranno valevoli per la classifica nazionale del Cervellone Champions Quiz, campionato che nella sola scorsa edizione ha visto la partecipazione di 140 squadre da tutta Italia.
La sfida finale del campionato Cervellone Champions Quiz, riservata alle squadre che hanno accumulato più punti durante l’anno, si terrà a Civitavecchia a bordo della nave Cruise Roma della Grimaldi Lines.
In occasione di questo evento verranno elette le 10 squadre vincitrici del torneo alle quali saranno assegnati i premi in palio: buoni sconto Mediaworld, Unieuro e Carrefour, biglietti per la nave e altro ancora.

I contest tematici dedicati a sport, cinema, cartoni animati, serie-tv e spettacolo, tra cui Sanremo Story, fanno parte della piattaforma esclusiva e crossmediale WiContest, ideata da Planet Multimedia Srl, leader nel settore dell’edutainment e dell’enterteinment. Sfruttando al massimo la creatività e gli strumenti multimediali, l’azienda realizza i progetti culturali e di intrattenimento per unire le persone che hanno passioni e interessi comuni, dalle grandi imprese ai piccoli gruppi di amici. WiContest dà l’opportunità ai propri player di partecipare ai contest di vaste tematiche
disponibili all’interno della piattaforma o creati ad hoc. Migliaia di persone possono interagire in tempo reale durante le sfide online tramite App e in eventi live.

Ecco una selezione di locali che hanno aderito all’iniziativa in diverse città italiane:
Bologna (4 feb) – America Graffiti di Castel Maggiore (Pio la torre 11)
Roma – (4 feb) – Angeli Rock (Ostiense 193 b/c)
Rimini – (4 feb) – Bounty (Via La Strada 6)
Frosinone – (5 feb) – Off Side (Via Gaeta, 32)
Foggia – (6 feb) – Batik Risto-Pub (Via Immacolata 19)
Firenze – (6 feb) – Trinker Haus (Via Aretina 133/135)
Milano – (5 feb) – La Birreria Italiana (Piazzale Antonio Cantore, 4)
Milano – (9 feb) – Voiture Cafè – Pioltello (Via Pordenone 1)
Genova – (8 feb) – Trattoria Paradiso (Via Guglielmo Oberdan 4r)
Padova – (8 feb) – America Graffiti (Via Udine 8)
Alessandria – (4 feb) – Open Space (Spalto Marengo | Centro Commerciale Pacto)
Alessandria – (5 feb) – iBar (Corso Crimea)
Torino – (7 feb) – Mucca Pazza (Via traforo di Pino Torinese)
Forlì – (6 feb) – Time Pub (Viale Italia 12)

Il regolamento e la lista completa dei locali aderenti è consultabile su www.wicontest.com
Per informazioni: info@wicontest.com

Io sono Mia: al cinema il bio-pic dedicato a Mia Martini

Febbraio 1989, Sanremo: Mia Martini si prepara a tornare sulle scena dopo sei anni di esilio. Un allontanamento volontario, ma nei fatti provocato dalle sempre più pressanti maldicenze sul suo conto. “Mia Martini porta sfortuna”, si diceva ormai da tempo nell’ambiente dello spettacolo, al punto che molti altri artisti si rifiutavano di avere a che fare con lei, i suoi dischi non vendevano più e gli impresari non la ingaggiavano più nelle trasmissioni televisive. Addirittura facevano fatica a pronunciare il suo nome. Tutto per alcune sfortunate coincidenze e la voglia di qualcuno di vendicarsi di un’artista dal carattere forse non proprio semplice (“L’unica cosa su cui sono sempre stata d’accordo”).

“E’ stata una vera e propria violenza compiuta su una persona, su una donna, e forse all’epoca tutti quanti non abbiamo fatto abbastanza per fermare questa calunnia. Questo è il mio modo di chiederle scusa”. Sono le parole di Riccardo Donna, il regista di Io sono Mia, il bio-pic dedicato alla storia di Mimì prodotto dalla Eliseo di Luca Barbareschi in collaborazione con Rai Fiction. La pellicola verrà proiettata in quasi 300 sale cinematografiche italiane solo nelle giornate del 14, 15 e 16 gennaio, per approdare sugli schermi di Rai 1 prossimamente.
Dopo il successo dello scorso anno con la minifiction Fabrizio De André principe libero, la Rai torna così a dare spazio alla vita di un’altro grande nome della musica italiana.
Il film parte proprio da quel festival dell’89, quando ancora nessuno sapeva che per Mia Martini non si sarebbe trattato solo di un grandioso ritorno in scena, ma che in quell’occasione la musica italiana avrebbe anche ricevuto in regalo la preziosissima interpretazione di Almeno tu nell’universo.
Mimì quell’anno non vinse il Festival, e non lo vinse in nessuna delle altre sue partecipazioni, ma quello che è stata in capace di lasciare sul palco va oltre ogni vittoria.

“Per convincere gli organizzatori a far partecipare Mimì quell’anno al Festival, una persona, di cui non posso fare il nome, dovette firmare un contratto come garante per tutto che di spiacevole sarebbe potuto succedere: durante l’esibizione si sarebbe dovuta sedere in prima fila all’Ariston, così se fosse crollato il teatro ci sarebbe rimasta sotto anche lei”: a raccontare l’aneddoto è Loredana Bertè, sorella di Mia, probabilmente colei che più di ogni altro la conosce e la può raccontare, e che per questo film è stata coinvolta in veste di consulente. La persona di cui parla Loredana pare sia Renato Zero, anche se sulla veridicità dell’evento non c’è molta chiarezza, dal momento che Adriano Aragozzini, organizzatore della manifestazione nell’89, ha chiaramente smentito l’intera vicenda in una recente intervista al Fatto quotidiano.
Comunque siano andate le cose, è certo che per Mimì si trattò di un autentico riscatto, che la riportò al grande pubblico dopo che per anni si era accontentata di cantare alle sagre di paese.

A dare corpo, voce e (tanta) anima a Mia Martini è Serena Rossi, che regala un’interpretazione che non si fatica troppo a definire eccezionale: “Ho letto molto su di lei, ho guardato molte sue interviste e ho ascoltato tanto la sua musica, come continuo a fare ancora adesso. Fin dal primo giorno di riprese sapevo che non avrei dovuto cercare di imitarla per non rischiare di scimmiottarla. Ero sicura che da tutte le persone coinvolte nel lavoro avrei ricevuto tantissimo amore, e così è stato. Io non posso che ringraziare e ritenermi fortunata per l’opportunità che mi è stata offerta”.
Pur lontana dall’imitazione, l’attrice riporta con impressionante fedeltà e intensità le espressioni di Mimì, i gesti viscerali delle sue mani e i movimenti delle sue labbra durante le esibizioni, fino a far rivivere la luce tragica che i suoi occhi emanavano.
Sfruttando l’espediente di un’intervista rilasciata a poche ore dall’esibizione sanremese a Sandra, una giornalista arrivata in realtà per incontrare Ray Charles, nel film Mia Martini ripercorre la sua vita, dalle interpretazioni dei brani di Ella Fitzgerald davanti allo specchio della cameretta, al travagliato rapporto con il padre, fino alla delicata operazione alle corde vocali. E poi l’incontro con il manager Alberigo Crocetta e quelli con Califano e Lauzi, che scriveranno per lei pagine importantissime della sua discografia, il rapporto con la sorella Loredana, interpretata da Dajana Roncione, e la storia d’amore con Andrea, un fotografo, personaggio dietro al quale non è difficile riconoscere Ivano Fossati.
E’ ancora Loredana a spiegare: “Ci sono due persone che hanno espressamente richiesto di non essere nominate in questo film, Ivano Fossati e Renato Zero”. Quest’ultimo viene portato sullo schermo nella figura di Anthony, un eccentrico amico conosciuto per caso fuori da un locale.

Alla fine, dopo aver ripercorso tra i suoi ricordi buona parte della sua vita, viene quasi spontaneo anche a noi porci la stessa domanda che Sandra rivolge a Mia: “Come sei riuscita a sopportare tutto questo?”
E nella risposta di Mimì non potremo che ritrovarci tutti d’accordo.

Woodworm Festival Berlin: anche I Ministri e Motta nel cast che suonerà a Berlino l’8 e il 9 dicembre

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I prossimi 8 e 9 dicembre, Woodworm, una delle etichette e management indipendenti più importanti in Italia, organizza un festival a Berlino con alcuni tra gli artisti più interessanti del suo roster.

Sul palco del Bi Nuu di Berlino si alterneranno infatti cinque band per una due giorni di musica italiana di qualità. Un’ occasione unica di promuovere all’estero alcune tra le band più apprezzate del panorama musicale italiano, grazie al contributo di Mibac, SIAE e nell’ambito di “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura.”

Sabato 8 dicembre saranno protagoniste le chitarre, con due tra i progetti più acclamati della scena rock indipendente italiana.
Per primi suoneranno i Fast Animals and slow kids, rock band perugina famosa per i live incredibilmente potenti, che dopo l’uscita del loro ultimo album Questa non è la felicità a febbraio 2017 sta per tornare in studio per registrare il quarto album. Dopo di loro i Ministri, power trio milanese ed ormai nome storico della scena rock italiana, che a marzo hanno pubblicato il loro quinto album, Fidatevi, per poi intraprendere un tour in giro per l’Italia. Per loro è la terza volta a Berlino, dopo i concerti del 2010 e del 2014. A chiudere la serata il djset di Musica Mata per un after party assolutamente imperdibile.
MINISTRI - Foto di Chiara Mirelli 10 alta
Domenica 9 dicembre ad aprire le danze ci saranno i Campos, band nata tra Pisa e Berlino, il cui primo album per Woodworm uscirà a novembre. A seguire La rappresentante di lista, duo di musicisti ed attori, una mosca bianca nel panorama musicale italiano, che con il loro album Bu Bu Sad – uscito nel 2015 – si sono conquistati i favori di pubblico ed addetti ai lavori. Ora Veronica e Dario stanno per uscire con il loro nuovo album, il primo per Woodworm. A chiudere questa maratona di due giorni non poteva che esserci Motta, uno dei protagonisti musicali di quest’anno dopo l’uscita del suo secondo album Vivere o Morire, uscito ad aprile per Sugar. Vincitore di due Premi Tenco, Francesco Motta è uno dei cantautori più apprezzati della nuova generazione anche grazie ad uno stile unico e molto personale.
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Le prevendite per la singola serata o abbonamento sono disponibili a questo link.
Il Woodworm Festival Berlin è organizzato con la collaborazione di Megaherz Agency e con il contributo di Mibac, SIAE e nell’ambito di “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura.”

Giardini Rock: il 25 e 26 agosto a Colico con Bud Spencer Blues Explosion e Populous. Ingresso gratuito

Il 25 e 26 agosto Giardini Rock 2018 riaccende i riflettori a Colico, sul Lago di Como, per la quinta edizione del festival ideato e organizzato dall’Associazione Culturale La Preferita, con Andrea Maglia (chitarrista di TARM e Manetti!) e Alessandro Mariano (batterista di Manetti! e Minnie’s).

La prima serata del 25 agosto vedrà protagonisti i Bud Spencer Blues Explosion che porteranno sul palco l’ultimo album Vivi muori blues ripeti, uscito a marzo per La Tempesta Dischi. In apertura, direttamente da Orleans, Have The Moskovik, per la presentazione del nuovo disco Papier Vinyle.
La sera dopo salirà invece su palco Populous, dj e producer salentino, tra i progetti più apprezzati dello scenario elettronico italiano e non solo. Prima di lui Erio, che presenterà il suo secondo lavoro in studio, Inesse.

Sul palco di Giardini Rock 2018 potranno inoltre esibirsi i due progetti vincitori del contest Road To Giardini Rock, decretati quest’anno da una giuria composta da Andrea Maglia (Tre Allegri Ragazzi Morti), Enrico Molteni (La Tempesta Dischi), Alessandro Mariano (Manetti!), Carlo Pastore (Direttore Artistico MiAmi Fest).
Il voto della giuria si aggiungerà a quello del pubblico presente durante le selezioni e a quello dell’associazione La Preferita di Bellano, fondata dagli stessi organizzatori.

PROGRAMMA

25 agosto: Bud Spencer Blues Explosion + Have The Moskovik + vincitore del contest Road To Giardini Rock + Mother Inc. DJ set
26 agosto: Populous + Erio + vincitore del contest Road To Giardini Rock + Vito War DJ set

Le serate sono a ingresso gratuito.
Contatti: https://www.facebook.com/giardinirock/

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