Io sono Mia: al cinema il bio-pic dedicato a Mia Martini

Febbraio 1989, Sanremo: Mia Martini si prepara a tornare sulle scena dopo sei anni di esilio. Un allontanamento volontario, ma nei fatti provocato dalle sempre più pressanti maldicenze sul suo conto. “Mia Martini porta sfortuna”, si diceva ormai da tempo nell’ambiente dello spettacolo, al punto che molti altri artisti si rifiutavano di avere a che fare con lei, i suoi dischi non vendevano più e gli impresari non la ingaggiavano più nelle trasmissioni televisive. Addirittura facevano fatica a pronunciare il suo nome. Tutto per alcune sfortunate coincidenze e la voglia di qualcuno di vendicarsi di un’artista dal carattere forse non proprio semplice (“L’unica cosa su cui sono sempre stata d’accordo”).

“E’ stata una vera e propria violenza compiuta su una persona, su una donna, e forse all’epoca tutti quanti non abbiamo fatto abbastanza per fermare questa calunnia. Questo è il mio modo di chiederle scusa”. Sono le parole di Riccardo Donna, il regista di Io sono Mia, il bio-pic dedicato alla storia di Mimì prodotto dalla Eliseo di Luca Barbareschi in collaborazione con Rai Fiction. La pellicola verrà proiettata in quasi 300 sale cinematografiche italiane solo nelle giornate del 14, 15 e 16 gennaio, per approdare sugli schermi di Rai 1 prossimamente.
Dopo il successo dello scorso anno con la minifiction Fabrizio De André principe libero, la Rai torna così a dare spazio alla vita di un’altro grande nome della musica italiana.
Il film parte proprio da quel festival dell’89, quando ancora nessuno sapeva che per Mia Martini non si sarebbe trattato solo di un grandioso ritorno in scena, ma che in quell’occasione la musica italiana avrebbe anche ricevuto in regalo la preziosissima interpretazione di Almeno tu nell’universo.
Mimì quell’anno non vinse il Festival, e non lo vinse in nessuna delle altre sue partecipazioni, ma quello che è stata in capace di lasciare sul palco va oltre ogni vittoria.

“Per convincere gli organizzatori a far partecipare Mimì quell’anno al Festival, una persona, di cui non posso fare il nome, dovette firmare un contratto come garante per tutto che di spiacevole sarebbe potuto succedere: durante l’esibizione si sarebbe dovuta sedere in prima fila all’Ariston, così se fosse crollato il teatro ci sarebbe rimasta sotto anche lei”: a raccontare l’aneddoto è Loredana Bertè, sorella di Mia, probabilmente colei che più di ogni altro la conosce e la può raccontare, e che per questo film è stata coinvolta in veste di consulente. La persona di cui parla Loredana pare sia Renato Zero, anche se sulla veridicità dell’evento non c’è molta chiarezza, dal momento che Adriano Aragozzini, organizzatore della manifestazione nell’89, ha chiaramente smentito l’intera vicenda in una recente intervista al Fatto quotidiano.
Comunque siano andate le cose, è certo che per Mimì si trattò di un autentico riscatto, che la riportò al grande pubblico dopo che per anni si era accontentata di cantare alle sagre di paese.

A dare corpo, voce e (tanta) anima a Mia Martini è Serena Rossi, che regala un’interpretazione che non si fatica troppo a definire eccezionale: “Ho letto molto su di lei, ho guardato molte sue interviste e ho ascoltato tanto la sua musica, come continuo a fare ancora adesso. Fin dal primo giorno di riprese sapevo che non avrei dovuto cercare di imitarla per non rischiare di scimmiottarla. Ero sicura che da tutte le persone coinvolte nel lavoro avrei ricevuto tantissimo amore, e così è stato. Io non posso che ringraziare e ritenermi fortunata per l’opportunità che mi è stata offerta”.
Pur lontana dall’imitazione, l’attrice riporta con impressionante fedeltà e intensità le espressioni di Mimì, i gesti viscerali delle sue mani e i movimenti delle sue labbra durante le esibizioni, fino a far rivivere la luce tragica che i suoi occhi emanavano.
Sfruttando l’espediente di un’intervista rilasciata a poche ore dall’esibizione sanremese a Sandra, una giornalista arrivata in realtà per incontrare Ray Charles, nel film Mia Martini ripercorre la sua vita, dalle interpretazioni dei brani di Ella Fitzgerald davanti allo specchio della cameretta, al travagliato rapporto con il padre, fino alla delicata operazione alle corde vocali. E poi l’incontro con il manager Alberigo Crocetta e quelli con Califano e Lauzi, che scriveranno per lei pagine importantissime della sua discografia, il rapporto con la sorella Loredana, interpretata da Dajana Roncione, e la storia d’amore con Andrea, un fotografo, personaggio dietro al quale non è difficile riconoscere Ivano Fossati.
E’ ancora Loredana a spiegare: “Ci sono due persone che hanno espressamente richiesto di non essere nominate in questo film, Ivano Fossati e Renato Zero”. Quest’ultimo viene portato sullo schermo nella figura di Anthony, un eccentrico amico conosciuto per caso fuori da un locale.

Alla fine, dopo aver ripercorso tra i suoi ricordi buona parte della sua vita, viene quasi spontaneo anche a noi porci la stessa domanda che Sandra rivolge a Mia: “Come sei riuscita a sopportare tutto questo?”
E nella risposta di Mimì non potremo che ritrovarci tutti d’accordo.

Woodworm Festival Berlin: anche I Ministri e Motta nel cast che suonerà a Berlino l’8 e il 9 dicembre

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I prossimi 8 e 9 dicembre, Woodworm, una delle etichette e management indipendenti più importanti in Italia, organizza un festival a Berlino con alcuni tra gli artisti più interessanti del suo roster.

Sul palco del Bi Nuu di Berlino si alterneranno infatti cinque band per una due giorni di musica italiana di qualità. Un’ occasione unica di promuovere all’estero alcune tra le band più apprezzate del panorama musicale italiano, grazie al contributo di Mibac, SIAE e nell’ambito di “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura.”

Sabato 8 dicembre saranno protagoniste le chitarre, con due tra i progetti più acclamati della scena rock indipendente italiana.
Per primi suoneranno i Fast Animals and slow kids, rock band perugina famosa per i live incredibilmente potenti, che dopo l’uscita del loro ultimo album Questa non è la felicità a febbraio 2017 sta per tornare in studio per registrare il quarto album. Dopo di loro i Ministri, power trio milanese ed ormai nome storico della scena rock italiana, che a marzo hanno pubblicato il loro quinto album, Fidatevi, per poi intraprendere un tour in giro per l’Italia. Per loro è la terza volta a Berlino, dopo i concerti del 2010 e del 2014. A chiudere la serata il djset di Musica Mata per un after party assolutamente imperdibile.
MINISTRI - Foto di Chiara Mirelli 10 alta
Domenica 9 dicembre ad aprire le danze ci saranno i Campos, band nata tra Pisa e Berlino, il cui primo album per Woodworm uscirà a novembre. A seguire La rappresentante di lista, duo di musicisti ed attori, una mosca bianca nel panorama musicale italiano, che con il loro album Bu Bu Sad – uscito nel 2015 – si sono conquistati i favori di pubblico ed addetti ai lavori. Ora Veronica e Dario stanno per uscire con il loro nuovo album, il primo per Woodworm. A chiudere questa maratona di due giorni non poteva che esserci Motta, uno dei protagonisti musicali di quest’anno dopo l’uscita del suo secondo album Vivere o Morire, uscito ad aprile per Sugar. Vincitore di due Premi Tenco, Francesco Motta è uno dei cantautori più apprezzati della nuova generazione anche grazie ad uno stile unico e molto personale.
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Le prevendite per la singola serata o abbonamento sono disponibili a questo link.
Il Woodworm Festival Berlin è organizzato con la collaborazione di Megaherz Agency e con il contributo di Mibac, SIAE e nell’ambito di “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura.”

Giardini Rock: il 25 e 26 agosto a Colico con Bud Spencer Blues Explosion e Populous. Ingresso gratuito

Il 25 e 26 agosto Giardini Rock 2018 riaccende i riflettori a Colico, sul Lago di Como, per la quinta edizione del festival ideato e organizzato dall’Associazione Culturale La Preferita, con Andrea Maglia (chitarrista di TARM e Manetti!) e Alessandro Mariano (batterista di Manetti! e Minnie’s).

La prima serata del 25 agosto vedrà protagonisti i Bud Spencer Blues Explosion che porteranno sul palco l’ultimo album Vivi muori blues ripeti, uscito a marzo per La Tempesta Dischi. In apertura, direttamente da Orleans, Have The Moskovik, per la presentazione del nuovo disco Papier Vinyle.
La sera dopo salirà invece su palco Populous, dj e producer salentino, tra i progetti più apprezzati dello scenario elettronico italiano e non solo. Prima di lui Erio, che presenterà il suo secondo lavoro in studio, Inesse.

Sul palco di Giardini Rock 2018 potranno inoltre esibirsi i due progetti vincitori del contest Road To Giardini Rock, decretati quest’anno da una giuria composta da Andrea Maglia (Tre Allegri Ragazzi Morti), Enrico Molteni (La Tempesta Dischi), Alessandro Mariano (Manetti!), Carlo Pastore (Direttore Artistico MiAmi Fest).
Il voto della giuria si aggiungerà a quello del pubblico presente durante le selezioni e a quello dell’associazione La Preferita di Bellano, fondata dagli stessi organizzatori.

PROGRAMMA

25 agosto: Bud Spencer Blues Explosion + Have The Moskovik + vincitore del contest Road To Giardini Rock + Mother Inc. DJ set
26 agosto: Populous + Erio + vincitore del contest Road To Giardini Rock + Vito War DJ set

Le serate sono a ingresso gratuito.
Contatti: https://www.facebook.com/giardinirock/

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Goa Boa 2018: al via domani con i Negrita

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Il Goa Boa sta per cominciare.

Domani, 13 luglio, l’Arena del Mare del Porto Antico di Genova ospiterà infatti il primo appuntamento dell’edizione 2018 del festival che negli anni ha portato sul palco i nomi più rappresentativi della scena italiana.
Protagonisti della prima data saranno i Negrita, preceduti da Kiol e dalla giovane cantautrice e polistrumentista Nyvinne.

I Negrita presenteranno dal vivo i brani di Desert Yacht Club, il loro ultim disco uscito lo scorso 9 marzo.
Dopo questa ghiotta preview, il festival riprenderà venerdì 20 luglio quando, tra gli altri, si esibirà anche Motta, fresco vincitore della Targa Tenco 2018 con Vivere o morire, che si è aggiudicato il premio come miglior “Disco in assoluto”.

Questo il calendario della 21esima edizione del Goa Boa Festival:

MAIN STAGE
venerdì 13 luglio Preview
NEGRITA + KIOL + NYVINNE 


venerdì 20 luglio

MOTTA + MINISTRI + PINGUINI TATTICI NUCLEARI + MAKAI + VIITO

sabato 21 luglio

CAPAREZZA + MUDIMBI + VOINA

domenica 22 luglio

TEDUA + ACHILLE LAURO + FRAH QUINTALE
BILOGANG + ARASHI
Aftershow MYSS KETA

mercoledì 25 luglio

COEZ + COMA_COSE+ FRANCESCO DE LEO

RED BULL TOUR BUS // OFFICIAL 2nd STAGE

THE ANDRÈ ~ L’ULTIMODEIMIEICANI ~ SAAM ~
MARTIN BASILE ~ KALT+AMEDANCE~ BANANA JOE
MUSIC RAISER ARTISTS E MOLTI ALTRI

BITS-REPORT: Simple Minds, Cremona, Festival Acquedotte, 2 luglio 2018. Dagli anni ’80 si può uscire vivi

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Non saranno più quel faro pop che ha illuminato le classifiche a cavallo tra gli ’80 e i ’90 ma, nonostante le alterne fortune musicali, i Simple Minds sono ancora dignitosamente fra noi e continuano a godere di un buon seguito, soprattutto in Italia. Dalle nostre parti erano già passati nemmeno due anni fa con un tour acustico teatrale di gran successo, doveroso quindi ripresentarsi ora che sul mercato è arrivata la loro ultima fatica discografica. Che il 2 luglio a Cremona, grazie al Festival Acquedotte, si stia per fare un tuffo negli anni ’80 lo si capisce chiaramente anche dai brani che scorrono appena prima del “calcio di inizio”: Blue Jean di Bowie, Depeche Mode, Once In A Lifetime dei Talking Heads. Quegli stessi anni che hanno visto i Simple Minds toccare il massimo della propria popolarità e che ora, in concerto, vengono guardati sì con affetto ma anche superati dal nuovo sound di Jim Kerr e soci.
Lasciatisi la new wave dietro alle spalle (poche tastiere e synth, saggiamente sostituiti dai potenti assoli del chitarrista “storico” Charlie Burchill), i nuovi Simple Minds versione live non fanno assolutamente rimpiangere i tempi d’oro. Kerr è vocalmente in forma e lo dimostra con l’assalto iniziale di The Signal And The Noise, dall’album appena uscito Walk Between Worlds. Ovviamente la canzone non è (ancora) nota, ma poco importa perchè traccia la linea di quel che sarà il resto della serata: sudore (non solo per Jim Kerr…), chitarre e rock. Con buona pace di Paolo Rossi e di un suo monologo che declamava: “Ci avete tolto il rock e ci avete dato i Simple Minds”. Probabilmente aveva senso ai tempi, nel 2018 a Cremona di rock se n’è sentito molto.
Chi temeva che il concerto fosse solo una vetrina per il nuovo lavoro di studio, ha potuto ricredersi. Nel corso della serata, infatti, tutte le hits dei Simple Minds hanno trovato il proprio posto sul palco: l’impegno di Mandela Day e la nostalgia di Someone, Somewhere In Summertime, i “classiconi” da concerto Waterfront e Let There Be Love, fino ad arrivare alla trascinante She’s A River.
Ma se le hits, per quanto piacevoli da risentire live, rimangono abbastanza risapute, sono i “ripescaggi” a sortire le migliori sorprese. Dolphins, dal poco valutato Black And White 050505 (2005) cantata a due voci dalla corista Sarah Brown e dalla polistrumentista Catherine A.D. (già protagonista strepitosa del “solo” River Of Ice) è uno dei punti più alti della serata, così come Let The Day Begin, cover dei The Call già ripresa in versione “ufficiale” da Kerr e Burchill in Big Music del 2014 e qui riproposta in versione soul, non lascia scampo.
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Il gran finale, trascinato dal manifesto eighties Don’t You (Forget About Me), è ovviamente in crescendo: See The Light, Alive And Kicking e Sanctify Yourself.
Quindi ogni dubbio è stato fugato e, alla fine, solo quattro sono state le canzoni dell’ultimo disco a far capolino nella scaletta della serata: l’iniziale The Signal And The Noise, Summer, Walk Between Worlds e Sense Of Discovery, il cui ritornello a ben sentire tira pericolosamente verso Alive And Kicking. Ma solo di peccato veniale si tratta, poca cosa per un concerto che è filato liscio e trascinante per due ore secche.
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Setlist
The Signal And The Noise
Waterfront
Let There Be Love
Love Song
Sense Of Discovery
Mandela Day
She’s A River
Someone, Somewhere In Summertime
Walk Between Worlds
Summer
Once Upon A Time
All The Things She Said
River Of Ice
Dolphins
Let The Day Begin
Don’ You (Forget About Me)

Encore
See The Lights
Alive And Kicking
Sanctify Yourself

Testo e immagini di Alessandro Bronzini

Goa-Boa 2018: la nuova edizione al via il 13 luglio a Genova. Tutta la line up

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Aprirà i battenti il prossimo 13 luglio la 21esima edizione del Goa-Boa, che avrà come scenario l’Arena del Mare del Porto Antico di Genova.
Tra presente e futuro, la line-up del 2018 è italianissima e affiancherà nomi già acclamati a nuove leve rock autoriali, protagonisti della trap – genere in cui Goa Boa ha creduto per primo in Italia, dimostrando ancora una volta grande attenzione ai nuovi linguaggi – e, più in generale, alle nuove tendenze pop.

Ecco il calendario con la line-up definitiva:

MAIN STAGE
Venerdì 13 luglio
Preview: NEGRITA + KIOL

Venerdì 20 luglio
MOTTA + MINISTRI + PINGUINI TATTICI NUCLEARI + MAKAI + VIITO

Sabato 21 luglio
CAPAREZZA + MUDIMBI + VOINA

Domenica 22 luglio
TEDUA + ACHILLE LAURO + FRAH QUINTALE
BILOGANG + ARASHI
Aftershow MYSS KETA

Mercoledì 25 luglio
COEZ + COMA_COSE+ FRANCESCO DE LEO

RED BULL TOUR BUS // OFFICIAL 2nd STAGE
THE ANDRÈ ~ L’ULTIMODEIMIEICANI ~ SAAM ~
MARTIN BASILE ~ KALT+AMEDANCE~ BANANA JOE
MUSIC RAISER ARTISTS E MOLTI ALTRI

Goa-Boa insiste nel guardare l’orizzonte in quel modo originale che l’ha reso un punto di riferimento nel calendario nazionale ed europeo dei festival di settore. Ed è così che a Genova, dal 1998, all’interno di uno dei luoghi più affascinanti del Vecchio Continente, Goa~Boa continua a ospitare sullo stesso palco il sangue nuovo della musica italiana accanto a formazioni che ne hanno fatto la storia, preservando la capacità di intercettare anche quei giovani talenti a km zero che, auspicabilmente, scriveranno il domani.

Ultimo: dopo Sanremo il nuovo album Peter Pan

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Uscirà il 9 febbraio (ed è già in pre-order digitale) Peter Pan, il nuovo album di Niccolò Moriconi, al pubblico meglio noto come Ultimo. Un disco che arriva sotto il segno di Sanremo, dal momento che il ragazzo sarà una delle otto Nuove proposte in gara con il brano Il ballo delle incertezze: “Quando l’ho scritto ho voluto puntare su chi è come me. È un brano che rappresenta chi non ha un domani nella società, chi ha più domande che risposte, chi ha perso rischiando. È il mio ennesimo attestato che tende la mano a chi è stato emarginato”.

L’uscita di questo nuovo lavoro è importante anche perché segue solo di pochi mesi la pubblicazione dell’album d’esordio, Pianeti, che ha trovato un’accoglienza piuttosto calorosa da parte del pubblico. Anziché ripiegare su un classico repack, il giovane “cantautorap” romano ha così scelto di ripartire da zero con un nuovo capitolo discografico di 16 brani inediti, dopo un anno che gli ha portato non poche soddisfazioni.
Cover ULTIMO_PETER PAN
Ultimo ha iniziato a studiare pianoforte a otto anni presso il conservatorio Santa Cecilia, mentre ha scritto le sue prime canzoni a 14 anni: il suo stile è un connubio fra la musica cantautoriale e quella hip hop, da cui la scelta di definirsi un “cantautorap”. Nel 2016 ha vinto il contest più importante per gruppi e solisti emergenti di musica hip hop italiana promosso dalla Honiro, con cui nel marzo 2017 ha iniziato la sua collaborazione. A maggio dello stesso anno ha aperto il concerto di Fabrzio Moro al Palalottomatica di Roma e in ottobre ha pubblicato il suo disco d’esordio.

ASPETTANDOSANREMO: Dopo il ballo, il soul. Quattro chiacchiere con… Leonardo Monteiro

La musica l’ha avuta in casa fin da bambino, visto che è figlio di due ballerini brasiliani, e a lungo l’ha coltivata nel canto e nel ballo. A soli 28 anni, Leonardo Monteiro vanta infatti un curriculum di tutto rispetto, con esperienze Italia e all’estero: tra queste, la formazione alla Scala di Milano, il lavoro con Gheorghe Iancu allo Sferisterio di Macerata, e nel 2008 partecipazione ad Amici, il talent di Maria De Filippi, dove occupava uno dei banchi della classe di ballo.
Dopo essersi aggiudicato la finale di Area Sanremo, tra pochi giorni lo ritroveremo sul palco dell’Ariston, in gara tra le Nuove proposte con Bianca, un pezzo dalla influenze soul che parla della fine di una storia d’amore per un tradimento. Autore della musica è Vladi Tosetto, che nel ’95 aveva messo le mani anche su Come saprei di Giorgia. 
4_Leonardo Monteiro_foto di Domenico Lops_b
Perché la scelta di andare a Sanremo con Bianca?

Lo abbiamo scelto durante i provini, dopo aver ascoltato un po’ di proposte, e Bianca è sembrata la canzone più adatta. Ci tenevo molto a presentarmi con un brano che rappresentasse bene il mio mondo, e le atmosfere soul e gospel di Bianca rispecchiano le mie influenze.
Ti abbiamo conosciuto qualche anno fa ad Amici come ballerino, oggi ti ritroviamo come cantante: cos’è successo in questo periodo?
Ho sempre amato il canto, fin da quando studiavo danza alla Scala: cantavo e facevo il ballerino. Poi sono andato a studiare a New York, e mi sono reso conto che con la danza ero arrivato al massimo di ciò che potevo desiderare e ho iniziato a studiare canto seriamente, avvicinandomi al gospel. Quando sono tornato in Italia ho proseguito con lo studio della musica.
E sei anche arrivato ad insegnare…
Sì, per qualche anno ho insegnato canto alla scuola Cluster di Milano, gestita da Vicky Schaetzinger, che per anni è stata la pianista di Milva. Mi ha dato tantissimo, sia come donna che come insegnante: sono stato prima suo allievo, poi abbiamo suonato insieme tre ani all’Armani Bamboo Bar, dove lei mi accompagnava al pianoforte, e in seguito sono diventato insegnante della scuola. Avevo già insegnato danza, ma insegnare canto è diverso, ed è una soddisfazione vedere che quello che fai arriva agli allievi.
Oggi come vedi il tuo futuro, più vicino al canto o al ballo?
Sicuramente più vicino alla musica. Come dicevo prima, con il ballo ho ottenuto il massimo di quelle che potevano essere le mie ambizioni e le mie soddisfazioni: ho fatto esperienze bellissime, ho lavorato con il Complexion Contemporary Ballet, il Collective Body Dance Lab, ho fatto degli stage a Broadway, ma a un certo punto ho sentito che mi mancava avere davanti un pubblico che mi conoscesse, mi mancavano gli affetti di casa, e ho deciso di tornare.
A un’esperienza nel musical non pensi?
Sono sincero, i musical non mi entusiasmano molto, preferisco vederli da spettatore. Piuttosto, per unire musica e danza, penso a qualche esperienza con i videoclip.
Cover Bianca Leonardo Monteiro
Quali sono gli artisti che ti hanno maggiormente influenzato?
Quando ero più giovane ho ascoltato molto Stevie Wonder, Giorgia, che ha segnato a lungo la mia vita, Michael Jackson.
Hai già un album in preparazione?
Ho scelto alcuni pezzi e sto registrando: il disco uscirà dopo Sanremo. Abbiamo scelto di mantenere la stessa impronta stilistica di Bianca, anche se non mi tirerò assolutamente indietro se ci sarà la possibilità di spaziare.
Pensando a Sanremo, come ti auguri di viverlo e cosa invece vorresti evitare?
Semplicemente, visto che si parla di un palco così importante, vorrei lasciare un bel ricordo, al di là di come andrò la gara, e possibilmente vorrei evitare di steccare!
 

Imparare ad amarsi: Ornella Vanoni torna a Sanremo con Bungaro e Pacifico

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Ornella vanoni non ama le gare, lo ha più volte dichiarato lei stessa, perché le mettono agitazione. E Sanremo, si sa, è una gara.
E’ stata quindi doppiamente grande la sorpresa quando a dicembre è stato annunciato che quest’anno avrebbe calcato di nuovo il palco dell’Ariston tra i 20 artist in gara.
Per Ornella questa è la ottava volta a Sanremo, dopo l’ultima partecipazione nel 1999 insieme a Enzo Gragnaniello con Alberi (la prima fu nel 1965 con Abbracciami forte).
Non sarà però da sola: con lei ci saranno infatti anche Bungaro e Pacifico, e insieme interpreteranno Imparare ad amarsi.

Inizialmente inviato a Baglioni per Sanremo da Tony Bungaro, il brano è stato proposto a Ornella proprio dal direttore artistico del festival e lei, dopo qualche iniziale titubanza, ha accettato di essere parte del progetto. E’ stato allora che è intervenuto Pacifico, che ha adattato il testo all’immaginario di Ornella, lasciando le parti che l’avevano tanto colpita.
Caso piuttosto raro, durante l’esecuzione sanremese, sul palco saranno presenti tutti gli autori del testo e della musica: oltre a Bungaro e Pacifico infatti, suoneranno  anche Cesare Chiodo e Antonio Fresa. Una scelta questa, fortemente voluta da Ornella, da sempre attenta a valorizzare il lavoro di chi i brani li crea.
Nella serata dei duetti, il trio sarà affiancato da Alessandro Preziosi.
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Proprio in occasione della partecipazione sanremese, il 9 febbraio uscirà Un pugno di stelle, tripla raccolta di Ornella Vanoni, curata da Mario Lavezzi: nel primo disco troveranno posto i duetti realizzati negli anni dall’artista con altri grandi nomi della musica italiana, oltre al brano sanremese e un secondo inedito, Gira in cerchio la vita, cover di un brano di Idan Raichel. Nel secondo disco ci saranno i successi dagli anni ’90 ad oggi, per finire con il terzo capitolo in cui saranno presenti i classici della sua discografia.
Una nuova uscita discografica attende anche Bungaro, con un’edizione speciale dell’album Maredentro, in cui sarà presente anche una versione di Imparare ad amarsi interamente interpretata da lui e gli inediti Le previsioni della mia felicità e Amore del mio amore. Subito dopo il festival, un tour in Italia e all’estero.
Ancora in corso invece la lavorazione del sesto album di Pacifico, che dovrebbe comunque vedere la luce quest’anno: per lui questo sarà un festival particolarmente intenso. Oltre a parteciparvi in veste di artista infatti, è autore di Il segreto del tempo, portato in gara da Roby Facchinetti e Riccardo Fogli, e co-autore di Il coraggio di ogni giorno per Enzo Avitabile e Peppe Servillo.

Le Vibrazioni ripartono da Sanremo. Galeotto fu Palermo….

Galeotto fu Palermo, insieme a Radio Italia.
Se c’è qualcuno da ringraziare per aver convinto Le Vibrazioni a tornare insieme – a “scongelarsi” – sono proprio loro. E’ stato infatti durante il concerto di Radio Italia Live del 30 giugno scorso nella città siciliana che la band di Francesco Sarcina ha capito che potevano esserci i presupposti per riprendere il discorso, dopo 5 anni di stop. Durante questo periodo, ognuno dei componenti si è dedicato a progetti diversi, chi andando a suonare all’estero (Marco), chi facendo esperienza in varie formazioni (Alessandro), chi prendendo parte alla nascita di nuove realtà (Stefano), chi proseguendo il cammino da solista (Francesco).
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“E’ stato l’entusiasmo con cui il pubblico ha cantato a squarciagola Vieni da me a farci capire che forse nel cuore delle persone era rimasto qualcosa delle Vibrazioni”, ricorda Sarcina, “e abbiamo perciò iniziato a pensare a un ritorno. Messa da parte la commozione, ci siamo rimessi a suonare già dal giorno dopo e ci siamo scongelati”.
Un ritorno in grande, segnato non solo da un nuovo album, il quinto, in uscita il 9 febbraio, ma anche dalla partecipazione al prossimo festival di Sanremo con il brano Così sbagliato: “Il titolo del disco, V, è sicuramente un riferimento la fatto che è il nostro quinto lavoro, ma quella v sta anche per vittoria, e per vita, perché dentro c’è tutta la family che ci ha lavorato. E’ un album onesto: potremmo anche dire v per onesto!”
Un ritorno che, nel quindicesimo anniversario dall’esordio di Dedicato a te, si compie anche sotto il segno dell’indipendenza: “Oggi sappiamo come funziona il mondo della discografia, le esperienze fatte in questi anni da alcuni di noi sono servite a capire che all’estero l’indipendenza discografica funziona. Pensiamo di essere partiti con il piede giusto”.
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Nessuna nostalgia del passato però, nessuna ruggine da togliere dagli ingranaggi, “al contrario, ci sentiamo più sodi e tonici di prima, proprio per il rinnovato entusiasmo. Abbiamo messo a fuoco i suoni, perché suonando con persone nuove ci siamo dovuti adattare a contesti diversi, mentre prima eravamo abituati solo alle nostre dinamiche”, continua Sarcina. Nel 2012, dopo anni in cui la band ha riportato in auge il rock coniugandolo al pop, la decisione di fermarsi: “Alcuni di noi suonano insieme da quasi 30 anni, ma crescendo ci si ritrova distanti; magari ci si ama ancora, ma passa l’innamoramento. Le esperienze di questi ultimi anni sono state a volte difficili, abbiamo dovuto sbattere più volte la testa sul pavimento, e tutti abbiamo dovuto fare due passi indietro per ripartire insieme”. Nel nuovo album – che uscirà in CD, LP e in edizione limitata autografata in preorder su Music First –  trovano posto 10 inediti, divisi in due metà, come nei due lati di un vinile: “nella prima parte ci sono le canzoni più tradizionali, nella seconda quelle più coraggiose, con alcune scelte sperimentali”, precisa Marco, il bassista. 
In tutto questo come arriva Sanremo? “Direi che cade proprio a fagiolo: abbiamo registrato il disco in due settimane, ma con una pre-produzione già fatta in precedenza. Quando abbiamo presentato il pezzo ci siamo detti che poteva essere una buona occasione, si trattava solo di accelerare i tempi di lavorazione. Sicuramente, non  vivremo Sanremo come una gara, perché chi fa musica non fa gare, quelle le lasciamo agli sportivi; per noi la musica è soprattutto condivisione”, continua Francesco.
Quello che porteranno al festival è il primo brano non interamente scritto da loro: “Così sbagliato è una canzone introspettiva, in cui si parla dell’accettazione dei propri errori, riscoprendo il valore dell’affetto e del rispetto. La presenza di Luca Chiaravalli ci ha aiutati a mettere meglio a fuoco l’obiettivo di Sanremo”.

Nella serata dei duetti saranno accompagnati da Skin, cantante degli Skunk Anansie: “Chi la conosce sa che è una persona molto diretta, per cui è stato ancora più bello vedere che ha subito accettato volentieri di partecipare. Anzi, ha addirittura chiesto se poteva personalizzare la canzone, modificando la melodia, ha voluto entrarci dentro e farla sua”.
Se il gruppo torna con un entusiasmo rinnovato, non si può nascondere che il tempo lasci i suoi segni: “In Italia sono spariti i palchi per proporre il rock, e a Milano è stato da poco smantellato il barcone in cui abbiamo girato il video di Dedicato a te“.
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Dopo Sanremo, al via il tour: “Le canzoni sono fatte soprattutto per essere poi suonate dal vivo, le abbiamo sempre vissute così. Faremo un primo giro nei club, a partire da marzo. Sarà come un abbraccio”.
Queste le date confermate:
16 marzo – New Age Club – Roncade (TV)
23 marzo – Vox Club – Nonantola (MO)
3 – 4 aprile – Teatro Quirinetta – Roma
5 aprile – Casa della Musica – Napoli
6 aprile – Demodè Club – Bari
12 aprile – Teatro Mandanici – Barcellona Pozzo di Gotto (ME)
13 aprile – Teatro Golden – Palermo
14 aprile – Land – Catania
19 aprile – Auditorium Flog – Firenze
20 aprile – Phenomenon – Novara
24 aprile – Live Club – Trezzo sull’Adda (MI)
Biglietti già in vendita nel circuito TicketOne e nei punti vendita autorizzati.