NOE, dal contest di AW LAB al singolo di debutto prodotto da Big Fish


Non è da tutti avere il singolo di debutto prodotto da un colosso garantito dell’urban italiano come Big Fish e pubblicato da Sony Music.
Ma a Noemi Cappello, in arte solo NOE, è successo davvero grazie alla vittoria del contest AW LAB IS ME Music Edition. La canzone si intitola Incancellabile ed è stata realizzata in featuring con il giovane rapper Jeik e la collaborazione dei producer Exynos.

“Due artisti si immedesimano in una storia divisa tra il loro amore e i loro sogni. Ci sono scelte che potrebbero dividere le loro strade. Si racconta la speranza di qualcosa che è difficile da dimenticare , un continuo ed altalenante scontro d’amore. Un ricordo che resta incancellabile.”

NOE nasce l’8 settembre 1999 sul Lago Maggiore, dove vive e lavora. Grazie al contest AW LAB IS ME Music Edition ha avuto l’occasione di far vedere quello che sapeva fare con la musica, convincendo giurati come Big Fish, Jake La Furia, Anastasio e Chadia Rodriguez.

Incancellabile è disponibile sulle principali piattaforme digitali; il videoclip prodotto da Go Lab Agency. Il brano sarà anche on air in tutto il network di store AW LAB.

Zoda, l'”ufo” del rap atterrato a Milano


La città che gli ha dato i natali 23 anni fa è stata Roma, ma quella che gli ha aperto la strada della musica è stata Milano, fino a permettergli di dare alle stampe il suo primo album, UFO, in uscita il 21 giugno per Sony.
La storia di Daniele Sodano – Zoda per il pubblico – parte sul web, in particolare su Youtube, dove con i suoi video il ragazzo inizia a raccogliere una comunità sempre più numerosa di seguaci a cui racconta i tormenti della sua generazione, fino a quando decide di cambiare strada e di rivolgersi alla musica: “Per molto tempo andavo con gli amici ad ascoltare le jam, ma restavo in fondo e non facevo nulla, ero molto timido. Poi mi ci si sono buttato a capofitto. Non ho nessun rimpianto di quello che ho fatto: ho sentito il dovere di spiegare la mia scelta a chi mi seguiva su Youtube, e so che all’inizio non tutti hanno capito il mio passaggio fuori dal web, ci sono state anche delle critiche”.

I primi risultati sono brani come Aporia, Ego, No/Way, ma la vera svolta arriva a settembre dello scorso anno, quando esce Balla, il primo brano pubblicato dopo un periodo che lui stesso non esita a definire “buio”. Da lì fenomeno di Zoda è sempre andato in crescendo.
Dalla sua collaborazione con il produttore Sick Luke nascono i singoli Black Widow e Comete, mentre il suo arrivo a Milano gli offre l’occasione di entrare in contatto con altri importanti nomi della scena rap italiana, primo fra tutti Big Fish: “Quando dicono che Milano ti dà molte opportunità è vero. Sono salito da Roma dopo Natale e non mi sono più spostato. Qui gli incontri avvengono in maniera molto naturale, e così è stato per esempio con Big Fish, uno che seguivo da quando ero un ragazzino. Ho proposto loro i brani su cui lavorare, e piuttosto che rischiare ho preferito imparare dalla loro esperienza. All’inizio volevo fare un album di 15 tracce, poi ho scartato molto e sono arrivato alle 7 che compongono il disco. Nel disco ci sono suoni puri, anche molto acustici, mentre ho voluto evitare le influenze della trap, che non mi valorizzano”. A firmare la produzione delle altre tracce Low Kidd, NKO e Andry The Hitmaker.

Il numero 7 torna più volte all’interno del progetto: 7 sono le tracce, come 7 sono i capitoli del testo che accompagna il booklet dell’edizione deluxe, riflessioni e pensieri di un ragazzo che si sente un “alieno” nel mondo, e l’occasione per andare al di là delle canzoni e parlare di paure, solitudine, ansie, forse proprio i fantasmi di quel periodo buio che non se ne sono mai andati.
Ma il 7 è anche il numero dei colori dell’arcobaleno, quelli che si vedono sulla copertina di UFO: “A mia mamma la copertina non piace, dice che le sembro un panino fatto a fette. In realtà è il frutto di un lungo lavoro, mi rappresenta diviso in tante parti e rispecchia bene il mio mood”.

Tra i progetti da realizzare in futuro – oltre al sogno di una collaborazione con Salmo – anche l’apertura di uno store, uno spazio di aggregazione dove poter vendere il merchandise del brand Yolown, che lui stesso ha creato: “Yolown è il mio motto di libertà, nato dopo essermi ritrovato vincolato da un contratto che non mi lasciava libero di agire come volevo. L’ho trasformato in vero brand, di cui curo tutto personalmente, dall’oggetto al packaging, facendomi aiutare dalla mia famiglia per quello che riguarda la parte amministrativa. Per questo non mi piace definire gli articoli semplicemente “merch”, per me è molto di più. Lo spazio dello store me lo immagino vicino al Colosseo”.

Il 21 giugno parte da Roma un serrato instore tour che vedrà Zoda girare tutta Italia fino all’inizio di luglio.

Da Mahmood a MYSS KETA: un’estate oltre i tormentoni

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Amore e capoeira
 è fisso ai piani più alti delle classifiche, Italiana di Fedez e J-Ax ce la ritroviamo ogni due minuti in radio, il reggae-pop di Non ti dico no dei Boombadash con la Loredana nazionale lo stiamo amando tutti già da un paio di mesi e Nero Bali di Elodie e Michele Bravi è indubbiamente un bel pezzone tropical-italiano.
Ma se i supertormentoni fanno già parte delle playlist da portarsi in vacanza, appena un passo al di là del circuito radiofonico c’è un mondo altrettanto pop che vale la pena scoprire prima di partire, anche solo per variare un po’ tra un gorgeggio della Ferreri e una rima di Baby K.
Ecco qui allora una piccola e arbitraria selezione di 12 (perché le cifre tonde sono noiose, soprattutto in estate) singolini estivi, allegramente in ordine sparso.
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Achille Lauro featuring Cosmo, Angelo Blu
E’ la traccia che apre Pour L’Amour, l’ultimo album di Achille Lauro ed è un perfetto quanto sorprendente incontro tra la samba trap dell’artista romano e il nuovo genietto dell’elettropop nostrano. Un trip visionario e psichedelico di dipendenza ed elettronica.

MYSS KETA, Monica
Lei è stata senza dubbio una delle grandi scoperte del 2018. Già sulla scena da qualche anno, ma fino a pochi mesi fa confinata nell’underground meneghino, la diva mascherata più misteriosa in circolazione ha pubblicato ad aprile il suo primo album con Universal, UNA VITA IN CAPSLOCK, di cui Monica è il quinto estratto. Ironia a tonnellate, riferimenti alla cultura di massa, slogan iconici e la produzione di Populous ne fanno un’arma affilata per le serate a bordo piscina nella villa di Arcore.

Mahmood, Uramaki
Lui è una delle grandi promesse dell’urban italiano: lo abbiamo visto a Sanremo nel 2016 e lo abbiamo ascoltato l’anno scorso con Pesos. Quest’anno torna con un singolo tra elettropop e R&B con un testo introspettivo, ambientato nelle vie più esotiche di Milano, con una grande voglia di evasione.

Marianne Mirage, Copacabana Copacabana
Un’immersione nel carnevale di Rio, con la produzione sempre oculatissima di Big Fish e Rhade. Copacabana Copacabana è la sorpresa iper-carioca che non ti aspetti da Marianne Mirage, cantautrice raffinatissima di casa Sugar.

Eman, Milano
Con quel suo stile che è hip-hop senza essere hip-hop, rock senza essere rock ed elettronico senza essere elettronico, Eman traccia con contorni profondi un ritratto senza sbavature e indulgenze della metropoli lombarda.

DJ Besford featuring Eleonora Mazzotti, Todo Rainbow
Sonorità elettroniche e tropicali fanno da sfondo a un inno alla positività e alla leggerezza realizzato dal fashionissimo DJ Besford, qui in collaborazione con la romagnola Eleonora Mazzotti.

lemandorle, Gelato colorato
Si può descrivere il capolinea di una storia d’amore senza cedere ai toni avvilenti della tristezza? A giudicare da quello che ha fatto il due lemandorle in Gelato colorato, sì, decisamente si può. Elettropop dall’aura vagamente vintage e una metafora caleidoscopica per guardarsi negli occhi e dirsi che è finita.

Lele, Giungla
Un pezzo per Napoli e i napoletani, così Lele ha parlato del suo ritorno con Giungla. L’r’n’b incontra il pop, mentre le parole portano in altissimo l’orgoglio della città partenopea spogliandola di tutti i pregiudizi.

Luana Corino, Gita al mare
Non sempre l’abbandono fa rima con la solitudine. Nel suo ultimo singolo, per esempio, Luana Corino racconta una storia di libertà. Una rivendicazione femminile serena come una gita al mare promessa, non mantenuta e poi recuperata. Anche da soli.

Alessandro Casillo, Ancora qui
Del ragazzino che avevamo conosciuto in TV un po’ di anni fa c’è ben poco: dopo essersi preso una bella pausa, Alessandro Casillo è tornato con un singolo, Ancora qui, che ha l’aria di essere qualcosa di più di un semplice comeback discografico.

Arashi, Sud America
Punta dritto al di sotto dell’Equatore e all’ombra delle palme Riccardo Schiara, in arte Arashi. Urban, house e vividi colori tropicali sono la colonna sonora di un viaggio in Sud America, da un open bar di Bogotà all’ultimo piano in ascensore… ma attenzione agli alligatori!

Briga, Che cosa ci siamo fatti
Un pezzo così malinconico sembrerebbe non azzeccarci nulla con il clima leggero dell’estate, ma è pur vero che anche al mare ci sono i giorni grigi di temporale. Questa canzone è proprio per quei momenti di nuvoloni, in cielo o nella testa.

Pillole, punchline e ambizione: Lowlow torna con Il bambino soldato

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“Lo ritengo il miglior disco rap degli ultimi 10 anni”.
Lo dichiara così, senza titubanza, con una sicurezza non comune per un artista della sua età (è del ’93). Solo l’anno scorso Lowlow pubblicava il suo primo album Redenzione, quello che ha portato le sue rime sotto occhi – ma soprattutto nelle orecchie – del grande pubblico, dopo la gavetta con il freestyle per le strade di Roma.
Adesso è già il momento di voltare pagina con un nuovo album, Il bambino sodato: “Dico che è il migliore degli ultimi 10 anni perché è così, perché io faccio qualcosa che in Italia non c’è, e penso che questo disco sia arrivato nel momento creativo migliore della mia vita. Sono l’unico che ha studiato tutta la storia del rap italiano rispettandone tutti i protagonisti, cosa che gli altri non fanno. Inoltre, io ho una sguardo proiettato all’America, guardo il rap del punto di vista tecnico, il mio punto di riferimento è la cosiddetta top 5 dei rapper americani, i cinque migliori in circolazione, dove c’è anche Eminem naturalmente. Questo album è una bomba al fosforo”.
Continua diretto. “Se parliamo di rime, di punchline, io sono il migliore. Gli altri fanno fatica a fare quello che faccio io, a me viene facile, è un dono, lo so, è sempre stato così. Con una metafora calcistica, è come la differenza che c’è tra un bravo giocatore e Messi, e io sono Messi. In Italia uno dei pochi veramente bravi a fare freestyle, cosa che io non faccio più da tempo, è Emis Killa, nessuno ha il suo stile”.

Nel nuovo album si scontrano umori diversi: c’è l’ironia di un pezzo come Basso Basso e c’è l’introspezione di Bipolare e Pillole, dove Giulio Elia Sabatello affronta a muso duro i suoi mostri e i suoi fantasmi: “Non penso di aver fatto una cosa coraggiosa trattando la tematica della bipolarità, che mi tocca da vicino: per me raccontarmi era un’esigenza, l’ho fatto con naturalezza. La sicurezza che dimostro oggi viene da un’insicurezza di fondo: per esempio, ancora oggi ho un rapporto difficile con il mio corpo. Un anno fa ho perso parecchio peso, ma se oggi qualcuno dovesse dirmi ancora che sono grasso la prenderei male”.
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Se Sfoghi di una vita complicata 4 è un po’ un nuovo manifesto – il quarto di una serie – con cui si apre l’album raccontando di chi è oggi, per la chiusura è stata scelta Storia di una farfalla, brano che però è disponibile solo nell’edizione deluxe del disco, distribuita in esclusiva negli store Mondadori: ” E’ il pezzo più delicato, l’unico vero story telling del disco. Parla del mio vivere sempre in punta di piedi, anzi, in punta di ali, ma anche di quando sono costretto a cantare, come una cicala”.
A Milano, città che lo ha adottato, è dedicata Strano: “Amo Milano, per me è sempre stata la città del lavoro, ed è la città che mi ha permesso di fare del rap un lavoro. Oggi avrei più di un motivo per festeggiare, ma non lo faccio, perché penso sempre al prossimo obiettivo: sacrifico tutto, la mia vita privata, i sogni di gloria. Per me è come essere nel mezzo di una corsa, ho tanta rabbia da comunicare ancora, e pretendo molto da me stesso”.

Un disco che probabilmente non sarebbe stato lo stesso senza l’apporto fondamentale di Big Fish alla produzione, “un altro killer come me”, come lo chiama Lowlow: “Fish ha saputo captare le mie intenzioni, le mie battaglie, è intervenuto dandomi sicurezza ma rispettando il mio territorio. Tra di noi c’è stata comunione d’intenti e mai invasione di campo”.

Infine, Lowlow demolisce un luogo comune: “Non è vero che bisogna star male per scrivere canzoni, e non è vero che bisogna ricercare la perfezione a ogni costo. Io mi sono rovinato la vita per farlo”. Eccola qui, la storia di un bambino soldato.

 

Instore tour:
08/06/2018: ROMA BOOKSTORE @ VIA TUSCOLANA
09/06/2018: FROSINONE
10/06/2018: SALERNO
11/06/2018: MARCIANISE (CE) @ C.C. CAMPANIA
12/06/2018: REGGIO CALABRIA  C.C. PORTO BOLARO
13/06/2018: FOGGIA
14/06/2018: ANDRIA
15/06/2018 COLONNELLA @ C.C. VAL VIBRATA TERAMO
16/06/2018 BOLOGNA + PADOVA
17/06/2018 MODENA @ VICTORIA CINEMA
18/06/2018 GENOVA + MASSA
19/06/2018 TORINO + MONCALIERI @ c.c. ENTERTAINMENT CENTER 45° NORD
20/06/2018 FIRENZE @ VIA DE GINORI
21/06/2018 MARGHERA @ c.c. NAVE DE VERO
22/06/2018 MILANO @ DUOMO
23/06/2018 CASTELSARDO (SS)
24/06/2018 ALGHERO
25/06/2018 PALERMO @ C.C. FORUM

Passerà: Simone Da Pra trasforma in musica il dolore

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«Passerà è un brano nato in un momento per me difficile: la perdita di mio nonno, una persona a cui devo tutto quello che sono oggi. C’è sempre stato, anche nel momento in cui ho perso mia madre. È riuscito a darmi forza, coraggio e affetto. Dopo la sua perdita, avevo smesso di sorridere, di vivere. Nella mia testa, notte e giorno, continuavo a sentire quelle “stupide parole” superficiali e arroganti di coloro che, invece di ascoltarmi, mi hanno crocifisso e insultato. La notte in cui ho scritto questa canzone me n’ero appena andato di casa, lontano da tutto quel male. Piano piano ho ricominciato a credere in qualcosa, ho ricominciato a scrivere e a sognare. Spero che le mie parole possano essere d’aiuto a tutte quelle persone che stanno passando brutti momenti, vittime di bullismo o violenza di ogni genere, a partire da quella verbale che purtroppo da molti non viene nemmeno considerata violenza».

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«Non ho voluto raccontare di me, alcuni ricordi sono ancora troppo caldi e alcune ferite troppo aperte. Nel video di Passerà, racconto la storia di una ragazza che,  dopo un lungo percorso, trova finalmente il coraggio per affrontare i sui demoni e sconfiggere le sue paure più grandi. Molte le similitudini tra la sua storia e la mia. Tutto ha inizio tra le mura domestiche. Solo ciò che più ami ha il potere di stenderti e solo tu hai la possibilità di rialzarti e ricominciare a vivere»

Prodotto da due re Mida dell’urban italiano come Big Fish e Marco Zangirolami, Passerà è il singolo che segna il ritorno di Simone Da Pra.
Un brano nato da dolorose esperienze personali intrecciate alla cronaca, dove le parole sono le assolute protagoniste.
Un incontro perfetto e delicatissimo tra rap e canzone d’autore.

Un nuovo Slogan per Moreno

C’è una cosa di cui a Moreno non si può non rendere meriti: la sincerità.

In un mondo in cui si fa tanto in fretta a dare dei venduti agli altri rivendicando per sé una purezza di stile e un’onestà intellettuale pressoché assoluta, lui torna sulle scene con un album che si intitola Slogan e lo dice chiaro e tondo, “sono un cantante, ma anche un prodotto”.
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Sua massima priorità, afferma, è oggi quella di allargare il proprio pubblico e far girare al massimo raggio la sua musica, senza preoccuparsi di dividere tra cosa sia pop e cosa sia rap, e soprattutto senza il peso di dover dare spiegazioni alle eventuali critiche di colleghi. Perché tra rapper, o presunti tali, che si concedono alle lusinghe della pubblicità o dei talent, il mondo dell’hip hop “brutto e cattivo” in Italia sembra latitare. E come potrebbe non saperlo lui, che si è guadagnato la vittoria ad Amici, primo in assoluto tra i praticanti di hip hop?

Ed eccole allora qui queste nuove 12 canzoni prodotte da Big Fish per ritornare di moda, come recita lo slogan – ça va sans dire – in copertina, mentre il booklet è un tripudio di simil spot pubblicitari in cui il prodotto-Moreno viene venduto e celebrato come miglior detersivo/salsa di pomodoro/marca di cereali. Ironia, certo, ma anche la consapevolezza che oggi fare musica implica dover rendere conto alla major, forse prima ancora che ai fan. È il marketing bellezza, verrebbe da dire.
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Per questo terzo disco, più di quanto non avesse già fatto, il ragazzo ha messo da parte i cliché del rapper puro in favore di un’apertura verso le melodie e i ritornelli pop (se quest’estate vi siete imbattuti in Un giorno di festa potete capire di cosa si parla) e ha rinunciato a ogni collaborazione per lasciare spazio alla sua scrittura. Unica eccezione, Deborah Iurato, che vinse Amici nell’anno in cui Moreno partecipò al talent in qualità di coach.

Enorme punto di orgoglio, la produzione firmata dal gigante Big Fish, che si è fatto carico dell’intero progetto.

Moreno torna (di moda) con Slogan

“Il mio terzo album è il frutto di una crescita artistica che ha il sapore di maturità. Per me rappresenta un traguardo importante: con passione mi sono impegnato a trovare slogan per far si che anche tu che mi conosci o che non mi conosci nemmeno, ti puoi rispecchiare nella storia di Moreno.”
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Così Moreno presenta il suo terzo album, Slogan, in arrivo il prossimo 2 settembre dopo essere stato anticipato dal singolo Un giorno di festa.
12 nuove canzoni “per ritornare di moda”, recita la dicitura in copertina, lasciando leggere tra le righe forse la voglia di tornare in gran forma dopo i risultati non proprio esaltanti dell’ultimo album. A produrre il tutto è nientepopoimenoche Big Fish, e questo potrebbe essere davvero il gran colpo.

Ancora qualche settimana e ne sapremo di più….

#NUOVAMUSICA: Moreno,Un giorno di festa

Frutto dell’incontro con Big Fish, Un giorno di festa è il nuovo singolo di Moreno, antipasto estivo del nuovo album in arrivo il 2 settembre.
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Il brano, ultra-light e “colorato”, sembra riproporre un po’ la ricetta che lo scorso anno fece scoppiare la bomba di Roma-Bangkok: base tra dancehall, pop ed elettronica, una forte dose di hip hop touch e testo spensieratissimo, dove il sole e le spiagge sono i protagonisti.

Tutti i presupposti per farne una nuova mega-hit.

Furbino, il ragazzo, furbino!!