Ti amo ti odio, il ritorno di GionnyScandal tra trap e amore

Ti Amo Ti Odio l’ho scritta durante la mia ultima relazione in quanto continuavo ogni giorno ad amare e ad odiare la stessa persona ed è una delle cose che succedono ad ognuno di noi con la persona con cui si è insieme. La chitarra è suonata da me, mentre tutto il resto della produzione è a cura del mio produttore. Le sonorità sono un po’ Emo e un po’ Trap, e dato il mio background Emo- core in una band ho deciso di unire per la prima volta il genere Emo con la Trap”.

Così GionnyScandal parla di Ti Amo Ti Odio, il brano che vede il suo ritorno discografico a meno di un anno dalla pubblicazione dell’album Emo.
Con il nuovo singolo, scritto dallo stesso Gionata Ruggieri e prodotto da Sam Lover, Gionny approda definitivamente alla emo-trap, genere ancora nuovo in Italia che unisce tematiche sentimentali ed emozionali ai più tipici elementi stilistici della trap.

Il videoclip del brano è diretto da Federico Santaiti. Insieme a Gionny protagonisti sono anche Marta Losito e Valerio Mazzei, la coppia teen del momento, che mostrano come nei vari contesti della quotidianità i ragazzi si amino e si odino alla stesso tempo.

Moriresti per vivere con me?: la emo trap di Fasma nell’album d’esordio in uscita il 2 novembre

Fasma_live 2018 b
“Vorrei che questo disco fosse d’aiuto a qualcuno. Vorrei che questo disco fosse l’inizio di un progetto che si basa sull’essere e non sull’apparire. Questo disco è lavoro, è espressione, e sacrifici, sono io e siamo noi. Questo disco era immaginare, era sognare ad occhi aperti con la voglia di non svegliarsi più. Questo sogno oggi è realtà, questo disco è solo l’inizio”.

Moriresti per vivere con me? è il primo album di Fasma, rapper romano, classe 1996, che insieme alla sue crew WFK si è posto l’obiettivo pi portare anche in Italia la emo trap d’oltreoceano, che tra i suoi esponenti ha avuto una figura controversa come quella di XXXTentacion, il rapper morto lo scorso giugno in una sparatoria a soli 20 anni.

Ad anticipare l’album, in uscita il 2 novembre, sono i singoli Lady D., Monnalisa e Marilyn M., brani che mettono in luce un’indole intimista, lontana dall’ostentazione edal consumismo tipici della trap.
Il disco è inoltre già disponibile in pre order negli store digitali, in pre save su Spotify e, solo su Amazon, è ordinabile la versione autografata limited edition.

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Questa la tracklist:
Caro Angelo
Ti prometto che un giorno partiremo
Sai che
M. Manson
Marylin M.
00:02
CARICOTONICO
Giuro che
Lady D.
Outro
L’inizio della fine

Nella valigia dei ricordi. L’attitudine emo di GionnyScandal tra rap e pop

COPERTINA emo
Non fatevi ingannare dal primo sguardo: quello che GionnyScandal tiene in mano sulla copertina del suo nuovo album non è un semplice gelato al pistacchio che si squaglia. A guardarlo bene, ecco le arterie e le valvole: quello è un cuore, proprio in senso anatomico.
Un’immagine che è una sintesi perfetta per rappresentare il mood di Emo: i colori quasi fluo e pop dello sfondo e del gelato con il dolore che si scioglie. Gioia e sofferenza insieme, nel tipico contrasto della cultura emo, quella che celebra le emozioni amplificate, nel bene e nel male. In musica ha prende il nome emo-core, genere non particolarmente prolifico (benché esistente) in Italia, ma da anni del tutto sdoganato in America.
Se vi state chiedendo quale sia il filo che unisce GionnyScandal all’emo, forse vi sfugge qualcosa, perché nonostante gli venga quasi sempre affibbiata l’etichetta di “rapper” Gionata Ruggieri definisce se stesso e la sua musica emo. Anzi, prima di darsi al rap “screamava” proprio in una band emo.
In realtà, spiega, non è stato lui a dichiarare di voler entrare nei ricordi, ma sono stati i fan a confessargli di potersi identificare nelle sue storie: “Ho una valigia immaginaria in cui metto tutte le cose che vivo e che tiro fuori quando scrivo. Nel disco scrivo e canto quello che mi succede, e con le canzoni torno nei ricordi. Abbiamo tutti bisogno di ricordare, e non importa che siano ricordi belli o brutti. Essere emo è questo, vivere tutto in maniera amplificata: sono ipersensibile, se sto bene lo vivo molto più del normale, e lo stesso se sto male“.gionnyscandal6
Come far andare d’accordo però un’indole emo con un disco come questo, in cui più di un episodio sembra avvicinarsi più al pop o al rap? “Fosse stato per me, avrei riempito l’album di chitarre elettriche e suoni più pestati, ma mi rendo conto che ci sono delle dinamiche da rispettare e un mercato da soddisfare: in Italia l’emo-core non vende, per cui ammetto di dover essere sceso a compromessi. Il mood è così rimasto pop, ma gli accordi sono emo“.
Ecco allora spiegato il divertimento di W la Fifa o la trap di Hip hip urrà: “Il rap non mi rappresentava più, non era più il mio mondo, ma ho voluto far vedere che sono ancora capace di rappare, e l’ho fatto scegliendo la corrente del rap che va di moda oggi, la trap”.
Tra i compromessi va inevitabilmente inserito anche Il posto più bello: “L’uscita dell’album a maggio imponeva di pensare anche all’estate, e quindi la scelta è ricaduta sul reggaeton”.
Gli 11 pezzi di Emo sono il frutto delle selezione di oltre 100 canzoni scritte: “Non mi era mai successo di aver scritto così tanto: ho passato un periodo a scrivere in continuazione, scrivevo in ogni momento, anche mentre ero in bagno. Se non scrivevo mi veniva la paranoia di non riuscire più a farlo. Per scegliere i pezzi da mettere nell’album mi sono affidato all’ascolto e ai feedback dei miei collaboratori più fidati. La vera difficoltà comunque arriverà quando dovremo scegliere i prossimi singoli, perché tutte le canzoni finite nel disco hanno la potenzialità per esserlo”.

Sono lontani i tempi del precedente Reset, in cui rielaborava il dolore legato alla sua storia personale, con l’abbandono dei genitori biologici e la morte di quelli adottivi: “Ho attraversato anche la depressione, quella vera, e non mi vergogno a dirlo, anche se capisco che possa creare disagio. Oggi sono guarito e a quel fuoco non voglio più avvicinarmi, ecco perché in questo album non ho parlato della mia storia. Anche il brano finale, Ti voglio ancora bene, non è dedicato solo a mia madre, ma è una lode alla figura materna in generale”.
Nei confronti dei genitori biologici, spiega, oggi non prova sofferenza, ma “ho più curiosità, mi piacerebbe incontrarli. So di avere un fratello e gli ho anche lanciato un appello in TV per incontrarlo, ma dall’altra parte non c’è stata risposta. Se lui vuole, io ci sono”.
GIONNY SCANDAL 5
Il 6 settembre GionnyScandal è atteso all’Alcatraz di Milano, per la prima data di un tour che andrà a prendere forma nelle prossime settimane e che dovrebbe fare tappa a Roma, Firenze, Bari e Palermo: “L’Alcatraz è un passo avanti rispetto ai Magazzini Generali. Forse è azzardato, ma non volevo aspettare ancora. Il tour partirà dopo l’estate, quando il mio pubblico tornerà dalla vacanze per l’inizio delle scuole”.