“The Miseducation of Lauryn Hill” è il miglior album di tutti i tempi secondo Apple Music

“The Miseducation of Lauryn Hill” è il miglior album di tutti i tempi secondo Apple Music

I 100 migliori album di Apple Music è la classifica dei più grandi dischi mai realizzati nel XXI secolo, stilata dal team di esperti di Apple Music insieme a un gruppo selezionato di artisti, cantautori, produttori e professionisti del settore.

L’elenco è una selezione editoriale, del tutto indipendente da qualsiasi numero di streaming su Apple Music: una dichiarazione d’amore ai dischi che hanno plasmato il mondo di chi ama la musica.

A partire dal 13 maggio scorso, Apple Music ha progressivamente svelato le posizioni della classifica, fino ad arrivare a svelare la top 10 il 22 maggio, con l’incoronazione di The Miseducation of Lauryn Hill al primo posto.

Per festeggiare, Zane Lowe e Ebro Darden di Apple Music si sono seduti con il leggendario produttore discografico, scrittore e interprete Nile Rodgers e con l’artista e produttrice nominata ai Grammy, Maggie Rogers, per riflettere sulla lista durante una speciale tavola rotonda trasmessa su Apple Music.

Dopo aver ricevuto la notizia, Lauryn Hill ha dichiarato ad Apple Music: “Questo è il mio premio, ma è un racconto ricco e profondo, che coinvolge tante persone, tanti sacrifici, tanto tempo e tanto amore collettivo”.

Di seguito l’intera top 10.

1. The Miseducation of Lauryn Hill (1998), Lauryn Hill

Il primo – e unico – album in studio da solista di Lauryn Hill è stato un terremoto nel 1998: uno sguardo incredibilmente crudo e profondo nel paesaggio spirituale non solo di una delle più grandi star dell’epoca, ma dell’epoca stessa. Era, e rimane, un talento unico nel suo genere, la cui ispirazione e innovazione può essere ascoltata attraverso i decenni. Gli artisti elaborano lunghe discografie sperando di realizzare un’opera coesiva abbastanza risonante da rimodellare la cultura e iscrivere il proprio autore nel pantheon della musica; Lauryn Hill l’ha fatto in una sola volta.

2. Thriller (1982), Michael Jackson

Ci sono pochi album pop, o addirittura opere d’arte, che denotano un cambiamento totale nel tempo e nello spazio come Thriller di Michael Jackson nel 1982. Non ha fatto altro che definire il moderno blockbuster pop e ridefinire l’ambito e la diffusione della musica. Sette dei nove brani originali sono entrati nella top 10 dei singoli e l’album è diventato uno dei più venduti di sempre.

3. Abbey Road (1969), The Beatles

Abbey Road dei Beatles è una raccolta di canzoni senza età e senza eguali di una band che ha cambiato il mondo al suo apice creativo. L’undicesimo e penultimo album della band rappresenta niente di più e niente di meno che quattro esseri umani estremamente dotati che suonano insieme una canzone indelebile dopo l’altra nella stessa stanza.

4. Purple Rain (1984), Prince & The Revolution

Con metà della sua tracklist composta da singoli da top 10, questa colonna sonora è ciò che ha veramente trasformato Prince Rogers Nelson in uno degli artisti pop più facilmente riconoscibili e distintivi di sempre. Prince è stato spesso paragonato a Jimi Hendrix per il modo in cui mescolava musica bianca e nera, sacra e profana. La realtà è che non aveva precedenti allora e non ha paragoni oggi.

5. Blonde (2016), Frank Ocean

Sebbene Blonde racchiuda 17 brani in un’ora scarsa, si tratta di una palette di idee molto vasta, che testimonia l’intelligenza di sventolare la propria bandiera artistica e di confidare nel fatto che il pubblico saprà accoglierla. E così è stato. E Ocean si è affermato come un artista generazionale particolarmente adatto alle complessità e ai cambiamenti convulsi del secondo decennio del XXI secolo.

6. Songs in the Key of Life (1976), Stevie Wonder

Nel 1974, Stevie Wonder era la popstar più apprezzata dalla critica mondiale, ma stava anche pensando di abbandonare del tutto l’industria musicale. Così, quando due anni dopo uscì Songs in the Key of Life, la risposta fu talmente ampia che divenne, all’epoca, l’album venduto più velocemente nella storia. L’album, che dura quasi 90 minuti, è melodico senza sforzo, di ampio respiro e profondamente personale. Dal punto di vista sonoro, culturale ed emotivo, Songs in the Key of Life è molto più di una gigantesca raccolta di canzoni: rappresenta un’autentica visione del mondo.

7. good kid, m.A.A.d city (2012), Kendrick Lamar

Il secondo album di Kendrick Lamar, good Kid, M.A.A.D. City, è uno dei dischi hip-hop più importanti del 21° secolo. Gli storici dell’hip-hop della West Coast, come Snoop Dogg e Dr. Dre, hanno consacrato Lamar per portare avanti l’eredità del gangsta rap, e l’eredità di questo album è un esempio cruciale di narrazione americana che ha affermato il futuro vincitore del Premio Pulitzer come forse il più abile scrittore della sua generazione.

8. Back to Black (2006), Amy Winehouse

La voce ultraterrena e senza tempo di Amy Winehouse rende la sua musica diversa, non tanto in un tentativo di ricreare il passato, quanto di onorare la musica che amava pur rimanendo fedele alla figura trash-talking e autoironica che era. Il suono di Back to Black potrebbe piacere ai fan del retro-soul e ai classicisti del jazz, ma l’attitudine è più vicino al rap. Sì, era divertente. Ma non scherzava affatto.

9. Nevermind (1991), Nirvana

Nevermind e la traccia di apertura Smells Like Teen Spirit non segnarono solo un’improbabile svolta per il trio di Seattle, ma sconvolsero la cultura popolare in modi mai visti prima e da allora. Il punk è diventato pop, il grunge si è diffuso in tutto il mondo, i muri dell’industria sono andati in frantumi e il cantante Kurt Cobain è stato consacrato come voce riluttante di una generazione bisognosa di espiazione, il tutto apparentemente da un giorno all’altro.

10. Lemonade (2016), Beyoncé

Il sesto album di Beyoncé, che ha stravolto il concetto di genere: è furioso, sfidante, angoscioso, vulnerabile, sperimentale, muscolare, trionfante, umoristico e coraggioso: una vivida dichiarazione personale, rilasciata senza preavviso in un momento di pubblico scrutinio e di sofferenza privata. Ogni secondo di Lemonade merita di essere studiato e celebrato.

L’elenco completo dei 100 album è disponibile qui.

Le “Lune di Gaza” di Ninotchka contro il genocidio

Le “Lune di Gaza” di Ninotchka contro il genocidio

Lune di Gaza è il nuovo singolo di Ninotchka, il progetto musicale di Mimmo Pesare, con la collaborazione di Amerigo Verardi alla voce.

Il singolo, nato come una instant-song, è esplicitamente dedicato al genocidio in atto a Gaza.

Lune di Gaza è una malinconica ballad in bilico tra vapor-wave (si noti la citazione di All cats are gray, quasi un omaggio ai Cure di Faith, nel sample di batteria) e il rodato stile musicale di Ninotchka, sul crinale tra cantautorato ed elettronica innestata ad arrangiamenti orchestrali e chitarre post-rock.
“Lune di Gaza” è una canzone contro la guerra: il testo non ne fai mai esplicito riferimento, ma la voce fuori campo di una inviata ne fa arrivare gli echi, mentre Amerigo Verardi canta della bellezza della Luna nel cielo di Gaza, un “piccolo ristoro/ in cui poter precipitare”.
Lune di Gaza esce in versione digital-45 con un lato B che include Le nostre ore contate, cover di Ninotchka contenuta in “Stagioni.  Tributo ai Massimo Volume”.

Thom Yorke firma la colonna sonora di “Confidenza”. Ed è una meraviglia

Thom Yorke firma la colonna sonora di “Confidenza”. Ed è una meraviglia

Thom Yorke torna a guardare al cinema, e – diciamocelo con un pizzico di orgoglio – al cinema italiano. Dopo aver formato le musiche per il remake di Suspiria di Luca Guadagnino, il musicista e compositore inglese pone ora il suo nome sulla colonna sonora di Confidenza, il nuovo film di Daniele Luchetti.

La pellicola, che vede protagonisti Elio Germano, Federica Rosellini, Vittoria Puccini, Pilar Fogliati e Isabella Ferrari, è la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Domenico Starnone.

La colonna sonora è stata prodotta da Sam Petts-Davies, e – come era stato per Suspiria – vede Petts-Davies e Yorke lavorare ancora con la London Contemporary Orchestra insieme a un ensemble jazz che comprende Robert Stillman e il membro dei The Smile Tom Skinner.

Ed è proprio in queste due anime – quella orchestrale e quella jazz – che prendono vita le musiche del film. Tutto è giocato sulle suggestioni, su una tensione ora più palpabile, ora più tenue, in un gioco di chiaroscuri che portano l’ascoltatore – e lo spettatore – verso uno scenario immaginifico, quasi onirico, in cui non mancano però momenti di inaspettata dissonanza.

Il brano di apertura, The Big City, è a tutti gli effetti una minisuite che fonde in sé influenze alt-pop e momenti di altissimo lirismo di musica da camera.

Subito dopo, ecco il gioiello di Knife Edge, commovente, lunare, purissima. Qui la voce e la penna di Yorke rimandano intatto il mondo poetico che avevamo già conosciuto con i Radiohaed. Ma la mano del compositore si ritrova anche negli inserti sperimentali strumentali delle tracce interne, dove l’eleganza del pop barocco si unisce ai guizzi jazzistici, o dove le aperture di stampo sinfonico convivono con inserti di carattere quasi bandistico e free jazz (emblematico il brano di chiusura, On The Ledge, per il quale si sarebbe autorizzati a parlare di anarchia del pentagramma).

Lo zenith dell’opera arriva però esattamente a metà, con Prize Giving e Four Ways in Time: la prima folkloristica, magnetica, sensuale, con quel coro che sembra andare a pescare direttamente dal Coro a bocca chiusa della Butterfly pucciniana; la seconda solenne, drammatica, limpidissima.

Quella tracciata nelle musiche di Confidenza, è una poetica eccelsa, insieme algida e vibrante, in cui tutto è in continuo movimento, senza una meta definita.

Già disponibile in digitale, la colonna sonora di Confidenza arriverà anche in vinile e in CD dal prossimo 12 luglio. Per-order a questo link.

 

 

Ho chiesto all’AI di riscrivere il testo di “Apnea” di Emma

Ho chiesto all’AI di riscrivere il testo di “Apnea” di Emma

Fresca di certificazione platino per Apnea, Emma ha rilasciato in digitale alcune versioni alternative del brano portato in gara all’ultima edizione del Festival di Sanremo.

In particolare, le nuove versioni disponibili sono quella acustica, realizzata insieme a Julien Boverod (in arte “Jvli”), il Remix, con l’apporto di JXN dei bnkr44 e la versione Strumentale.

Proprio l’ascolto di quest’ultima mi ha dato l’ispirazione per un piccolo esperimento tecno-trash (a dire il vero, più trash che tecno…): in che modo l’AI sarebbe in grado di rielaborare il testo di Apnea?

E quindi – per il semplice gusto del gioco – ho interrogato tre dei principali modelli di Intelligenza Artificiale attualmente disponibili in versione gratuita impostando per ciascuno il medesimo prompt, ovvero: “Rielabora completamente il testo di “Apnea” di Emma trasformandolo in una canzone sull’amicizia. Il testo deve rispettare la metrica e la struttura del brano originale. La canzone deve restare fedele allo stile di Emma Marrone.”

Il risultato? Questo…

La versione proposta da Chat GPT, il chatbot di OpenAI:

[Strofa 1]
C’è un legame che non muore mai
Come un fiore che fiorisce ogni giorno
Nel cuore nostro, senza fine sai
Un’amicizia che ci rende forti come un uragano

[Ritornello]
Noi siamo come onde nell’oceano
Che si abbracciano e non lasciano
Nel profondo di noi, c’è un legame sincero
Che ci unisce, anche nel buio più severo

[Strofa 2]
Come le stelle nel cielo, noi brilliamo
E anche se il tempo passa, non ci separiamo
Ridi e piangi, siamo sempre insieme
Come due angeli che custodiscono i sogni dell’anima

[Ritornello]
Noi siamo come onde nell’oceano
Che si abbracciano e non lasciano
Nel profondo di noi, c’è un legame sincero
Che ci unisce, anche nel buio più severo

[Ponte]
E quando la tempesta arriva
Ci stringiamo ancora di più
Perché insieme, l’amicizia ci avvolge
Come un abbraccio che non ha fine

[Ritornello]
Noi siamo come onde nell’oceano
Che si abbracciano e non lasciano
Nel profondo di noi, c’è un legame sincero
Che ci unisce, anche nel buio più severo

[Outro]
E questa amicizia, come una dolce melodia
Ci accompagna per sempre, nella vita che scorre via

La versione proposta da Gemini, il modello AI di Google:

(Verse 1)
Siamo legati da un filo invisibile
Un legame che il tempo non scalfisce
Tra sorrisi e lacrime condivisi
Un’amicizia che mai svanisce

(Chorus)
Respiro nell’aria che respiri tu
Sento il tuo cuore battere nel mio
Insieme affrontiamo ogni sfida
Un’amicizia che ci rende più forti, lo so

(Verse 2)
Nei momenti bui sei la mia luce
La spalla su cui piangere e sfogarmi
Con te divido gioie e segreti
Un’amicizia che sa sempre come calmarmi

(Chorus)
Respiro nell’aria che respiri tu
Sento il tuo cuore battere nel mio
Insieme affrontiamo ogni sfida
Un’amicizia che ci rende più forti, lo so

(Bridge)
Siamo come due anime gemelle
Due metà di un cerchio che si completano
Con te mi sento invincibile
Un’amicizia che dura per sempre, lo so

(Chorus)
Respiro nell’aria che respiri tu
Sento il tuo cuore battere nel mio
Insieme affrontiamo ogni sfida
Un’amicizia che ci rende più forti, lo so

(Outro)
Grazie per essere la mia amica
Un dono prezioso che terrò per sempre
Un’amicizia che vale più di ogni cosa
Un legame che mai si spezzerà, lo so

La versione proposta da Microsoft Copilot:

Ci ritroviamo qui, nell’ombra di un caffè
Tra le parole non dette e i ricordi che fanno male
E mi chiedo, se alla fine siamo ancora noi
O se il destino ha scelto di spezzare il nostro filo

Trova tu le frasi giuste, nei silenzi che ci separano
Nelle note di una canzone lontana, o nel vento
Io, se avessi un modo per tornare indietro
Non cambierei nulla, perché ogni istante con te è prezioso

Ritornello:
È colpa mia se adesso siamo in bilico
Ma è colpa tua, perché hai gli occhi che mi uccidono
Lo sai però, mi fai sentire il brivido di stare bene
Di stare insieme, anche se il nostro legame è in apnea

Non è una bugia, né nostalgia
È solo il veleno che ci ha avvelenato
Eppure, è tutto vero, ogni sorriso, ogni sguardo
Non mi piace niente, ma tu mi togli il respiro

Ponte:
Dimmi dimmi dimmi, se ti va di ricominciare
Di riscrivere la fine di questa storia
Senza rimpianti, senza rabbia, solo con affetto
Toglimi il respiro, come facevi una volta

Ritornello:
È colpa mia se adesso siamo in bilico
Ma è colpa tua, perché hai gli occhi che mi uccidono
Lo sai però, mi fai sentire il brivido di stare bene
Di stare insieme, anche se il nostro legame è in apnea

Outro:
Ricordati com’ero, quando ridevamo sotto la pioggia
Quando ogni tuo sorriso era il mio sole
Non mi piace niente, ma tu mi togli il respiro
Apnea, ah-ah, ah-ah, ah

Qualche considerazione…

Come era naturale aspettarsi, i 3 modelli interrogati hanno rielaborato il testo adottando una scrittura fatta di immagini generiche, standardizzate, ma mi ha comunque colpito come i 3 risultati siano molto diversi uno dall’altro, sia nella struttura – per quanto l’indicazione fosse quella di rispettare quella originale – sia nella riformulazione del testo. Mentre Chat GPT e Gemini si sono staccati dal testo di partenza, Copilot ha mantenuto diversi riferimenti all’originale.

Ora, oltre al fatto che avessi un po’ di tempo da perdere, cosa vuole dimostrare questo divertissement? Forse che avrei bisogno di esercitarmi un po’ con il prompt engineering, o forse che l’AI ha ancora un po’ di strada da fare.

Nel dubbio, mi riascolto la versione originale, che resta ancora la migliore.

Ricchi e Poveri: fuori gli 8 remix ufficiali di “Ma non tutta la vita”. E tu, quale remix sei?

Ricchi e Poveri: fuori gli 8 remix ufficiali di “Ma non tutta la vita”. E tu, quale sei?

Ma non tutta la vita è una dichiarazione di intenti, una traduzione in chiave pop della filosofia dell’attimo: “Ti giri un momento la notte è finita / Le stelle già stanno cadendo“. Un inno a vivere pienamente la vita, a scendere adesso in pista.

Come sappiamo, Ma non tutta la vita ha segnato il ritorno sanremese in grandissimo stile dei Ricchi e Poveri. Un ritorno che ha fatto breccia non solo nel cuore del pubblico che da 56 anni segue il gruppo (l’esordio, in formazione a quattro, è del 1967), ma che ha aperto ad Angela Brambati e Angelo Sotgiu anche le porte della Gen Z, regalando al duo una seconda giovinezza.

Il brano è infatti diventato subito virale sulle piattaforme social e ha iniziato a macinare streaming streaming.

Proprio per celebrarne il successo, la canzone è stata affidata a 8 tra i più interessanti DJ e producer della nuova scena club italiana, che ne hanno realizzate altrettante versioni remix., regalando al brano 8 nuove personalità.

8 differenti modi di reinterpretare uno dei pezzi più iconici del Festival di Sanremo 2024.
8 diverse chiavi di lettura per portare Ma non tutta la vita sulle piste di tutti i club e tutti i dancefloor.

A ognuno il suo remix, verrebbe da dire…. e quindi tu, QUALE REMIX SEI??

Trova il profilo che ti rappresenta di più, gira la card e scopri quale versione si addice al tuo spirito da dancefloor!

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Il tuo habitat ideale sono gli anni Ottanta: il tuo cuore batte a ritmo di italo disco, e non puoi resistere alla acid house.

Se questo è il tuo profilo, il tuo remix è...

Protopapa & Hey Cabrera! Remix

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Quando si parla di dance, ti vengono subito in mente gli anni '90, rigorosamente made in Italy! Quelli sì che erano anni in cui dettavamo legge al mondo!

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Ami l’atmosfera festosa e giocosa e quando ti scateni sogni di essere in un club di Monterrey in Messico, al ritmo di elettronica e cumbia.

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Il tuo passatempo preferito è il voguing, possibilmente sulle sonorità house. Sei anche un amante delle citazioni televisive, una specialità in cui non ti batte nessuno.

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Chi ti conosce dice di te che sei un concentrato di sano caos ed energia psichedelica. Per te dancefloor fa rima con futuro.

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SPLENDORE Remix

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Non si può dire che ti piacciano le cose semplici. Hai un gusto spiccato per le atmosfere cupe, eppure non sai rinunciare all'hyperpop e vai fuori di testa per gli effetti pitchati.

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Per te il confine tra l'amore e il dancefloor è praticamente inesistente, soprattutto se in mezzo ci finisce un po' di noir, condito da ritmi funk e atmosfere psichedeliche.

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Vai letteralmente pazz* per l’italo, l’house e la bass music. Quando senti un'eco 90s ti si stringe il cuore e l'unico modo di sfogare la nostalgia del passato è consumare la pista del club.

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Lorenzo_BITW Remix

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Prince: per la prima volta in streaming il brano “United States of Division”

Prince: per la prima volta in streaming il brano “United States of Division”

A 20 anni dalla pubblicazione dell’album Musicology, 28esimo album in studio Prince, arriva per la prima volta sulle piattaforme streaming il brano United States of Division, originariamente pubblicato come b-side del singolo Cinnamon Girl.

United States Of Division è una canzone di protesta che vede Prince affrontare con coraggio i problemi sociali e politici che hanno tormentato e continuano a tormentare gli Stati Uniti ancora oggi.

Pubblicata nel bel mezzo della guerra degli Stati Uniti in Iraq, United States Of Division è un potente promemoria della passione di Prince per i temi sociali, spesso sottovalutata.

Parlando di questo periodo della carriera di Prince, L. Londell McMillan, avvocato di Prince, suo confidente di lunga data e produttore esecutivo di Musicology, ha dichiarato: «Alcuni lo hanno definito il suo ritorno, Prince lo ha chiamato Musicology. La genialità di questo album classico si è unita al successo commerciale ottenuto durante il suo tour con la vendita dei biglietti, che ha portato Prince a raggiungere la posizione più alta in classifica dagli anni Ottanta. Prince era semplicemente fantastico e il mondo della musica gli è debitore per la sua creatività e innovazione».

 

In un’intervista d’archivio risalente all’epoca di “Musicology” , Prince ha descritto come il suo processo creativo fosse cambiato in questa fase della sua carriera: «Questo disco…ricorda che è stata fatta da qualcuno che è stato lì e ritornato. Spero che le persone sentano questo e la ascoltino con quella mentalità. La musica è musica, in definitiva. Se ti fa sentire bene? Ottimo».

Musicology è stato elogiato da Rolling Stone per i suoi groove sinuosi e il suo swing senza sforzo; si è guadagnato due premi Grammy e la certificazione doppio disco di platino dalla RIAA nel 2005. Inoltre, l’album ha segnato l’apice della rinascita di Prince nei primi anni 2000, coincidendo con la sua introduzione nella Rock & Roll Hall Of Fame.

MALIKA AYANE: Esce venerdì 12 aprile il nuovo singolo “SOTTOSOPRA”.

MALIKA AYANE

Esce venerdì 12 aprile il nuovo singolo

“SOTTOSOPRA”

Fuori anche il videoclip ufficiale per la regia di Attilio Cusani

 

Esce venerdì 12 aprile “Sottosopra”, il nuovo singolo di Malika Ayane, disponibile da oggi in pre-save e in pre-add (https://malikaayane.bfan.link/sottosopra).

Scritto e composto da Malika Ayane, Andrea Bonomo e Pacifico e prodotto da ESTREMO, “Sottosopra” mostra ancora una volta un lato inedito della cantautrice attraverso un nuovo percorso in cui ha scelto di giocare con i contrasti, da sempre parte della sua cifra stilistica. E’ un brano dalle sonorità elettroniche che scandiscono il tempo e ne sottolineano il ritmo travolgente.

“Sottosopra è un brano nato due anni fa a Parigi. Più che di uno stato d’animo, parla di un modo di essere e di fare che, una volta raggiunto, diventa l’inizio di una nuova fase. Quando si hanno finalmente chiari i contorni entro i quali ci si può muovere, ecco che compare la consapevolezza di sé e, di conseguenza, la serenità. Bisogna imparare e muoversi a passo di danza sotto e sopra la linea di questa vita che cambia continuamente.” afferma Malika Ayane.

L’uscita del brano sarà seguita anche dal videoclip ufficiale per la regia di Attilio Cusani, il quale ha voluto creare un immaginario essenziale che segue il messaggio del pezzo: quando ci si sente completi, non c’è necessità di aggiungere altro.

“Sottosopra” segna l’inizio di un altro capitolo del progetto musicale di Malika, sebbene con una forma ancora differente: la cantautrice invita a passare attraverso il mondo senza farsi sconvolgere, per imparare così a riconoscere gli spazi in cui lasciarsi andare, tentando di mantenere l’equilibrio in un limbo costante. Solo così diventa possibile affrontare il passato, che non è mai qualcosa a cui guardare con eccesso di nostalgia, bensì un’occasione per avere un termine di paragone senza alcuna forma di giudizio.

NxWORRIES (Anderson .Paak & Knxwledge) annunciano il nuovo album in arrivo il 7 giugno.

NxWORRIES

(ANDERSON .PAAK & KNXWLEDGE)

‘WHY LAWD?’

IL NUOVO ALBUM IN ARRIVO IL 7 GIUGNO

nuovo singolo pubblicato oggi: 

’86Sentra’

Anderson .Paak Knxwledge si riuniscono per il tanto atteso ritorno di NxWorries, ad otto anni dalla pubblicazione del disco di debutto ‘Yes Lawd!‘, un cult nel panorama alternativo. Da allora, .Paak è diventato una superstar mondiale attraverso la sua carriera da solista e Silk Sonic, il suo progetto in collaborazione con Bruno Mars. Nel frattempo, Knxwledge ha consolidato la sua eredità come uno dei più grandi beatmaker del nostro tempo, vincendo un Grammy grazie al suo prolifico catalogo, oltre ad essere chiamato da artisti del calibro di Kendrick Lamar, Earl Sweater ed altri. 

Nxworries sono tornati per annunciare ‘Why Lawd?‘, il secondo album in arrivo il 7 giugno su etichetta Stones Throw Records ed anticipato dal nuovo singolo, ’86Sentra‘, che vede il duo ritornare al suono notoriamente sicuro di sé. Il brano è accompagnato dal visual realizzato da Rhymezlikedimez, che raffigura i due artisti in forma di cartone animato mentre attraversano una Los Angeles in technicolor.

‘Why Lawd?’ contiene anche ‘Daydreaming’ e ‘Where I Go‘, con il feat di H.E.R., singoli pubblicati lo scorso anno ed ampiamente accolti dai media musicali.

LUKA SULIC: Esce oggi “LIFE”, primo album di inediti dopo i 2CELLOS.

Dopo avere conosciuto il successo mondiale con risultati perfino inimmaginabili, nel 2022 Luka Šulić ha deciso di abbandonare l’intensa attività live dei 2Cellos, lo straordinario progetto musicale condiviso per 10 anni con Stjepan Hauser, per lasciare spazio alla creatività e alla famiglia – ha recentemente condiviso la gioia per l’arrivo del quarto figlio. Il risultato è LIFEil suo nuovo album, primo di brani inediti, che esce oggi venerdì 22 marzo su tutte le piattaforme digitali (https://Platoon.lnk.to/life-luka-sulic), accompagnato dal video della title-track https://bit.ly/LIfe-vid_LukaSulic. Dieci tracce nelle quali Luka ritorna alle sue radici di musicista contemporaneo per creare un mondo sonoro evocativo, arricchito da armonie seducenti, archi sublimi e dal violoncello, la sua firma musicale di una bellezza trascendentale.

          Le basi musicali di Luka Šulić si fondano su una capacità compositiva originale e su una abilità innata nel curare gli arrangiamenti strumentali e LIFE segna il suo debutto come compositore e arrangiatore. Fin da giovanissimo ha cominciato a concepire musica per violoncello solista e da sempre è attratto dalla potenzialità espressiva delle ricche sonorità prodotte da un’orchestra d’archi – un suono in grado di trascinare l’ascoltatore verso profondità emotive senza eguali. I brani di LIFE sono nati gradualmente, dall’evoluzione di idee cullate e nutrite in anni di studio e poi di esperienza, sempre ad altissimi livelli, fino a diventare il mondo musicale che Luka ha immaginato per questo album.

          “Nella tradizione Classica – dice il musicista – spesso non c’è abbastanza enfasi sulla necessità di lasciare spazio alla creatività durante gli anni di apprendimento. Strutture rigide e tecnica imposta diventano così un ostacolo per la libertà creativa. Puoi imparare il mondo immergendoti nella maestosità di Beethoven e Dvorak, ma impari tantissimo anche da Max Martin!” [ndr: uno dei compositori e produttori che ha contribuito a definire il suono della musica pop contemporanea, collaborando alla scrittura di hit per artisti come Ed Sheeran, Taylor Swift, Katy Perry, Justin Timberlake, Britney Spear, Backstreet Boys e altri]. E conclude: “È davvero importante mantenere una mente aperta, per non spegnersi durante il processo creativo”.

       Luka crede fermamente che il picco espressivo sia possibile solo quando si crea qualcosa di personale e nel suo caso – a casa con la famiglia – la sua creatività si è potuta sviluppare armonicamente: Luka ha trovato ispirazione nella natura che circonda la sua dimora (in Slovenia) e nei rapporti famigliari, nel caleidoscopio di sfide e gioie che la VITA comporta, rovesciando tutta la sua anima nei brani che compongono LIFE, un esempio autentico di come un musicista possa plasmare la propria arte.

       LIFE esce in tutto il mondo distribuito da Platoon, è composto e arrangiato da Luka Šulić che lo ha prodotto con Kresimir Seletkovic. Suonato dalla Czeck Studio Orchestra diretta dal Maestro Jan Chalupecky, con Luka al violoncello solista, mixato e masterizzato da Filip Vidovic. L’uscita dell’album e della title-track sono state anticipate dai singoli Blue HeartShine e Phoenix, pubblicato il 1° marzo e accompagnato da un video di straordinario impatto emotivo (https://bit.ly/Phoenix-vid_LukaSulic) nel quale Luka suona il suo violoncello sulle cime e nelle cavità delle montagne slovene, rinascendo dalle fiamme che lo avvolgono (vere!) proprio come la Fenice mitologica. Proprio come lui.

LIFE – TRACKLIST:

  1. Anima
  2. Noir
  3. Blue Heart
  4. Pain
  5. Dreamer
  6. Blossom
  7. Phoenix
  8. Shine
  9. Life
  10. Eternal

“Antipop”, Cosmo racconta una storia di provincia.
Con la magia della musica

“Vorrei sentire ancora così tanta energia. Vorrei continuare a giocare”.

Credo in questa affermazione sia ben racchiuso tutto il senso del fare musica secondo Cosmo. La pronuncia lui stesso verso la fine di Antipop, il documentario incentrato sui primissimi anni della sua carriera, in cui si rivedono le sue prime esperienze in gruppo con gli amici, nate per gioco negli anni dell’adolescenza a Ivrea, fino alla svolta, arrivata con il secondo album del suo progetto solista. Un album che nelle intenzioni doveva l’ultimo – L’ultima festa, appunto – ma che, come spesso succede, il caso della vita ha trasformato in una sorta di pietra d’angolo.

Antipop è arrivato in streaming sulla piattaforma MUBI il 1 marzo, due settimane prima dell’uscita del nuovo album del producer di Ivrea, Sulle ali del cavallo bianco.
Ovvio che le due cose non sono per nulla casuali, ma penso che sarebbe un errore vederci dietro solo un’operazione di marketing.

Antipop è una lente per guardare più a fondo nel mondo di un artista atipico del panorama italiano; è una chiave di lettura per comprendere meglio il passato e il futuro della sua carriera.

Nei 60 minuti del documentario non c’è un dettaglio, un frame, una parola che assomigli anche lontanamente all’autocelebrazione: basti pensare che del protagonista si sente solo la voce fuori campo, mentre le immagini – salvo qualche spezzone live – sono raccolte dalle registrazioni amatoriali degli anni della gioventù. Si vedono invece i suoi amici, quelli storici, quelli che hanno iniziato a suonare con lui nelle camerette, nelle cantine, quelli degli anni della gavetta, di quanto la musica la si fa perché ci si crede davvero, e la si fa perché si ha semplicemente voglia di farla insieme.

E si vede la sua famiglia, suo padre, sua madre, suo fratello, i suoi nonni, che in un momento di follia giovanile si sono licenziati dalla Olivetti – perché la storia è pur sempre ambientata a Ivrea – e si sono trasferiti nello Sri Lanka. A fare cosa e come sia andata quell’esperienza lo lascio scoprire a chi avrà voglia di guardare il documentario.

La storia di Cosmo è una storia comune, ordinaria, in cui non c’è proprio niente di speciale o di eroico: è una storia di provincia, che si porta dietro tutti gli elementi tipici delle storie giovanili di provincia. Comprese le ombre, ovviamente, che a volte sono molto scure.

Le lunghe sessioni musicali casalinghe, i concerti davanti a una decina di paganti, la morte di un amico, le strade che si dividono. Ancora una volta, il caso.

La copertina del secondo album di Cosmo, “L’ultima festa”

E poi… poi succede che gli anni passano e si inizia a chiedersi se non sia ora di diventare adulti, trovarsi un lavoro “vero”, “mettere la testa a posto”, qualunque cosa questo voglia dire.
Ci siete passati anche voi, vero?
Per Cosmo quel momento ha coinciso con il secondo disco da solista, a 34 anni, nel 2016. Un ultimatum: o andava bene o basta con la musica. Se però doveva essere un’uscita di scena, che almeno fosse fatta bene. Ecco allora L’ultima festa.

Come siano poi andate lo possiamo ben immaginare.

La festa era bel lontana dal terminare, il tempo per giocare era tutt’altro che finito. Anzi, lo spettacolo più bello stava per iniziare proprio in quel momento. C’erano ancora tanti balli da scrivere, tanto amore e tanta libertà da raccontare, tanti voli sonori a cui aggrapparsi.

“Quelli che ballavano erano visti come pazzi da quelli che non sentivano la musica”, recita un aforisma di Nietzsche.
Figuriamoci cosa direbbero oggi, se li vedessero ballare sulle ali di un cavallo bianco.