CONCERTO DEL PRIMO MAGGIO 2019 a ROMA: Carl Brave, Daniele Silvestri, Ex-Otago, Ghali, La Municipàl, La Rappresentante di Lista, Pinguini Tattici Nucleari, Subsonica sono i primi nomi confermati!

CONCERTO DEL PRIMO MAGGIO 2019

ROMA, PIAZZA SAN GIOVANNI IN LATERANO

#1M2019  #UNPASSOAVANTI  #LAMUSICAATTUALE

CAST 2019: ecco i primi nomi confermati

CARL BRAVE

DANIELE SILVESTRI

EX-OTAGO

GHALI

LA MUNICIPÀL

LA RAPPRESENTANTE DI LISTA

PINGUINI TATTICI NUCLEARI

SUBSONICA

 

Cresce l’attesa per l’edizione 2019 del CONCERTO DEL PRIMO MAGGIO, uno degli appuntamenti più seguiti del panorama musicale nazionale, un grande evento che ogni anno, nel giorno della Festa dei Lavoratori, raduna centinaia di migliaia di spettatori in Piazza San Giovanni in Laterano a ROMA.

Il Concertone, promosso da CGIL, CISL e UIL, prodotto e organizzato da iCompany, anche per l’edizione 2019 presenterà una lunga maratona di musica dal vivo che verrà trasmessa in diretta da RAI 3 e Radio2.

Dopo il grande successo registrato lo scorso anno, con 16,8 milioni di contatti unici TV e la media share” della diretta su Rai 3 ai massimi storici, il CONCERTONE punterà nuovamente i suoi riflettori sulla musica attuale e sulle proposte più interessanti della scena musicale italiana contemporanea.

La direzione artistica del CONCERTO DEL PRIMO MAGGIO di ROMA è curata da Massimo Bonelli che è anche l’organizzatore generale dell’evento.

Tra i primissimi nomi confermati che si esibiranno sul palco di Piazza San Giovanni, ci sono:

 

CARL BRAVE, produttore e paroliere romano, istrionico e versatile, con le sue canzoni fotografa i giovani di oggi; il suo ultimo singolo è “Merci” estratto dal suo disco “Notti Brave (After)“.

DANIELE SILVESTRI, una delle voci più ispirate e autorevoli del cantautorato italiano, reduce dal successo al Festival di Sanremo dove ha conquistato il Premio della Critica Mia Martini e il Premio della Sala Stampa Lucio Dalla; il 3 maggio uscirà il suo nuovo atteso album “La terra sotto i piedi“.

EX-OTAGO, la band genovese rivelazione del festival di Sanremo che, a seguito del successo del nuovo album Corochinato e del film documentario, torna sul palco del Concertone dopo aver abbracciato i club di tutta Italia con il Cosa fai questa notte? Tour.

GHALI, l’artista fenomeno dell’attuale scena urban continua a stupire; ha recentemente presentato il nuovo singolo “I Love You” al Carcere di San Vittore di Milano.

LA MUNICIPÀL vincitori del Contest del Concertone 1MNEXT 2018 ed ormai realtà di spicco della scena indie nazionale; hanno appena pubblicato l’album “Bellissimi difetti”.

LA RAPPRESENTANTE DI LISTA, progetto che fonde scrittura, teatro e forma canzone, è a oggi tra le nuove realtà più trasversali e interessanti del panorama musicale contemporaneo. Attualmente in tour per presentare “Go Go Diva”, il nuovo album.

PINGUINI TATTICI NUCLEARI, freschi della pubblicazione del quarto album “FUORI DALL’HYPE” (Sony) arriveranno sul palco del Concertone dopo un tour costellato di sold out.

SUBSONICA, la band torinese che ha rivoluzionato il suono della scena musicale italiana dagli anni ’90 ad oggi; attualmente è in rotazione radiofonica il singolo “L’incubo” feat. Willie Peyote, estratto dal nuovo album“8”. Il gruppo ha recentemente annunciato le nuove date estive di “8 TOUR”, che li vedrà protagonisti sui palchi di alcune tra le location più suggestive d’Italia, da nord a sud.

Nei prossimi giorni saranno annunciati gli altri tanti nomi degli artisti che comporranno il Cast 2019, che verrà poi presentato ufficialmente durante la conferenza stampa che si terrà presso le sedi Rai, nei giorni a ridosso dell’evento.

Anouk: omaggio alle grandi donne della storia nel video di “It’s A New Day”


Madre Teresa di Calcutta, Hillary Clinton, Michelle Obama, Audrey Hepburn, Oprah Winfrey nello stesso video.
Impossibile? Non per Anouk.
A tre anni dall’ultimo album, la cantante olandese torna infatti con un nuovo singolo, It’s A New Day, accompagnato da un video che è un vero e proprio tributo alle grandi figure femminili della storia. Come ha lei stessa dichiarato in un post rilasciato sui profili social, nella clip l’artista ha vestire i panni di figure iconiche che nel tempo sono diventate simbolo del potere femminile e si sono distinte nella battaglia per i diritti alla parità di genere in ogni campo, dalla politica alla scienza, dallo spettacolo allo sport.

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Dall’antico Egitto di Nefertiti, alle vittorie di Serena Williams, passando per le performance estreme di Marina Abramovic e gli esperimenti di Marie Curie, il “girl power” ha da sempre influenzato il corso della storia.

MARCO MENGONI: Al via da Berlino l’anteprima europea del tour.

MARCO MENGONI

ATLANTICO TOUR

 

AL VIA STASERA DA BERLINO L’ANTEPRIMA EUROPEA DEL TOUR

POI ZURIGO (SOLD OUT), MONACO, PARIGI E MADRID

 

IN ITALIA TRE NUOVI SOLD OUT A MILANO, FIRENZE E VERONA

 

HOLA (I SAY) FEAT. TOM WALKER È DOPPIO PLATINO

L’attesa è finita: MARCO MENGONI è pronto a partire con le cinque attesissime anteprime europee di ATLANTICO TOUR, il nuovo show prodotto e organizzato da Live Nation che ha già venduto quasi 200 mila biglietti e continua a collezionare sold out. Il tour partirà questa sera da Berlino e arriverà poi a Zurigo (10 aprile, sold out),Monaco (12 aprile), Parigi (14 aprile) e Madrid (17 aprile), tappe che confermano la sensazionale crescita della musica di Marco anche oltre confine. In Italia, il tour del recordman da 48 dischi di platino che ha recentemente superato i 500 milioni di views su YouTube debutterà il prossimo 27 aprile dal Pala Alpitour di Torino per poi proseguire in tutta Italia. Sono tre i nuovi appuntamenti sold out del tour: Milano (4 maggio)Firenze (21 maggio) Verona (26 maggio).

A Berlino Marco si esibirà al Tempodrom, luogo deputato della cultura alternativa musicale e teatrale, famoso per avere anche una spiccata funzione ecologica. Per lui la tappa tedesca rappresenta un ritorno: negli anni Marco ha infatti portato la sua musica diverse volte in Germania, e solo 5 mesi fa è stato ospite del concerto di Tom Walker sul palco del Columbia Theater.

Nel frattempo continua il successo di HOLA (I SAY) feat. Tom Walker, che ha appena raggiunto il doppio disco di platino, ed è in rotazione in radio e su tutte le piattaformeMUHAMMAD ALI, il nuovo singolo e video estratto da ATLANTICO, l’ultimo album di inediti recentemente certificato doppio platino con oltre 40 milioni di stream su Spotify e Apple Music: una dedica al mitico pugile ed un invito a prenderlo come riferimento per ambire a fortificarci e a trasformare ogni problema in una grande opportunità.

 

ATLANTICO TOUR – LE DATE

8 APRILE BERLINO – TEMPODROM

10 APRILE ZURIGO – VOLKSHAUS SOLD OUT!

12 APRILE MONACO – TONHALLE

14 APRILE PARIGI – LA CIGALE

17 APRILE MADRID – JOY

27 APRILE TORINO – PALA ALPITOUR SOLD OUT!

28 APRILE TORINO – PALA ALPITOUR

1 MAGGIO MILANO – MEDIOLANUM FORUM SOLD OUT!

2 MAGGIO MILANO – MEDIOLANUM FORUM SOLD OUT!

4 MAGGIO MILANO – MEDIOLANUM FORUM SOLD OUT!

5 MAGGIO MILANO – MEDIOLANUM FORUM

8 MAGGIO ROMA – PALAZZO DELLO SPORT SOLD OUT!

10 MAGGIO ROMA – PALAZZO DELLO SPORT

11 MAGGIO ROMA – PALAZZO DELLO SPORT

13 MAGGIO BARI – PALAFLORIO SOLD OUT!

14 MAGGIO BARI – PALAFLORIO

16 MAGGIO CASERTA – PALA DECO’

18 MAGGIO EBOLI – PALASELE

21 MAGGIO FIRENZE – NELSON MANDELA FORUM SOLD OUT!

22 MAGGIO FIRENZE – NELSON MANDELA FORUM

24 MAGGIO VERONA – ARENA DI VERONA SOLD OUT!

25 MAGGIO VERONA – ARENA DI VERONA SOLD OUT!

26 MAGGIO VERONA – ARENA DI VERONA SOLD OUT!

29 MAGGIO RIMINI – RDS STADIUM SOLD OUT!

30 MAGGIO BOLOGNA – UNIPOL ARENA

“Il nostro omaggio a Dolores”. Esce “In The End”, l’ultimo album di The Cranberries


Poteva riempirsi di malinconia e ricordi amari la storia della pubblicazione di In The End, ottavo e ultimo album dei Cranberries, una delle band di maggior successo nella storia del rock irlandese, e sicuramente uno dei nomi che hanno marchiato di più i suoni degli anni ’90.
Poteva riempirsi di malinconia e ricordi amari, ma così non è stato. O meglio, non solo.
A poco più di un anno dalla morte improvvisa della storica vocalist Dolores O’Riordan, la band di Limerick pubblica il prossimo 26 aprile il capitolo conclusivo di una discografia che ha le sue radici nel lontano 1993 con l’ormai leggendario debutto di Everybody Else Is Doing It, So Why Can’t We?, album che conteneva due pezzi divenuti immortali come Dreams e Linger. Passato solo un anno, la consacrazione mondiale definitiva è arrivata con No Need to Argue, il disco di Zombie, tanto per capirci: 7 milioni di copie vendute solo negli Stati Uniti, quasi 20 globalmente.
D’altronde, una voce come quella di Dolores non la si trova molto facilmente in giro, talmente unica da essere da sola il marchio di fabbrica del gruppo. Se gli U2 rappresentano la faccia melodica del rock d’Irlanda, se i fratelli Corrs sono quelli più legati alle radici folk, i Cranberries mostrano il volto più graffiante e arrabbiato dei suoni della loro terra.

Poi gli anni sono trascorsi veloci, sono arrivati altri album, alcuni più fortunati di altri, ma la storia dei Cranberries non è mai stata messa in dubbio da nessuno. Fino a quando si è messo in mezzo il destino, e il 15 gennaio 2018 Dolores è stata trovata morta in una stanza di un hotel di Londra. Per la band, che si era riunita nel 2009 dopo una pausa di 6 anni, si è aperto il grande interrogativo sul futuro: nella tragedia c’è però una fortuna, quella di avere già a disposizione alcuni brani quasi pronti.
Nella primavera 2017 infatti, stanchi di riproporre dal vivo solo vecchi brani, i membri del gruppo si erano messi al lavoro per realizzare un nuovo disco, e nel dicembre dello stesso anno 11 pezzi erano già stati provinati da Dolores e dal chitarrista Noel Hogan. Proprio quegli 11 brani sono quelli che ora danno vita a In The End, il primo album dei Cranberries di cui Dolores non ha visto tutta la realizzazione e di cui non vedrà la pubblicazione, ma molto lontano dall’essere un disco alla memoria.

Quella di In The End non è una storia di lacrime perché questo è a tutti gli effetti un album di inediti dei Cranberries, composto da materiale già pronto per essere rifinito e pubblicato: nessuna vecchia b-side, nessuna demo dimenticata e ripescata, nessuna traccia abbozzata e resa pubblica per accontentare il prurito del pubblico, ma solo gli 11 brani che alla morte di Dolores avevano già una forma ben definita.
E soprattutto, In The End è a tutti gli effetti un nuovo album dei Cranberries perché all’interno lo spettro della morte non c’è: piuttosto, è un disco che parla di cambiamenti, quelli che la cantante aveva da poco vissuto quando ha scritto le nuove tracce. “Per noi questi brani non sono legati alla sua morte, perché li stiamo ascoltando da molto tempo. Dolores li ha scritti pensando al divorzio, ai problemi di salute che aveva affrontato: era soddisfatta del lavoro, in particolare di All Over Now, uno dei primi brani che ha scritto, che abbiamo scelto come primo singolo”, dichiarano Noel Hogan, Mike Hogan e Fergal Lawler, arrivati in Italia per presentare l’album.

Per la realizzazione del disco è stato coinvolto Stephen Street, già produttore dei primi due dischi di Cranberries: “Se dovessimo paragonare In The End a qualche altro nostro lavoro, il primo confronto che verrebbe da fare è con primi album, la voce di Dolores è pulita come all’epoca, e anche Stephen è stato da subito dello stesso parere. Volevamo realizzare uno dei dischi più importanti della nostra carriera”, continua la band, “ci siamo chiusi in studio un mese dopo la morte di Dolores: avevamo la giusta motivazione”.
E’ stato comprensibilmente difficile portare avanti tutto il lavoro scindendosi tra la tristezza per la mancanza dell’amica e collega e la felicità di lavorare a un nuovo disco: “Abbiamo dovuto inscatolare le emozioni, questo è l’ultimo omaggio che possiamo fare a Dolores: ci è mancato molto che lei non fosse con noi durante la realizzazione e ci manca che non abbia avuto la possibilità di ascoltare l’album”.

Mentre il titolo è stato scelto solo in un secondo momento e riprende una poesia di TS Elliot, l’immagine di copertina è sembrata la soluzione migliore: “L’idea è stata di Andy Earl, il fotografo, e ci è piaciuta subito: sarebbe stato ingiusto che ci fossimo solo noi tre, visto che Dolores è a tutti gli effetti nell’album, ma sarebbe stato triste mettere un’immagine con tutti e quattro. Questi bambini non siamo noi, ma ci assomigliano”.
La band sarà impegnata in primavera nella promozione, poi l’estate sarà il momento da dedicare al riposo e alla riflessione su tutto quello che è successo in questi mesi: “Non sappiamo quale sarà il futuro, di sicuro non presenteremo dal vivo queste canzoni, è impossibile. Probabilmente continueremo con la musica, potrà essere un buon modo per metabolizzare i ricordi. Non ha molto senso però guardare al passato: abbiamo sempre fatto musica senza seguire le mode, non ci siamo mai messi a fare pop o dance, e abbiamo messo in conto che la popolarità poteva andare e venire. Speriamo di essere ricordati per le idee e per il cuore che abbiamo messo nel nostro lavoro”.

Ernia, il “rettiliano”. Esce “68 (Till The End)”


Lo scorso settembre usciva 68, il primo album ufficiale di Ernia. Un disco “quadrato”, “delineato”, come dichiarava il diretto interessato, nato sotto la pressione di realizzare il primo lavoro per la prima grande major sulla piazza, Universal. Il titolo era un riferimento alla linea milanese del bus 68, che collega via Bergognone e Bonola, dove il rapper è cresciuto, e che Ernia aveva spiegato come una metafora del suo viaggio “verso il centro”, ma che eventualmente si sarebbe anche potuto trasformare in un viaggio a ritroso, se mai le cose fossero andate male.
Oggi, a distanza di sette mesi, possiamo dire che così male non è andata, visto che il disco ha debuttato al primo posto della classifica e che anche il tour ha dato le sue soddisfazioni.
Per festeggiare questo periodo fortunato, l’album viene ripubblicato in una nuova edizione decisamente più ampliata: 68 (Till The End) arriva infatti nei negozi e sulle piattaforme di streaming e download come un doppio album: a 68 sono stati aggiungi ben 7 nuovi inediti, tre dei quali impreziositi da collaborazioni.

“Mi sono voluto divertire: ho realizzato i nuovi inediti con lo spirito con cui di solito si realizza un mixtape, cioè non un album ufficiale, ma una raccolta di brani fatta con il solo scopo di divertirsi. Il mood è molto più tranquillo e caciarone di 68, che era invece un album più sofferto. E’ una sorta di allenamento in preparazione al cambiamento che vorrei mettere in atto con il prossimo disco”.
Il primo singolo estratto, Certi giorni, vede la collaborazione di Nitro: “Tra i rapper milanesi della mia generazione è stato uno dei primi a farsi conoscere. Per il featuring con lui avevo inizialmente pensato a un pezzo più pestato, ma è stato proprio lui a suggerirmi di puntare su qualcosa di più intimo”.
Per Il mondo chico la scelta dell’ospite è invece ricaduta su Lazza: “Anche lui è di Milano, ma faceva parte di un altro blocco”. Nel brano sembrerebbe esserci un dissing a Ultimo, ma Ernia abbandona subito ogni possibilità di polemica: “Quel verso è di Lazza, non posso rispondere per lui”.
Più sorprendente invece la presenza di Chadia Rodriguez per Mr. Bamboo: “Tempo avevo scritto sui social che avrei fatto un featuring inimmaginabile, e tutti avevano pensato a Sfera Ebbasta. Ma se pensi a Sfera Ebbasta vuol dire che in fondo te lo immagini. Chadia invece è quanto di più lontano da me ci possa essere oggi nell’ambiente hip-hop: se vuoi crescere, devi allargare gli orizzonti e uscire dalla tua confort zone. 68 era un album perfettamente nella mia confort zone, con questi nuovi brani ho voluto andare oltre”.

Tra le collaborazioni che gli piacerebbe realizzare in futuro, Matteo Professione – così è registrato all’anagrafe – fa i nomi di Sfera, Capo Plaza, Luchè, Marracash, mentre sui featuring internazionali prende una posizione controcorrente: “A un rapper italiano il featuring con l’artista internazionale non serve, perché non aggiunge niente. Se lo fai, lo fai per te, ma il pubblico non lo percepisce perché per la maggior parte si tratta di un pubblico pop che segue le mode e adesso ascolta l’hip-hop senza conoscerlo. Non conoscono gli artisti internazionali e non leggono i testi, mi spiace dirlo, ma è così, non ce la faccio a mentire. Nell’ultimo album Emis Killa ha inserito una collaborazione con 6ix9ine, ma non mi pare che sia uno dei suoi brani più memorabili”.

E a proposito della necessità di essere sinceri, è parlando di Un sasso nella scarpa che Ernia fa la riflessione più amara: “E’ un brano sui social. La prima strofa è su Twitter, che è solo rumore, serve per far ‘scoreggiare il cervello’ perché chiunque sente il diritto di dire la sua anche se non ne sa nulla e anche se il suo pensiero è sbagliato. La seconda strofa è invece su Instagram, che è più legato all’apparenza: conta come sei vestito e se hai la faccia simpatica. Con i social tutti si sentono partecipi e credono di dare un contributo postando un commento: io poi non ho mai capito perché si debba commentare negativamente qualcosa. Credo di avere una vita abbastanza piena e se una cosa non mi piace semplicemente non la guardo: invece i social sono pieni di ‘Giacomino03’ che non vedono l’ora di far sentire che ci sono per sfogare la loro rabbia. Se poi tu provi a rispondere partono all’attacco dicendo che tu hai successo perché ti sei venduto, perché fai parte del sistema. Come se fossi un rettiliano. Non vogliono capire che toccherebbe a loro fare qualcosa, darsi da fare per uscire dalla noia e dal nulla cosmico. Anziché stare seduto in piazza, in questi anni credo di aver imparato un lavoro e penso che i ragazzini che vogliono fare rap riusciranno a farcela se sapranno riconoscere la posizione e il loro ruolo: molti di loro non ce l’hanno proprio la stoffa del rapper, e non pensano quella è solo la punta dell’iceberg, perché nella filiera dell’hip-hop si può essere anche manager, ufficio stampa, produttore”.

In attesa di assistere alla sua prossima evoluzione, viene da chiedersi a che punto è il “viaggio” di Ernia verso il “centro”: “Sicuramente ho saputo distinguermi per originalità, e se un giorno la mia barca dovesse affondare io andrei a fondo da solo, e non per aver seguito una moda. In centro però non ci sono ancora arrivato, ed è meglio così, perché essere già al centro a 25 anni significa dover combattere troppo a lungo per restarci“.
Sincerità, appunto.

Nicola Lombardo, “Bosco”. Pop per la post-adolescenza

BITS-RECE: radiografia emozionale di un disco in una manciata di bit.

L’adolescenza, lo sappiamo, ha dei confini ben precisi: inizia intorno ai 12/13 anni e finisce in gloria con i 19, quando cioè si smette per definizione di essere teenager. E dell’adolescenza ce ne hanno parlato un po’ tutti: sociologi, antropologi, psicologi, insegnanti e tutti quelli che a torto o a diritto hanno una qualche qualifica di “esperto”. Quello di cui in pochi ci hanno sempre parlato è il periodo che arriva subito dopo la fine dell’adolescenza. Perché ok, sappiamo che nella fase teen si attraversano veri e propri traumi esistenziali (i brufoli, la scoperta della sessualità, gli tsunami ormonali, l’odio incondizionato verso le regole e verso il mondo, via così), ma non è che quando arriviamo ai 20 anni le cose cambino molto in meglio.
Della post-adolescenza infatti non ce ne parla nessuno, e nemmeno si sa con certezza quanti anni occupi nella vita di noi miseri esseri umani. Non siamo più “ragazzi”, ma – nonostante la carta d’identità – siamo anche ben lontani dall’essere veramente adulti, cioè ormai padroni di responsabilità, certezze, chiarezza sul futuro.
Un po’ di luce sulla post-adolescenza ha provato a farla con la musica Nicola Lombardo, cantautore milanese naturalmente post-adolescente, che ha provato a raccontarla negli 11 brani del suo nuovo album, Bosco.

Lo stampo stilistico è quello leggero dell’indie pop elettronico, figlio di certi ascolti degli ultimi anni, ma memore anche di certe produzioni anni ’80, mentre lo storytelling delle tracce è fatto di cesellature e di dettagli di ordinaria quotidianità, senza evitare però di provare a dare voce ai sentimenti: da una sciarpa, al cielo del mattino, passando per le insicurezze legate alla lontananza e a una precarietà che sembra ormai naturale, e poi gli ex che ricompaiono, la stramaledetta friendzone, le paure che restano le stesse…
Lontano dal cedere allo sconforto per una generazione che sembra aver perso la strada di casa, lo stato d’animo con cui Lombardo presenta il suo punto di vista oscilla tra un lieve cinismo e un’ironia più distaccata, e anche quando sembrerebbe non esserci possibilità di scampo non si può non fare un mezzo sorriso.

Se mai vi fosse passato per la testa che il peggio era passato con la fine dell’adolescenza, la canzoni di Bosco vi sveleranno una più amara realtà, ma sapranno renderla anche più dolce.

Eman: il nuovo album arriva il 19 aprile


Anticipato nel corso dell’ultimo anno dai singoli Icaro, Milano, Tutte le volte e Giuda, il 19 aprile esce Eman, il nuovo album di Eman.

I 10 brani dell’album, scritti e composti dallo stesso Emanuele Aceto, sono il personale manifesto del cantautorato dell’artista: uno stile che esce dalle solite definizioni e nel quale si ritrovano insieme influenze elettroniche, rock e rap, che Eman ha definito nel tempo insieme al fidato produttore SKG.

Eman è il disco che volevo scrivere. Dentro ci sono le parole, le immagini e i concetti che volevo esprimere e che hanno preso corpo e anima grazie alla musica di Mattia (SKG). Negli ultimi anni mi sono dedicato completamente alla musica senza preoccuparmi delle aspettative e senza mai guardarmi indietro. Ne è venuto fuori un concept album intimo sì, ma di un intimità collettiva.  Nei brani che lo compongono, chiunque può ritrovare un po’ del proprio vissuto e osservare e riflettere su uno spaccato del mondo che lo circonda”.

Questa la tracklist:
Danziamo Dentro Al Fuoco
Icaro
Fiume
Giuda
Tutte Le Volte
Silk
Milano
Senza Averti Vista Mai
3 a.m.
Ritorno a Casa (La Ballata di Aldo il Clochard)

https://www.youtube.com/watch?v=4IwGzUNvAbw

Valeria Vaglio, “Mia”. Amore elettronico

BITS-RECE: radiografia emozionale di un disco in una manciata di bit.

Nero, bianco, blu elettrico, rosso, giallo, oro. Valeria Vaglio descrive con questo particolare arcobaleno a sei colori le tracce dell’EP Mia. Sei colori accesi, vividi, qualche volta in contrasto, ma affiancati uno all’altro.
A cinque anni dall’ultimo album, l’artista barese torna con il racconto di una storia che si è sviluppata nell’arco di un anno, e lo fa con una decisa svolta stilistica, usando i suoni sintetici e grondanti di bpm di un pop elettronico.

Accompagnati da atmosfere che rimandano agli anni ’80 e ’90, i testi dei nuovi brani parlano di un amore viscerale, carico di passionalità carnale, come nella titletrack; un amore che quando si manifesta assale con voracità e con l’istinto, ma che sa anche nascondersi dietro al silenzio per farsi desiderare; un amore tenuto in vita con la pazienza dei piccoli passi, con i dettagli di una mattina di primavera; un amore di partenze disperate e di ritorni.
Fino a quando tutto torna a quadrare e ci si ritrova in due ad augurarsi il meglio, sulla poesia appena accompagnata al pianoforte di Le cose che dicono.