#MUSICANUOVA: Francesco Gabbani, Selfie del selfie

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A un anno dall’uscita di Magellano, Francesco Gabbani pubblica Selfie del Selfie.

Non un nuovo singolo e nemmeno un inedito: il brano è infatti la traccia fantasma dell’album, che appare, dopo qualche minuto di silenzio, alla fine del disco.
Ad accompagnarla un video con le immagini live dell’ultimo anno trascorso sul palco: un modo per ringraziare le oltre 140.000 persone che hanno seguito Gabbani nelle tappe del tour e raccontare, attraverso l’uso delle immagini, un anno di concerti.

A luglio e agosto Francesco Gabbani sarà impegnato con il #GABBALIVE18, un mini-tour estivo che lo vedrà esibirsi in ambientazioni suggestive in cui disegnerà il proseguo del suo viaggio artistico ed emozionale.

Queste le date:
6 luglio – Codroipo (UD), Villa Manin, Estate in Villa
8 luglio – Vigevano (PV), Cortile del Castello, Estate in Castello 2018
26 luglio – Villafranca (VR), Castello Scaligero, Villafranca Festival
2 agosto – Taormina, Teatro Antico
11 agosto – Marina di Castagneto Carducci (LI), MarinArena, Bolgheri Festival
26 agosto – Macerata (MC), Sferisterio, Sferisterio Live

BITS-CHART: Le 30 canzoni del 2017 secondo BitsRebel

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Eccole qua, le magnifiche 30 del 2017.
Arrivati a fine anno, fare un bilancio musicale degli ultimi 365 giorni resta un gioco divertente e spietato, a cui anche stavolta non ho voluto sottrarmi nonostante qualche difficoltà. Ovviamente, si tratta di una selezione parziale e soggettiva: questa non è la classifica di vendita o degli streaming registrati o delle visualizzazioni dei video, ma semplicemente la classifica di BitsRebel, stilata con gusto e giudizio totalmente personali.
30 canzoni scelte e ordinate tra quelle pubblicate durante l’anno, tra mainstream e panorama indipendente, nella scena italiana e internazionale, tra singoli e brani rimasti nascosti all’interno degli album.
Ecco allora il 2017 secondo BitsRebel.
Stay Rebel, forever!
30. Lady Gaga, The Cure
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29. Angelo Sava, Merlo
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28. Fabri Fibra, Fenomeno
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27. Pula +, Addio a modo mio
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26. Sophie, It’s Okay To Cry
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25. Fabio Cinti, Amore occasionale
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24. Taylor Swift, Look What You Made Me Do
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23. Samuel, La luna piena
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22. Fiorella Mannoia, Siamo ancora qui
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21. Francesco Gabbani, Occidentali’s Karma
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20. Giso featuring Romina Falconi, Solo sesso

19. Mannarino, Un’estate

18. Francesco Gabbani, Spogliarmi

17. Noemi, Autunno

16. Nina Zilli, Il mio posto qual è

15. L’aura, Il pane e il vino

14. Ilaria Porceddu, Sette cose

13. Brooke Candy, Living Out Loud

12. Amara, Grazie

11. Arca, Piel

10. unòrsominòre., Varsavia
Un’aria greve, nuvolosa e desolante fa da sfondo a questo brano in cui riferimenti storici e letterari si accumulano in un denso flusso di pensieri. Una canzone maestosa che avanza lenta e inesorabile, partorita nell’underground nostrano dalla mente di Emiliano Merlin, celato dallo pseudonimo di unòrsòminòre., e che meriterebbe un posto di riguardo nel moderno cantautorato italiano.

9. Fergie, Love Is Pain
Se ascoltando Love Is Pain avrete (o avete avuto) l’impressione che qualcosa vi suonasse famigliare, non siete proprio fuori strada, perché anche se nei crediti ufficiali non se ne fa menzione la canzone è una sorta di omaggio a Prince. “Il dolore è amore e l’amore è dolore”, canta Fergie, e lo spettacolo è tutto lì, negli occhi e nelle orecchie.

8. Miley Cyrus, Malibu (Lost Frequencies Remix)
Quando il remix fa meglio dell’originale. Il country-rock dell’album version di Malibu mi aveva lasciato un po’ l’amaro in bocca, ma poi tra i remix ufficiali è spuntata fuori questa versione house firmata Lost Frequencies: leggerissima e semplicemente magica.

7. Fabrizio Moro, Pace
Un grido disperato di aiuto, una preghiera levata altissima, e nello stesso tempo un manifesto di intenti e di speranza. Fabrizio Moro ha messo in Pace tutta la carica viscerale di cui è capace, regalandoci un momento di autentico amore. 

6. Christaux, Surreal
Christaux, ovvero Clod, ovvero la metà maschile degli Iori’s Eyes, quest’anno ha pubblicato Ecstasy, un album di pop elettronico dal profilo magniloquente, barocco e liturgico. Tra i momenti più struggenti e paradossalmente più scarni, Surreal si fa strada con la sua melodia disarmante e accecante.

5. Noemi, I miei rimedi
Per il suo nuovo album, in arrivo presumibilmente appena dopo Sanremo, Noemi sembra aver optato per l’elettropop. La sua versione di I miei rimedi dei La Rua (ma inizialmente proposto a lei per Sanremo 2016) ha il graffio giusto per parlare delle disillusioni e degli equivoci con cui troppo spesso ci difendiamo inutilmente dai colpi dell’amore. E il video è una delizia.

4. Baustelle, Amanda Lear
Primo singolo estratto da L’amore e la violenza, Amanda Lear non è semplicemente un omaggio all’icona degli anni ’70 e ’80, ma soprattutto un esempio di pura poesia “bianconiana” con la sua patina di malinconia, il racconto di qualche amore vissuto di sfuggita e un pungente profumo di vita. I Baustelle sono e restano una certezza.

3. Brooke Candy, Volcano
Se il pop ha un volto sporco e cattivo, non può che essere quello di Brooke Candy. Il 2017 sarebbe dovuto essere l’anno del grande salto verso il mainstream, ma i disaccordi con la Sony hanno bloccato l’uscita del suo primo disco. Lei però si è rimessa al lavoro e ha riesumato Volcano, un pezzo che aveva da un po’ nel cassetto: il risultato è una seduzione tra pop elettronico e rap, con un testo che esplode di metafore incandescenti.

2. Romina Falconi, Cadono saponette
Nessuno in Italia sa fare pop come Romina Falconi, mescolando ironia e spietata verità. In Cadono saponette tutto questo è evidente: chi altro avrebbe il coraggio di dirvi che “il pessimismo in amore può far bene”? Eppure sappiamo tutti quanto sia maledettamente vero. Perché almeno una volta tutti ci siamo piegati… alle regole della vita.

1. Miley Cyrus, Younger Now
Diciamolo pure, la svolta country di Miley Cyrus non ha particolarmente convinto il pubblico e Younger Now, il suo ultimo album, ha fatto registrare numeri piuttosto miseri. Resta il fatto che la titletrack è una delle cose che sprizzano più gioia tra quelle sentite quest’anno: un inno al cambiamento e un manifesto di rinnovata giovinezza. Mi è entrata nelle orecchie ad agosto e non ci è mai uscita, marchiando definitivamente il mio 2017.

La playlist dei brani è disponibile a questo link.

BITS-CHAT: Sguazzare nei propri limiti. Quattro chiacchiere con… Francesco Gabbani

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27 novembre 2015
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È questa la data che ha dato inizio al periodo mirabilis di Francesco Gabbani. Quella sera infatti, durante lo speciale in diretta su Rai 1 la sua Amen si è guadagnata l’accesso tra le Nuove Proposte di Sanremo 2016 e soprattutto portava il suo nome davanti al grande pubblico.
Da lì in avanti è stato un susseguirsi di successi, impegni, concerti: la partecipazione al Festival e la vittoria, i primi dischi di platino, il ritorno a Sanremo nel 2017 con Occidentali’s Karma e la nuova vittoria, questa volta nella categoria principale, i cinque dischi di platino del singolo e le oltre 160 milioni di visualizzazioni del video, l’album Magellano certificato platino e il lungo tour estivo.
Tutto fino ad arrivare oggi alla riedizione dell’album, chiusura perfetta di un cerchio: Magellano torna infatti in vendita con un secondo disco registrato dal vivo durante i concerti di questa estate, con all’interno anche molti brani di Eternamente ora, l’album pubblicato lo scorso anno.
Gabbani mette così il punto finale a un folgorante capitolo di vita e di carriera.
Si chiude l’era “della scimmia” – che in realtà è stata anche molto, molto di più – tra note di filosofia e un’ironia non sempre compresa.

E se Gabbani vi dicesse che vi ha dedicato una canzone… beh, aspettare ad ascoltarla prima di farvene un vanto!
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Siamo arrivati alla conclusione di un ciclo?
Direi di sì. In questi due anni ho avuto tante soddisfazioni, ma adesso mi sento stanco, è stata una corsa continua. Proprio pochi giorni fa ho finito le riprese del video di La mia versione dei ricordi, che arriverà in radio il 24 novembre: l’abbiamo girato in montagna, sulle Dolomiti, dove c’erano 7 gradi sotto zero. Anche questa esperienza ha contribuito a provarmi un po’.
Qual è la soddisfazione più grande che ti sei tolto dal successo di Amen ad oggi?
Al di là dei messaggi poetici, devo dire che la soddisfazione più grande è stata essere riuscito a vivere di musica. Dopotutto, la vita è fatta di lavoro: solo così si guadagna un posto nella società, e io da quest’anno ho ottenuto l’indipendenza facendo quello che mi piace.
Un aspetto negativo in tutto quello che ti è successo riesci a trovarlo?
Il non poter stare per conto mio, tra me e me. È un prezzo che devi pagare con la notorietà, e ne ero consapevole.
Il CD live che accompagna la nuova edizione di Magellano si intitola Sudore, fiato e cuore, tre parole simbolo degli ultimi mesi?
Fanno parte del ritornello di Magellano, e descrivono bene lo stato d’animo che ha accompagnato il tour, e più in generale tutto il percorso che mi ha fatto arrivare qui: sudore, perché ce n’è stato tanto, fiato, perché è servita parecchia resistenza, e cuore, perché è stato tutto pieno di emozioni.
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È un successo che ti ha colto di sorpresa?
Sì, soprattutto perché un caso come il mio non si vedeva da parecchio in Italia: ho sempre creduto in quello che ho fatto, ma quando il pubblico mi ha conosciuto con Amen, a Sanremo, non avevo alle spalle una grande esposizione mediatica o televisiva, non faccio parte del mondo dei talent e non sono più giovanissimo. Era da diversi anni che non succedeva qualcosa di simile.
Dopo il successo di Occidentali’s Karma, all’Eurovision si è creata una pressione fortissima su di te, e in molti ti davano per favorito. Sei rimasto deluso per come è andata?
Proprio per come è andata sono sicuro di aver vissuto quell’esperienza con lo spirito giusto, e cioè non essendo per nulla convinto di poter vincere. A me il successo è arrivato quando nessuno ci avrebbe scommesso, per cui immaginavo che il destino avrebbe riservato la stessa sorte a qualcun altro, e così è stato. Al di là di tutto però, l’Eurovision ha permesso a Occidentali’s Karma di prendere un respiro internazionale, e sono molto contento dell’accoglienza che ho ricevuto. Inoltre, se avessi vinto non mi sarei potuto concentrare sul pubblico italiano.
C’è un mercato straniero in cui ti piacerebbe lasciare un segno?
D’istinto ti direi l’America, perché è un po’ la grande ambizione, ma so che è quasi impossibile. Non ci ho mai pensato molto, anche perché per poter lasciare davvero un segno all’estero serve l’inglese, ma io non lo padroneggio ancora abbastanza bene nella scrittura per poterne fare una licenza poetica.
Non temi un po’ di essere ricordato solo come “quello della scimmia”?
Per strada mi capita ancora di sentire “Gabbani, dove hai lasciato la scimmia?”, ma fortunatamente sono sempre meno, e ci sono invece quelli che apprezzano il fatto di aver citato Desmond Morris. Sapevo che poteva succedere, me ne prendo la responsabilità, e mi rendo anche conto che la presenza della scimmia è stato forse l’elemento che ha permesso alla canzone di restare più impressa. Devo anche dire che mi dispiace un po’ che Tra le granite e le granate non sia stata compresa da tutti fino in fondo, e che molti si siano fermati al divertimento del gioco di parole e delle sonorità orecchiabili. È una riflessione che ho fatto, e con cui però ho fatto pace, perché in fondo mi ha fatto capire che le mie canzoni hanno due tipi di pubblico: quello che le capisce e quello a cui sono dedicate.

Hai già nuovi pezzi pronti?
No, in questi mesi non sono riuscito a scrivere niente. Però sul telefono ho qualche centinaio di note vocali che mi sono registrato quando mi veniva in mente qualcosa da utilizzare in futuro.
Le celebrazioni degli ultimi successi si concluderanno il 20 gennaio al Mandela Forum di Firenze: cosa hai in mente?
Posso ancora dire poco su quello che succederà sul palco. Di sicuro però, so già che quel concerto rappresenterà una sorta di upgrade di quanto ho fatto sinora. Ci saranno più musicisti e porterò in scena una sorpresa a cui tengo molto, da tempo, e che finalmente si concretizzerà. Per me sarà anche l’esordio nei palazzetti, visto che sarà la prima volta che suonerò in una location simile.
Per concludere, una domanda di rito per BitsRebel: che significato dai al concetto di ribellione?
Si prende una lunga pausa per pensare, poi mi guarda e scandendo le parole dichiara: La ribellione è il coraggio di rinunciare alla libertà dei propri limiti. Sì, lo so che detta così non vuole dire niente, ma adesso ti spiego. Normalmente ci viene detto che bisogna fare di tutto per superare i propri limiti, invece io credo che uno degli errori che si possano fare è diventare qualcosa che non si è, soprattutto perché ci sono dei limiti che non dipendono da noi, ci vengono imposti. La consapevolezza dei limiti non deve servire a infrangerli, ma deve spingerti a sguazzarci dentro, a tirare fuori il massimo da quello spazio in cui il tuo territorio è delimitato. Prendiamo la mia voce ad esempio: io so che oltre a una certa nota non posso andare, e se ci provassi sarei ridicolo, non ci riuscirei. Quello che devo fare è capire come sfruttarla al meglio per dare emozioni restando dentro ai miei limiti. Un po’ come la scimmia, che è stata il mio limite ma anche la mia libertà.

Francesco Gabbani all’Eurovision. Chi entra papa…..


Cronaca di una sconfitta che ci siamo tirati addosso. Ovvero, chi entra papa poi esce cardinale.Quante volte lo abbiamo detto e lo abbiamo sentito dire? Una regola che sembra inossidabile, in ogni situazione e in ogni tempo, come una tremenda legge di Murphy al contrario.

Francesco Gabbani ne è stato solo l’ultima vittima. 

A Sanremo la mannaia si era abbattuta sulla Mannoia (bisticcio di termini mai così azzeccato), osannata vincitrice già prima dell’inizio della kermesse e poi finita al secondo posto, scavalcata proprio da Gabbani, con la sua scimmia e il ciclone di Occidentali’s Karma.

A fronte di un tale successo, a detta di molti inaspettato, in vista della partecipazione all’Eurovision Song Contest, gli occhi di tutti si erano quindi puntati sul “mascalzone” di Carrara, e già da settimane non solo in Italia, ma in diversi angoli d’Europa, si erano levati pronostici (troppo) ottimisti sull’esito finale del concorso a vantaggio del nostro paese.

Beh, alla fine papa Gabbani all’Eurovision ci è uscito davvero cardinale, se non addirittura vescovo, perché non è che la vittoria sia sfuggita per un soffio di voti, ma è proprio stata mancata alla grande, e l’Italia è scivolata ben sotto al podio, vedendosi superata tra gli altri da Moldavia, Bulgaria e Portogallo, poi risultato vincitore con Salvador Sobral e la sua Amar Pelos Dois.

Una sconfitta che brucia, tanto, perché quest’anno ci credevamo tutti, come mai era successo prima. Spiace anche per Gabbani, che probabilmente è arrivato a quest’avventura con la leggerezza che lo contraddistingue sempre, senza farsi le grandi aspettative che invece gli erano state buttate addosso da noi tutti.

Pazienza, Occidentali’s Karma è e resta un gran pezzone, che forse non è stato compreso fino in fondo, perché la sua forza sta per metà nella freschezza sonora del suo pop, e per metà nel testo, caustico e acuto al punto giusto. Oppure più semplicemente in Europa si ascolta e si apprezza altro. Almeno, il premio della stampa se lo è aggiudicato.

Fatto sta che la scimmia nuda non ha fatto il colpaccio che ci si aspettava, e la vittoria è andata a una canzone che – diciamocelo pure fuori dai denti – è musicalmente noiosa e ammorbante come poche altre. Se poi a far presa sul pubblico e le giurie sia stata la storia strappalacrime di Sobral non lo so, e francamente è un’ipotesi che preferirei non considerare neanche.

L’Italia torna a casa con una sonora batosta piazzata tra capo e collo, anche se Occidentali’s Karma continua a macinare download, visualizzazioni e apprezzamenti sul web. Che poi alla fine è quello che ogni artista cerca davvero.

Piuttosto che crucciarci, cerchiamo di trarre un piccolo insegnamento da questa esperienza, e impariamo a non fare gli spavaldi senza aver prima fatto i famosi conti senza l’oste, sia che si tratti dell’Eurovision, di una partita di campionato o di un torneo alla bocciofila sotto casa.

A marginare di questi pensieri vorrei inoltre manifestare un certo fastidio che ho provato nell’ascoltare i commenti di Flavio Insinna e Federico Russo durante le dichiarazioni di voto dei vari Paesi: man mano che diventava chiaro che per Gabbani si metteva male, i due presentatori si sono lasciati andare a frasi stizzite e piene di rancore verso gli altri concorrenti e i rappresentanti delle varie giurie. Capisco la passione e la tensione del momento, ma sotto certi livelli si può tranquillamente evitare di scendere, soprattutto quando si è in diretta su Rai 1.

Adesso comunque abbiamo tempo un anno per prepararci, con una buona canzone e soprattutto nervi saldi.

Magellano: non solo scimmie nel viaggio del "mascalzone" Gabbani

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Magellano
è il disco dell’anno dell’uomo dell’anno.

Lo è almeno da febbraio, da quando, cioè, Francesco Gabbani ha sconvolto (davvero inaspettatamente??) ogni pronostico degli “esperti”, che sulla sola fiducia del nome davano per vincitrice sanremese la Mannoia. Se posso dirla tutta, fin dal primo ascolto mi sembrava abbastanza ovvio che Occidentali’s Karma fosse destinata come minimo al podio, ma forse tra i corridoi della BMG non erano altrettanto ottimisti, visto che all’epoca del Festival l’album non era ancora pronto ed esce solo adesso, a ridosso di maggio, a una manciata di giorni dall’Eurovision Song Contest, dove – guarda caso – Gabbani è dato come super-strafavorito. Ma visto che notoriamente chi entra papa poi esce cardinale, lascio da parte tutte le chiacchiere future e vado a concentrarmi su di lui, Magellano, l’ultima creatura gabbanesca.
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Diciamolo, Gabbani è un vero mascalzone, di quelli buoni e simpatici, uno che – almeno in apparenza – sa prendere la musica per quello che è, un gran divertimento, qualcosa che deve far piacere sia a chi la ascolta sia a chi la fa. Il che non significa fare le cose con leggerezza e qualunquismo, ma farle sapendo che non si sta salvando il mondo e darsi arie intellettualoidi e seriose non serve poi a granché. È forse per questo che il suo nome è stato più volte associato a quello di Celentano, un campionissimo della musica italiana che da mezzo secolo sembra non aver smesso un minuto di guardare la musica con aria sorniona e un mezzo sorriso costantemente stampato in faccia.
Avrebbe potuto giocarsela facile Gabbani con questo album: con il singolo sanremese ancora altissimo in classifica e tutta l’attenzione di pubblico e stampa puntata addosso, il mascalzone di Ferrara avrebbe potuto buttar lì una manciata di pezzi facili facili, di quelli elettropop che tanto piacciono adesso alle radio, con un paio di bombe da sganciare tra primavera ed estate per far colpo un’altra volta, e tutto sarebbe probabilmente filato liscio.
E invece no. Perché l’impressione è che a Gabbani fare musica piaccia terribilmente, con immenso divertimento, e che quindi abbia voluto dare tagli e forme ben precise al suo nuovo album.
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Il titolo, Magellano, è ovviamente un omaggio al grande esploratore, e vuole essere un richiamo al viaggio, inteso in ogni sua forma, fisica e interiore. Dentro al disco, nove tracce (8 inediti e la cover di Susanna, Susanna di Celentano) che hanno come comune denominatore un certo brio, una vitalità costante che passa attraverso tutti gli umori dei brani, dal divertimento di Tra le granite e le granate all’ironia (tanta, tantissima) di Pachidermi e pappagalli al disincanto di A Moment Of Silence, fino alle riflessioni solitarie di Stelle al gelo e Spogliarmi.
Magellano non è musicalmente il disco che molti si aspettavano, è qualcosa di molto più ampio, qualcosa che va oltre Occidentali’s Karma, pur essendo l’habitat perfetto per Occidentali’s Karma. Perché Gabbani è anche quello “della scimmia”, ma non è solo quello. È un cantautore con una propria visione delle cose e con la capacità di passare da un livello emozionale all’altro, e insieme a lui lo sono i suoi fidi compagni di musica, Fabio Ilacqua, Filippo Gabbani e Luca Chiaravalli.
E Magellano è album intelligente e pop, di un artista abbastanza cresciuto e lucido da non farsi travolgere dal vuoto cicaleccio dello showbiz e che sembra non cercare a tutti i costi plausi e lusinghe, ma si fa la sua strada sorridendo sotto i baffetti.

Tanto lui lo sa, pianta rei. E ha ragione, oh, come ha ragione!

Francesco Gabbani: dal 19 giugno il tour

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Mentre Occidentali’s Karma continua a macinare numeri stellari – 45 milioni di visualizzazioni su YouTube, disco di platino – in attesa dell’uscita del nuovo disco, previsto tra fine aprile e inizio maggio per BMG, aprono l’8 marzo le prevendite delle prime date del nuovo di Francesco Gabbani, che partirà il 19 giugno da Verona.

Il tour è organizzato da International Music and Arts.
Queste le prime date confermate e i dettagli:
19 giugno VERONA Teatro Romano
Ore 21.15
Rumors Festival
Prevendite: www.ticketone.it – www.geticket.it (Unicredit)
Info: www.eventiverona.it – www.internationalmusic.it
Prezzi dei biglietti: 20/30€ + d.d.p
Inizio prevendite: 07/03/2017
20 giugno TORINO Gru Village
Ore 22.00
Prevendite: www.ticketone.it – www.piemonteticket.it
Info: www.gruvillage.com
Prezzi dei biglietti: 17€ + d.d.p
i bambini sotto i 7 anni entrano gratuitamente
Inizio prevendite: 08/03/2017
25 giugno SOGLIANO AL RUBICONE piazza Matteotti
Ore 21.30
Prevendite: www.ticketone.it – www.ciaotickets.com
Info: Pulp concerti 0541785708
Prezzi dei biglietti: 30€ posti seduti – 20€ posti in piedi
i bambini sotto i 10 anni entrano gratuitamente
Inizio prevendite: 07/03/2017
27 giugno CARPI piazza Martiri
Ore 21.30
Carpi Summer Fest
Prevendite: www.ticketone.it – www.vivaticket.it
Info: www.internationalmusic.it tel 059644688
Prezzi dei biglietti: 17/22/25/30€ + ddp
i bambini sotto i 10 anni entrano gratuitamente
Inizio prevendite: 10/03/2017
28 giugno BRESCIA piazza della Loggia
Ore 21.30
Prevendite: www.ticketone.it – www.vivaticket.it
Info: www.cipiesse-bs.it
Prezzi dei biglietti in prevendita: 20/28,70€ + ddp
Prezzi door (la sera del concerto): 15/23/33/35€
Ridotto ragazzi: 11,40€ + ddp
Ridotto ragazzi door: 15€
Inizio prevendite: 08/03/2017
29 giugno MILANO Carroponte
Ore 21.00
Via Granelli 1 – Sesto San Giovanni (Mi)
Prevendite: www.ticketone.it – www.mailticket.it
www.liveclub.it – www.shiningproduction.com
Info: www.carroponte.org
Prezzi dei biglietti: 22€ + ddp
Ridotti: gratuito fino a 8 non compiuti
10€ da 8 a 12 anni non compiuti (solo in cassa)
Intero dopo i 12 anni compiuti
Inizio prevendite: 07/03/2017
7 luglio LIGNANO SABBIADORO, Arena Alpe Adria
Ore 21.30
Prevendite: www.ticketone.it
Info: www.azalea.it
Prezzi dei biglietti: 25€ + ddp
Family pack: 20€ + ddp
Inizio prevendite: 07/03/2017
15 luglio ROMA Parco della Musica, Cavea
Ore 21.00
Luglio Suona Bene 2017
Prevendite: www.ticketone.it
Info: www.auditorium.com – www.internationalmusic.it – www.ventidieci.it
Prezzi dei biglietti: 20/25,25/30,50€ + ddp
Inizio prevendite: 07/03/2017
2 agosto PESCARA Teatro Monumento D’Annunzio
Ore 21.00
Prevendite: www.ticketone.it – www.ciaotickets.com
Info: www.alhena.it
Prezzi dei biglietti: 23/28,75€ prevendita inclusa
Inizio prevendite: 07/03/2017
11 agosto FORTE DEI MARMI Villa Bertelli
Ore 21.30
Prevendite: www.ticketone.it – www.boxol.it
Info: www.villabertelli.it
Prezzi dei biglietti: 17,50/21,70/26/30€ + ddp
Inizio prevendite: 14/03/2017
9 settembre NAPOLI Arenile
Ore: 22.00
Prevendite: www.go2.it
Info: www.areniledibagnoli.it
Prezzi dei biglietti: 13 €+ ddp
Inizio prevendite: 07/03/2017

a quarta serata

E via, anche la quarta serata è andata. Scorrono velocissimi come sempre i giorni di Sanremo e ormai, arrivati al secondo ascolto, tutta l’attenzione più che sulle canzoni è sul piazzamento che avranno nella classifica finale di stasera.
Intanto il primo verdetto è arrivato con la proclamazione di Lele a vincitore delle Nuove Proposte, e molti dicono che se lo aspettavano. Io sinceramente no, anche se è indiscutibile che il ragazzo partiva un passo avanti avendo dalla sua una dose di notorietà arrivata dalla partecipazione ad Amici.

Detto ciò, passiamo alla gara dei Campioni.
Questa volta la mannaia è caduta su Ron, Giusy Ferreri, Al Bano e Gigi D’Alessio: esito in buonissima parte prevedibile e direi anche condivisibile.

Tra i restanti 16, sembra ormai definirsi chiara una cinquina destinata a occupare i piani alti della classifica finale, vale a dire Gabbani, Mannoia, Meta, Turci e Bravi, non necessariamente in quest’ordine.
Perché se è vero che alla vigilia del Festival gli elogi erano solo per Fiorella Mannoia ed Ermal Meta, nel corso delle serate è piombato il ciclone Gabbani a scompigliare le carte, facendosi largo a suon di gomitate e balletti. La Mannoia ha sì un gran pezzo, ma – come già avevo avuto modo di osservare – troppo in linea con i suoi standard, e questo potrebbe rivelarsi un freno. Su Meta non si può francamente dire nulla, se non riconoscere il talento di un cantautore che finalmente si sta prendendo il giusto riconoscimento.



Ci sono poi alcune canzoni partite in sordina ma che di ascolto in ascolto si sono fatte forza, come Il diario degli errori di Michele Bravi, tenerissimo nell’affrontare con la sua giovane età le pesanti parole di quel testo (ah, se ascoltate la canzone chiudendo gli occhi potreste simpaticamente risentire Noemi…), e soprattutto Ora esisti solo tu di Bianca Atzei. E qui devo fare mea culpa, perché verso di lei ero pieno di pregiudizi, come molti altri del resto: sì, è vero, la Atzei non ha mai piazzato un successo in classifica, non vende, non viene passata in radio (eccezion fatta per RTL), forse è davvero raccomandata e probabilmente la sua collocazione tra i Campioni è frutto più di diplomazia altrui che non di un vero pedigree, ma la sua canzone ha un giro melodico assassino che ti si pianta in testa. Tutto il resto, a questo punto, non mi interessa, e le sue lacrime durante l’ultima esibizione mi sono sembrate sincere. Chiamatemi anche stupido, ma io la salvo.


Sensazionale poi Paola Turci, che sta facendo di questa partecipazione al Festival una vera e propria occasione di rilancio tra il grande pubblico.
Tra gli altri, pienamente promossi Samuel ed Elodie, che ieri sera si è riscattata dopo un esordio un po’ spento. Non vincerà, perché la canzone non è abbastanza forte, ma se saprà muovere bene i prossimi passi penso potrà fare belle cose e si scrollerà dalle spalle l’ombra di Emma.


Occidentali’s karma: il pop elettronico di Gabbani torna a Sanremo

Dopo gli ottimi risultati dello scorso anno, il prossimo 7 febbraio Francesco Gabbani torna sul palco dell’Ariston tra i big, per presentare Occidentali’s karma, un brano scritto insieme al fratello Filippo Gabbani, a Fabio Ilacqua e a Luca Chiaravalli.
La canzone, in uscita nelle radio, in download e in streaming dopo la prima esibizione al Festival, sarà contenuta nel nuovo disco che verrà pubblicato a fine aprile per BMG, e di cui si termineranno le registrazioni dopo Sanremo.
Il brano sarà anche disponibile in edizione 45giri colorato, a tiratura numerata e limitata (1000 copie).
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Per Francesco Gabbani, “occidentali non identifica l’occidente geografico o l’uomo occidentale, ma il modello culturale occidentale e gli effetti sull’uomo contemporaneo. Occidentali’s Karma è uno spaccato sulla contemporaneità. Le nostre azioni, le nostre scelte, tracciano quello che possiamo chiamare destino o Karma. Protagonista è l’uomo, che, pur presentandosi in giacca e cravatta, non sembra essere tanto cambiato dal suo progenitore che viveva nelle caverne e che, spogliato delle sue sovrastrutture, si presenta per quello che è, ovvero una scimmia nuda”.